Regeni, sentenza prevista il 28 settembre – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – È fissata per il 28 settembre prossimo a Roma la sentenza per il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni. Imputati sono quattro 007 egiziani per i quali il procuratore aggiunto di Roma Sergio Colaiocco ha chiesto un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di reclusione.  

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Lodi, auto avvolta dalle fiamme: trovata una persona morta all’interno – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Tragedia nella mattinata di oggi lungo la strada provinciale SP27, nel territorio di Castelnuovo Bocca d’Adda, in provincia di Lodi. L’allarme è scattato alle 10.47 per un’auto completamente avvolta dalle fiamme. Una volta domato l’incendio, i vigili del fuoco hanno rinvenuto all’interno del veicolo il corpo senza vita di una persona. Al momento non sono ancora state rese note le generalità della vittima. 

Sul posto sono intervenuti i sanitari con automedica e ambulanza, oltre ai Vigili del Fuoco e alle forze dell’ordine. Due persone presenti sul luogo dell’accaduto, una donna di 25 anni e un uomo di 60 anni, non sarebbero rimaste coinvolte nell’incendio. Dopo essere state valutate dal personale sanitario, non hanno avuto necessità di essere trasportate in ospedale. 

Le cause del rogo sono ora al vaglio degli investigatori, che dovranno chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare le circostanze che hanno portato alla morte della persona trovata all’interno dell’auto 

cronaca

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Fifa, ribaltone in vista? I candidati ‘anti Infantino’ e il piano per le elezioni – di Redazione Ciaoup

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Gianni Infantino ‘trema’ alle prossime elezioni Fifa. Il presidente del massimo organo di governo del calcio, che sta assistendo ai Mondiali 2026 di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, deve affrontare il malumore crescente da parte della Uefa di Aleksander Ceferin, da tempo ‘avversario’ politico, che ha attaccato la Fifa per il caso Balogun e ora potrebbe presentare un candidato alternativo alla leadership nelle prossime elezioni, fissate per l’aprile del 2027. 

Secondo quanto riportato da talkSPORT, Infantino è pronto a ricandidarsi per il suo terzo mandato da presidente, ma la sua rielezione potrebbero essere meno scontata del previsto. Dopo il caso Balogun, con l’attaccante degli Stati Uniti che è potuto scendere in campo agli ottavi dei Mondiali nonostante l’espulsione rimediata ai sedicesimi, con la sospensione della sanzione che sarebbe arrivata dopo la chiamata del presidente americano Donald Trump, la Uefa ha diramato un comunicato durissimo e ora starebbe lavorando per presentare un candidato alternativo a Infantino. 

 

A candidarsi potrebbe essere lo stesso Aleksander Ceferin, attuale presidente della Uefa, che però sembrava incline a continuare il proprio incarico come numero 1 della Federazione europea. Ceferin potrebbe infatti candidarsi per un terzo mandato alla guida della Uefa, ma soltanto se nessun candidato giudicato ‘valido’ si dovesse fare avanti. 

Il nome più forte per succedere a Infantino quindi potrebbe essere quello del presidente del Paris Saint-Germain, lo sceicco Nasser Al-Khelaifi, sostenuto da diverse Federazioni tra cui Polonia e Belgio, che è già numero 1 dell’European Football Clubs. 

Al-Khelaifi però, sempre secondo talkSPORTS, non avrebbe alcuna intenzione di correre per la presidenza Fifa, ma le Federazioni sarebbero pronte a convincerlo. Tra i candidati europei ci sarebbe anche il proprietario del Legia Varsavia, Dariusz Mioduski, che sarebbe sostenuto da Bosnia, Norvegia, Svezia, Germania e Spagna. Un alto consenso per un profilo che sarebbe comunque in secondo piano rispetto ad Al-Khelaifi. 

Fuori dalla Uefa, la Concacaf potrebbe puntare su Victor Montagliani, attuale numero 1 della Federazione nordamericana che però vorrebbe una rielezione. Un altro nome è quello di Patrice Motsepe, presidente della Caf, la Federazione africana, che però è primo alleato di Infantino, che proprio dal bacino di voti africani e sudamericani trae grande forza politica. La possibilità di presentare candidature scadrà il prossimo 16 novembre, con gli ‘oppositori’ di Infantino che temono elezioni senza un vero dibattito, che potrebbe essere preludio a una successiva revisione dello statuto che potrebbe permettere al numero 1 di Fifa di puntare anche a un quarto mandato. 

 

Infantino potrebbe attuare una strategia ben precisa per ‘tenersi’ la Fifa, un piano che sembra già in azione. Il presidente ha già parlato infatti della possibilità di allargare ulteriormente il numero di squadre partecipanti ai Mondiali, che da 48 potrebbero così passare a 64 Nazionali: “”Questo è sicuramente un tema che verrà esaminato e discusso nelle commissioni competenti dopo questi Mondiali. Quando si organizza una Coppa del Mondo, è importante farlo per tutto il mondo e non solo per Europa e Sudamerica”, ha detto Infantino 

. Per il presidente della Fifa, “ogni paese dovrebbe avere la possibilità di sognare di partecipare al Mondiale”. Un Mondiale a 64 squadre qualificherebbe di fatto un quarto delle Nazionali esistenti: una chance extra per le ‘piccole’ o per chi, come l’Italia, ha fallito sul campo l’obiettivo di accedere alla fase finale nelle ultime 3 edizioni. A spingere per un ulteriore allargamento già a partire dalla Coppa del Mondo del 2030 sono soprattutto le Federazioni sudamericane. 

L’idea di un super Mondiale a 64 squadre è stata proposta dal dirigente uruguayano a marzo dello scorso anno. A novembre 2025, è tornato alla carica il paraguayano Alejandro Dominguez, presidente della Conmebol e vicepresidente della Fifa. Se Uefa e Concacaf non sembrano particolarmente favorevoli all’ipotesi XXL, l’interesse del Sudamerica non è casuale. Lo schema dei Mondiali 2030 – con il coinvolgimento di Argentina, Paraguay e Uruguay – significa che il Sudamerica sarà escluso dall’organizzazione di un Mondiale almeno fino al 2042: la Fifa prevede che un continente possa ospitare la Coppa del Mondo solo una volta ogni 3 edizioni. Un torneo extralarge permetterebbe a Uruguay, Argentina e Paraguay di ospitare ciascuno un intero girone e di rendere più sopportabile il lunghissimo digiuno organizzativo previsto dalle regole per le 3 successive edizioni. 

 

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Allegri: “Non sono a Napoli per rivincita, dispiaciuto per come è finita al Milan” – di Redazione Ciaoup

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“Non sono qui per rivincita. Ci sono annate storte e sono molto dispiaciuto per come è finita l’avventura al Milan. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me in rossonero, è stata una stagione molto intensa ma oggi comincia una nuova avventura e bisogna subito ripartire. Non commento le parole di Cardinale e della proprietà, siamo tutti dispiaciuti per non aver raggiunto gli obiettivi”. Lo dice Massimiliano Allegri durante la conferenza stampa di presentazione da nuovo allenatore del Napoli che si è tenuta al teatro San Carlo.  

“Alla Juventus l’ultima esperienza l’abbiamo conclusa vincendo una Coppa Italia, al Milan purtroppo siamo stati tra il secondo e il terzo posto tutto l’anno e poi fuori dalla Champions all’ultima giornata -ricorda il tecnico livornese-. Ed è la prima volta da quando alleno Juve e Milan che mi è successo e mi è dispiaciuto molto. Ora mi è stata data la possibilità di allenare una squadra forte e cercherò di rifarmi. Le annate sono diverse l’una dall’altra, Conte ha fatto due stagioni qui straordinarie, ma oggi inizia una nuova storia. Da quando c’è il presidente De Laurentiis da 17 anni il Napoli solo una volta è stato fuori dall’Europa, ha fatto 10 anni di Champions e 6 di Europa League. Negli ultimi 2 anni ha vinto Scudetto e Supercoppa: eredito una squadra che sicuramente è abituata a lavorare, Conte ha dimostrato tutto il suo valore in carriera, sono fortunato, è già la seconda volta che mi capita di ereditare la squadra di Antonio, speriamo sia di buon auspicio. Sono felice di lavorare con De Laurentiis e con tutto il Napoli. Per me è un’avventura meravigliosa da affrontare in una città pazzesca e passionale”.  

“Non ho avuto nessun contatto con la Federazione italiana per il ruolo di ct. Ho avuto contatti soltanto con il presidente De Laurentiis, che già anni fa aveva provato a portarmi a Napoli. Il calcio è bello perché è opinabile, tutti ne parlano, anche per quanto riguarda moduli e sistemi di gioco. Abbiamo una rosa forte e l’importante è continuare il lavoro, quello che conta è l’entusiasmo di raggiungere gli obiettivi con dedizione e sacrificio e penso ce ne sia in squadra”.  

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Al Giffoni Film Festival i giovani sfidano ‘Le Cose Impossibili’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Un viaggio tra inclusione, educazione, empowerment giovanile e creatività per immaginare il futuro. Dal 17 al 25 luglio Giffoni Innovation Hub torna al Giffoni Film Festival con un palinsesto ricco di partner, cortometraggi e incontri. “Il tema di quest’anno, ‘Le Cose Impossibili’, ci offre l’occasione per raccontare ciò che Giffoni Innovation Hub prova a fare ogni giorno: trasformare bisogni, idee e visioni delle nuove generazioni in progetti concreti, capaci di generare valore culturale, educativo e sociale – dice Luca Tesauro, founder & chairman di Giffoni Innovation Hub -. Anche per l’edizione 2026 saremo presenti al Giffoni Film Festival con un palinsesto costruito insieme a partner pubblici e privati che condividono con noi una responsabilità: ascoltare i ragazzi, coinvolgerli, offrire loro strumenti e spazi reali di espressione”.  

“I progetti che presentiamo – spiega – parlano di cinema, scuola, energia, salute, Terzo Settore, territorio, viaggio e infanzia, ma hanno tutti un elemento comune: usare i linguaggi dell’audiovisivo e dell’innovazione per avvicinare i giovani ai temi che incidono sul loro presente e sul loro futuro. In un tempo complesso, crediamo che il modo migliore per affrontare ciò che sembra impossibile sia costruire alleanze, dare fiducia ai talenti e lavorare su progetti che lascino un segno concreto”. Sabato 18 luglio il programma entra subito nel vivo con la presentazione del laboratorio didattico ‘La Voce dei Giovani: la Villacidro che vorrei’. Il progetto, nato dalla sinergia tra Fondazione Giuseppe Dessì e Giffoni Innovation Hub, con il supporto della Regione Sardegna, ha visto protagonisti ragazzi dai 14 ai 19 anni lungo tutta la filiera produttiva di un vero short film. Sotto la guida del regista Elio Di Pace, i giovani hanno potuto mettere in luce la loro visione, le loro speranze e il loro legame con la comunità sarda.  

Dal 2024, Fondazione Anica Academy Ets e Fondazione Eos – Edison Orizzonte Sociale collaborano al progetto Summer School, un corso intensivo e gratuito dedicato alle nuove generazioni sui mestieri del mondo dell’audiovisivo. Da questa esperienza ha preso vita ‘ControCampo’, una community gestita autonomamente da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni che offre uno spazio stabile di orientamento, dialogo e confronto per chi coltiva una passione autentica per il cinema e desidera trasformarla in un’opportunità professionale. Domenica 19 luglio, invece, spazio all’innovazione educativa con ‘ClasseViva Extra, la scuola oltre l’aula’. Insieme al creator Pietro Morello e ai referenti di Spaggiari, la giuria scoprirà le potenzialità di ‘ClasseViva Extra’, la nuova app dedicata a studenti e famiglie: una piattaforma che unisce contenuti, strumenti digitali e servizi per vivere l’ecosistema scolastico in modo rivoluzionario e iper-connesso. 

Lunedì 20 luglio l’impegno per le comunità è al centro de ‘Il Dono delle Storie, Raccontare il Cambiamento’, il progetto promosso da UniCredit e Giffoni Innovation Hub per valorizzare e dare visibilità al lavoro delle realtà del Terzo Settore che generano un impatto concreto sui territori. La Sezione Impact ospiterà la presentazione in esclusiva di tre short documentary diretti da Emanuele Pisano, dedicati a tre eccellenze dell’associazionismo italiano: Associazione Stefania di Lissone (Monza-Brianza), Fondazione In Oratione Instantes di Castel San Pietro Terme (Bologna) e La Casa dei Cristallini di Napoli. Sempre lunedì, i riflettori si accenderanno sull’evento speciale ‘Energia: futuro semplice!’, che segna la conclusione della prima edizione dell’omonimo progetto educativo promosso da Fondazione Terna e Giffoni Innovation Hub, realizzato in partnership con Civicamente. L’iniziativa, nata per diffondere tra i più piccoli una solida cultura dell’energia e del suo utilizzo consapevole, svelerà i traguardi raggiunti nel corso del primo anno scolastico. L’incontro aprirà, inoltre, un canale di ascolto e confronto diretto con gli studenti dell’Istituto comprensivo statale Don Milani-Linguiti di Giffoni Valle Piana: le loro riflessioni saranno il motore per la seconda edizione, che vedrà l’ampliamento del progetto dalle scuole primarie fino alle scuole secondarie di primo grado. 

Giovedì 23 luglio il racconto di una città in continuo movimento, crocevia di storie e culture, sarà al centro del panel dedicato a ‘La Voce dei Giovani: Le Porte di Napoli’. Il progetto, promosso e finanziato dal Comune di Napoli e ideato e realizzato da Giffoni Innovation Hub in collaborazione con Mad Entertainment, Dedalus Cooperativa Sociale e l’associazione Gomitoli, dà voce a ragazzi migranti e di seconda generazione che vivono nell’area della stazione centrale e di Porta Capuana, un contesto urbano caratterizzato da una forte vocazione multiculturale. “L’evento – spiegano gli organizzatori – sarà l’occasione per discutere dell’educazione all’audiovisivo come strumento di inclusione, riscatto sociale e rigenerazione territoriale e per ripercorrere il progetto di formazione che, avviato nel 2023, ha segnato l’inizio della collaborazione tra Giffoni e l’Amministrazione comunale e giunge oggi alla sua quarta edizione”. 

Sempre giovedì sarà proiettato un estratto in anteprima di ‘Più forte io’, un documentario che esplora la quotidianità dei giovani alle prese con patologie autoimmuni. Con la moderazione della giornalista di Sky TG24 Francesca Baraghini, il panel darà voce al coraggio di affrontare sfide croniche, abbattendo lo stigma e valorizzando percorsi di adattamento e resilienza. La giornata conclusiva, venerdì 24 luglio, si apre per i più grandi all’insegna del viaggio con Avventure nel Mondo, che inaugura ‘Avventure in primo piano’. Durante l’evento verrà proiettato in anteprima un documentario sul Nepal diretto da Niccolò Corti: un’esplorazione del viaggio non solo come spostamento fisico, ma come trasformazione interiore. Polaretti si presenta al Giffoni Film Festival 2026 con ‘Polaretti e la Magic Music’, nuovo cortometraggio animato firmato Dolfin. Un’avventura tra musica e immaginazione che celebra amicizia, condivisione e creatività, portando per la prima volta l’universo del brand nel mondo dell’entertainment. 

spettacoli

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Ranucci, Giletti: “Oltre Lavitola, un personaggio noto avrebbe avuto ruolo importante” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Voglio tornare a parlare del caso di Sigfrido Ranucci perché ho una novità. Oltre al coinvolgimento di Valter Lavitola, avrebbe recitato un ruolo importante in questa vicenda un altro personaggio, personaggio conosciuto, frequentatore del ristorante ‘Cefalù’, di proprietà di Lavitola. Gli inquirenti si stanno domandando se il ruolo che ha recitato questo personaggio è un ruolo consapevole o inconsapevole. Il dato che vi posso dare è che lui è estremamente preoccupato visto tutto quello che sta succedendo”. Così, in un video pubblicato su Instagram, Massimo Giletti, che torna sulla vicenda Ranucci per alcune considerazioni sul caso.  

“Altro elemento – spiega il cronista e conduttore di ‘Lo Stato Delle Cose’- ha a che fare con il nome di Corrado. Chi è Corrado? Perché i criminali che hanno fatto l’attentato fanno continui riferimenti a questo nome? Lo usano come uno pseudonimo per far riferimento a un personaggio nel mondo della televisione? Oppure è il nome vero, Corrado?”, si interroga Giletti in riferimento al nome che compare in una delle intercettazioni riportate negli atti dell’inchiesta sull’attentato contro il conduttore di ‘Report’, la cui identità non è stata ancora accertata dagli inquirenti.  

Poi Giletti analizza le modalità dell’attentato a Ranucci: “Leggendo l’ordinanza della dottoressa Iole Morica lei parla di un detonatore a miccia – dice il giornalista – A miccia vuol dire che sono quelle tipo delle vecchie cave di miniera e quant’altro, a combustione lenta. Perché è importante? Perché è chiaro che chi ha fatto saltare in aria la macchina di Sigfrido e di sua figlia stava controllando la situazione, quindi non voleva certamente fare una strage”. 

Nell’immediatezza “Sigfrido Ranucci dice, volevano ammazzare anche mia figlia, potevano fare una strage. E lo dice perché non sa quale esplosivo fosse stato usato quella notte. Oggi, nel momento in cui sa che è coinvolto Lavitola e si dice sgomento per questo, essendo suo amico fraterno, dice però sono convinto che non volessero fare una strage. Lo dice probabilmente perché sa come è stata innescata la bomba. Però io faccio una quarta riflessione: chi è che quella notte sapeva che Sigfrido Ranucci sarebbe stato proprio nella sua casa di Pomezia? Perché non sempre Sigfrido Ranucci si ferma a dormire in quella casa, spesso è fuori, per lavoro, per altri motivi”, analizza Giletti.  

“Quindi qualcuno ha avvisato questi uomini che arrivavano dalla Campania; quindi, dovevano fare centinaia di chilometri ad andar su e centinaia per ritornare nella loro terra e dovevano arrivare a colpo sicuro. Qualcuno gli ha dato un suggerimento che si è rivelato poi esatto. E allora la domanda è: chi ha tradito chi?”, conclude il conduttore. 

politica

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Omicidio 19enne a Crema, trovato un coltello nell’Adda – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – I carabinieri, con il supporto dei vigili del fuoco, hanno trovato un coltello che potrebbe essere l’arma utilizzata per colpire il 19enne egiziano ucciso domenica in un parcheggio in viale Repubblica. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di ieri nel comune di Spino d’Adda.  

I militari di Crema e Cremona, che hanno condotto le indagini sul caso, avevano avuto modo di verificare che l’auto con a bordo i tre presunti autori dell’omicidio, per i quali è stato eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, aveva lasciato Crema in direzione della provincia di Milano attraverso il ponte della Sp 415 sul fiume Adda. Quindi, hanno ritenuto che potessero avere gettato il coltello in un cassonetto della spazzatura lungo la strada oppure nei pressi del fiume Adda. Ed è stata inviata una pattuglia della radiomobile per effettuare delle verifiche lungo il tragitto. Osservando dal ponte, i militari hanno notato nell’acqua un oggetto che aveva la forma di un coltello. A quel punto è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco di Crema e Lodi che, con il supporto del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano, hanno recuperato l’oggetto, accertando che si trattava proprio di un coltello con fodero.  

L’arma è stata sequestrata e saranno svolti tutti i necessari accertamenti al fine di verificare se si tratti della stessa utilizzata per colpire mortalmente il 19enne. 

cronaca

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Caso Adinolfi, il giornalista: “Non sono un lestofante né un truffatore” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Sono un giocatore, non un truffatore di vecchiette né un lestofante”. Si è difeso così Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giulia Arcieri che ha disposto per lui gli arresti domiciliari dopo l’indagine della Guardia di Finanza, per le accuse di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi. Rispondendo alle domande di pm, giudice, avvocati, Adinolfi ha detto che nel gruppo di scommettitori c’erano una novantina di persone, “anche persone importanti” e che i soldi gli venivano inviati “per loro volontà e io li raccoglievo”. “Chi perde denuncia e chi vince non denuncia”, ha aggiunto, affermando di aver restituito nella maggior parte dei casi più di quanto ricevuto dai giocatori. A una signora che gli aveva dato 30mila euro, ha detto di averne ridati 50mila. Fra gli scommettitori, Adinolfi ha indicato professori universitari, notai, ai quali ha ridato diverse decine di migliaia di euro in più rispetto a quanto ricevuto.  

Quanto alle accuse di evasione fiscale e di aver condotto una vita di lusso con i soldi dei giocatori, l’ex parlamentare ha ribattuto: “Se io sono un evasore allora lo sono tutti quelli che giocano online. Ho sempre fatto una vita morigerata, altro che Courmayer, non so neanche sciare”. Al termine dell’interrogatorio i difensori di Adinolfi hanno chiesto la revoca della misura cautelare e il gip si è riservato di decidere nei prossimi giorni. “Il nostro assistito ha risposto correttamente e serenamente a tutti i capi di imputazione che gli sono stati contestati, dando ovviamente in questa fase delucidazioni specifiche su quello che gli è stato contestato” hanno detto i difensori, gli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo rispondendo alle domande dei cronisti.  

“Quella organizzata da Adinolfi, secondo i legali, è stata “un’attività lecita”, frutto di una “richiesta di gioco collettivo” e Adinolfi “si è fatto portavoce nei vari siti per i giochi”. “La restituzione dei soldi che il dottor Adinolfi ha fatto a vari suoi interlocutori, nel corso di questo periodo, sono tutte restituzioni che sono state inserite nel fascicolo delle indagini, ma non sono state valorizzate dal pubblico ministero per quanto concerne gli elementi favorevoli all’indagato”. Adinolfi ha “confermato di aver restituito una parte dei soldi che erano stati utilizzati per le scommesse”. “Di fronte a una contestazione di uscite per un milione e mezzo di euro, c’è una restituzione di 1 milione trecentomila. Quindi c’è una simmetria tra entrate e uscite che è stata valorizzata solo in negativo” hanno concluso i difensori. 

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Sinner, Vagnozzi avverte: “Può ancora migliorare, ma non stressatelo…” – di Redazione Ciaoup

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Jannik Sinner può ancora migliorare, ma non stressatelo, parola di Simone Vagnozzi. Il tennista azzurro ha conquistato il suo secondo titolo consecutivo a Wimbledon, battendo il tedesco Alexander Zverev nella finale dello Slam di Londra. A festeggiare è stato anche l’allenatore del numero 1 che, in coppia con Darren Cahill, è uno degli artefici del dominio di Sinner nel circuito: “Riconfermarsi è molto più complicato. L’anno scorso siamo arrivati e ogni conquista era una novità; quest’anno, invece, sapevamo potesse vincere questo torneo avendolo già fatto una volta. Sicuramente è diverso e, secondo me, un po’ più difficile”, ha detto Vagnozzi in conferenza stampa. 

L’approccio di Jannik al tennis però, nel corso del tempo, è cambiato drasticamente: “Adesso si vuole riposare, vuole festeggiare. Noi allenatori dobbiamo essere bravi a capire che i ragazzi cambiano. Jannik non è più il ragazzo di 22 anni per cui esisteva solo il tennis”, ha rivelato Vagnozzi, “adesso è un altro tipo di ragazzo: finisce un torneo e vuole riposarsi, vuole prendere del tempo per sé, con la sua ragazza, con la sua famiglia”.  

“Anche il modo in cui parliamo di tennis con lui è cambiato negli ultimi anni”, ha spiegato l’allenatore, “prima era solo tennis, praticamente 99% tennis e 1% altre cose; adesso, piano piano, stiamo iniziando a cambiare. Dobbiamo essere bravi a non stressarlo troppo, perché deve avere una carriera lunga”. 

“Dal mio punto di vista penso che dopo questi anni Jannik sia un altro tipo di giocatore. Il Sinner di qualche anno fa e il Sinner di oggi, come vedete in campo, sono diversi: ora ha una tecnica diversa e ha delle giocate diverse. Questo naturalmente mi inorgoglisce, e mi inorgoglisce perché vince”, ha continuato Vagnozzi, “se giocasse diversamente ma non vincesse, non sarei contento. Questa è la cosa che più mi fa felice. Ci sono stati tanti giocatori di talento a 21 o 22 anni che durante la loro carriera non si sono migliorati così tanto. Jannik, invece, penso che adesso sia un altro tipo di giocatore”. 

 

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Sostenibilità, DS Smith Italia e Tiber Pack insieme per packaging ‘glue-free’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Sviluppare soluzioni integrate di packaging sostenibile e innovativo. E’ l’obiettivo dell’accordo firmato da DS Smith Packaging Italia spa e Tiber Pack spa. Elemento chiave della collaborazione è la tecnologia proprietaria Nicetuck di Tiber Pack, una soluzione di packaging che elimina completamente l’utilizzo di colla. Questo approccio ‘glue-free’, in termini di sostenibilità, consente di ridurre emissioni e costi lungo la filiera produttiva; sotto il profilo dei materiali, elimina l’impiego di adesivi, contribuendo a una maggiore semplicità e riciclabilità; dal punto di vista logistico, permette di ottimizzare le linee produttive grazie a una minore complessità dei macchinari. “La collaborazione con Tiber Pack nasce dal nostro comune impegno verso l’innovazione e la sostenibilità del packaging ed è con grande orgoglio che accogliamo questo accordo”, ha commentato Paolo Marini, managing director di DS Smith Packaging Italia.  

“Insieme, le nostre due aziende potranno rispondere alle esigenze dei clienti – aggiunge -, con l’obiettivo di offrire ai consumatori finali soluzioni avanzate in linea con le crescenti esigenze del mercato in termini di sostenibilità e con i nostri obiettivi di economia circolare”. Soddisfazione per l’accordo di collaborazione è stato espresso anche dal ceo di Tiber Pack Spa, Maurizio Ceci. “Condividiamo una visione orientata all’innovazione, alla sostenibilità e alla creazione di valore per i clienti – dice -. Questa collaborazione ci consentirà di proporre soluzioni ancora più performanti, sviluppate attraverso un approccio integrato che considera packaging e automazione come elementi strettamente connessi e complementari. Siamo convinti che questa sinergia rappresenti un vantaggio concreto per i clienti in termini di efficienza, risparmio, competitività e sostenibilità”. Tiber Pack è una realtà italiana di riferimento nel settore dell’automazione per il packaging, specializzata nella progettazione e realizzazione di linee automatiche di incartonamento e sistemi di fine linea. DS Smith è uno dei leader a livello globale nella fornitura di imballaggi in cartone ondulato, supportata da attività di riciclo e produzione di carta. 

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