Morto il marchese Vittorio Frescobaldi, il signore del vino toscano aveva 97 anni – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il marchese Vittorio Frescobaldi, tra gli imprenditori che hanno segnato la storia del vino toscano e contribuito alla sua affermazione sui mercati internazionali, è morto a Firenze all’età di 97 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all’Adnkronos dalla famiglia. La sua scomparsa nella notte scorsa chiude una lunga stagione della viticoltura italiana, quella che tra la seconda metà del Novecento e gli anni Duemila ha visto la Toscana rafforzare il proprio ruolo tra le grandi regioni vinicole del mondo. Vittorio Frescobaldi lascia la moglie Bona e i figli Fiammetta, Angelica, Lamberto e Diana. 

Nato a Firenze il 30 novembre 1928, Frescobaldi apparteneva alla trentunesima generazione della famiglia, il cui legame con la produzione di vino risale al Medioevo e nei secoli Frescobaldi Vini è stata l’azienda fornitrice della corte reale d’Inghilterra, di pontefici e delle grandi casate nobiliari, a partire dai Medici fiorentini. Dopo la laurea in agraria, conseguita nel 1953 all’Università di Firenze, era entrato nell’impresa di famiglia, arrivando ad assumerne la guida insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo. E’ negli anni della sua gestione che la storica realtà fiorentina accelera il proprio percorso di crescita, con una strategia rivolta alla valorizzazione delle diverse anime della viticoltura toscana e, soprattutto, alla conquista dei mercati esteri. Un passaggio che accompagna anche la trasformazione del vino italiano da prodotto prevalentemente legato al consumo nazionale a eccellenza riconosciuta e ricercata a livello internazionale. 

Tra le iniziative destinate a lasciare il segno c’è quella avviata nel 1995 a Montalcino conl’imprenditore statunitense Robert Mondavi. Dalla collaborazione nasce Tenuta Luce, progetto che unisce competenze e tradizioni diverse e diventa uno dei nomi più noti della nuova stagione del vino toscano. Nel corso degli anni il mondo Frescobaldi amplia inoltre la propria presenza in alcuni dei territori più prestigiosi della regione, da Montalcino a Bolgheri, consolidando un portafoglio di tenute e denominazioni destinato a rafforzare il posizionamento internazionale del gruppo.  

Imprenditore, ma anche custode di una storia familiare profondamente intrecciata a quella di Firenze, Frescobaldi ha rappresentato il punto di incontro tra una tradizione secolare e una concezione moderna dell’impresa vitivinicola. Il suo percorso si è sviluppato in un’epoca di profondi cambiamenti per il settore, durante la quale qualità, investimenti e capacità di guardare oltre i confini italiani sono diventati elementi decisivi per la competitività del vino italiano. Negli ultimi anni aveva progressivamente trasferito il testimone alla nuova generazione. La guida dell’azienda era passata al figlio Lamberto, mentre Vittorio aveva mantenuto un ruolo di riferimento per la famiglia e per il mondo vitivinicolo. I coniugi Vittorio e Bona Frescobaldi sono stati molto legati alla casata reale dei Windsor, ospitando più volte l’allora principe Carlo d’Inghilterra nelle loro residenze toscane. (di Paolo Martini) 

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Resta in carcere il 15enne italiano detenuto a Malta, attesa la perizia psicologica entro il 30 settembre – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il quindicenne italiano, detenuto a Malta dal 25 maggio scorso con l’accusa di procurato allarme bomba nella scuola che frequentava, secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti informate, sarà sottoposto a perizia psicologica per accertare che non subisca danni a causa delle attuali condizioni di isolamento dai coetanei. E’ quanto emerso in occasione dell’udienza che si è svolta oggi, mercoledì 26 agosto, a Malta. La giudice Tanya Sammut, assegnata al caso dall’udienza del 19 agosto scorso, ha disposto che la perizia su Flavio Santoiemma venga consegnata entro il 30 settembre. 

Il ragazzino è stato arrestato dalle autorità maltesi lo scorso 25 maggio. L’Ambasciata italiana a Malta, in raccordo con la Farnesina, sta seguendo da vicino il caso e mantiene un contatto costante con i genitori del ragazzo. 

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Elicottero precipita e prende fuoco in Piemonte: due morti a Ossola – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Un elicottero ultraleggero è precipitato questa mattina, attorno alle 11.30, in prossimità del lago artificiale di Campliccioli, nel territorio di Antrona Schieranco, nel Verbano-Cusio-Ossola, prendendo fuoco dopo l’impatto.  

Sul posto sono tempestivamente intervenute le squadre del comando dei Vigili del Fuoco del Vco, affiancate dall’elicottero ‘Drago’ del reparto volo di Malpensa, per le operazioni di soccorso e spegnimento dell’incendio, e l’elisoccorso. Due le vittime: un uomo di 60 anni e una donna di 63. 

cronaca

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Emma, il discorso al matrimonio del fratello Checco: “Sarò il vostro cane da guardia” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – L’emozione è tanta, ma ancora più grande è l’amore. Lo scorso 17 giugno il fratello di Emma Marrone, Francesco, detto Checco, ha sposato Maria Elisa Pellegrino.
A distanza di due mesi, sui social è stato condiviso il video del discorso pronunciato dalla cantante durante la cerimonia.  

Emma aveva cominciato rivolgendosi al fratello, ripercorrendo il legame che li unisce: “Checco noi non abbiamo scelto di essere fratelli, noi ci siamo ritrovati figli dei nostri genitori. Il rapporto che abbiamo costruito nella nostra vita lo abbiamo deciso noi, sin da piccoli. Siamo sempre stati uniti, ci siamo sempre amati e ci siamo aiutati nei momenti belli ma soprattutto nei momenti più disastrosi e devastanti della nostra vita e per me oggi vedere un pezzo della mia carne vivere un giorno così bello è come se lo stessi vivendo io al posto tuo. E sono veramente felice di vederti così… felice”, ha detto raccontando la sua emozione nel vivere un giorno simile.  

Poi, il discorso si è poi spostato sulla cognata Maria Elisa, raccontando il loro primo incontro e il momento in cui ha capito che fosse la persona giusta per il fratello: “Quando ti ho vista per la prima volta ci siamo guardate, non ci siamo parlate tantissimo. Però quando ho visto il modo in cui guardavi mio fratello con quegli occhi pieni di cura, pieni di amore, ho rivisto i miei occhi. E ho detto sì, questa ragazza lo ama almeno quanto lo amo io, se non di più. Mio fratello meritava e merita una persona così bella, così pura”.  

 

 

In conclusione, la cantante salentina ha rivolto un augurio speciale ai neosposi: “E quindi ci meritiamo tutto questo amore e ci meritiamo tutta questa bellezza e ci meritiamo tutte queste bellissime persone che oggi sono qui per voi, perché ve lo meritate, perché siete due cuori puri ed è giusto che nella vita, nonostante mille tempeste, alla fine vi siete incontrati, perché due persone così si meritano. Quindi io vi vorrei dire grazie per questo sogno che ci state facendo vivere. Ci saranno degli alti, dei bassi, come in tutte le grandi storie d’amore”. E poi una promessa accompagnata da un sorriso e un lungo abbraccio: “Non fate entrare il chiacchiericcio, non permettete mai agli altri di far parlare di voi anche perché se mai dovesse succedere, ci sono io, il vostro cane da guardia. Vi amo, auguri”.  

spettacoli

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Caso Fakir, parla l’uomo che aiutò gli agenti a trattenerlo a terra: “Vivo recluso per le minacce” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Sto pensando di lasciare il Paese, nonostante io sia una persona pulita che non ha fatto niente di sbagliato. Non spaccio, non rubo, non ho mai ammazzato nessuno. Spero che la famiglia di Fakir possa aiutarmi in qualche modo, e convincere chi mi vuole fare del male che non c’entro niente. Ero lì per caso e non avrei mai pensato che Fakir potesse morire”. E’ lo sfogo pubblicato su ‘Repubblica’ del 37enne kossovaro che la mattina del 19 luglio è intervenuto nel quartiere Pilastro di Bologna nelle operazioni di immobilizzazione di

Abderrahim Fakir
tenendogli le caviglie. “Da quel giorno non può più frequentare il quartiere: è scappato per paura dopo le minacce di un gruppo nutrito di residenti, e non solo – si legge – ‘Ti spacchiamo la testa’, gli avrebbero promesso. ‘Devi sparire’. ‘Vattene perché ti fanno la pelle’”. E aggiunge: “Mi hanno anche picchiato”. 

L’uomo, padre di tre figli, “vive recluso a casa di un amico da un mese e mezzo. Esce per la spesa e per altre compere essenziali. Mentre al Pilastro va solo di notte, di nascosto, per andare a trovare la madre che abita proprio in via Svevo, dove fino a poco tempo stava anche lui”, scrive il quotidiano. Il ragazzo è stato già sentito, ma non è indagato, dalla squadra mobile, che conduce le indagini sul caso Fakir. “Prima di me c’erano due ragazzi del Marocco che collaboravano con gli agenti e che non stanno avendo nessuna delle conseguenze che sto subendo io – spiega il 37enne – Poi, dopo che si sono allontanati, le forze dell’ordine hanno chiesto a me, in modo spontaneo, di aiutarli: tenendolo fermo per bene dato lui che non si calmava. Io l’ho fatto, quasi per un senso di generosità: faceva veramente molto caldo, era chiaro che quell’uomo stava troppo male, non volevo fargli assolutamente niente di brutto, volevo solo aiutarlo”. 

Dopo poco, però, quando Fakir resta immobile mentre lo legano, si rende conto che qualcosa non va. “Sono stato uno dei primi a chiedere: ‘Ragazzi, ma respira?’. Si sente anche nel video che è circolato. La situazione però sembrava sotto controllo, forse aveva avuto un mancamento e c’era del personale qualificato vicino. Sono andato via a sciacquarmi nel mio appartamento, al piano di sopra, e quando sono tornato lo stavano rianimando, non rispondeva più. Mi sono sentito subito in colpa, ho avuto paura, ma soprattutto ho provato dispiacere”. Un sentimento che avrebbe espresso anche quando è arrivata la famiglia sul posto, “nei momenti più concitati dopo il decesso” si legge . “Sono andato dal fratello, ho provato a spiegargli quello che avevo visto e quello che era accaduto. Ma da quel momento, dopo quel video, la mia vita si è fermata”, conclude l’uomo. 

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Lo smartphone fa bene, così aiuta il cervello: le 7 azioni quotidiane ‘consigliate’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Gli smartphone sono i grandi protagonisti del nostro tempo, e potrebbero migliorare la vita quotidiana delle persone, ma vanno utilizzati nel modo giusto. La tecnologia può fornire un aiuto fondamentale a svolgere anche la più semplice delle mansioni quotidiane, ma “può anche peggiorare l’umore, anche nelle persone sane, a seconda di ciò per cui la si utilizza”, ha spiegato Jon Elhai, Distinguished University Professor alla University of Toledo, in Ohio, dove studia la psicologia digitale, al Washington Post. 

Secondo un sondaggio YouGov del 2025, la maggior parte degli adulti sotto i 45 anni ha affermato di voler trascorrere meno tempo davanti agli schermi. Inoltre, molte app popolari, come TikTok, sono progettate per catturare la nostra attenzione più a lungo di quanto vorremmo. E gran parte di quel tempo, alla fine, potrebbe non essere poi così piacevole. 

Per creare abitudini più sane utilizzando lo smartphone, “devi conoscere te stesso”, ha affermato Joseph Bayer, professore associato alla School of Communication della Ohio State University, dove studia le abitudini legate agli smartphone e ai social media,”devi sapere quali sono i tuoi obiettivi come persona e quali sono i tuoi obiettivi quando utilizzi il telefono”. Perché non sempre le due cose combaciano. Esistono inoltre molti modi per ridurre il tempo trascorso utilizzando lo smartphone, ma, senza bisogno di attuare misure drastiche, si può cambiare il modo in cui lo utilizza.  

 

Il Washington Post ha quindi redatto una vera e propria lista di utilizzi ‘sani’ dello smartphone, che potrebbero far bene alla salute, in primis mentale, del fruitore indipendentemente dal tempo di utilizzo dello schermo: 

1. Giocare a un gioco online
 

Il coinvolgimento cognitivo fa bene al cervello e alcuni videogiochi d’azione dal ritmo frenetico, come Call of Duty o Fortnite, hanno dimostrato di poter migliorare le capacità cognitive. Anche giochi come cruciverba e giochi da tavolo sono stati associati agli stessi benefici cognitivi. Il tutto si può fare attraverso lo smartphone, che in alcuni casi permette di giocare a turni asincroni, consentendo quindi di fare una mossa nei momenti liberi, senza rimanere necessariamente incollati allo schermo. 

2. Leggere e-Book o giornali online
 

Rilassarsi con un buon libro, una rivista o un giornale fa bene al cervello ed è stato associato a una maggiore longevità e a un più lento declino delle capacità cognitive. Sugli smartphone esistono molteplici app, anche gratuite, che permettono di accedere a e-Book, ovvero libri digitali, audiolibri o riviste e giornali. 

3. Trovare una comunità online dedicata al tuo hobby preferito
 

Gli smartphone possono regalare ogni informazioni possibile riguardo i propri hobby, e mettere in contatto persone che coltivano gli stessi attraverso vere e proprie comunità online. La ricerca scientifica ha evidenziato che gli hobby sono associati a una migliore salute mentale e che dedicarsi ad attività creative, tra cui musica, danza e arte, è collegato a un rallentamento dell’invecchiamento cerebrale. Importante quindi trovare una community online associata ai propri interessi. 

4. Provare un’app per la mindfulness
 

La ricerca ha dimostrato che gli esercizi di mindfulness, una forma di meditazione, possono essere efficaci quanto i farmaci contro l’ansia nel ridurre le sensazioni di ansia e stress. Questo può avvenire anche in brevi sessioni di meditazione, che possono aiutare le persone a raggiungere uno stato di “rilassata vigilanza”. E ogni smartphone offre la possibilità di trovare all’interno dei propri store app dedicate. 

Gli esercizi possono portare anche a un utilizzo più consapevole del telefono. Le persone che sono maggiormente consapevoli di come utilizzano lo smartphone e di quando è il momento di metterlo da parte sono più protette da un uso problematico “rispetto alle persone che continuano semplicemente a scorrere lo schermo senza pensarci, invece di farlo in modo consapevole”, ha spiegato Elhai. 

5. Imparare una nuova lingua
 

Imparare un’altra lingua è un ottimo modo per stimolare il cervello. Le ricerche hanno evidenziato che parlare più lingue è associato a una diagnosi più tardiva della demenza e che il cervello delle persone che parlano due o tre lingue appare circa sei anni più giovane rispetto a quello di chi ne parla soltanto una. Gli smartphone permettono di portare le lezioni di lingua praticamente ovunque. 

“Non è possibile trascorrere tutto il tempo parlando di persona con qualcuno nella lingua che si sta imparando”, spiega Elhai, “ma se si ha del tempo a disposizione sul telefono, può essere utile”. 

6. Scrivere per cosa si è grati
 

Riconoscere le cose positive della propria vita fa bene e le ricerche dimostrano che una maggiore gratitudine è associata a minori livelli di solitudine. Invece di scorrere il feed dei social media, si possono utilizzare “app progettate per tenere un diario e indicare ogni giorno ciò per cui si è grati, cercando di contribuire a mantenere un atteggiamento ottimista”, ha suggerito Elhai. 

Ma non è nemmeno necessario scaricare un’app specifica: anche la semplice applicazione per prendere appunti, le note, già presente sul telefono può diventare uno spazio in cui segnare pensieri, emozioni e ricordi della propria giornata. 

7. Mandare un messaggio, chiama requalcuno o condividere un meme divertente
 

Tendiamo a essere più felici quando siamo fisicamente insieme ad altre persone e la ricerca dimostra che quasi qualsiasi attività può essere più piacevole se condivisa con gli amici. Ma socializzare attraverso il telefono, tramite messaggi, social media o anche con una semplice telefonata vecchio stile, potrebbe essere la cosa più vicina a un incontro di persona. 

Connettersi con gli altri, che rappresentava del resto l’obiettivo originario dei telefoni, potrebbe essere il modo più gratificante di utilizzare uno smartphone: “Quando le persone utilizzano il telefono per attività non sociali, per esempio ascoltando musica o guardando film, nel breve periodo può essere piacevole”, afferma Elhai. “ma non è piacevole quanto utilizzarlo per interagire con altre persone”. 

Le ricerche dimostrano inoltre che le persone tendono a sottovalutare quanto possa essere gratificante contattare qualcun altro, per entrambe le parti, anche quando lo si fa senza una ragione particolare. Utilizzare il telefono può quindi diventare un’opportunità per riallacciare i rapporti con qualcuno o semplicemente per coltivarli e passare del tempo in compagnia, seppur virtuale.  

salute

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Un giocatore su 4 rischia lesioni al cervello, lo studio sul football NFL e l’allarme – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Un giocatore di football su 4 finisce per accusare lesioni al cervello. E’ il dato che, a pochi giorni dall’inizio della nuova stagione della National Football League, viene diffuso dal New York Times sulla base di nuove ricerche. I riflettori si accendono soprattutto sulla CTE, l’Encefalopatia Traumatica Cronica che da circa 20 anni viene studiata e collegata ai traumi alla testa. La malattia neurodegenerativa ha colpito centinaia di ex giocatori, come hanno evidenziato gli esami condotti dopo i decessi. La domanda che il NYT si pone ora, a 10 giorni dal kickoff della regular season, è: “Quanti giocatori NFL finiranno per avere la CTE?”. Almeno un atleta su 4 è destinato a sviluppare l’Encefalopatia Traumatica Cronica, come evidenzia uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto su centinaia di casi nell’arco di 6 anni. Gli scienziati hanno esaminato la morte di ogni ex giocatore deceduto tra il 2016 e il 2021. I casi considerati sono stati 878: alcuni soggetti avevano tra i 20 e i 30 anni, alcuni erano over 80. 

La maggior parte si collocava nell’ampia fascia intermedia. Almeno 215 ex giocatori su 878 erano affetti da CTE: il 24,5%. Il dato potrebbe essere ancor più elevato perché 643 cervelli non sono stati esaminati post-mortem. Se lo studio venisse applicato ai giocatori attualmente in attività – 1696 nei roster delle 32 squadre – la diagnosi di CTE potrebbe riguardare in teoria almeno 400 individui, senza considerare il ‘serbatoio’ supplementare di 500 giocatori che si allenano nelle practice squad o che sono esclusi dai roster per infortunio. La CTE non è associata esclusivamente al football americano. Tracce della malattia sono state evidenziate anche nei cervelli di giocatori di hockey, rugby e calcio, così come in quelli di wrestler o atleti del bob. Tutte queste discipline hanno in comune i rischi, di grado diverso, legati ai colpi che gli atleti possono subire alla testa. 

sport

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Zendure study shows: Regulations, rental agreements, and a perceived complicated installation process are slowing down the adoption of solar power – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

For 53% of active solar users, easy DIY installation was the deciding purchase factor yet misconceptions around regulations and rental rights hold back 76% of interested consumers. 

DÜSSELDORF, Germany, Aug. 25, 2026 /PRNewswire/ — German consumers are eager for solar energy, but fear of bureaucracy and technical friction continues to stall mass adoption. According to a new study by Zendure, a global pioneer in plug-in HEMS (Home Energy Management Systems), 76 percent of surveyed non-solar households express strong interest in home solar systems. However, practical everyday barriers are keeping them on the sidelines: 29 percent of renters are unsure about their installation rights, 27 percent feel overwhelmed by regulations and paperwork, and 22 percent consider the setup too complicated. In contrast, current user experience proves the power of simplicity: 53 percent of existing solar owners cited easy, DIY-friendly installation as the most critical factor in their purchasing decision. 

 

The findings highlight a growing complexity paradox for renters, newcomers, and less tech-savvy consumers navigating product selection, regulatory frameworks, and cost-benefit calculations. While the appetite is clear, 17 percent of non-owners have researched solar systems extensively and another 54 percent have conducted initial research, most consumers still lack the targeted guidance needed to turn general interest into a confident purchase decision. 

Perception vs. Reality: Regulatory Doubts Persist 

Among the biggest roadblocks are everyday legal and practical questions. Nearly a third (29 percent) of respondents without solar live in rented accommodation and are uncertain whether they are permitted to install a balcony or plug-in system. Furthermore, more than one in four (27 percent) find current regulations, permits, and registration procedures unclear, while 22 percent are deterred by perceived technical complexity. 

Crucially, the study reveals that many of these hurdles are more perceived than real. Since 2024, German legislation has explicitly granted tenants the legal right to install plug-in solar systems, raised the feed-in limit to 800 W, and streamlined registration into a single, simplified market master data entry (Marktstammdatenregister). The current bottleneck is therefore no longer regulatory, but informational, consumers still perceive solar as a daunting technical project, even though the legal and technical pathways have never been more accessible.  

Product Overwhelm and Decision Fatigue 

In addition to legal and technical questions, product selection itself also presents a challenge. Eighteen percent of respondents find it difficult to choose the right product from the multitude of available solutions. An equal number perceive a lack of clear and trustworthy information. Consumers often struggle to determine which system best suits their household, available space, and individual electricity consumption. At the same time, they must compare different storage capacities, performance levels, installation methods, and control options. 

Simplicity Outweighs Price: The Deciding Factor 

For 53 percent, easy installation and the ability to set up the system independently was the single most important factor in their buying decision—ranking far ahead of superior technology (32 percent), value for money (31 percent), customer reviews (28 percent), or warranty coverage (27 percent). Design was a primary consideration for just 8 percent. Simplicity and reliability remain essential throughout the system lifecycle: 52 percent of all respondents rate these qualities as very important, and for another 33 percent, they are indispensable. As dynamic tariffs become widespread, knowing when to store, consume, or feed power back into the grid introduces the next wave of complexity. Future-proof solutions must make both initial setup and day-to-day energy management entirely effortless.  

“There is tremendous enthusiasm for solar energy in Germany, but many consumers feel left to their own devices when navigating the transition,” says Bryan Liu, CEO of Zendure. “Regulatory ambiguity, technical questions, and a crowded product landscape are holding people back. To drive real energy independence at home, our industry must make solar and storage not just more efficient, but radically simpler, more transparent, and more reliable. Lowering the barrier to entry gives consumers the confidence to participate in the energy transition without unnecessary stress.” 

Methodology Note 

[1] The survey was conducted by Arlington Research on behalf of Zendure among 835 respondents across Germany in December 2025. 

About Zendure 

Driven by our purpose to accelerate a sustainable future, Zendure is a global pioneer of plug-in HEMS. With R&D and operations centers spanning major tech hubs like Silicon Valley and the Greater Bay Area, alongside Japan and Germany, our vision is to become The Home Energy Hub of the AI Era. Zendure’s mission is to empower every household worldwide with the ultimate freedom of energy control. We deliver this through the SolarFlow ecosystem, combining modular storage, intelligent power management, and flexible solar input. Scaling seamlessly from plug-and-play and retrofit storage to whole-home energy management, SolarFlow maximizes self-consumption, reduces grid dependence, and delivers reliable backup power. 

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Elezioni Usa, Corte Suprema sblocca la stretta sul voto per posta voluta da Trump – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Donald Trump ha ottenuto una prima vittoria dalla Corte Suprema nella sua battaglia per limitare il voto per posta nelle prossime elezioni di midterm. La maggioranza conservatrice della Corte, con l’opposizione delle tre giudici liberal, ha infatti revocato l’ordinanza con cui un giudice federale del Massachusetts ha accolto lo scorso giugno il ricorso degli Stati a guida democratica bloccando l’entrata in vigore l’ordine esecutivo con cui è stato vietato al servizio postale Usa di inviare le schede elettorale a elettori che non figurano nelle liste di cittadini americani create dal governo federale.  

La creazione di queste liste appare in contrasto con il tradizionale controllo degli Stati del processo elettorale ma viene giustificata da Trump con le ripetute accuse, non sostenute da fatti, riguardo al fatto che immigrati senza cittadinanza avrebbero votato in massa nelle ultime elezioni, determinando la sua sconfitta elettorale nel 2020. Nella sentenza la maggioranza conservatrice non è entrata nel merito della legalità dell’ordine di Trump, limitandosi ad affermare che il giudice federale non aveva l’autorità di bloccarlo prima che venissero applicate dall’Us Post Service le nuove regole per il voto per posta.  

“Se le misure finali del Postal Service recheranno danni agli Stati allora potranno fare ricorso”, conclude la sentenza dei giudici conservatori che è stata definita “un incubo kafkiano” dalla giudice liberal Ketanji Brown Jackson destinato a “immettere caos non necessario” nel processo elettorale. “La decisione di oggi non affronta la questionse se i tentativi del presidente di interferire sulla gestione degli Stati delle elezioni del novembre 2026 siano legali”, sottolineano le altre due giudici liberal, Sonia Sotomayor e Elena Kagan.  

La Casa Bianca ha lodato la decisione della Corte in favore delle “misure di buon senso”, contenute nell’ordine esecutivo: “Questa amministrazione continuerà ad applicare nel rispetto della legge l’agenda elettorale del presidente Trump che comprende la sicurezza delle nostre elezioni”, ha detto la portavoce Lauren Bis. Immediata la replica degli Stati a guida democratica che promettono di continuare la battaglia legale contro il tentativo di Trump di limitare il voto per posta, tradizionalmente favorevole ai democratici. “Questa decisione è una dolorosa sconfitta, ma non sarà l’ultima parola”, ha detto l’attorney general di New York, Letitia James.  

“Dopo la sentenza della Corte Suprema, la California farà di nuovo causa per bloccare l’attacco di Trump al voto per posta”, ha scritto su X il governatore dem Gavin Newsom, assicurando che “tutti gli elettori riceveranno la scheda per posta nel nostro Stato e noi continueremo a combattere”. I giudici conservatori hanno comunque sottolineato nella loro sentenza che con questa hanno solo voluto indicato che il blocco del giudice federale era prematuro, arrivato prima ancora che il governo federale applicasse l’ordine di Trump, ed affermato che “le misure che verranno adottate per applicarlo saranno necessariamente legali, su questo punto – concludono – solo il tempo potrà dirlo”.  

Quindi si lascia la porta aperta per un successivo intervento, su possibili restrizioni contenute nel regolamenti con cui il servizio postale applicherà l’ordine di Trump. E professore di diritto di Ucla Richard Hasen, a capo del progetto per la salvaguardia della democrazia, si dice convinto, parlando con il Washington Post, che, dopo questa sentenza “ristretta e tecnica”, la questione ritornerà presto alla Corte Suprema. A questo si sarà ancora più a ridosso delle elezioni, con il rischio che una sentenza definitiva in favore dell’ordine esecutivo di Trump possa creare ancora più incertezza sul voto.  

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Savona, coppia in difficoltà in acqua ad Andora: bagnino si tuffa per salvarli, ma muore insieme all’uomo – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Tragedia in mare oggi, martedì 25 agosto, ad Andora nel Savonese. E’ sfociato nel dramma il tentativo di un bagnino di salvare una coppia che era in difficoltà. L’uomo si è tuffato per salvarli. E’ riuscito a riportare a riva la donna che ora è in buone condizioni e, poi, è morto insieme all’uomo nel tentativo di salvarlo.  

Sul posto la Guardia Costiera.  

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