Arriva Neo, lo smartwatch per bambini – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Lifestyle, Marketing, Bambini, Disney, Marvel, Neo, Pixar, Smartwatch, Vodafone

Se è vero che i bambini ormai sono sempre più connessi e reattivi nei confronti della tecnologia, è vero anche che in quanto a dispositivi indossabili mancava ancora qualcosa. Infatti, lo smartwatch Neo lanciato da Disney e Vodafone, unisce il lato tecnologico ai personaggi dei film e cartoni più amati dai bambini.

Il dispositivo è un vero e proprio orologio intelligente, con funzionalità e design che consentono ai più piccoli di muovere i primi passi in sicurezza verso il digitale. È utile anche ai genitori, che così potranno restare in contatto con i propri figli.

Tutti i personaggi dei film Disney più amati sono presenti nelle opzioni di personalizzazione dello smartwatch. Si vai dai grandi classici, come Minnie e Buzz Lightyear, fino ad Elsa, Darth Vader e Baby Yoda, personaggio del film The Mandalorian. La collaborazione tra Vodafone e Disney vede anche la partecipazione del designer Yves Béhar.

Un super modello come testimonial di Neo

L’agenzia One Green Beam ha realizzato un video, distribuito su digital e social, con protagonista il super modello David Gandy. La pubblicità ruota tutta attorno ad un servizio fotografico gestito da professionisti fuori dal comune. Gandy infatti viene diretto dall’esigente fotografo di otto anni Lil’ J-Peg, supportato da un team tutto composto da bambini.
Nel divertente spot, il modello viene esortato a posare interpretando i personaggi più amati di Pixar, Disney, Marvel. Il messaggio che vuole passare è quello di un prodotto che rende i bambini più indipendenti, anche se il contatto con il mondo digital è limitato (lo smartwatch non ha internet né social).

Resta comunque la garanzia di potersi tenere in contatto con il proprio figlio, grazie ad un sistema di messaggi gratuiti (fino a 150 caratteri), videomessaggi fino a 30″, chiamate Voip fino a 5 minuti. L’app Vodafone Smart App gestisce tutte queste funzioni.

Dal 24 febbraio sarà possibile acquistare lo smartwatch nei negozi Vodafone al costo di 199 euro. I primi tre mesi di connettività sono inclusi, dopo la tariffa sarà di 4,99 euro/mese. A breve Neo sarà disponibile nei negozi MediaWorld, Coop e Carrefour, con altri partner che si aggiungeranno presto.

Foto: Vodafone eshop

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Intelligence Technology: novità per la produzione vitivinicola – di Sara Vanni

TAG: In Evidenza, Innovazione, Tecnologia

Il settore della produzione vitivinicola si rinnova: nasce un nuovo progetto di Intelligence Technology indirizzato alla “smart agricolture”. L’obiettivo primario è quello di portare questo settore al digitale, con un sistema che monitori i processi di produzione.

Il progetto di smart agricolture è molto semplice: installare dei sensori che possano gestire i macchinari, gli impianti e le sedi in cui sono prodotti i vini. Sempre attraverso un sistema di Intelligence Technology, inoltre, verranno elaborati dei dati in grado di monitorare l’intera produzione e l’andamento della stessa.

IT per la tracciabilità

Il progetto di Intelligence Technology riguarda soprattutto la tracciabilità. Il controllo parte dal produttore fino al consumatore attraverso diverse tappe:

  1. Compilazione di un modulo di accompagnamento del vino su piattaforma online

2. Registrazione delle fasi di raccolta della materia prima e del trasporto della stessa

3. Processo di certificazione nelle cantine

4. La vera fase centrale, ossia il monitoraggio dell’intera produzione. Segue l’applicazione di un dispositivo che garantisca la totale reperibilità delle informazioni sulla tracciabilità dei prodotti.

Intelligence Technology sulle degustazioni: investimento sul digitale

Ma cosa si intende, anche, per Intelligence Technology? IT non riguarda solo il monitoraggio delle produzioni, ma è anche lavorare in maniera intelligente attraverso la tecnologia.

Può coinvolgere, quindi, anche le degustazioni. Ad esempio, la maggior parte delle aziende promuove il vino con le solite modalità. Principalmente, si tratta di degustazioni e presentazioni, che però sono indirizzate ad un target molto specifico e quasi sempre avvengono dal vivo.

Come si potrebbe cambiare, quindi, questo modello? Investendo sul digitale! Si rende assolutamente necessario rivolgersi in maniera diretta ai consumatori. E, specie in rapporto al mercato americano, in quello europeo fino ad ora non si era affermato questo modello di business.

Come importare il modello digitale

Vediamo, quindi, come importare un modello di business di Intelligence Technology, improntato al digitale. Sicuramente è imprescindibile avere un proprio e-commerce, ma soprattutto un proprio CRM, che vada a fidelizzare il cliente. Se prima, ad esempio, c’era il meccanismo della degustazione, questa può essere sostituita con un invio di campione di vini, tutti ordinabili dal sito.

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La fiducia come chiave di progresso nel nuovo spot AXA – di Sara Varcasia

TAG: Business, Innovazione, Ambiente, Assicurazioni, AXA, fiducia, sociale

La fiducia ispira fiducia e fa andare lontano. Diventa motore di crescita non solo individuale, ma anche di progresso collettivo. La fiducia come chiave di progresso nel nuovo spot AXA.

La fiducia al centro del percorso di crescita

 Una bambina  che sogna di fare cose straordinarie nello sport e nella vita al centro della nuova campagna globale del gruppo assicurativo AXA, on line e in tv dal febbraio 2021 per tre settimane.  

Ideato da Publicis Conseil, con pianificazione e adattamento curati da Publicis Italia, il film racconta il percorso di una donna che, passo dopo passo, a cominciare dall’infanzia,  acquista fiducia in sé, attraverso la fiducia che coglie negli sguardi delle persone che incontra.

Il gruppo assicurativo resta fedele alla sua brand promise, “Know You Can”, che è anche il titolo del brano realizzato appositamente per lo spot, ovvero  credere in se stessi e a realizzare le proprie ambizioni, in vista di un fine più grande: “Agire per il progresso dell’umanità, proteggendo ciò che conta”.

Video con forte impatto visivo ed emozionale 

La campagna, articolata in una video strategy con spot dal forte impatto visivo ed emozionale e dal che coinvolge tv e web in diversi formati (30” e 15”), racconta l’impegno di AXA sui temi chiave della salute, responsabilità sociale e imprese.

La campagna, anticipa Letizia D’Abbondanza, Direttore Customer di Axa Italia, si articola  “in spot emozionali dedicati alla salute, all’ambiente e alla protezione delle imprese, evidenziando il ruolo di AXA, ossia contribuire al progresso proteggendo quello che veramente conta. Una nuova grande opportunità per amplificare la conoscenza del brand AXA e continuare a posizionarci in modo distintivo nel settore assicurativo.

Per un progresso inclusivo 

Quando la fiducia è trasmessa agli altri, si trasmette e si rafforza diventando un potente motore di crescita della società nel suo complesso.  La nuova campagna globale di Axa, sottolinea Patrick Cohen, Ceo del Gruppo Axa Italia, “ha come protagonista il progresso: un progresso che non deve più generare debiti verso la società ma renderla più sostenibile, inclusiva e resiliente. Le aziende sono il luogo da dove innescare il cambiamento e per questo sono orgoglioso del nuovo film, che ancora una volta vuole emozionare e portare fiducia sulla possibilità di prevenire e cambiare”.

L’impegno sociale e ambientale di AXA

 AXA  prosegue il suo impegno di con azioni concrete volte a migliorare la vita delle persone e contribuire a costruire un futuro più inclusivo e sostenibile. Ricordiamo che in Italia il gruppo assicurativo ad esempio, è stato un pioniere di una serie di innovazioni nel campo della telemedicina, il video consulto psicologico o la piattaforma salute con il servizio di valutazione dei sintomi a disposizione gratuitamente per tutti, non solo clienti. Altra priorità di AXA è la tutela dell’ambiente, di recente infatti ha avviato una partnership con Unesco e Worldrise Internal Onlus a supporto del «Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile» (2021-2030)”, promosso dalle Nazioni Unite.

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ho. Mobile, l’MVNO che “mette radici” – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Innovazione, Marketing, ho. Mobile, MVNO, Telecomunicazioni, telefonia, treedom, Vodafone

Ogni operatore mobile virtuale sembra somigliare agli altri: in fin dei conti la caratteristica che li accomuna è la convenienza.
ho. Mobile però, ha deciso di adottare una strategia di marketing che punta a sensibilizzare sull’impatto ambientale di questo settore.

Chi è ho. Mobile

Il lancio del servizio ho. Mobile è avvenuto nel 2018, a poche settimane di distanza dall’arrivo di Iliad in Italia. L’operatore mobile virtuale fa parte del gruppo Vodafone Italia. Ed è proprio su Vodafone che l’MNVO appoggia la sua rete, avvalendosi anche del 4G (con restrizioni sulla velocità a seconda del piano tariffario sottoscritto). Lo slogan del brand è “tutto chiaro“, proprio perché la mission è quella di offrire un servizio di telefonia in cui risulti tutto comprensibile.

Siamo nati per darti offerte semplici e chiare. Niente costi extra, superamento di soglie, contratti, vincoli, o cose difficili da capire.

Fonte: ho. Mobile

Il progetto ho. e Treedom “mettiamo radici”

La campagna pubblicitaria, pensata per la digital television, è stata lanciata ad ottobre 2020. Il video d’animazione, molto colorato e con uno stile che ricorda la claymation del cinema, presenta l’iniziativa dell’operatore di telefonia, realizzata in collaborazione con Treedom.

Con questo progetto, l’operatore mobile ha fatto nascere una vera e propria foresta, con lo scopo di assorbire la CO2 emessa durante il trasporto delle SIM. 1.801 alberi già piantati tra Italia, Africa e Centro America che in un anno hanno già assorbito 254.275 kg di CO2. Sulla pagina dedicata è possibile anche vedere sulla mappa la quantità e la tipologia di alberi piantati nelle diverse zone.

L’impegno per l’ambiente di sicuro rappresenta un fattore importante al giorno d’oggi nelle scelte che fa il consumatore. Questo quindi potrebbe essere quel plus che differenzia ho. dagli altri operatori virtuali, dato che in quanto a tariffe vantaggiose si può dire che si equivalgano un po’ tutti (la tariffa più alta non supera i 13 euro/mese).

Se ti interessa saperne di più sugli operatori virtuali, abbiamo parlato anche di Kena Mobile e Very Mobile.

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Startup italiana che unisce tecnologia e sostenibilità – di Sara Vanni

TAG: Green economy, In Evidenza, ecosostenibilità, Tecnologia

Tecnologia e sostenibilità. Ne abbiamo parlato più volte e sotto diverse prospettive (le auto elettriche, la smart agriculture). Oggi, però, affronteremo questo tema esplorando il mercato dei telefoni ricondizionati.

In Italia e in tutto il mondo c’è ormai un vero e proprio mercato di device tecnologici ricondizionati. Si tratta, cioè, di dispositivi come cellulari o tablet che, se difettosi, vengono sottoposti ad un processo di ricondizionamento.

Processo di ricondizionamento

Ma cosa significa ricondizionare? Partiamo dal presupposto che dispositivi come cellulari o computer hanno componenti delicatissime che spesso sono molto difficili da riparare. Ecco, allora, che viene in soccorso il processo di ricondizionamento.

Vediamo come funziona: si sottopongono i dispositivi a circa 40 check di controllo qualità. Questi spaziano tra analisi dei componenti, test di hardware e software, ma anche rigenerazione ed igienizzazione del dispositivo.

Startup italiana che unisce tecnologia e sostenibilità

Qui entrano in gioco due fratelli di Segrate, di 29 e 33 anni, che hanno ideato una startup – in cui lavorano perlopiù le donne – incentrata sul mercato del ricondizionato. La vera novità, però, sta nel fatto che unisce tecnologia e sostenibilità.

Come? E’ presto detto: il core green della società si vede innanzitutto dal fatto che i materiali tecnologici vengono recuperati, il che è un bene per l’ambiente; secondariamente, per effettuare la re-immissione sul mercato di questi prodotti si usa un packaging ecologico, che è a basso impatto ambientale e a basso costo.

Infine, il progetto si definisce anche socialmente sostenibile: i fondatori della startup lombarda hanno deciso di donare la maggior parte dei loro prodotti a ospedali e famiglie in difficoltà.

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“Il Boss” arrestato per guida in stato di ebbrezza. Jeep ritira lo spot – di Sara Varcasia

TAG: In Evidenza, Innovazione, Lifestyle, Automobili, Automotive

Jeep ritira lo spot con Il Boss. Dopo la notizia dell’arresto del rocker con l’accusa di guida in stato di ebrezza avvenuto lo scorso novembre nel New Jersey, Jeep ha rimosso il video del Super Bowl, dalla pagina YouTube dove aveva totalizzato in pochi giorni milioni di visualizzazioni.

The Middle, spot per il Superbowl

Ironia della sorte per Jeep ritira lo spot con Il Boss, scelto come testimonial, e per la colonna sonora di “The Middle”, lo spot realizzato per il Superbowl 2021. L’evento sportivo tra i più seguiti a livello mondiale, da sempre un palcoscenico d’eccezione per le Case automobilistiche, che ogni anno cercano di stupire milioni di spettatori con video sensazionali.

Un progetto ambizioso per il neonato gruppo Stellanti, che celebra contemporaneamente l’80 ° anniversario della la casa automobilistica.

Un messaggio di pace per l’America

Bruce Springsteen che non aveva mai prestato il suo volto per uno spot televisivo, nel video The Middle, si lancia invece in un appassionato monologo che esorta un’America tragicamente divisa a riconciliarsi.

Lo spot, lungo circa due minuti, vede Springsteen alla guida di una vecchia Jeep CJ-5 del 1965 nelle campagne del Kansas, dove una piccola chiesa segna il centro esatto degli Stati Uniti. Un centro sia fisico che simbolico, per dire: “Il terreno su cui ci troviamo è un terreno comune”.

Senza un vero e proprio richiamo al marchio Jeep, che rimane sullo sfondo celebrando gli 80 anni del marchio, il messaggio lanciato dal rocker suona piuttosto come una preghiera per il futuro del Paese.

Nuovi dettagli sull’arresto

Secondo il sito di gossip TMZ e altri giornali americani il Boss sarebbe stato fermato lo scorso 14 novembre presso la Gateway National Recreation Area a Sandy Hook, nel New Jersey.

Ma una voce vicina al musicista, rimasta anonima, prova a ridimensionare la notizia, spiegando al New York Post che Springsteen non avrebbe fallito la prova del palloncino, e che sarebbe stato in sella alla sua moto. Si sarebbe fermato per concedere una foto ad alcuni fan che poi gli avrebbero offerto uno shot di tequila, per poi rimettersi in viaggio. A quel punto sarebbe stato fermato la polizia del parco che aveva assistito alla scena.

Dichiarazioni del portavoce di Jeep

Secondo il New York Times, il National Park Service conferma il rapporto di TMZ sull’arresto di Springsteen, per guida spericolata e in stato di ebbrezza, e consumo di alcol in un’area chiusa.

Intanto, subito dopo la pubblicazione della notizia, Jeep ritira lo spot con il Boss dal suo canale Youtube.

Sarebbe inappropriato per noi commentare i dettagli di una questione di cui abbiamo solo letto e che non possiamo dimostrare”, ha detto un portavoce di Jeep in una dichiarazione al Newsweek . “Ma è anche giusto mettere in pausa il nostro spot fino a quando i fatti reali non saranno stati stabiliti. Il suo messaggio di comunità e unità è più rilevante che mai. Così come lo è il messaggio di una guida responsabile”, continua.

Giallo sull’arresto del Boss

Fatto sta che Springsteen, a differenza di altre rock star, non è noto come un consumatore eccessivo di alcool, e inoltre ha dichiarato di avere sempre evitato di bere visto la battaglia di suo padre contro l’alcolismo. Tuttavia, non ha ancora commentato o smentito la notizia e nelle prossime settimane comparirà virtualmente (a causa della pandemia) in tribunale. Non resta che attendere la sua versione dei fatti.

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Impianti fotovoltaici galleggianti: nuova frontiera del green – di Sara Vanni

TAG: Green economy, In Evidenza, Innovazione, ecosostenibilità, energia sostenibile, fotovoltaico galleggiante, green economy

Approdata in 35 Paesi del mondo, la nuova frontiera della green economy sembra essere la costruzione di impianti fotovoltaici galleggianti. Nulla di più che un impianto solare costruito su superfici d’acqua, il cui funzionamento è simile a qualsiasi centrale elettrica.

Vantaggi degli impianti fotovoltaici galleggianti

Tra i vantaggi della costruzione di un impianto fotovoltaico su laghi, mare o altre superfici acquose, il più evidente è quello di incentivare l’uso dell’energia solare in Paesi in cui c’è poco spazio sulla terraferma.

Seguono dei vantaggi prevalentemente tecnici; ad esempio, è vero che per costruire un impianto che galleggi ci sono dei costi maggiori dovuto agli ancoraggi, ma è anche vero che si può ottenere fino al 10% in più di energia rispetto agli impianti a terra. Questi costi, dunque, sarebbero ampiamente ripagati, soprattutto dal cooling effect, un raffreddamento naturale degli impianti.

Principali installazioni degli impianti

Attualmente, anticipato nel 2017 dal progetto “Sole sul Mare”, l‘impianto fotovoltaico galleggiante più grande in Europa si trova nei Paesi Bassi. La sua realizzazione doveva essere completata nel 2020, salvo eventi pandemici. Si stima, però, che al suo completamento possa produrre energia per 13.000 abitazioni.

A livello mondiale, invece, le installazioni più grandi si trovano in Cina. Si tratta di 13 isole tutte contenenti i pannelli solari, per un totale di 140 ettari e una capacità di 70MW. Per la sua realizzazione, come spesso avviene nei casi di queste costruzioni, si è usato un ex sito minerario allagato.

Infine, per quanto riguarda i dati, si stima un aumento della domanda dell’1% in tre anni, specie perchè questi impianti sono ecosostenibili: migliorano senza dubbio la qualità dell’acqua. Eppure, il dato più evidente è che, per la loro costruzione, non c’è più la necessità di preparare il sito terrestre con strumenti e materiali inquinanti, come livelle e trivelle.

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Kena Mobile, l’MNVO del guerriero polinesiano – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Marketing, Kena Mobile, MNVO, Mobile, Telecomunicazioni, TIM

Kena Mobile è uno degli operatori virtuali di rete mobile (Full MNVO) presenti sul mercato italiano. Il servizio di comunicazione mobile è offerto dal 2019 da Telecom Italia (TIM Spa). Questo marchio era detenuto in precedenza dalla società italiana Nòverca.

Chi è Kena Mobile

L’obiettivo di questo operatore è di offrire soluzioni per comunicare semplici e convenienti.

Più di 1,5 milione di Clienti ha già scelto Kena.
Come il Guerriero da cui prendiamo il nome, capace di combattere con una sola lancia, noi non amiamo le Offerte poco chiare, le apparenze rispetto ai contenuti, gli inutili giri di parole.
Noi vogliamo costruire e mantenere un rapporto leale con i nostri Clienti.

Fonte: Kena Mobile

Il testimonial è proprio il guerriero polinesiano che ha ispirato il nome del brand. Ed è anche il protagonista di spot TV e contenuti pubblicitari presenti sui social.

Gli spot con l’inconfondibile brano musicale

Il tema ricorrente nelle pubblicità di Kena è la comparsa del guerriero sulle note iniziali della celeberrima Quinta Sinfonia di Ludwig Van Beethoven. Il pupazzo tutto tatuato e con tanto di gonnellino polinesiano giallo (in tinta col colore simbolo dell’operatore), fa cambiare idea agli indecisi che ancora non hanno scelto l’MNVO che si appoggia alla rete TIM.

Di seguito alcuni esempi di spot TV del 2020 di Kena.

In quest’ultimo video i protagonisti sono addirittura due volti de Le Iene, programma televisivo di approfondimento ed attualità noto per il suo stile irriverente e satirico dei suoi servizi. Una scelta che va a sottolineare quanto il brand ci tenga ad essere trasparente e “senza fronzoli” nei confronti del consumatore. Le Iene infatti, visti gli argomenti affrontati nel programma, potrebbero essere sinonimo di affidabilità e trasparenza per il potenziale cliente. In ogni caso, semmai ci dovesse essere qualcuno indeciso, ci pensa il guerriero Kena con il suo sguardo vagamente minaccioso.

Kena mobile offre, come molti suoi competitor del settore, tariffe molto economiche all inclusive. Con offerte per i nuovi numeri o dedicate a chi proviene da altri MNVO, l’operatore vanta attualmente più di 1,5 milioni di clienti. Nonostante la rete di appoggio sia TIM, Kena Mobile non offre (al momento) la possibilità di usufruire della rete mobile 5G con le sue offerte.

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Very Mobile sceglie Francesco Totti per i suoi spot – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Marketing, Francesco Totti, MVNO, Telecomunicazioni, telefonia, Very Mobile, WindTre

Lanciato lo scorso anno dal gruppo CK Hutchison Holdings Ltd., l’operatore virtuale Very Mobile promette di essere tante cose very interessanti. L’approccio divertente e frizzante delle sue pubblicità fa intuire che sia un MNVO adatto alle esigenze di tutti ma, soprattutto, economico.

Chi è Very Mobile

Come da presentazione sul sito, Very Mobile è nato per farci comunicare in modo semplice e conveniente. Obiettivo comune un po’ a tutti gli operatori mobili virtuali che si appoggiano a MNO. In questo caso la rete di appoggio è WindTre, anch’essa parte del gruppo CK Hutchison Holdings Ltd.

Lavoriamo ogni giorno per darti offerte very chiare, un’assistenza very dedicata e tariffe very convenienti.
Provaci, poi dirai: è proprio Very.

Fonte: Very Mobile

Insomma, è tutto “molto“. La convenienza è effettivamente lampante, dato che le tariffe presenti sul sito non superano i 13,99 euro/mese e comprendono fino a 100 GB oltre che chiamate ed SMS illimitati.

Un testimonial dal mondo del calcio

Very Mobile per il suo ritorno in comunicazione ha scelto un testimonial dal mondo del calcio già noto per altre pubblicità: Francesco Totti.
Dal 14 febbraio infatti, è on air lo spot “Chiamata“, primo della campagna diretta dal regista Gigi Piola.
L’ex capitano della Roma dà prova delle sue capacità comiche e della sua spontaneità, in una pubblicità dai toni simpatici in cui Totti esegue, interpretando un assistente vocale, la richiesta che il ragazzo fa al suo smartphone. Andrà in onda su tutte le principali emittenti in due formati: da 20″ e da 15″.

La comunicazione è firmata da SuperHumans (che si era già occupata del lancio e del branding), mentre la pianificazione per TV e web è a cura di Dentsu. La promozione pubblicizzata nello spot è quella che comprende 100 GB, minuti ed SMS illimitati a 7,99 euro/mese (per i nuovi numeri).

Il brand ha anche un secondo sito, Very creativi, che coinvolge gli utenti e li invita a scrivere su “muri virtuali”, condividendo i pensieri in stile murales. Si può anche partecipare a contest lanciati dal sito. Un modo originale per far conoscere ulteriormente l’MNVO nato appena un anno fa (24 febbraio 2020).

Immagine di copertina: MVNO news

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Clubhouse: l’app più chiacchierata del momento – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, App, Apple, Clubhouse, Social

A quasi un anno di distanza dal suo lancio (aprile 2020), Clubhouse ha raggiunto cifre da capogiro: sia in termini di valore economico che di iscrizioni.
Sì, perché dai pochi utenti iscritti nei primi mesi della sua immissione su iOS, si è arrivati a 600.000 iscritti a dicembre 2020. Ora Clubhouse conta circa 2 milioni di iscritti e aspira a crescere sempre di più. Come cresce la sua quotazione: a pochi mesi dal lancio la valutazione dell’app è schizzata a 100 milioni di dollari. Oggi la società vale oltre un miliardo.

Sopra: il primo tweet di Clubhouse che parla della versione beta dell’app
Sotto: Clubhouse mette in evidenza i membri della community cambiando l’icona dell’app

Numeri importanti che danno la percezione di quanto questa nuova modalità di socializzare sia apprezzata ed ambita. La pandemia ha rivoluzionato anche il mondo dell’online e dei social e questo ne è un esempio. In questa app tutto ruota attorno alla voglia di interazione e condivisione di contenuti che abbiano uno spessore.

Come funziona Clubhouse?

Non si tratta di un’applicazione in cui poter entrare liberamente. È necessario avere l’invito da un altro utente.
La struttura è basata su delle stanze virtuali, all’interno delle quali gli utenti si scambiano messaggi vocali. Nella stanza si può avere uno di questi tre ruoli:

  • moderatore: gestisce la conversazione, concede o toglie la parola agli invitati, aggiunge altri utenti alla stanza
  • speaker: colui che è abilitato a parlare
  • ascoltatori: utente che partecipa muto alla conversazione e può chiedere la parola.

Una volta chiusa la stanza, gli utenti non vengono registrati e vengono cancellati i messaggi inviati. Questa caratteristica espone Clubhouse al rischio di ospitare conversazioni offensive, creare episodi di cyberbullismo o insulti, che potrebbero passare inosservate poiché condivise dagli utenti della stanza. Infatti:

Solo nel caso in cui caso vengano segnalate alcune violazioni degli standard richiesti (privacy e sicurezza) gli audio si mantengono per le verifiche necessarie.

Fonte: Clubhouse: cos’è e come funziona il social network del momento, il Resto del Carlino

Un app amata dalle celebrità

Forse proprio per le sue caratteristiche, l’assenza di immagini e video e il fatto che ci siano stanze dedicate in cui discutere di argomenti specifici, Clubhouse è molto amata dalle celebrities.
Infatti, tra i suoi 2 milioni di iscritti troviamo il cantante Drake, gli attori Kevin Hart, Chris Rock e Aston Kutcher, la conduttrice Oprah Winfrey e tra gli sportivi troviamo anche il calciatore della Roma Nicolò Zaniolo. Anche Elon Musk, imprenditore di fama mondiale, è comparso su Clubhouse lo scorso 31 gennaio: parlando delle proprie aziende. La sua room ha raggiunto in pochi minuti i 5.000 iscritti (il tetto massimo per una stanza).

Al momento l’app è disponibile solamente per iOS e vi si può accedere, come già detto, solo su invito. Decisamente un cambio di rotta rispetto ai social che già conosciamo, dove i contenuti sono molto spesso alla portata di tutti.

Immagine di copertina: Corriere.it

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