Lego LGBTQ+ set arcobaleno – di Valentina Moro

TAG: In Evidenza, Innovazione, Lego lgbtq+, Set arcobaleno

Il nuovo set arcobaleno Lego è ideato per celebrare la comunità LGBTQ nel mese del pride, infatti sarà disponibile in commercio dal primo giugno. Alcuni Afols (fan adulti Lego) e Gayfols hanno già ricevuto delle anteprime. l colosso danese delle costruzioni per bambini ha creato 11 personaggi con i colori della bandiera arcobaleno nel tentativo di adeguarsi alle regole del politicamente corretto. Si chiama Everyone Is Awesome “Tutti sono fantastici” ed è dedicato alle culture fondate su sessualità e identità di genere.

I colori della bandiera Rainbow

I colori della bandiera rainbow, il simbolo della comunità LGBTQIA+ sono il rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola. Inoltre, altri tre rispecchiano i colori del drappo che rappresenta la comunità dei trans, celeste, bianco e rosa. Oltre questi, altri personaggi dal colore marrone e nero, sono inclusi nel parco delle stattuete ad esprimere la dissomiglianza nelle tonalità della pelle. Nessuno dei personaggi ha ricevuto un’attribuzione di genere se non fosse per una figura viola che, tende inequivocabilmente ad indicare le drag queen, precisa il designer Matthew Ashton.

Metthew Ashton l’ ideatore dei Lego LGBTQ+

Matthew Ashton, vice presidente Designer del gruppo Lego, confessa di aver creato inizialmente il set per la sua scrivania ma, avendo riscontrato un ampio successo tra i colleghi, ha optato per la condivisione. Secondo il Guardian, Ashton sarebbe cresciuto come un bambino LGBTQ a cui veniva sempre ricordato come avrebbe dovuto comportarsi, parlare, giocare, vestire e camminare. E ricorda quanto fosse estenuante cercare di essere qualcuno che non era. E come sarebbe stato bello sapere che sarebbe andato tutto bene e che ci fosse un posto anche per lui. “Avrei voluto leggere una dichiarazione inclusiva che diceva tutti sono fantastici”.

Bandiera Rainbow

In passato già altri prodotti Lego hanno reso omaggio alla comunità LGBTQIA+, ad esempio un edificio di Trafalgar Square con la bandiera Rainbow sventolante. Ancora, due sposi BrickHeadz, venduti singolarmente in modo tale da poterli accoppiare come meglio si voglia.

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Kobo Elipsa, il Rakuten 10″ – di Valentina Moro

TAG: In Evidenza, Innovazione, Lifestyle, Dropbox, Ebook 10", Kobo Elipsa, Kobo Nia, Kobo Stylus, Primo ebook con pennino, Rakuten

Rakuten ha ampliato l’offerta degli ebook, l’ultimo di casa è il nuovo lettore Kobo Elipsa, primo ebook con pennino. Si tratta del primo ebook reader di Rakuten da 10″ dotato di pennino per prendere appunti durante la lettura. La dimensione esatta dello schermo è pari a 10,03 “, è dotato di ConfortLight e il particolare più importante è il Kobo Stylus. Si differenzia abbastanza dal Kobo Nia lanciato l’estate scorsa, considerato l’ebook reader per tutti. Kobo Elipsa invece, ha tutte le caratteristiche per essere battezzato come un prodotto di nicchia, sia per ciò che riguarda le funzionalità, sia per il prezzo. Quest’ultimo si aggira intorno ai 400 euro. È commercializzato come Kobo Elipsa Pack e comprende l’ebook reader, la Kobo Stylus è la SleepCover. La disponibilità è fissata per il 3 giugno.

Kobo Stylus di Kobo Elipsa

Kobo Stylus

Kobo Stylus è un pennino che consente di poter scrivere e prendere appunti sulle pagine mentre stiamo leggendo. Inoltre, è possibile scrivere sui PDF non protetti e su pagine bianche di inchiostro elettronico. Ma, è grazie al Dropbox che sarà possibile condividere le note scritte col pennino. La sensibilità del pennino è paragonabile a quella di una penna a sfera. Kobo Stylus contiene anche due pulsanti che approssimativamente dovrebbero essere utili per il richiamo di menù contestuali o per effettuare l’annullamento di un’operazione, funzionalità “Undo“. L’alloggiamento del Kobo Stylus è predisposto nella cover.

Ulteriori caratteristiche

Tra le altre caratteristiche che meritano di essere rimarcate, troviamo quella già citata del ConfortLight, ossia della possibilità di regolare l’intensità della temperatura della luce. Poi c’è il Dark Mode, cioè la modalità di lettura del testo bianco su uno sfondo scuro. Lo schermo E ink Carta 1200 che consente cambi repentini di pagina e un buon contrastro. Ancora, la custodia SleepCover che, protegge, permette di collocarlo su un piano per leggere o scrivere in una posizione leggermente inclinata e sollevata, la chiusura magnetica che consente di metterlo in standby. Inoltre, lo spazio di archiviazione si alimenta di 32 GB di memoria di storage. Supporta svariate lingue tra cui, inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano, catalano, portoghese, olandese, danese, svedese, finlandese, norvegese, turco, giapponese e cinese.

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Sorgenia e l’energia green – di Silvia Becattini

TAG: Business, Green economy, In Evidenza, Energia green, energia sostenibile, Fotovoltaico, gas, green economy, luce, mercato libero, Sorgenia, Sorgenia Spa

L’energia green è un concetto che ormai è entrato nella nostra vita di tutti i giorni. Alcuni operatori del mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale, come Sorgenia Spa, offrono la possibilità di acquistare energia verde.

Cos’è l’energia green

Quando si parla di energia green, ci si riferisce a:

tutta l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili quali il sole, il vento, l’acqua e le biomasse. Essa si contrappone all’energia convenzionale ricavata bruciando combustibili fossili come petrolio, carbone o gas naturale. Ancora oggi i combustibili fossili forniscono la maggior parte dell’energia in Europa, ma ogni anno lasciano sempre più spazio alla crescente produzione da fonte rinnovabile.
Le energie green sono caratterizzate da emissioni minime di gas inquinanti nell’aria, pari a zero per fotovoltaico, idroelettrico ed eolico, mentre nel caso di impianti a combustione di biomasse (legname) il carbonio emesso è già presente nella biosfera e non ne incrementa la quantità. Inoltre la produzione da fonti rinnovabili si sviluppa in impianti di piccole dimensioni e dal minor impatto ambientale, alcuni dei quali posso installati nelle vicinanze dei luoghi di consumo aumentando l’efficienza del sistema elettrico: meno tralicci e minori dispersioni di energia elettrica per il suo trasporto.

Fonte: Sorgenia Energia Green

Sorgenia, la prima digital energy company in Italia

Nasce vent’anni fa, insieme al mercato libero dell’energia, Sorgenia Spa. É uno dei principali operatori energetici italiani e ogni giorno si impegna per portare ai suoi clienti servizi ed energia sostenibile. I valori nei quali Sorgenia si identifica sono votati all’innovazione tecnologica e alla tutela dell’ambiente. Il manifesto della società è infatti molto chiaro:

Fonte: Sorgenia

La società rivolge quindi il suo sguardo sempre al futuro. Sono tanti infatti, i progetti che Sorgenia sostiene proprio in campo di sostenibilità e innovazione. Uno dei tanti è la realizzazione delle comunità energetiche rinnovabili. La prima Comunità Energetica Rinnovabile è stata realizzata nei territori di Turano Lodigiano e Bertonico. Con i cinque impianti fotovoltaici realizzati, la comunità energetica riceverà 100% energia green. Ma quali sono gli step principali del progetto? Questo video li spiega in modo chiaro:

Questa è solo una delle tante iniziative green di Sorgenia, per scoprirle tutte visita la pagina dedicata!

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Samsung S-foldable – di Valentina Moro

TAG: In Evidenza, Innovazione, Lifestyle, Display pieghevole, LG, S-foldable, Samsu g

Samsung presenterà il nuovo display pieghevole in più punti “S-Foldable” al SID (Society for Information Display) 2021. Il SID si sta svolgendo in questi giorni tra il 17 e il 21 maggio in forma digitale. Il device pieghevole in più punti è il frutto della collaborazione tra Samsung display e LG display, le due aziende coreane tra le più specializzate al mondo nella realizzazione di display. Per Samsung S-Foldable qualcuno ipotizza che, questo schermo fuori dalle righe possa rappresentare il punto di riferimento per le generazioni future di device pieghevole.

Samsung S-Foldable schermo Oled

È in occasione della Display Week che Samsung mostrerà i nuovi schermi con tecnologia OLED. Con una nota fondamentale sul display, il Ceo Joo-seon Choi ha mostrato i nuovi Concept realizzati con tecnologia oled. Il primo concept S-Foldable è dotato di uno schermo che già era stato applicato alla serie Galaxy Fold, dove il pannello che si piega in due punti, finisce per disegnare una S proprio come quella del nome. Il display ha una diagonale di 7,2 pollici che si piega in più punti ed è applicabile sia sui tablet che sugli smartphone e può essere utilizzato sia in modalità estesa che chiuso nelle tre parti. Il secondo Concept è uno schermo sempre pieghevole ma, stavolta la diagonale è da 17 pollici, ideato per laptop ultraportatili. Il terzo Concept è detto Slidable e ha uno schermo per smartphone che srotolandosi aumenta la superficie. Si è parlato anche dello schermo UPC (Under Panel Camera) in cui il sensore si trova sotto il pannello OLED.

LG pannelli OLED

Anche LG presenterà i nuovi pannelli Oled al Disay Week, pensati per la TV. Verrà presentato un pannello da 48 pollici pieghevole e vibrante per la produzione del suono, così da eliminare gli speaker esterni. Si attende anche l’uscita di un display da 83 pollici con luminosità importante.

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Polaroid go, baby istantanea – di Valentina Moro

TAG: In Evidenza, Innovazione, Lifestyle, Edwin Herbert Land, Electric Eye, Istantanea più piccola, Optical Society of America, Polaroid go

Polaroid go, baby istantanea come mi verrebbe da rinominarla, è la nuova fotocamera istantanea di casa Polarloid più piccola che mai. Sempre più compatta e tascabile, senza spogliarsi della qualità delle immagini e senza rinunciare alle funzioni delle fotocamere a stampa tempestiva di nuova generazione. Fondamentalmente identica all’antesignana con le stesse virtù e le stesse lacune, solo in scala ridotta. La ridimensione si palesa nella lunghezza di 10cm, la larghezza di 8cm e l’altezza di 6cm. Ad ogni modo, niente a che vedere con la piattezza degli smartphone.

Polaroid go VS fotocamera digitale

Raccomandata in particolare a chi vuole immergersi in un bagno analogico, dimenticando i vantaggi e i tempi repentini delle attuali fotocamere digitali. Un piacere quasi anacronistico se vogliamo, infatti considerando la mole di strumenti tecnologici avanzati da cui siamo sommersi ogni giorno, osservando una polaroid go sembra di vivere in tempi passati. Infatti, quasi si esclude l’esistenza ancora oggi di apparecchiature dotate di funzionalità analogiche. Oggi riusciamo a vedere l’immagine che vogliamo immortalare, ancor prima di imprimere un clic nella fotocamera digitale o un touch nello smartphone. Per questo risulta pazzesco dover aspettare anche solo alcuni attimi per poter visionare un’immagine più piccola e contornata come al solito da una cornice bianca più spessa nella parte bassa.

Tecnica e Layout

È costituita da solo 3 tasti, accensione, scatto e gestione del flash, non ha né un display né un menù. È dotata di una presa USB, la cui funzione esclusiva è quella di ricaricare la batteria che consente lo scatto di 200 immagini, assolutamente impossibile scaricare le immagini in formato digitale. Al fotografo non rimane tanto da fare se non la gestione della luce, operazione da effettuare a mano, con la sola possibilità di poter contare sul flash, in quanto non esiste possibilità di modulare il diaframma o gli ISO. Per ottenere un buon risultato il fotografo può affidarsi solo alla sua esperienza e all’inquadratura. Il layout riflette un prisma triangolare meno sviluppato in altezza.

Polaroid go

La storia

È stato allestito uno stand Polaroid presso La Rinascente di Milano, dove per le prime settimane la fotocamera sarà concessa in esclusiva a questo gruppo, poi sarà affidata alla libera distribuzione. Certo è che, l’effetto prodotto di sicuro niente ha a che vedere con la presentazione del fisico statunitense Edwin Herbert Land nel 1947 alla Optical Society of America. Per l’appunto, in occasione di una riunione, Land presentò il primo prototipo di un apparecchio che, un minuto dopo lo scatto e in piena luce, da una stampa in bianco e nero dalle tonalità seppiate. Apparecchio che perfezionerà nel 1959, riuscendo a ottenere foto di qualità ineccepibile in soli 15 secondi dallo scatto. Progetto che, potrà dirsi compiuto con la messa a punto, nel 1960, del 900 Electric Eye. Un apparecchio completamente automatizzato, in grado di produrre stampe fotografiche in bianco e nero in soli 10 secondi.

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Le agenzie di rappresentanza: partner fondamentali per le aziende – di Francesca Mugnai

TAG: Business, agenzia, agenzia di commercio, agenzia di intermediazione, agenzia di rappresentanza, agenzie, commercio, Marketing, rappresentanza

Le agenzie di rappresentanza, o di intermediazione commerciale sono realtà fondamentali nel mondo del commercio mondiale. Possono avere un range di azione molto ampio. Vanno dalle aziende piccole o medie fino ai grandi brand, studiando strategie di marketing mirate per vendere il loro prodotto.

Le agenzie di rappresentanza commerciale sono specializzate nello sviluppo di intermediazioni per conto di una o più aziende committenti. In poche parole fanno da tramite tra l’azienda e i suoi clienti. In proposito viene stipulato un contratto specifico a seconda del campo di azione in cui deve operare l’agenzia per conto dell’azienda.

Quindi una volta ricevuto il mandato, il compito dell’agenzia di rappresentanza è innanzitutto, quello di verificare la fattibilità del progetto proposto. Una volta accettato, viene studiato un piano marketing ad hoc dopo di ché l’agenzia gestisce tutta la promozione commerciale. Una volta capito il campo di azione e messo in atto la strategia commerciale si creano gruppi di lavoro con a capo un responsabile per ogni singolo progetto. Quando si parla di responsabili ci rivolgiamo alle figure quali: agenti di commercio, procacciatori d’affari, consulenti commerciali e altri professionisti che in genere sono figure autonome e free lance.

Per un brand affidarsi ad un’agenzia di intermediazione commerciale significa che questa gestirà per loro tutta la promozione diretta e indiretta del prodotto. Creerà delle reti di vendita gestite da venditori di vario tipo che si propongono con modi e tecniche differenti presso privati o aziende. In genere sono divisi per territorio.

Il successo di un’agenzia di rappresentanza dipende dalla sua capacità di riuscire a mettere in campo accattivanti forme di marketing. Devono seguire canali innovativi, non convenzionali che abbiano un forte impatto visivo ed emotivo a livello mediatico

Come guadagnano le agenzie di rappresentanza?   

Abbiamo detto che questo tipo di agenzie promuovono e vendono i prodotti di aziende esterne, ma attenzione… non vengono pagate da queste ( se non in particolari casi). L’agenzia di rappresentanza guadagna grazie alle provvigioni che sono in percentuale su ogni vendita o contratto andato a buon fine. Si va in base al fatturato raggiunto. Ad esempio se un contratto concluso fattura all’azienda committente 10.000 euro, all’agenzia andrà una provvigione del 10%. Ovviamente le percentuali variano in base al settore in cui si opera e agli accordi che vengono presi al momento della stipula del contratto tra azienda ed agenzia.

Competenze per chi vuole aprire un’agenzia di rappresentanza

Innanzi tutto, non è un lavoro che si può improvvisare. Per aprire la propria agenzia è necessario aver ricoperto il ruolo di agente di commercio almeno da due anni. Fare esperienza in questo campo è fondamentale.

Requisiti richiesti:  

Essere in possesso di diploma di ragioneria oppure essere laureati in economia e commercioaprire partita ivasuperare l’esame di abilitazione  iscriversi al ruolo inoltrando un’istanza presso la Camera di Commercio della propria Provinciase le vendite sono nel campo alimentare, è necessario avere il certificato di idoneità per questo tipo di settore.

Vi chiederete quale sia la differenza tra agenzia e agente di commercio. Ebbene la prima è una realtà molto strutturata, si parla in genere di società di capitali e si occupano per lo più di grandi aziende o marchi importanti. L’agente di commercio invece è una singola persona che lavora in proprio (free lance) per una o per più aziende di dimensioni medio piccole.

L’agenzia di intermediazione è un mercato in crescita. Oggi si punta sempre di più alla qualità sia dei prodotti ma anche dei servizi che vengono proposti alla clientela. Nulla è lasciato al caso. Anche per la gestione della comunicazione e delle trattative con i propri clienti ci si affida sempre di più ai professionisti del settore.

Non importa se a rivolgersi all’agenzia o all’agente commerciale sia il piccolo produttore di vino o una multinazionale, l’obbiettivo è sempre lo stesso: qualità ed efficienza sia nel produrre che nel comunicare con i propri clienti. Il compito delle agenzie di intermediazione è quello di aiutare le aziende tramite la propria professionalità a raggiungere risultati concreti e tangibili fruibili nel presente e nel futuro.

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Free to Xperience – di Valentina Moro

TAG: Green economy, In Evidenza, Innovazione, Colonnine hyper fast, Colonnine in autostrada, Duferco, Enel X, Free to X, HPC, Prima stazione

La Free To Xperience, società deputata allo sviluppo di servizi all’avanguardia per la mobilità, ha inaugurato le sue prime colonnine in autostrada, via alla prima stazione nei pressi di Modena. Infatti, la prima inaugurazione è avvenuta nell’area di servizio Secchia Ovest, nell’A1 Milano-Bologna. Il progetto prevede l’installazione di 100 colonnine chiamate hyperfast o per qualcuno ultrafast che, hanno generato una svolta nel discorso delle auto elettriche. La scarsa presenza di ricariche elettriche all’interno delle aree di sosta autostradali, è una carenza che ha sempre reso difficoltosa la mobilità di auto elettriche nei lunghi viaggi.

Free To Xperience e rete HPC

Le ricariche brandizzate Free To X, sono hyperfast da 300 KW e consentono di effettuare una ricarica in mezz’ora. A curare l’installazione per il momento è Enel X ma, dato la repentina diffusione della rete HPC (Hight Power Charing) che si sta verificando in Italia, non si esclude la partecipazione di altri fornitori in futuro. A tale proposito Enel X ha già previsto due accordi. Uno con il partner Porsche Italia e Q8 che, vedrebbe riservato un caricatore ai clienti Porsche e installazioni in 20 aree entro il 2021. L’altro accordo riguarda il posizionamento di 7 impianti di ricarica HPC all’interno delle stazioni di rifornimento della rete IP. Tre delle suddette già installate a Peschiera del Garda, Zanica e Biandrate.

100 aree

Le 100 aree dove andranno porsizionate le colonnine, dovrebbero essere completate entro il 2027. Di cui, 67 di queste già approvate dal MIT entro il 2024, contando di installarne almeno 6 in ogni stazione. A progetto ultimato la distanza tra un’area di ricarica e l’altra, dovrebbe risultare di circa 50 km, in modo tale da garantire la sicurezza del rifornimento di elettroni.

Mappa installazioni Free to X

Dalla mappa si nota una buona copertura dei principali siti di servizio autostradali, l’unica pecca è la scarsa copertura della zona del sud Italia. L’utilizzo, come garantito da Free To X sarà mediato da App già esistenti come quella di Duferco e Enel X. Il prezzo non dovrebbe subire modifiche dall’usuale 79 centesimi al KWh. Per la seconda installazione sarà la volta dell’area nei pressi di Roma.

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Le case in stampa 3D: una realtà in Olanda – di Francesca Mugnai

TAG: Green economy, In Evidenza, Innovazione

Le case in stampa 3D, sono ispirate alle pietre, completamente ecosostenibili e costruite in calcestruzzo attraverso l’utilizzo di un braccio robotico che letteralmente stampa il progetto. La casa in 3D si costruisce in appena 120 ore di lavoro e si tratta della stampa di 24 componenti che vengono successivamente assemblati. 

Il progetto “Milestone” è nato ad Eindhoven in Olanda ed è l’ultima frontiera che rivoluzionerà il mercato dell’urbanizzazione. La nuova tipologia di abitazione si integra perfettamente nel paesaggio. Simili a sculture le case 3D richiamano i megaliti naturali. Rispondono a tutti gli standard di abilità sicurezza ed efficienza energetica.  

Il progetto “Milestone”

Le case in stampa 3D fanno parte del progetto “Milestone”, che prevede la costruzione di cinque abitazioni. La prima ad essere ultimata ha una superficie di 90 metri quadri. Si tratta di un tri-locale completamente su un piano. L’abitazione è costituita da due camere da letto, cucina, soggiorno e bagno, oltre allo spazio esterno. L’impatto ambientale è ridotto ai minimi termini. Infatti, grazie al sistema di isolamento la casa mantiene la temperatura ottimale in tutte le stagioni dell’anno. Gli interni presentano un arredo moderno con un design minimal ed elegante.  

Il progetto “Milestone” è frutto della collaborazione tra la Eindhoven University of Technology (Tu/e) e il Comune di Eindhoven insieme ad un consorzio di aziende private.  

Per testare il confort e la funzionalità di questa abitazione di ultima generazione totalmente ecosostenibile, sono stati selezionati gli inquilini a cui è già stata consegnata la chiave digitale. Abiteranno nella casa 3D per un massimo di 6 mesi pagando un affitto di 800 euro mensili.   

Come massi in mezzo al prato

Le case i stampa 3D hanno forme sinuose e morbide ispirate a quelle che troviamo in natura. Ricordano dei grandi blocchi di pietra che spuntano magicamente dal terreno del giardino. L’idea del progetto, dall’architettura così diversa dalle case tradizionali, è quella di fare in modo che le abitazioni si mimetizzassero nei boschi che circondano Eindhoven per dare un effetto totalmente naturale. L’obbiettivo infatti, del comune della città Olandese è quello di ricreare una combinazione tra nuclei abitativi e quartiere verde, senza ricorrere al disboscamento e nel massimo rispetto dell’ambiente circostante.  

Le case in stampa 3D rappresentano sicuramente una grande innovazione nel campo dell’edilizia. Progetti simili si stanno diffondendo rapidamente in tutta Europa. Esistono già alcune realtà aziendali di questo tipo anche in Italia. Segno indistinguibile che la mentalità dell’uomo sta cambiando. Vivere nel pieno rispetto della natura è ormai un principio fondamentale per la conservazione del nostro pianeta.

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Ookla, cos’è? – di Silvia Becattini

TAG: Business, banda larga, connessione, Gestione dati, Internet, Ookla, rete mobile, Speedtest

Quando si parla di analisi e diagnostica Internet, si pensa subito a Speedtest.net. Questo servizio web fornisce gratuitamente analisi di prestazioni di rete. In poche parole, l’utente che possiede una connessione internet, grazie a Speedtest®, riesce a misurarne la velocità. Ma chi c’è dietro?

Fondata nel 2006, Ookla è il leader globale nell’intelligence di rete mobile e a banda larga, testando applicazioni e tecnologie. Speedtest® è la sua piattaforma di punta: ogni giorno raccoglie centinaia di milioni di misurazioni su prestazioni e qualità delle reti in tutto il mondo.
I target ai quali si rivolge Ookla sono estremamente differenziati: si spazia dal singolo utente fino ad arrivare ad operatori, aziende e agenzie governative.

Per quanto riguarda il consumatore, il prodotto è proprio Speedtest®, declinato in varie modalità d’uso. C’è la versione desktop (per Windows e macOS), l’app mobile (Android e iOS), l’estensione per browser (Chrome), la TV app, Speedtest®CLI e VPN™.
Sul versante delle imprese, Ookla mette a disposizione una gamma molto vasta di prodotti che soddisfano le esigenze di tutti tramite strumenti e dati per la gestione della rete. Il portafoglio di soluzioni aziendali di Ookla include anche Downdetector®, che fornisce analisi in tempo reale delle condizioni di stato e delle interruzioni in settori quali servizi di rete, finanza e giochi. Le sue soluzioni aziendali forniscono una visione più ampia delle prestazioni della rete mondiale disponibile attraverso una suite di prodotti considerati affidabili da operatori Fortune 500, governi, gruppi commerciali e altre aziende in tutto il mondo. (fonte: Ookla)

L’iniziativa Ookla for Good™

Il logo dell’iniziativa

Insomma, Ookla fornisce senza dubbio servizi importanti per gestire la rete. Gode della fiducia di tutte le realtà che scelgono i suoi prodotti quotidianamente perché l’azienda si impegna per mantenere qualità e neutralità. Impegno che l’azienda mette anche nella sua mission Ookla for Good™, per rendere internet migliore, più veloce e più accessibile a tutti. L’iniziativa ha lo scopo di fornire dati, contenuti e analisi alle organizzazioni che, attraverso l’accessibilità a Internet, cercando di rendere migliore la vita delle persone. Le collaborazioni avvengono con realtà in linea con gli obiettivi di Ookla, per fornire informazioni imparziali sullo stato delle reti in tutto il mondo. (fonte: Ookla for Good)

Immagine di copertina: Facebook

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Il Cloudscape di Haikou apre le sue porte – di Francesca Mugnai

TAG: Innovazione

Il Cloudscape di Haikou in Cina apre le sue porte al grande pubblico. L’evento era stato annunciato dal Times di Londra come uno dei progetti più attesi del 2021. La città, posta sulla punta nord dell’isola cinese di Hainan, anticamente era una delle tappe principali della via della seta. Oggi grazie alla costruzione dell’innovativo Cloudscape, diventa un fondamentale polo culturale della città. La sua realizzazione così come quella del Grand Theatre di Guangzhou, anche questa ex tappa di viaggio del nostro Marco Polo, è stata affidata alle grandi firme internazionali della progettazione.

Precedentemente nota come “Wormhole Library” il Cloudscape di Haikou è una struttura di 1000 metri quadrati ed è il nuovo punto di riferimento della città storica. Il progetto sorge sulle rive della baia e fa parte del progetto culturale “Pavilions by the Seaside”. La prima costruzione di 16 padiglioni costieri commissionati dal gruppo Haikou Turism and Culture Investment Holding per la riqualificazione della baia. Il progetto è curato da Weng Ling, fondatore della Art Union China e prevede padiglioni sparsi nella città e firmati dai grandi architetti internazionali tra cui Stefano Boeri.

Il via al progetto è dato dalla realizzazione del Cludescape di Haikou firmato da MAD Architects. L’architetto Ma Yansong ha voluto progettare un luogo spettacolare ma che fosse aperto alla città. Al suo interno si trovano una libreria sia per adulti che per bambini oltre a diversi servizi per i cittadini.

Il Cloudscape di Haikou un progetto che si fonde con la natura

Come una grotta erosa dal vento. In perfetta linea con i movimenti della natura, l’idea del progetto nasce da un approccio “antimateriale” del suo ideatore. Cloudscape si mostra con un aspetto altamente scultoreo. Le forme morbide e lisce lo fanno apparire come un’opera d’arte di madre natura sospesa tra terra e mare. La predilezione per le forme libere del suo progettista si traduce in pareti e soffitti che si fondono imprevedibilmente facendo perdere il confine tra interno ed esterno. Nella biblioteca si ricrea il viaggio del lettore nel surreale e nell’ignoto, fino ad un completo estraniamento dalla realtà. L’architetto ha voluto progettare uno spazio che offrisse al visitatore un’esperienza oltre il tempo e lo spazio.

Un luogo le cui forme si dissolvono e corrono leggere e sinuose, sembra quasi che il cemento sia liquido e che segua la linea fluida della costruzione. Gli interni sono caratterizzati da aperture circolari che richiamano la lavorazione del mare sulle pietre. Il Cloudscape di Haikou, come una madre morbida e sinuosa accoglie il suo visitatore in un abbraccio rassicurante affacciato sul mare.

Il Cloudscape di Haikou apre le sue porte al grande pubblico con un effetto sicuramente spettacolare, per cui non ci rimane che rimanere in attesa della realizzazione delle altre opere incluse nel progetto.

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