Kena Mobile, l’MNVO del guerriero polinesiano – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Marketing, Kena Mobile, MNVO, Mobile, Telecomunicazioni, TIM

Kena Mobile è uno degli operatori virtuali di rete mobile (Full MNVO) presenti sul mercato italiano. Il servizio di comunicazione mobile è offerto dal 2019 da Telecom Italia (TIM Spa). Questo marchio era detenuto in precedenza dalla società italiana Nòverca.

Chi è Kena Mobile

L’obiettivo di questo operatore è di offrire soluzioni per comunicare semplici e convenienti.

Più di 1,5 milione di Clienti ha già scelto Kena.
Come il Guerriero da cui prendiamo il nome, capace di combattere con una sola lancia, noi non amiamo le Offerte poco chiare, le apparenze rispetto ai contenuti, gli inutili giri di parole.
Noi vogliamo costruire e mantenere un rapporto leale con i nostri Clienti.

Fonte: Kena Mobile

Il testimonial è proprio il guerriero polinesiano che ha ispirato il nome del brand. Ed è anche il protagonista di spot TV e contenuti pubblicitari presenti sui social.

Gli spot con l’inconfondibile brano musicale

Il tema ricorrente nelle pubblicità di Kena è la comparsa del guerriero sulle note iniziali della celeberrima Quinta Sinfonia di Ludwig Van Beethoven. Il pupazzo tutto tatuato e con tanto di gonnellino polinesiano giallo (in tinta col colore simbolo dell’operatore), fa cambiare idea agli indecisi che ancora non hanno scelto l’MNVO che si appoggia alla rete TIM.

Di seguito alcuni esempi di spot TV del 2020 di Kena.

In quest’ultimo video i protagonisti sono addirittura due volti de Le Iene, programma televisivo di approfondimento ed attualità noto per il suo stile irriverente e satirico dei suoi servizi. Una scelta che va a sottolineare quanto il brand ci tenga ad essere trasparente e “senza fronzoli” nei confronti del consumatore. Le Iene infatti, visti gli argomenti affrontati nel programma, potrebbero essere sinonimo di affidabilità e trasparenza per il potenziale cliente. In ogni caso, semmai ci dovesse essere qualcuno indeciso, ci pensa il guerriero Kena con il suo sguardo vagamente minaccioso.

Kena mobile offre, come molti suoi competitor del settore, tariffe molto economiche all inclusive. Con offerte per i nuovi numeri o dedicate a chi proviene da altri MNVO, l’operatore vanta attualmente più di 1,5 milioni di clienti. Nonostante la rete di appoggio sia TIM, Kena Mobile non offre (al momento) la possibilità di usufruire della rete mobile 5G con le sue offerte.

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Very Mobile sceglie Francesco Totti per i suoi spot – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Marketing, Francesco Totti, MVNO, Telecomunicazioni, telefonia, Very Mobile, WindTre

Lanciato lo scorso anno dal gruppo CK Hutchison Holdings Ltd., l’operatore virtuale Very Mobile promette di essere tante cose very interessanti. L’approccio divertente e frizzante delle sue pubblicità fa intuire che sia un MNVO adatto alle esigenze di tutti ma, soprattutto, economico.

Chi è Very Mobile

Come da presentazione sul sito, Very Mobile è nato per farci comunicare in modo semplice e conveniente. Obiettivo comune un po’ a tutti gli operatori mobili virtuali che si appoggiano a MNO. In questo caso la rete di appoggio è WindTre, anch’essa parte del gruppo CK Hutchison Holdings Ltd.

Lavoriamo ogni giorno per darti offerte very chiare, un’assistenza very dedicata e tariffe very convenienti.
Provaci, poi dirai: è proprio Very.

Fonte: Very Mobile

Insomma, è tutto “molto“. La convenienza è effettivamente lampante, dato che le tariffe presenti sul sito non superano i 13,99 euro/mese e comprendono fino a 100 GB oltre che chiamate ed SMS illimitati.

Un testimonial dal mondo del calcio

Very Mobile per il suo ritorno in comunicazione ha scelto un testimonial dal mondo del calcio già noto per altre pubblicità: Francesco Totti.
Dal 14 febbraio infatti, è on air lo spot “Chiamata“, primo della campagna diretta dal regista Gigi Piola.
L’ex capitano della Roma dà prova delle sue capacità comiche e della sua spontaneità, in una pubblicità dai toni simpatici in cui Totti esegue, interpretando un assistente vocale, la richiesta che il ragazzo fa al suo smartphone. Andrà in onda su tutte le principali emittenti in due formati: da 20″ e da 15″.

La comunicazione è firmata da SuperHumans (che si era già occupata del lancio e del branding), mentre la pianificazione per TV e web è a cura di Dentsu. La promozione pubblicizzata nello spot è quella che comprende 100 GB, minuti ed SMS illimitati a 7,99 euro/mese (per i nuovi numeri).

Il brand ha anche un secondo sito, Very creativi, che coinvolge gli utenti e li invita a scrivere su “muri virtuali”, condividendo i pensieri in stile murales. Si può anche partecipare a contest lanciati dal sito. Un modo originale per far conoscere ulteriormente l’MNVO nato appena un anno fa (24 febbraio 2020).

Immagine di copertina: MVNO news

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Clubhouse: l’app più chiacchierata del momento – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, App, Apple, Clubhouse, Social

A quasi un anno di distanza dal suo lancio (aprile 2020), Clubhouse ha raggiunto cifre da capogiro: sia in termini di valore economico che di iscrizioni.
Sì, perché dai pochi utenti iscritti nei primi mesi della sua immissione su iOS, si è arrivati a 600.000 iscritti a dicembre 2020. Ora Clubhouse conta circa 2 milioni di iscritti e aspira a crescere sempre di più. Come cresce la sua quotazione: a pochi mesi dal lancio la valutazione dell’app è schizzata a 100 milioni di dollari. Oggi la società vale oltre un miliardo.

Sopra: il primo tweet di Clubhouse che parla della versione beta dell’app
Sotto: Clubhouse mette in evidenza i membri della community cambiando l’icona dell’app

Numeri importanti che danno la percezione di quanto questa nuova modalità di socializzare sia apprezzata ed ambita. La pandemia ha rivoluzionato anche il mondo dell’online e dei social e questo ne è un esempio. In questa app tutto ruota attorno alla voglia di interazione e condivisione di contenuti che abbiano uno spessore.

Come funziona Clubhouse?

Non si tratta di un’applicazione in cui poter entrare liberamente. È necessario avere l’invito da un altro utente.
La struttura è basata su delle stanze virtuali, all’interno delle quali gli utenti si scambiano messaggi vocali. Nella stanza si può avere uno di questi tre ruoli:

  • moderatore: gestisce la conversazione, concede o toglie la parola agli invitati, aggiunge altri utenti alla stanza
  • speaker: colui che è abilitato a parlare
  • ascoltatori: utente che partecipa muto alla conversazione e può chiedere la parola.

Una volta chiusa la stanza, gli utenti non vengono registrati e vengono cancellati i messaggi inviati. Questa caratteristica espone Clubhouse al rischio di ospitare conversazioni offensive, creare episodi di cyberbullismo o insulti, che potrebbero passare inosservate poiché condivise dagli utenti della stanza. Infatti:

Solo nel caso in cui caso vengano segnalate alcune violazioni degli standard richiesti (privacy e sicurezza) gli audio si mantengono per le verifiche necessarie.

Fonte: Clubhouse: cos’è e come funziona il social network del momento, il Resto del Carlino

Un app amata dalle celebrità

Forse proprio per le sue caratteristiche, l’assenza di immagini e video e il fatto che ci siano stanze dedicate in cui discutere di argomenti specifici, Clubhouse è molto amata dalle celebrities.
Infatti, tra i suoi 2 milioni di iscritti troviamo il cantante Drake, gli attori Kevin Hart, Chris Rock e Aston Kutcher, la conduttrice Oprah Winfrey e tra gli sportivi troviamo anche il calciatore della Roma Nicolò Zaniolo. Anche Elon Musk, imprenditore di fama mondiale, è comparso su Clubhouse lo scorso 31 gennaio: parlando delle proprie aziende. La sua room ha raggiunto in pochi minuti i 5.000 iscritti (il tetto massimo per una stanza).

Al momento l’app è disponibile solamente per iOS e vi si può accedere, come già detto, solo su invito. Decisamente un cambio di rotta rispetto ai social che già conosciamo, dove i contenuti sono molto spesso alla portata di tutti.

Immagine di copertina: Corriere.it

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La verità di Iliad “fa crescere” – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Marketing, 5G, Iliad, Mobile, Telecomunicazioni

On air i nuovi spot per le due offerte mobile della compagnia di telecomunicazioni francese Iliad. Si tratterebbe della seconda parte del concept creativo “La verità fa crescere”. La prima parte della campagna è stata lanciata lo scorso settembre.

L’ironia di Iliad

Gli spot, nel formato da 30″ e 15″, sono ideati anche questa volta da DDB Group Italia e pianificati da Phd. Nei video, il racconto della verità, tanto caro ad Iliad, continua con un’altra serie di episodi quotidiani che fanno maturare i protagonisti. Dalla mamma che scopre lo spogliarello della giovane coppietta, alla scoperta di una bimba sul vero aspetto del nonno (che i capelli non li ha più), fino ad arrivare alla consapevolezza di un (probabile) politico che si ritrova bloccato nel bel mezzo di una manifestazione sull’emergenza climatica. La pubblicità è sempre accompagnata dall’ormai riconoscibile Get up, get out di The Weavers.

La campagna punta quindi ad utilizzare gli episodi della vita quotidiana che innescano in noi un cambiamento per invitare i consumatori ad adottare quello stesso cambiamento, quella crescita risultante dalla verità, nella scelta di un gestore telefonico che fa della trasparenza la sua mission.

La versione dello spot da 30″

La rivoluzione che punta sulla verità

La società francese, fondata nel 1990, sceglie ancora una volta di utilizzare un tono ironico e divertente per pubblicizzare i suoi prodotti. In fa particolare, gli spot che avranno una pianificazione nazionale su tutte le emittenti televisive, hanno come obiettivo le due nuove promozioni mobile.

Giga 70 e Giga 50, entrambe comprensive di minuti ed SMS illimitati, promettono di mantenere lo stesso canone mensile per sempre. Una caratteristica che Iliad ha sempre sottolineato molto nelle sue operazioni di marketing, facendone un punto di forza.
Per quanto riguarda la navigazione 5G, sempre più cara ad ogni operatore telefonico, anche Iliad mette a disposizione la possibilità di navigare alla maggiore velocità possibile (ove presente la copertura), ma solo con l’offerta Giga 70.

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MVNO: cosa sono gli operatori mobili virtuali – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Marketing, Mobile, MVNO, Telecomunicazioni, telefonia

Una fetta del mercato delle telecomunicazioni sempre più grande appartiene ai cosiddetti operatori mobili virtuali o MVNO.

Ma cosa sono i MVNO?

Gli operatori mobili virtuali o, in inglese, Mobile Virtual Network Operator (MVNO) non sono altro che società che forniscono servizi di telefonia mobile non avendo alcuna licenza per il relativo spettro radio né per forza tutte le infrastrutture che servono per fornire questi servizi.
Gli operatori MVNO possono distinguersi in varie tipologie:

  • Full MVNO (Full mobile virtual network operator), gestisce per intero il servizio offerto tranne che per la rete di accesso, di proprietà di un MNO con cui ha stretto accordi
  • ESP MNVO (Enhanced service provider), possiede solo le infrastrutture per i servizi a valore aggiunto e per la commercializzazione dei prodotti. Rete d’accesso ed emissione SIM sono richiesti all’MNO.
  • SP MNVO (Service Provider MVNO), è un rivenditore di traffico che rivende il traffico acquisito all’ingrosso da un operatore di rete mobile. Le sue attività sono limitate al campo della commercializzazione, fatturazione e assistenza al cliente.
  • MNVE (Mobile virtual network enabler), non ha una licenza di telefonia mobile o un contatto diretto con i clienti finali. È un’intermediario tra gli MNO e gli operatori virtuali.
  • MNVA (Mobile virtual network aggregator), offre servizi e dati all’ingrosso a società che forniscono servizi ai propri clienti finali con il proprio nome/marchio.
    Fonte: Wikipedia

Gli operatori mobili virtuali utilizzano quindi come reti di appoggio gli operatori che possiedono la rete: i Mobile Network Operator (MNO). Per quanto riguarda l’Italia, questi sono TIM, Vodafone e WindTre.

Quali sono i principali MNVO in Italia?

Tra i primi operatori virtuali in Italia troviamo CoopVoce, lanciato nel 2007 sulla rete TIM. Nel corso degli anni gli MNVO sono aumentati e fra i principali figurano Postemobile, Fastweb, Lycamobile, Tiscali Mobile. Fra i più giovani presenti sul mercato italiano ci sono Kena Mobile (2017), ho. (2018) e Very Mobile (2020).

Un settore sempre più in espansione quindi, che consente di ampliare l’offerta mobile a disposizione dei consumatori, spesso con la possibilità di scegliere tariffe all inclusive molto più economiche rispetto ai principali MNO.

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Il mercato della cosmetica si avvia verso una produzione green – di Sara Vanni

TAG: In Evidenza, Lifestyle, Moda & Fashion, cosmetica green, ecosostenibilità, green economy, Moda

L’ecosostenibilità è ormai al centro della discussione di molti settori e industrie, che si proiettano sempre più alla produzione green. Così è anche per la cosmetica, il cui business è cresciuto del 10% diventando green. L’obiettivo di questo settore è quello di preferire la produzione di creme, trucchi e prodotti per la bellezza che possano ridurre l’impatto ambientale.

In Italia, secondo una prima ricerca, i maggiori consumatori di cosmetici ecosostenibili sono i Millennial e la Generazione Z. Di questi, i dati riportano che quasi il 40% preferisce prodotti che abbiano un packaging eco-friendly. Fino al 50% dei consumatori, invece, sono tutti interessati a sapere il processo di produzione del cosmetico.

Cosmetica green: composizione e packaging

Ma cosa si intende, esattamente, per cosmetica green? Qual è la composizione dei prodotti di questo settore?

Iniziamo dicendo che ci sono cosmetici che contengono ingredienti naturali ed altri di origine naturale. Qual è la differenza? Gli ingredienti naturali provengono dal regno vegetale, minerale o animale e sono trasformati tramite procedimenti chimici; al contrario, gli ingredienti di origine naturale sono ottenuti attraverso procedimenti di microbiologia. Ecco un approfondimento sulla produzione del sapone naturale.

Sapone naturale

E il packaging? Naturalmente, un occhio di riguardo va anche al modo in cui sono confezionati questi prodotti di cosmetica. Di fondamentale importanza è l’attenzione ad una produzione che trovi il modo di utilizzare le risorse vegetali o gli scarti.

Molto comuni sono gli involucri di carta o cartone, ma le confezioni derivate da un processo di riciclo sono ad esempio il sulapac e il green PE. Il primo è un contenitore plastic-free, generalmente ottenuto dagli scarti di legno; il secondo, invece, è una bioplastica derivata dalla canna da zucchero. Quest’ultima è una materia prima rinnovabile. Cosa vuol dire? Si produce e ri-produce naturalmente in un ciclo annuale.

In generale, più alta è la percentuale di BCC (Biobased Carbon Content) all’interno del prodotto, più si riduce la percentuale di emissione di anidride carbonica nell’ambiente.

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WindTre e il valore della famiglia – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Marketing, Amazon, Amazon Prime, Fibra, Internet, WindTre

La nota compagnia di telefonia mobile è tornata in comunicazione con uno spot che mette al centro l’importanza della famiglia.
On air in TV da gennaio, la pubblicità dedicata alla Super Fibra ha come protagonista una famiglia separata, che però è unita dalla passione per le serie tv.

La Top Quality Network di WindTre nello spot diretto da Gabriele Muccino

Lo spot, prodotto da Alto Verbano, vede la regia di Gabriele Muccino, che dà forma all’idea di Wunderman Thompson. Nel video, grazie anche alla canzone “Esseri Umani” di Marco Mengoni, si percepisce come questa famiglia resti unita nonostante la distanza fisica.
Infatti, la serata serie tv iniziata con il papà, per il protagonista continua anche una volta tornato a casa, grazie alla potente rete WindTre che, come recita il claim “unisce tutti”.

La pianificazione, a cura di Dentsu, prevede la messa in onda dei formati video da 30 e 10 secondi su tutte le principali emittenti.

L’offerta Super Fibra pubblicizzata dal brand, dà la possibilità di avere a casa la fibra fino a 1 Gigabit, ma soprattutto l’abbonamento ad Amazon Prime incluso per 12 mesi. Il servizio del colosso dell’e-commerce comprende:

  • l’accesso illimitato a serie tv e film con Prime Video
  • Amazon Music che ha più di 2 milioni di brani fruibili senza pubblicità
  • Prime Reading, per leggere centinaia di fumetti ed eBook
  • Prime Gaming, con contenuti in-game e giochi ogni mese

Insomma, annoiarsi diventa impossibile! Ma soprattutto, queste attività da svolgere fra le mura domestiche, possono essere condivise con le persone che amiamo. Ascoltare musica insieme o vedere una serie tv, come racconta lo spot, sono solo alcuni esempi.

WindTre punta quindi ad un marketing basato sulla condivisione e sui valori dello star in famiglia, anche se con modalità diverse dal quelle del passato. La tecnologia offerta dal brand, con pacchetti che regalano una navigazione internet ad alta velocità, rende di sicuro l’entertainment casalingo più ricco e piacevole.

Anche altri brand di telefonia come TIM stanno puntando ad implementare le connessioni con la rete 5G. Ne parliamo in questo articolo.

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Addio alle confezioni di plastica: verso un packaging sostenibile – di Sara Vanni

TAG: Food & Beverage, Green economy, In Evidenza, ecosostenibilità, green economy, packaging

Ne avevamo già parlato a proposito della cosmetica green, ormai le industrie di vari settori (beauty, food & beverage) si stanno orientando verso la produzione di un packaging sostenibile. L’obiettivo di molte aziende è quello di produrre confezioni a partire da scarti dell’agricoltura o materiale riciclabile.

In quest’articolo scopriremo le confezioni a più basso impatto ambientale usate in tutto il mondo.

Confezioni ecosostenibili: Green PE e PVA

Tra i packaging sostenibili, spiccano il Green PE e il PVA.

Il Green PE è un materiale derivato dalla canna da zucchero che trova impiego maggiormente nella produzione di flaconi o tubetti. Chimicamente, si tratta di un polietilene e dunque ne deriva che ha le stesse caratteristiche di un PE di origine petrolchimica (stessa resistenza termica, barriera ecc.)

Il PVA, invece, è un materiale idrosolubile (il tempo di solubilità è di circa 10 secondi). Chimicamente, siamo di fronte ad un composto polivinilico naturalmente non tossico e biodegradabile al 100%. Quando non viene usato nelle produzioni di oggetti dedicati alla persona, trova impiego molto spesso nel settore tecnologico, come supporto nelle stampe 3D.

Se vuoi approfondire il rapporto tra ecosostenibilità e tecnologia, ti consigliamo questo articolo.

Packaging sostenibile: R-PET e Green PET

Tra gli altri materiali meno impattanti sull’ambiente, il Green PET e l’R-PET.

In questa tabella riassuntiva, le caratteristiche di questi due materiali a confronto:

Green PET: caratteristiche R-PET: caratteristiche
Non è completamente vegetale
(70% acido tereftalico,
30% idrocarburi)
Materiale derivato da bottiglie o
rifiuti industriali e poi riciclati
Emissioni di CO2 ridotte del 30% Emissioni di CO2 ridotte in rapporto
all’azienda che ne fa uso
Componenti Bio Based al 30% Il rigranulato è destinato anche
all’uso alimentare

Altre confezioni ecosostenibili

Infine, tra le altre confezioni che migliorano l’ambiente riducendo le emissioni di CO2 ci sono gli imballaggi di origine vegetale/animale. Nello specifico, molto usata è l’alga bruna, che ha un tempo di biodegradabilità fissato tra le 4-6 settimane. In quanto commestibile, questo materiale è chiaramente destinato all’uso alimentare.

Sempre nel settore del packaging alimentare, infine, il “Biopack Usa e Pianta“. Nato dall’idea di un designer greco, si tratta di un involucro di cartone composto da polpa di carta, farina e amido. La vera novità, tuttavia, sta nella presenza di semi biologici; è una confezione solubile, attraverso acqua e luce potranno crescere germogli e piantine.

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L’evoluzione delle energie sostenibili – di Sara Varcasia

TAG: Green economy, In Evidenza, antropocene, combustibili fossili, ecosostenibilità

L’era dell’uomo

L’impronta dell’essere umano sul sistema Terra è ormai diventata così profonda da rendere necessaria la definizione di una nuova era geologica: lAntropocene, l’era dell’uomo, dominata da  un modello di sviluppo basato sull’uso massiccio di combustibili fossili, che ha innescato una profonda crisi ecologica, energetica e sociale. In questo scenario, l’evoluzione delle energie sostenibili, quindi la produzione di energia pulita, rappresenta un orizzonte imprescindibile per la realizzazione di un sistema economico e sociale sostenibile per le attuali e future generazioni, e per il pianeta.

Effetti della dipendenza dai combustibili fossili

La combustione di combustibili fossili é un problema che riguarda tutti noi, in un modo o nell’altro: rilascia sostanze inquinanti e gas a effetto serra  nell’atmosfera, nocive per la nostra salute e quella del pianeta. La nostra dipendenza dai combustibili fossili sta inoltre alterando  i livelli di acidità degli oceani, consumando l’ossigeno presente nei laghi,  incidendo negativamente sui rendimenti dei raccolti. Allo stesso tempo, aumenta il numero di abitanti del pianeta e le esigenze energetiche di miliardi di persone. Le decisioni politiche sono influenzate da attori economici e sociali spesso in contraddizione tra loro, il prezzo del petrolio, con cui le energie rinnovabili devono competere, varia in modo  imprevedibile.

Cosa possiamo fare

Possiamo scegliere di protrarre la nostra dipendenza dai combustibili fossili, spingendoci sull’orlo del baratro ecologico, oppure decidere di adottare opzioni nuove e più pulite su cui investire. Nel modo di produzione e consumo dell’energia, e nel modello di produzione di beni e servizi, nella mobilità di persone e merci, che dovranno essere alimentati da tecnologie che producono energia pulita usando il vento, il sole, le maree.

Politiche ambientali e innovazione  

L’intreccio attuale tra crisi sanitaria e climatica, dimostra che i tempi sono maturi per cambiare il nostro concetto di progresso e  rientrare nei limiti planetari”, ovvero  definire uno spazio operativo per l’umanità che garantisca una sostanziale sicurezza rispetto al Sistema Terra.  L’energia e la sua transizione verso modi più sostenibili di produzione e di consumo non  sarà attuabile senza la combinazione di politiche ambientali e innovazione.  

L’evoluzione delle energie sostenibili, è un’impresa molto difficile da prevedere perché la realtà è in continua trasformazione. Ciò nonostante, cerchiamo oggi di intuire quali tecnologie energetiche saranno dominanti per comprendere come possiamo guidare il cambiamento.

In un mondo in cui si prevede un aumento del fabbisogno globale di energia e di risorse naturali, oltre all’intensificazione degli effetti dei cambiamenti climatici, c’è solo un’opzione possibile. Un’economia circolare a basse emissioni di carbonio. Incentrata sulle fonti rinnovabili, sull’efficienza energetica, sulla sicurezza e sull’accessibilità economica, attraverso lo stanziamento di fondi per la costruzione di nuove infrastrutture.

L’accordo di Parigi

Negli ultimi anni l’impegno politico per frenare le emissioni di gas serra, a livello globale, si è intensificato, culminando nel dicembre 2015 con l’accordo di Parigi. Analogamente, la comunità di ricerca e le imprese hanno sviluppato innovazioni per incrementare la produzione solare ed eolica. Nei prossimi decenni ciò potrebbe comportare l’elettrificazione di tutti i veicoli stradali, la copertura di tutti i tetti con pannelli solari, l’isolamento termico di tutti gli edifici, e anche un taglio dei sussidi per i combustibili fossili. 

Nonostante questi segnali positivi, ci sono ancora sfide importanti da affrontare  per aumentare la produzione di energia rinnovabile e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. La capacità solare continuerà a crescere nei prossimi anni, arrivando a superare, a livello globale, un terawatt entro il 2023.  Tuttavia, non siamo ancora in grado di produrre, immagazzinare e trasportare questo tipo di energia in misura sufficiente da poterla utilizzare quando e dove ci serve.

L’evoluzione delle energie sostenibili, trend futuri

È molto di più di una sfida tecnologica. Si tratta di un modo diverso di generare e utilizzare l’energia, passando da un numero ridotto di grandi produttori che prediligono determinati combustibili, a una produzione di energia decentrata a cura di produttori che si avvalgono del potenziale energetico locale. Una capacità di produzione diffusa può favorire la sicurezza energetica europea e il trasporto dell’eccedenza di energia dai paesi avanzati ad altri che ne soffrono la carenza.  L’evoluzione delle energie sostenibili che oggi sembrano il futuro saranno solamente la transizione verso il nucleare da fissione, o nuove forme di energia oggi non disponibili.

Noi esseri umani ci siamo collettivamente cacciati in questo pasticcio, perciò siamo chiamati a lavorare insieme per invertire queste tendenze. Noi siamo “il diluvio” e noi siamo l’Arca.

Il progresso tecnologico, il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici, le reti intelligenti, le norme di efficienza energetica. E, soprattutto, una condotta intelligente da parte dei consumatori, possono contribuire a ridurre le perdite di energia, e abbandonare gran parte delle fonti non rinnovabili. 

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Gillette: nuova linea Planet KIND – di Silvia Becattini

TAG: Green economy, In Evidenza, Lifestyle, Gillette, Planet KIND, riciclo, rPET, Skincare, Sostenibilità

Il tema della sostenibilità ambientale tocca ogni aspetto del quotidiano: anche la rasatura e la skincare maschile. Per questo, Gillette ha lanciato sul mercato americano una nuova linea dedicata al pubblico maschile che lascia intendere dal nome – Planet KIND – tutte le intenzioni virtuose del brand.

Infatti, Gillette ha creato questa nuova collezione di prodotti gentili sia con la pelle che con il pianeta. Del resto, per il noto marchio made in USA, salvare il pianeta dovrebbe essere semplice tanto quanto radersi:

We make sustainable self-care products that work, because we believe that saving the planet should be as easy as shaving your face.

Fonte: Gillette

Packaging riciclabile e prodotti skin-friendly

L’obiettivo è quello di rendere semplice la scelta di prodotti eco-friendly da adottare per la propria routine quotidiana. La cura giornaliera del viso di un uomo è infatti affidata ai prodotti per la rasatura e al rasoio stesso.

Per questo Gillette ha incluso in questa linea tutto il necessario: rasoio e lame di ricambio, crema per la rasatura, crema idratante e detergente viso. I prodotti skincare sono realizzati senza l’utilizzo di parabeni, SLS, alcool e coloranti.

Il tutto confezionato con packaging fatti dall’85% di plastica riciclata e da carta (che si può riciclare). Inoltre, il manico del rasoio è stato realizzato con il 60% di rPET.

Gillette
I prodotti della linea Gillette Planet KIND
Foto: Business Wire

La collaborazione Gillette con TerraCycle

L’impegno di Gillette nel riciclo di plastica e altri materiali non si ferma al semplice utilizzo di materiale riciclato. Il brand infatti, vuole coinvolgere il consumatore attraverso la collaborazione con TerraCycle, una compagnia privata di riciclaggio. L’azienda è leader globale nel riciclo di materiali definiti “hard-to-ricycle“.

Gillette
Foto: Gillette

Basterà quindi registrarsi al programma di TerraCycle, una volta raccolti tutti i rasoi da riciclare, basterà spedirli all’azienda o gettarli negli appositi cestini dedicati (rintracciabili tramite mappa sul sito).
Un’idea che sta al passo con le esigenze di oggi in fatto di riciclo e sostenibilità ambientale, che sicuramente piacerà ai consumatori Gillette che hanno a cuore il nostro pianeta.

Non resta che attendere l’arrivo di Planet KIND anche sul mercato italiano!

Immagine di copertina: Business Wire

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