NFT – Non fungible token…certificato di proprietà digitale. – di Valentina Moro

TAG: Business & Marketing, In Evidenza, Innovazione, Blockchain, Certificato di proprietà digitale, NFT, Non fungible token

Vivendo nell’era digitale, in cui tutto è condivisibile, interscambiabile e facile è l’accesso ai contenuti e la loro replica, fondamentale ne diventa la loro tutela. Dall’interesse dei creatori di contenuti digitali per la tutela della proprietà intellettuale, si è giunti oggi alla creazione dei NFT – Non fungible token. Ossia, “gettone non fungibile” in riferimento al bene digitale che non può essere riprodotto, in quanto detiene delle caratteristiche uniche. Si tratta di un certificato di proprietà di un bene intellettuale e in sostanza, vengono create sotto forma di file delle opere la cui riproduzione è vietata. Con l’NFT viene attribuito il certificato univoco al file originale che, diventando unico assumerà un valore importante.

Blockchain

Come ottenere un NFT – Non fungible token.

Il certificato NFT, ossia l’unicità del file si ottiene iscrivendosi a dei siti speciali e fare la richiesta. L’artista altro non deve fare, se non caricare il file della sua opera e pagare una quota fissa di circa 80 o 100 euro per ottenere la blockchain. Sequenza che verrà poi memorizzata in un registro idoneo, dopo diverse convalide tramite computer. È costituita da una serie di blocchi senza alcuna possibilità di modifica ed è già utilizzata nelle criptovalute.

Blocchi di NFT

NFT – assumeranno valore di Atti di proprietà?

I file potranno essere venduti esclusivamente in cambio di Ethereum o Bitcoin. Gli appassionati di arte digitale sono disposti a spendere cifre astronomiche per tali opere dall’irripetibile riproduzione. Infatti, per tirar le somme, sappiamo che il quadro digitale più costoso è stato venduto al prezzo di 6 milioni di dollari. Il primo tweet scritto dallo stesso fondatore del Social, Jeck Dorsey è stato venduto a 2,5 milioni di euro. Il grande retroscena potrebbe presentarsi però un altro giorno quando, nella necessità di produrre un atto di proprietà di beni fisici, potrebbe non essere necessario un notaio. Infatti , gli NFT potrebbero sostituirsi a tali atti.

Fonte: QuiFinanza;

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Netflix, nascerà la divisione gaming? – di Silvia Becattini

TAG: Business & Marketing, Gaming, In Evidenza, Electronic Arts, Facebook, Mike Vertu, netflix, Streaming

Netflix, il colosso statunitense che si occupa di distribuire online contenuti d’intrattenimento, film e serie tv, potrebbe essere orientato anche ad espandersi verso il gaming.

Da noleggio DVD a colosso dello streaming in abbonamento

Quello che oggi è un brand conosciuto in tutto il mondo, viene fondato nell’agosto 1997 a Scotts Valley in California, da Marc Randolph e Reed Hastings. Netflix è stato lanciato il 14 aprile 1998, con solo 30 dipendenti e 925 DVD disponibili tramite il modello di pagamento in base al canone, con tariffe e scadenze simili a quelle del suo rivale Blockbuster.

Il colosso dello streaming nasce infatti come attività di noleggio DVD. Si potevano fare le prenotazioni via internet e ricevere i dischi direttamente a casa tramite posta. Dieci anni dopo, l’azienda attiva il servizio di streaming online on demand tramite abbonamento. Questo diventa in breve tempo il campo di attività principale di Netflix. Nel 2013 il brand entra anche nel settore della produzione: la sua prima serie è House of Cards – Gli intrighi del potere. Da quel momento, la società di streaming amplia sempre di più la sua produzione, con serie tv, film e altri contenuti “originali Netflix”. (a sinistra, la sede di Los Angeles)

La strada di Netflix verso i videogame

La società, quotata in borsa e dal valore di 225 miliardi (Wired), sembra che stia guardando in modo concreto al settore del gaming, rendendo reali i rumor che si sono creati negli anni. Netflix infatti, ha mosso alcuni passi verso questa direzione, assumendo Mike Verdu. Il designer di videogiochi è un ex dipendente di Electronic Arts e Facebook. In particolare, nell’azienda di Zuckerberg, Verdu era il vice presidente della divisione dedicata allo sviluppo di contenuti e videogiochi per Oculus.

Verdu sarà vice presidente dell’area game development dell’azienda, sotto il comando del Chief Operating Officer Greg Peters. L’intenzione è quella di costruire, nei prossimi mesi, un team. La compagnia ha infatti iniziato a pubblicare annunci per posizioni relative allo sviluppo di giochi sul suo sito.

Insomma, Netflix continua a cambiare e rinnovarsi, anche in funzione della sempre maggiore competitività del settore. Sono molti infatti, i competitor che il brand si trova a dover affrontare sul mercato: Disney Plus, Amazon Prime Video, HBO Max. Creare il proprio settore gaming sembra essere quindi un nuovo modo per l’azienda di mantenersi in vantaggio rispetto ai suoi rivali.

Fonti: Wikipedia, Stay Nerd, Bloomberg

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Wonder Woman sbarca il lunario su fortnite. – di Valentina Moro

TAG: Gaming, In Evidenza, Epic games, Guerriera amazzone su fortnite, Wonder Woman

A completare la Trinità DC. Fortnite dopo Superman e Batman, arriva Wonder Womam, la guerriera amazzone più nota al mondo. Lo ha annunciato Epic Games e così, Wonder Woman sbarca il lunario Fortnite con una skin e una coppa a tema il prossimo 20 agosto. E per questo, da tale data sarà disponibile in negozio il costume completo del set che include altri oggetti.

Oggetti con cui “Wonder Woman sbarca il lunario”.

Tra gli oggetti inclusi nel set, il Deltaplano “Ali d’aquila dorate”, “l’Ascia da battaglia di Atena” e il dorso decorativo “Mantello di Diana” in due diverse varianti e la schermata di caricamento “Trinità della DC”. Inoltre, dal 18 agosto partirà la Coppa Wonder Woman che, consentirà di accaparrarsi la skin gratuitamente. Nel totale la competizione avrà una durata di tre ore e il team composto da due persone dovrà sfidarsi per raccogliere il maggior numero di punti possibili. Conquistando almeno 8 punti si guadagnerà la schermata di caricamento Amazzoni onorarie.

Wonder Woman su Fortnite

“Isola Paradiso ti saluto”.

In sintesi, Wonder Woman da paladina della pace, si presta ad abbandonare l’isola Paradiso per approdare su Fortnite. In tutta la sua esuberanzal e caparbia destrezza, appare pronta per sfidarsi con tutti gli altri membri della Justice League. La vittoria reale vale 42 punti e ogni eliminazione vale 1 punto. Come da prassi, i giocatori devono eserre autenticati a due fattori sul loro account Epic e lo stesso account deve raggiungere il valore 30 o superiore. Inoltre, la scheda Carriera del gioco sarà fruibile per verificare il livello del proprio account. Ancora, si potrà consultare la scheda Competi per conoscere la data di inizio della Coppa nella propria regione. Il Regolamento ufficiale della Coppa Wonder Woman è disponibile su questo sito per informazioni più dettagliate. Buon combattimento a tutti.

Fonte: Multiplayer.it, Epicgames.com

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Titanic affonda in Mafia: the city of last Heaven. – di Valentina Moro

TAG: Gaming, In Evidenza, Innovazione, Mafia City, Robin Bongaarts, The city of last Heaven, Titanic, Titanic Mod

Mafia: the city of last Heaven è il gaming che, ha preso vita nel 2002. Sviluppato da lllusion Softworker e distribuito nel 2002 da Gathering of Developers per Microsoft Windows e nel 2004 per Playstation 2 e Xbox. Ambientato nella città di Lost Haven, nome fittizio che si ispira alla New York e alla Chicago degli “anni 30”. La trama si aggira attorno al personaggio Thomas Angelo, il quale di mestiere fa il tassista nella stessa città e alla sua scalata nel clan mafioso di Don Salieri. Nel 2010 esce Mafia II, poi sarà la volta di Mafia III nel 2016 e nel 2020 esce il remake Mafia: Definitive edition. Ma, già dal 2006 il modder Robin Bongaarts, ha pensato di estendere con un nuovo mod la serie. Introducendo così il Titanic, nave affondata nel 2012 nel Pacifico, all’interno del gioco. E oggi a distanza di 15 anni il Titanic affonda in Mafia.

Dopo 15 anni Titanic affonda in Mafia.

Ecco che, oggi l’ingegnere navale Robin Bongaarts, realizza il suo sogno producendo la prima delle quattro parti del “Titanic Mod”. Disponibile già da qualche giorno per i possessori di Mafia City. L’intento è quello di creare una rappresentazione in 3D, per fornire ai giocatori l’esperienza di esplorare ogni angolo della nave. Il progetto prevede per il futuro una collusione tra la nave più in evidenza di sempre e la mafia italoamericana. Quindi, per il momento la pubblicazione avvenuta il 20 di agosto, non prevede missioni. E a quanto pare, non regala nemmeno l’emozione di far rivivere in modalità 3D le scene con gli attimi più infuocati dell’incidente. A confronto, pare che siano state inserite delle feature rispetto l’originale, con la possibilità di salire e scendere le scale e anche di nuotare.

“Titanic Mod”

Breve inciso dell’intervista di Robin Bongaarts.

Non è un caso che la mia professione sia simile al tema della mia mod, poiché entrambi sono stati sviluppati dall’interesse che ho per il Titanic“.Questo sostiene l’ingegnere del Titanic Mod. In questa operazione, sono state coinvolte tante persone, tra modellatori 3D, programmatori, compositori, doppiatori. Bongaarts, quasi in una forma di ringraziamento esordisce con la frase, “senza il loro aiuto questa Mod non sarebbe dov’è oggi”.

Fonte: Eurogamer

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Fortnite, poche mosse per conquistare il mondo. – di Valentina Moro

TAG: Gaming, In Evidenza, Battle Royale, Epic games, Fortnite, Vindertech

Sviluppato da Fortnite nel 2017, il videogioco in terza persona, ha speso solo poche mosse per conquistare il mondo. Infatti, già nel 2019 raggiunge l’apice della popolarità tra i giochi virtuali. Programmato in tre diverse modalità così denominate, “Salva il mondo, Creativa e Battaglia reale” , il videogioco si presenta con una grafica similare a quella dei cartoni animati. Attualmente si è arrivati alla decima stagione.

Tre modalità per conquistare il mondo:

Salva il mondo.

Nella modalità “Salva il mondo“, una potente società tecnologia, la Vindertech, scatena una tempesta mondiale che, ha sterminato il 98% della popolazione della Terra. Questa, per una buona parte è stata trasformata in creature aliene. La situazione non è chiara e infatti, non si comprende se si tratti di un errore o se sia il risultato di un piano malvagio. Ad ogni modo, la Vindertech aveva già la soluzione in mano, grazie a scudi anti-tempesta e armi speciali. L’inventore di questi armamenti è il dott. Vinderman, già fondatore della Vindertech e venuto a mancare in circostanze misteriose. Egli però non si soffermò solo su queste creazioni ma, creò anche Ray, un robottino la cui missione era salvare il mondo. Tutta la storia originale esordisce quando il protagonista, un sopravvissuto che, nel tentativo di eludere i mostri, si nasconde all’interno della Vindertech. Qui incontra Ray e viene a conoscenza del suo obiettivo e della necessità di reclutare altri eroi.

Il Battle Royale

La battaglia reale si svolge in un’isola che, in realtà è un campo di concentramento, dove 100 personaggi combattono tra loro, fino a decretare il vincitore. Egli, viene nominato eroe e inviato all’esterno per salvare il mondo, mentre gli altri avranno la possibilità di riprovare. Infatti, qualora si venga eliminati all’interno di Fortnite, il personaggio non muore ma, viene teletrasportato da un automa simile a Ray. La situazione inizia a farsi seria dalla terza stagione, quando un meteorite si dirige verso l’isola. Questi, inizia a lasciare andare dei pezzi di roccia che, bucano il terreno e devastano edifici. Ma, sarà nella quarta stagione che, il meteorite precipita al centro dell’isola, seminando “Rocce Salterine” dappertutto. Ed è a quel punto che, dal meteorite esce il Visitatore.

Modalità Creativa

Questa modalità pubblicata nel 2018, è gratuita come Battle Royale, si chiama creativa in quanto si possono creare delle mappe e dei giochi con le regole che si preferiscono. Ha riscontrato enorme successo e viene aggiornata in continuazione. Essendo praticamente simile a Batte Royale come tipo di carateristiche, le microtransazioni eseguite in una delle modalità, vengono riconosciute anche nell’altra.

personaggi Fortnite

Quinta, sesta e settima stagione per conquistare il mondo.

La saga continua con la quinta stagione, quando molti luoghi vengono modificati o fatti sparire dalle varie spaccature. Ed infine, è a questo punto che una raffica di fulmini genera un cubo di colore viola che, verrà chiamato Kevin. Nella sesta stagione, l’isola detta Lot Lake, viene sollevata dal cubo e resta sospesa in aria. Ad un certo punto, il cubo esplode e i sopravvissuti vengono trasportati in un’altra isola e tutti pensano si tratti di Lot Lake tornata alla normalità ma, in realtà è un’altra isola. Alla fine della sesta e l’inizio della settima stagione, si scorge arrivare un immenso iceberg che, congela la zona sudovest. Il vero pericolo così diventa il Pico Polare che, una volta sciolto rivela i troni del Re e della Regina dei Ghiacci.

Ottava e nona stagione.

Il Pico Polare viene sciolto e al suo interno viene scoperto un mostro rimasto ibernato per anni. La nona stagione si concentra interamente su questa enorme creatura che tenta di distruggere l’isola ma, alla fine viene ucciso.

Decima stagione per conquistare il mondo.

La decima stagione fa ripartire il caos spazio-temporale iniziale, con apparizione e scomparsa dei luoghi. Intanto, la Epic Games ha dato spazio a delle collaborazioni, inserendo Ghotam City nella mappa e parte del pianeta Pandora da Borderlands.

Fonti: Staynerd, Wikipedia.

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Alberto Sordi VS Elon Musk – di Valentina Moro

TAG: In Evidenza, Innovazione, Sci-fi, Al day, Alberto Sordi, Io e Caterina, Nuovo progetto Musk, Tesla Bot

In principio era la paura che l’uomo potesse essere sostituito dai robot, divenuta poi una vera e propria Tecnofobia. Un automa che guida l’auto, che svolge i lavori domestici o nella peggiore delle ipotesi che, si destreggia tra le catene di montaggio in fabbrica. Uno pseudo uomo da laboratorio creato per ricoprire tutte le mansioni che, nella quotidianità sono sopperite dall’uomo. Oggi tentano di tranquillizzare gli animi più ostili a questo genere di rivoluzione scientifica. Lo fanno garantendo che, l’intenzione è esclusivamente quella di creare dei robot a supporto degli uomini e non a sostituzione. Anche Elon Musk nella sua ultima e recente trovata sostiene di voler creare un automa che, aiuti l’uomo nelle faccende più pericolose.

Il Robot di Elon Musk

Si sente vociferare in questi giorni del nuovo progetto di Elon Musk, ossia della creazione di un robot dalle sembianze umane , capace di fare tutto. Si tratta di un robot umanoide, con l’intelligenza artificiale Tesla, chiamato appunto Tesla Bot. Gli verranno affidati i ruoli più complicati, più pericolosi e noiosi per gli uomini. Questo, ha garantito il Ceo Tesla, Elon Musk, assicurando che si tratta di un supporto all’uomo e non di una sostituzione. L’annuncio è arrivato in occasione dell’evento “Al day“, dove ha colto l’occasione di presentare anche alcune tecnologie ad intelligenza artificiale e supercomputer. Quelle a cui si sta dedicando con l’intento di creare le auto con la guida autonoma che, sfruttano il sistema Autopilot, per assistenza alla guida. Il debutto del prototipo Tesla Bot è programmato per il prossimo anno.

Tesla Bot

Io e Caterina di Alberto Sordi.

Che Elon Musk abbia preso spunto dalla pellicola di Alberto Sordi “Io e Caterina”? Film del 1980, dove si vede Sordi nel ruolo di Enrico Menotti, alle prese con un automa femminile, “Caterina” che, gli è stato suggerito da un amico, dopo avergli confessato i problemi con le donne della sua vita. Inizialmente, Enrico si trova molto bene perché il robot è esaustivo per tutto ciò che riguarda le faccende di casa. Ma, quando si rende conto che, oltre ad essere efficiente nelle faccende domestiche, è dotata anche di un apparato sentimentale, le limita la libertà. Pellicola che, ha subito pesanti critiche per aver alimentato la negativa visione della donna e la sua posizione di subordinamento all’uomo. Osservasendo le caratteristiche del robot Caterina, sembrerebbe che coincidano alla perfezione con l’idea di robot di Musk. Ma, credo che per i più sia ancora molto lontana la possibilità di associare un cuore artificiale, capace di provare dei veri sentimenti.

Fonti: ilgiornaledibrescia.it; cinematografo.it;

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“Non toccare la carbonara” – di Valentina Moro

TAG: Food & Beverage, In Evidenza, Carbonara, gourmet, pasta

Se vai a Roma non toccare la carbonara”…un pò come “se vai a Palermo non toccare le banane” dal film “Johnny Stecchino” di Roberto Benigni. “Nessuna tolleranza” per chi non apprezza il piatto storico considerato il primo piatto assoluto della cucina romana. “Guai” a chi lo modifica a suo piacimento. “La Carbonara non si tocca!” Il piatto di cui vanno fieri più di qualsiasi altro, più della gricia, della amatriciana o della cacio e pepe, proprio perché è la più completa tra tutte. Infatti la Gricia altro non è che una carbonara senza uovo, solo con guanciale, pecorino romano e tanto pepe nero, poi c’è chi vi aggiunge i carciofi. La Amatriciana sarebbe una carbonara condita col sugo al posto dell’uovo e tanto peperoncino al posto del pepe nero ma, sempre con guanciale e
pecorino romano. Infine, la Cacio e Pepe sarebbe un prototipo di base della carbonara, con l’assenza del guanciale e dell’uovo e con l’aggiunta del cacio al solo pecorino romano
e tanto pepe nero anche qui. Insomma, in altre parole per i romani la Carbonara è “La
Regina della cucina romana”.

SOS variazioni.

Nemmeno le variazioni sono tollerate dai romani
DOC…se dici “ho mangiato una carbonara al pesce” ti rispondono: “ma che carbonara è? ”E ancora: “allora nun la conosci a carbonara” o semplicemente: “allora nun hai magnato n’a carbonara”. Ma, non ditegli nemmeno che preparate la carbonara con la pancetta,
perché potrebbero “linciarvi”. Infatti, per loro la pancetta al posto del guanciale è un
sacrilegio. Tanti cuochi hanno proposto diverse varianti della carbonara ma, di sicuro
questi non sono dei romani veraci. Ora vi racconto un aneddoto: “una volta parlando di un ristorante che era stato chiuso a Trastevere, dissi a un ristoratore sempre di Trastevere che, quel titolare aveva aperto sulla Portuense un altro ristorante e che proponeva la “carbonara di tonno”…la risposta immediata è stata:”hai capito perché ha chiuso quello!”.
Per questo dico “nessuna tolleranza” nemmeno per le variazioni. A quanto pare e sono seri, per loro una variante apportata alla carbonara può essere motivo di “CHIUSURA DELL’ATTIVITÀ“, senza se e senza ma! E, per loro quei ristoratori/cuochi dovrebbero
cambiare mestiere.

“Non toccare la carbonara” per i cuochi anche “stellati”. 

Ad occuparsi del quasi “tabù” sul tema carbonara tradizionale o carbonara piatto aperto alle variazioni è stato Massimo Montanari nel saggio “Il pregiudizio universale”. La carbonara è al centro di questo dibattito e dello scontro tra tradizionalisti e innovatori. Montanari è stato ringraziato da un gran numero di cuochi, per aver dato una svolta innovativa al discorso di modificare i piatti della tradizione. E, soprattutto per aver sottolineato che, modificare non significa “mancare di rispetto“. In occasione del carbonara day che, si festeggia il 6 aprile, sono state proposte diverse versioni da parte di alcuni chef. Prima fra tutte quella di Luciano Monosilio, titolare del ristorante Pipero di Roma, considerato “il patron della carbonara” che, si è inventato la “Carbonara Futura”, presentata a Identità di Pasta nel 2013. Ma dov’è la pasta? E dov’è il pepe? E già perché creata solo con dei minuscoli ditalini rigati. Questi, si confondono con dei chicchi di mais e con della polvere di thè verde e liquirizia! E soprattutto non cercate il guanciale perché sentireste solo l’aroma dato da uno spray di grasso di guanciale! Ma siamo sicuri
che a Roma glielo abbiano lasciato fare, che l’abbiano accettata? Forse solo grazie al bagaglio di classiche che ha preparato. E, di sicuro pensando a un futuro molto lontano.

Carbonara Futura

Al “Non toccare la carbonara” c’è anche chi ha risposto in un altro modo. C’è chi si è inventato la carbonara di mare, con uova di pesce, trippa di baccalà e pelli di rombo croccanti. Qualcun altro ha creato la carbonara al pesce di lago, trota di lago e coregone. Altri, hanno inventato lo sformato alla carbonara, piuttosto che, la carbonara spalmabile. Ancora, esiste anche la carbonara con bottarga di tonno, quella Tirolese con speck al posto del guanciale. La carbonara salutare, dove il guanciale viene scottato al forno. Non si fa mancare nemmeno la carbonara veg, con cime di rapa bianca al posto del guanciale e la carbonara a freddo. Ma, se cerchiamo ancora possiamo anche scoprire il negativo di carbonara, la quasi carbonara e la carbonara di riso in scatola. Insomma, la Carbonara non si fa mancare proprio nulla. E, cosa non si fa pur di emergere e distunguersi in una sfida che, ha tutte le sembianze di una competizione a chi l’ha fa più strampalata. Non voglio immaginare, quale sia la reazione a tutte queste invenzioni/variazioni dei cuochi o ristoratori delle più antiche trattorie o fraschette romane! Quelle di Trastevere, Testaccio piuttosto che,  Borgo Pio o Campo de’ Fiori! Molto critica di sicuro, visto che nelle trattorie si preparano e si servono solo i piatti della tradizione, quelli della cucina romana più antica e originale. Dove, il target dei clienti è costituito da turisti di ogni angolo del mondo. Coloro che, si trovano in quei luoghi per assaporare almeno una volta nella vita, le prelibatezze della classica tavola romana. Quelle che, si sono fatte trada in tutto il mondo, facendosi conoscere per i loro sapori impossibili da scordare.

Cuochi stellati

Anche Alessandro Borghese, propone una variante della carbonara. Infatti,  lui ai tre tuorli di norma necessari per una carbonara per due persone, aggiunge un uovo intero. Lo lascia lievemente scottare insieme ai tre tuorli col calore della pasta appena scolata. Antonino Cannavacciuolo invece, rompe la tradizione con la sua carbonara di pesce. Lo fa sposando scampi e cozze con la crema d’uovo imprescindibile se un piatto osa chiamarsi “Carbonara“. Carlo Cracco consiglia di togliere la cipolla e soprattutto la panna che tanti si ostinano a mettere e ribadisce che, meno cose si aggiungono e meglio è! Inoltre, suggerisce di preparare una Amatriciana che, lui considera più buona, specie nel caso in cui uno proprio non riesce a rinunciare alla cipolla. Come accaduto con Tiziano Ferro che chiese consigli su come preparare la Carbonara. Lui in risposta a Tiziano dice: ”prova a passare a l’Amatriciana anche se c’è la cipolla ma è ben cotta! Oppure alla Gricia, senza sugo come l’originale”. In conclusione, tornando alla Carbonara è lecito dire che, è il piatto più imitato al mondo e il più stravolto forse al mondo. Perché è oggetto di innumerevoli variazioni. Insomma, per capirci, diciamo che ognuno vuole lasciare la sua firma su un piatto che è considerato tra i più buoni e ricercati sulla Terra. Ed è proprio per questo che gode di una straordinaria fama.

Carbonara futura

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San Pellegrino bibite Pop esplodono in playlist. – di Valentina Moro

TAG: Food & Beverage, In Evidenza, aranciata, Bibite pop San Pellegrino, Bibite Sanpellegrino

Con l’aranciata Pop, la Mix tonica, la Rock Chinò e il Cocktail italiano approdano su Spotify le hit San Pellegrino bibite Pop. Infatti, è stata creata una playlist composta da 4 raccolte musicali, abbracciate da uno spirito singolare e iconico come le San Pelligrino bibite Pop. Si cerca, di accompagnare gli ascoltatori verso un lungo viaggio nel tempo, nei colori e nei gusti delle 4 bibite. Si esalta l’attimo e si crea il giusto mood per permettere all’ascoltatore di viverlo al meglio.

Audio annotation per San Pellegrino bibite Pop.

Ciascuna playlist è guidata da un audio annotation personalizzato. Infatti, attraverso una voce narrante porta gli utenti alla scoperta di elementi in più sulla musica che stanno ascoltando. La voce narrante ha il ruolo di alimentare la loro esperienza, come accade nella traccia il gusto italiano del Cocktail San Pellegrino. Il concept del progetto è stato realizzato con il supporto di YAM112003. La Communication company, si è anche occupata di pensare alla creatività e alla pianificazione della strategia digital e social. 

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Le nuove gomme Michelin corrono per un 2050 100% sostenibile – di Francesca Mugnai

TAG: Green economy, In Evidenza, Innovazione, Michelin e.primacy, Michelin pilot sport ev, pneumatici ecologigi, pneumatici Michelin

Le nuove gomme Michelin corrono per raggiungere l’obbiettivo che la nota casa francese si è posta per il 2050, ossia quello di raggiungere il 100% di sostenibilità. Il primo importante step è fissato per il 2030 con il raggiungimento di due obbiettivi fondamentali:

            Ridurre del 50% le emissioni di CO2 dei propri stabilimenti rispetto al 2010.

           Aumentare il contenuto di materie prime sostenibili in tutti i suoi prodotti al 40%, per raggiungere il 100% entro il 2050.

Le nuove gomme Michelin: ruolo chiave per L’Italia

In questo progetto ambizioso, l’Italia svolgerà un ruolo di primo piano vista l’enorme capacità produttiva. Con gli stabilimenti di Cuneo e Alessandria l’italia garantisce una produttività di oltre 14 milioni di pneumatici l’anno. Con le sedi di Torino Milano e Pomezia, Michelin Italia dà lavoro a più di 3.800 persone. L’obbiettivo è quello di realizzare pneumatici CO2 neutrali per dare il proprio contributo importante per la salvaguardia del pianeta.

Due pneumatici di ultima generazione sul mercato 2021

MICHELIN E.PRIMACY è tra i pochissimi a vantare la classificazione in classe “A” per efficienza energetica e in classe “B” per resistenza al rotolamento. Queste caratteristiche si traducono, secondo Michelin, in un risparmio fino a 0,21 litri/100 km di carburante, pari a circa 80 euro lungo l’intera vita del pneumatico.

L’utilizzo di meno carburante significa anche meno emissioni di CO2. La maggiore scorrevolezza migliora anche l’efficienza energetica di un’auto a zero emissioni, aumentandone l’autonomia del 7%, equivalente a circa 30 km per un modello con 400 km di riserva elettrica.

MICHELIN PILOT SPORT EV L’arrivo di modelli 100% elettrici ad alte prestazioni come Audi RS e-tron GT, Porsche Taycan, Tesla Model S, ha dato impulso allo sviluppo di uno pneumatico capace di sopportare le enormi forze in gioco date dagli elevatissimi valori di potenza e coppia sprigionati in un attimo dai motori elettrici. Michelin Pilot Sport EV è il primo modello della Casa francese sviluppato fin dall’origine per questo genere di auto a batterie.

Frutto dell’esperienza maturata in sei stagioni di Formula E, assicura fino a 60 km aggiuntivi di autonomia ed è caratterizzato da un battistrada bi-mescola, con una zona più rigida al centro e una più morbida ai lati, necessaria per migliorare efficienza e tenuta di strada.

Un inserto in schiuma poliuretanica riduce il rumore percepito in abitacolo per un maggiore comfort acustico durante la guida. Il Pilot Sport EV entrerà in commercio nel corso del 2021 in 16 dimensioni di cui 11 come primo equipaggiamento e 5 come ricambio. I prezzi consigliati sono in via di definizione.

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I “Bennifer” vacanza a Capri. “Jenny from the boat”. – di Valentina Moro

TAG: In Evidenza, Lifestyle, Moda & Fashion, Alex Rodriguez, Ben Affleck, Bennifer, JLo, Vacanza Capri, Yacht Valerie

Riesplode la coppia Jennifer Lopez e Ben Affleck dopo quasi 20 anni. Ribattizzati i “Bennifer” da vent’anni, sbarcano a Capri dal lussuoso Yatch Valerie di 85 metri in arrivo da Saint Tropez. I “Bennifer” in vacanza a Capri, paparazzati, il primo bacio immortalato tinto di passione, formalizza la reunion, dopo la rottura con Alex Rodriguez. Nei tre giorni passati a Capri, si sono concessi delle romantiche passeggiate nella storica piazzetta e per le vie dello shopping, rilassandosi con alcuni acqusti. Dopo Capri si sono spostati verso la perla della costiera Amalfitana, la splendida Positano. Qui, si sono lasciati andare in un rinfrescante tuffo nelle acque del Golfo di Salerno e hanno pranzato in un rinomato ristorante del luogo. Non sono sfuggiti agli occhi dei fan, dai quali hanno ricevuto un caloroso applauso.

I “Bennifer ” vacanza a Capri, con un look mozzafiato per JLo.

Per le sue vacanze italiane, JLo non ha rinunciato al graffio di uno dei più affermati stilisti altrettanto italiano. Infatti, nel suo breve soggiorno, durato appena tre giorni prima della ripartenza direzione Portofino, ha sfoggiato una borsa della collezione di Valentino. Appena sbarcata da Valerie, indossava un top a righe rosse e bianche con un pantalone a palazzo. Poi, è stata la volta di un abito dalle chiare stampe  Dolce & Gabbana.

Yatch Valerie

Jlo prosegue la vacanza senza Ben

Sono arrivati nei giorni successivi sul lungomare di Mergellina a Napoli, dove i fan attendevano lo sbarco nella speranza di vederli passeggiare nel centro della città partenopea. Ma, a sbarcare è solo Ben Affleck che, a bordo di un taxi si allontana dal molo Luise di Mergellina, salutando Jennifer. Lei intanto, prosegue il suo viaggio a bordo dello yacht Valerie, in direzione nord. Pare che abbia l’intenzione di visitare la Toscana, prima di salpare alla volta di Portofino.

Fonte: Fanpage.it

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