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È nata Stellantis: Fca e Psa, i due famosi gruppi automobilistici, hanno acconsentito alla tanto attesa fusione nei primi giorni di Gennaio.
Fca, si sa, è il gruppo a cui fanno riferimento vetture di marchio Fiat, Lancia, Alfa Romeo. Psa, invece, è leader francese, produttrice di macchine quali Peugeot, Citroen, Opel. Per questo, il debutto avverrà sia nella borsa di Milano che in quella di Parigi, presumibilmente il 18 gennaio 2021.
Di questa fusione se ne parlava già lo scorso anno e finalmente è arrivata la decisione: con il 99,85% dei voti i soci di Psa hanno acconsentito alla fusione; poi si sono aggiunti i soci di Fca con il 99,15%.
Stando alle dichiarazioni del presidente di Fca, John Elkann, negli ultimi 10 anni il valore del Gruppo Fiat è aumentato di 5 volte e la fusione con Psa è il tassello successivo, in quest’ottica. Simile è la posizione di Carlos Tavares, il Presidente del consiglio di gestione di Psa, che si focalizza sul futuro.
Prima di essere una fusione, Stellantis è una risposta alle sfide che riserverà il prossimo decennio l’industria automobilistica.
A livello economico, l’obiettivo dei principali azionisti dei due gruppi, ormai fusi, è quello di raggiungere le sinergie di 5 miliardi di euro l’anno. A questo proposito, la prima manovra di Stellantis sarà proprio un investimento. In altri termini: il nuovo gruppo svolgerà un ruolo chiave verso la transizione della ripresa economica.
Le novità di Stellantis
Sia il governo italiano che quello francese presteranno attenzione al ruolo di Stellantis sul piano dell’occupazione industriale nelle due nazioni. A Fca mancava un partner europeo che garantisse un’offerta di prodotti più “robusta” rispetto alla vecchia Fiat. Ma soprattutto è la cultura dell’elettrico a colpire: infatti, fino ad ora c’erano carenze sia nel settore italiano che in quello nordamericano.
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Nuovo anno, nuovi concept, nuovi “buoni propositi”. Alcune delle novità del 2021 infatti, sono legate dal fil rouge della sostenibilità e delle scelte etiche.
Moltissimi brand si avvicinano ogni anno di più al concetto di sostenibilità. Come? Riducendo le emissioni nocive durante il processo produttivo, utilizzando materiali alternativi o riciclati, scegliendo di ampliare il loro target e incontrare quella parte – sempre maggiore – di consumatori che fa caso all’impatto ambientale di un prodotto al momento dell’acquisto. Quindi cosa aspettarsi da questo 2021 sul fronte della sostenibilità e delle scelte?
Anche McDonalds sceglie il vegano
A circa un anno di distanza dal suo competitor Burger King, che lanciò il Rebel Whopper a base di “fake meat”, McDonald’s ha annunciato l’arrivo nel 2021 del McPlant. Il panino sarà composto da un hamburger dal sapore e dalla consistenza simile alla carne, ma senza ingredienti di origine animale. La nota catena di fast food ha già sperimentato in alcuni dei suoi ristoranti in Canada questo prodotto, con risultati incoraggianti.
In cosa potrebbe essere considerato sostenibile? Di sicuro è un dato di fatto che gli allevamenti producono una buona percentuale di gas serra. Inoltre, entro il 2050 il pianeta ospiterà 9,6 miliardi di persone e ovviamente si pone il problema della scarsità delle risorse per nutrire tutti. Quindi lo scopo della fake meat – di cui potrebbe essere composto il McPlant – è quello di trovare un’alternativa sostenibile, più che sostituire la carne.
Abbigliamento sostenibile: dalle scarpe ai vestiti
Uno dei settori più attenti negli ultimi anni al tema della sostenibilità è proprio quello del fashion. La moda, dai brand della fast fashion alle grandi firme, sta andando verso la direzione del riciclo e dell’attenzione verso l’ambiente. Fra le nuove collezioni 2021 troviamo tanti prodotti “virtuosi”, come le sneakers sostenibili di Allbirds. Il brand nasce nel 2014 ed è certificato B Corporation. Fra i materiali utilizzati per produrre le calzature, oltre alla lana merino, troviamo plastica (per i lacci) e cartone (per gli imballaggi) riciclati.
Il brand Stella McCartney invece, ha già sperimentatoMicrosilk, una seta creata in laboratorio, replicando il DNA di quella prodotta dai ragni “Corteccia di Darwin”. La sostenibilità in questo caso sta nel fatto che il processo produttivo di questo pregiato materiale richiederebbe l’utilizzo del conosciutissimo baco da seta: per estrarre il filo è necessario sommergere in acqua bollente l’animale. Per creare Microsilk invece, è necessario solo un processo di fermentazione della proteina sintetica in un lievito. Stella McCartney ha inserito questo tessuto nelle sue collezioni, creando anche un completo da tennis nel 2019 frutto della sua partnership con Adidas. Vedremo quindi sempre più indumenti composti da tessuti che hanno la stessa identica sembianza di quelli originali, ma saranno creati in laboratorio.
Chanel invece, continua la sua missione ecosostenibile denominata Mission 1.5°. Gli obiettivi sono ridurre le emissioni di carbonio dell’azienda e agire anche al di fuori delle proprie attività commerciali per accelerare la transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio, come dichiarato dal comunicato stampa. L’impegno del brand, partito a marzo 2020, è in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.
Sostenibilità e tecnologia: con Fairphone è possibile
A dire la verità, il suo lancio sul mercato italiano è stato il 14 settembre 2020, ma si vedrà il suo successo durante questo 2021. Si tratta di Fairphone 3+, lo smartphone etico. Fairphone è un’impresa sociale olandese che dal 2013 produce smartphone etici per intervenire in modo graduale sulle sfide sociali e ambientali dell’industria elettronica. L’impegno del brand è quello di utilizzare il più possibile materiali riciclati e impattare sempre meno sul consumo di quei minerali rari e preziosi, necessari per realizzare i nostri smartphone.
Quest’ultimo modello è il più sostenibile mai realizzato dall’azienda, infatti è composto da più del 40% di plastica riciclata! Inoltre, questo tipo di dispositivi sono progettati per durare: il loro design modulare consente di sostituire e riparare singoli pezzi.
In fatto di sostenibilità ambientale insomma, questo 2021 sembra essere partito con il piede giusto! Tu cosa ne pensi di questi prodotti? Ti sei mai interessato al tema della sostenibilità?
Nonostante siamo entrati in pieno nel ventunesimo secolo, alcuni argomenti e questioni che riguardano, prima o poi, la vita quotidiana di 3.64 miliardi di donne nel mondo sono ancora off limits. Stiamo parlando delle mestruazioni, degli assorbenti e del tabù che continua ad essere protagonista anche nel mondo della pubblicità.
Nuvenia, noto marchio di assorbenti femminili, ha iniziato a sfatare questo tabù che coinvolge in primis le stesse donne. Il brand sostituisce il canonico liquido blu usato nella maggior parte delle pubblicità di assorbenti con il sangue rosso. Nel nuovo spot in onda in quest’ultimo periodo poi, si è spinto decisamente “oltre il limite” dell’esplicito, con una pubblicità piena di rimandi non troppo velati alla vulva e alle mestruazioni. Qui la versione dello spot TV da 20″, ma la campagna pubblicitaria prevede anche il video di 3 minuti in cui intervengono donne di tutte le età.
Le critiche sul web
L’iniziativa di Nuvenia solleva molte critiche sul web, invaso da commenti sull’inappropiatezza dello spot. Frutta, oggetti, cibi e indumenti richiamano le fattezze dei genitali femminili e cantano l’amore e l’accettazione per il proprio corpo. In “Viva la vulva“, Nuvenia coinvolge le donne e le invita a smettere di vergognarsi delle proprie parti intime. Un passo difficile, visto che storicamente “quel periodo del mese” è stato stigmatizzato e vissuto con vergogna, considerandolo negativo anche per le attività quotidiane.
I nuovi assorbenti Nuvenia ipoallergenici
La campagna #bloodnormal, portata avanti anche da Nuvenia, suscita quindi numerose critiche ma anche tanti apprezzamenti. Che l’operazione di sensibilizzazione (ma anche di marketing) possa rivelarsi controproducente per il brand? Bisognerà vedere se il flusso delle vendite di questa marca subirà dei cambiamenti nei prossimi mesi. In particolare, il prodotto nel mirino pubblicizzato in questo spot è il “Pure Sensitive”, l’assorbente creato dal marchio per pelli sensibili, senza profumo, allergeni e coloranti.
Di certo normalizzare un argomento del genere non è impresa facile, si potrebbe rischiare addirittura l’effetto contrario. Ma il brand, rispecchiando il suo claim, si è sentito “libero di osare”.
E tu cosa ne pensi della campagna Nuvenia? Ti piace questo spot?
TAG: Food & Beverage, In Evidenza, 101Caffè, CampagnaTV, PubblicitàCaffè
Debutta per la prima volta in televisione e sui social 101Caffè con uno spot originale in onda dal 20 settembre
101Caffè, la catena di negozi specializzata nella commercializzazione di caffè di qualità, dà il via alla sua prima campagna di comunicazione su scala nazionale.
“Scegli il tuo gusto” è il claim dello spot che trasmette l’ampiezza dell’offerta; connotazione perfetta per un brand che già dal nome lascia intuire come al suo interno si trovi la più ampia gamma di caffè, proprio per tutti i gusti.
In onda dal 20 settembre al 31 ottobre su La7 e sui canali Youtube e social del marchio, lo spot ha una durata di 60”, con declinazione anche nei formati 15” e 7”.
Questa prima campagna di comunicazione è stata firmata dall’agenzia creativa milanese AmikAj.
Lo spot con Stefano Andrea Macchi
Stefano Andrea Macchi, attore e doppiatore poliedrico e versatile, è il volto della campagna insieme ad altri affiliati che rappresentano l’identità di 101Caffè.
Lo spot è girato nel grande negozio di Torino ma ogni personaggio che si alterna sulla scena racconta l’unicità di ciascun prodotto con l’accento della propria regione, utilizzando le inflessioni e le cadenze tipiche dialettali. Che sia veneto, milanese o napoletano, 101Caffè valorizza, sotto la stessa insegna, le diversità che ciascun territorio può esprimere, sia in termini di prodotto che in termini di persone.
La vision di 101Caffè
Il messaggio, volto a presentare la territorialità e la cultura del caffè, tutta italiana, valorizza allo stesso tempo quella che è una rete in franchising, con caratteristiche uniche e modi propri di porsi ai clienti.
Stupisce, ed io personalmente apprezzo, la volontà di trasmettere il primo spot televisivo del brand unicamente sul canale La7. Il CEO, Umberto Gonnella, ha giustificato la scelta parlando non solo di affinità di pubblico ma anche di affinità di Visione con il gruppo Cairo.
Una scelta, a mio avviso, attenta che fa riflettere sulla volontà del brand di non voler essere mainstream.
È di nuovo Miriam Leone la testimonial L’Oréal, che questa volta promuove “Elvive Olio Straordinario”. La campagna si intitola “Libera quella che sei” ed è rivolta esclusivamente ai prodotti L’Oréal Elvive. Come la precedente, anche questa è ideata da McCann Worldgroup Italia.
Noi donne ci teniamo tanto ai nostri capelli, ma anche alla nostra indipendenza. Ci piace sentirci libere: libere di scegliere ciò che vogliamo fare, libere di amare. Non vogliamo dipendere da nessuno… e così i nostri capelli, sciolti, al vento.
Sono proprio l’indipendenza, l’unicità e la forza delle donne ciò che vuole comunicare la L’Oréal nel suo spot:
“I miei capelli raccontano chi sono”.
Miriam Leone si muove tra una stanza e un giardino in cui dominano i toni dell’oro e dell’arancione, sventolando i capelli. Con il suo sorriso e la sua energia travolgente, ci infonde forza.
Sono, infatti, le donne consapevoli dei propri punti di forza le vere protagoniste di questa campagna. Ogni donna ha una propria storia da raccontare. Ma per farlo c’è bisogno di cura e coraggio. È per questo che entra in gioco “Elvive Olio Straordinario”: un olio che nutre i capelli, che nutre la propria essenza. Come ogni donna dovrebbe nutrire le proprie passioni e la propria unicità.
Con Elvive Olio Straordinario, L’oréal Paris segue il concept della diversità come unicità: McCann ha pensato di presentare più soggetti che raccontano le diverse tipologie di capelli delle donne italiane.
L’azienda – già promotrice del messaggio “Voi Valete” – si schiera contro le convenzioni sociali, proponendo una Miriam Leone a capelli sciolti. Oltre ad alludere alla sicurezza femminile, la multinazionale del beauty fa riferimento al non essere un’altra, ma solo sé stessa.
Un incoraggiamento ed un supporto tutto al femminile, dunque, a sostegno delle donne di oggi, protagoniste della vera storia.
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