Difesa, Cavo Dragone: “La Nato continua a produrre risultati concreti” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “La Nato continua a produrre risultati concreti. Gli investimenti nella difesa crescono, le capacità militari vengono rafforzate, la base industriale si espande e gli alleati europei, insieme al Canada, che includiamo naturalmente in questa accezione, assumono una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza comune. Il vertice di Ankara conferma i progressi degli alleati verso gli obiettivi che ci eravamo prefissati l’anno scorso a l’Aia, a partire dall’impegno di destinare il 5% del Pil alla Difesa entro il 2035”. Così l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, descrive lo stato di salute dell’organizzazione intergovernativa e le prospettive future, intervenendo all’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation presieduta da Marco Minniti. L’appuntamento, intitolato “Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la Nato”, ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche che animano lo scenario del Mediterraneo allargato. 

Riportando i numeri dell’impegno europeo nella difesa, l’Ammiraglio fa sapere che “nel 2025, gli alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nella difesa di oltre 139 miliardi di dollari, un incremento superiore al 20% rispetto al 2024. Ad appena un anno dall’avvio del percorso verso l’obiettivo del 5%, gli investimenti combinati di tutti i paesi dell’Alleanza si attestano già intorno al 4% del Pil. Ad Ankara – prosegue – in un solo giorno sono stati annunciati oltre 50 miliardi di dollari di nuove commesse”, mentre con l’iniziativa ‘Nato Drone Edge’ si prevede di investire “40 miliardi di dollari nei sistemi senza pilota nei prossimi cinque anni. Ogni euro destinato alla difesa è un euro investito in un futuro di pace e di sicurezza per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti”, afferma ricordando poi che “a livello globale, la spesa media per sicurezza e difesa si attesta già attorno al 5% del Pil. Non stiamo quindi esagerando, stiamo semplicemente tenendo il passo con il mondo in cui viviamo”. 

Tornando agli esiti del vertice tenutosi ad Ankara, in Turchia, il 7 e l’8 luglio 2026 – il 36° vertice Nato e il secondo ospitato dalla Turchia dopo quello di Istanbul del 2004 – l’Ammiraglio pone l’accento sul conflitto russo-ucraino: “L’Ucraina continua a dimostrare non solo una straordinaria capacità di resistenza all’aggressione russa, ma anche un’incredibile attitudine ad apprendere dal campo di battaglia, a rinnovarsi rapidamente e a trasformare l’esperienza operativa in nuove capacità – osserva – Il vertice conferma il pieno sostegno all’Ucraina, ribadendo l’impegno degli alleati a garantire assistenza militare, addestramento e supporto nel lungo periodo. Quando parlo di lungo periodo, intendo anche dopo l’auspicabile firma di un trattato di pace. Ciò che vogliamo è strutturare un’architettura di difesa solida, capace di evitare che l’Ucraina venga invasa dalla Russia per la terza volta”. 

 

“Allargando lo sguardo – ha aggiunto – il vertice di Ankara rappresenta l’ultimo capitolo di un percorso che le democrazie euroatlantiche iniziano quasi ottant’anni fa. Ad Ankara emerge con chiarezza che il rapporto transatlantico non si sta indebolendo, bensì si sta evolvendo, richiedendo una più equa condivisione delle responsabilità. Questa è probabilmente la lezione più importante: la capacità delle democrazie di affrontare le crisi, imparare da esse e rafforzarsi insieme”. Guardando al Mediterraneo, “uno spazio che la Fondazione Med-Or conosce meglio di chiunque altro”, Cavo Dragone lo definisce “un vero e proprio crocevia strategico che collega l’Europa al Nord Africa, al Levante, al Golfo, al Mar Rosso e all’Africa subsahariana”. Si tratta di un quadrante in cui “convergono alcune delle principali sfide della sicurezza contemporanea” come “l’instabilità regionale e la competizione geopolitica; la sicurezza energetica e la protezione delle infrastrutture e delle rotte commerciali; l’immigrazione incontrollata e il terrorismo – evidenzia – È anche per questa ragione che il vertice Nato di Washington del luglio 2024 rafforza opportunamente i punti dedicati al vicinato meridionale, riconoscendone il ruolo sempre più centrale per la sicurezza e la stabilità complessiva”. 

Il presidente del Comitato militare della Nato evidenzia poi l’importanza della cooperazione, sottolineando come “le crisi degli ultimi anni, a cominciare da quelle nel Golfo Persico, ci insegnano che la stabilità richiede capacità industriale, infrastrutture resilienti, filiere diversificate e partenariati affidabili. Nessun Paese e nessuna organizzazione internazionale può affrontare da sola una simile complessità – riflette – È proprio questa consapevolezza che rende la cooperazione una componente essenziale della sicurezza nel XXI secolo”. Questa cooperazione, d’altronde, sta “evolvendo” poiché “accanto alle organizzazioni internazionali tradizionali emergono forme di cooperazione più flessibili, costruite attorno a specifiche esigenze strategiche, tecnologiche, economiche e industriali”. “La dimensione economica e industriale – aggiunge l’Ammiraglio – rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di questa evoluzione. L’economia è ormai una componente essenziale della competizione strategica e parte integrante della sicurezza nazionale. Di conseguenza, la scelta dei partner industriali, tecnologici ed energetici diventa una decisione prettamente strategica”, osserva. 

E su come la cooperazione internazionale stia evolvendo, l’Ammiraglio cita iniziative come l’Aukus, l’accordo di sicurezza e difesa militare tra Australia, United Kingdom e United States, e la Msp (Minerals Security Partnership), nate “per diversificare e mettere in sicurezza l’approvvigionamento di materie prime critiche, anche a costo di accettare prezzi più alti pur di non dipendere da partner geopoliticamente discutibili”. Strumenti che, “uniti al crescente coinvolgimento dei paesi del Golfo nei principali forum internazionali, dimostrano chiaramente che la cooperazione internazionale si sta riorganizzando attraverso reti sempre più dinamiche, flessibili e specializzate”, conclude. 

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Alla guida del Network 2030: la WBBA lancia ufficialmente AI-Net, una certificazione di riferimento a livello mondiale nel settore delle comunicazioni dati – di Redazione Ciaoup

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BANGKOK, 16 luglio 2026 /PRNewswire/ — In occasione dell’Asia-Pacific Broadband Development Summit (BDS), la World Broadband Association (WBBA) ha lanciato ufficialmente AI-Net, una certificazione di riferimento a livello mondiale nel settore delle comunicazioni dati destinata a Paesi e operatori di tutto il mondo. Considerata una pietra miliare nell’ambito delle infrastrutture digitali, la certificazione fornisce una linea guida strategica affinché le reti globali passino da architetture basate sulla connettività a reti basate sull’intelligenza, proiettando le infrastrutture globali dall’era “All-Cloud” a quella “All-Intelligence” e accelerando al contempo l’evoluzione generazionale e la trasformazione intelligente a livello di settore. 

Attualmente, l’IA sta trasformando l’economia globale, richiedendo maggiore capacità di carico, scalabilità e intelligenza alle infrastrutture sottostanti. Con la transizione dei settori industriali verso il Net5.5G, i parametri tradizionali come la larghezza di banda e la copertura non riflettono più la competitività nazionale nell’era dell’intelligenza. Di conseguenza, la WBBA ha introdotto la certificazione AI-Net, incentrata su tre nuovi pilastri: gli orientamenti politici nazionali, gli ecosistemi collaborativi del settore e il tasso di penetrazione del Net5.5G. Questo sistema di valutazione altamente quantificabile mira ad accelerare l’implementazione globale del Net5.5G, allineando le politiche di alto livello con gli ecosistemi industriali per valutare sistematicamente il grado di maturità tecnologica. 

 

Durante il lancio, la WBBA ha illustrato in dettaglio il potenziamento bidirezionale della Certificazione AI-Net, sottolineandone i due valori fondamentali: 

In primo luogo, “Network for AI” definisce le reti come il fondamento portante del calcolo intelligente, piuttosto che come semplici canali di trasmissione. Garantendo prestazioni deterministiche, caratterizzate da elevata capacità di trasmissione, zero perdita di pacchetti e latenza ultra-bassa, le moderne infrastrutture di rete liberano appieno il potenziale dell’intelligenza. Ciò garantisce un coordinamento perfetto e approfondito tra la potenza di calcolo e la pianificazione della rete, assicurando una qualità dell’esperienza garantita per le esigenze elastiche e ottimizzando l’efficienza dei dati per l’addestramento e l’inferenza di modelli di IA su larga scala. 

In secondo luogo, “AI for Network” integra l’intelligenza nativa direttamente nei dispositivi e nelle piattaforme di gestione. Grazie alla profonda integrazione delle funzionalità di IA, le reti passano dal routing passivo a sistemi cognitivi attivi dotati di intelligenza endogena, capacità di autoriparazione e auto-ottimizzazione continua. Questo cambiamento strutturale spinge il settore delle infrastrutture verso un modello di gestione e manutenzione (O&M) altamente automatizzato di tipo “Agentic” e verso il livello L4 di Autonomia delle Reti, riducendo drasticamente la complessità operativa e alleggerendo i costi di manutenzione per gli operatori globali. 

 

La valutazione AI-Net abbraccia sia la dimensione macroeconomica che quella microeconomica. A livello macroeconomico, la certificazione valuta l’allineamento delle politiche nazionali e gli sforzi volti allo sviluppo del settore. Tra i criteri chiave figurano i quadri politici di alto livello che sostengono il Net5.5G, l’IPv6 e le reti intelligenti, oltre ai contributi attivi agli standard globali e alla collaborazione all’interno dell’ecosistema. A livello microeconomico, la valutazione mette a confronto gli operatori utilizzando l’IP Network Development Index (IPDI), lanciato dalla WBBA in occasione del MWC, che misura con precisione le prestazioni delle reti attive e la densità di implementazione delle tecnologie IP avanzate e Net5.5G, al fine di individuare i pionieri del Net5.5G. 

Andando oltre le reti geografiche (WAN), l’ambito della certificazione si estende alle infrastrutture digitali end-to-end, integrando nei propri criteri fondamentali reti di data center altamente interconnesse e sistemi di sicurezza endogeni completi. Questo allineamento multidimensionale non solo mette in luce la lungimiranza strategica di una nazione, ma conferma anche le capacità di rete altamente sicure e in grado di gestire ogni scenario offerte dagli operatori leader in settori specializzati quali la logistica automatizzata, il commercio al dettaglio intelligente e le città intelligenti. 

“AI-Net, un punto di riferimento affidabile e riconosciuto nel settore, trasforma le Quattro Forze in progressi misurabili verso Network 2030.” In futuro, la WBBA si avvarrà di questa certificazione per creare un consenso globale tra i responsabili politici, gli organismi di normazione e i principali operatori. Accelerando l’adozione di standard unificati e colmando il divario digitale, l’iniziativa creerà una rete di base “pronta per l’IA” per guidare i settori industriali verso il futuro intelligente del 2030. 

Informazioni sulla World Broadband Association: 

La World Broadband Association (WBBA) è un’organizzazione e una piattaforma aperta e multilaterale che riunisce gli attori del settore del cloud e della banda larga, al fine di affrontare e promuovere gli obiettivi comuni volti a massimizzare i benefici sociali ed economici della banda ultra larga digitale per tutti a livello globale. La WBBA promuove i benefici che la banda larga può offrire alle imprese, ai consumatori e ai cittadini in tutto il mondo, attraverso reti convergenti e infrastrutture cloud. 

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Mario Roggero, Crosetto dopo conferma condanna gioielliere: “Provare ogni strada perché possa tornare a casa” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Mario Roggero è in carcere. É stata applicata la legge? Probabilmente sì. É giusto? Per me no. La legge non è e non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato ad analizzare i fatti nella loro totalità, a tenere conto di tutto, anche ciò che non è previsto sia da considerare”. Lo sottolinea il ministro della Difesa Guido Crosetto in un post su X dopo la conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi del gioielliere di Grinzane Cavour che nell’aprile 2021 a seguito della rapina subita nel suo negozio uccise due rapinatori.  

“É la giurisprudenza, cioè la facoltà dei magistrati di poter interpretare la legge, magari al punto di innovarla. Ci hanno abituato da anni ad una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle. É stata una pratica molto in voga per portare avanti battaglie ideologiche o contro alcuni ‘nemici’. É una pratica che ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, Carabinieri, Poliziotti. Per questo secondo me ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”, conclude Crosetto.  

A tornare sulla conferma della condanna per Roggero anche il vicepremier Matteo Salvini, che subito dopo la sentenza della Cassazione ieri aveva fatto un video sui social. “La condanna che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e si è difeso e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia dai rapinatori, per me non è giustizia. Conto che l’intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero. Perché, dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto”, ha detto il leader dellaLega, parlando con i giornalisti a Bari. 

“Già la legge sulla legittima difesa che la Lega volle e fu approvata – ha aggiunto rispondendo alla domanda di una giornalista che gli chiedeva se sia il caso di mettere mano alla legge sulla legittima difesa – ha evitato processi , carcere, problemi di sofferenza a tanti cittadini per bene. Nel caso di Mario Roggero dobbiamo estendere ancora di più il concetto e il perimetro della legittima difesa. E la proposta, portata in Consiglio dei ministri, di evitare il risarcimento danni ai parenti dei rapinatori – ha sottolineato Salvini – va nella direzione giusta. La cosa più immediata è un’altra: non è possibile avere un padre, un marito e un nonno che invece di stare con i nipotini da stanotte sta in galera, dove devono stare i delinquenti veri, non quelli che si difendono a fronte di una aggressione”. 

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato dal canto suo un ordine del giorno in Consiglio regionale a sostegno del riconoscimento della grazia. “Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia – ha sottolineato Cirio – non voglio entrare nel merito giuridico della sentenza perché ho massimo rispetto della magistratura che ha il compito di applicare le leggi. Credo però sia corretto e doveroso appellarsi all’istituto della grazia che è sancita dalla Costituzione e rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la compresione umana delle istituzioni”. 

“E’ un atto di perdono istituzionale da parte del massimo garante della Costituzione, ovvero il presidente della Repubblica, per chi può aver sbagliato, ma ha certamente agito sotto l’effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo e a difesa della sua famiglia. Questo è il caso di Mario Roggero”. 

cronaca

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Tajani torna a chiedere estradizione ex br Casimirri, da Nicaragua stop a relazioni diplomatiche con Italia – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il ministro Tajani ieri a Madrid ha ricordato a una riunione del Ppe la figura di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate rosse. Il ministro, fa sapere la Farnesina in una nota, ha ricordato anche che il governo del Nicaragua continua a garantire la presenza nel Paese e a proteggere il terrorista Alessio Casimirri, uno degli assassini di Aldo Moro, condannato in via definitiva a sei ergastoli, rifiutando di accogliere le richieste di estradizione da parte della giustizia italiana. “L’Italia – si legge nella nota – continua a improntare la propria azione estera al rispetto del diritto internazionale, del dialogo e della tutela dei valori democratici, e resta aperta al confronto con tutti i Paesi, nel rispetto e nella difesa dei principi di giustizia, libertà e legalità. Il Governo italiano non dimentica le vittime del terrorismo, e continua a chiedere che chi si è reso responsabile di gravissimi delitti nei confronti dello Stato e di cittadini italiani risponda delle proprie responsabilità. Ciò vale anche per Casimirri, pericoloso brigatista a cui il Nicaragua continua a dare asilo”.  

Il ministro Tajani ha inoltre sottolineato che “l’Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto con una risoluzione del Parlamento europeo. L’Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta”. In risposta al nuovo intervento del ministro Tajani per l’estradizione di Casimirri, il Governo del Nicaragua ha notificato al Governo italiano l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia. 

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Rifiuti, Conai: nel 2025 Italia supera il 77% di riciclo degli imballaggi – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Nel 2025 l’Italia ha riciclato 10 milioni e 970mila tonnellate di imballaggi, pari al 77,3% di un immesso al consumo di 14 milioni e 200mila di tonnellate. Ad annunciarlo è la relazione generale Conai, che documenta annualmente l’andamento del sistema nazionale di gestione degli imballaggi e del loro riciclo. “È un traguardo importante che conferma il primato dell’Italia nell’economia circolare e l’efficacia di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, consorzi e cittadini”, dichiara Vannia Gava, viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. “Investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita. Il Governo continuerà a sostenere questo percorso, favorendo gli investimenti necessari e il rafforzamento del sistema sul territorio. L’economia circolare rappresenta una grande opportunità per il Paese e un modello che l’Italia può mettere a disposizione dell’Europa”. 

Nel dettaglio, in Italia hanno trovato una seconda vita l’82,2% degli imballaggi in acciaio, pari a oltre 442mila tonnellate; il 69,5% degli imballaggi in alluminio, pari a 56mila tonnellate; il 92,6% dei pack in carta e cartone, ossia 4 milioni e 612mila tonnellate; il 69,7% degli imballaggi in legno, pari a 2 milioni e 493mila tonnellate; il 50,5% di pack in plastica, ossia 1 milione e 161mila tonnellate di plastica tradizionale e oltre 44mila tonnellate di bioplastica compostabile; e più dell’82% di pack in vetro, ossia 2 milioni e 155mila tonnellate. 

“Questo traguardo va tuttavia considerato una base di partenza, non un punto di arrivo”, commenta Ignazio Capuano, presidente Conai. “L’attenzione delle imprese, nei prossimi anni, dovrà concentrarsi sempre più sulla progettazione orientata al riutilizzo e alla riciclabilità, oltre che sull’impiego di materie prime seconde, che è fondamentale spingere per chiudere davvero il cerchio. Nel nuovo scenario che si sta delineando, il Consorzio manterrà il suo ruolo di supporto alle imprese, fornendo le competenze tecniche e gli strumenti necessari per adeguarsi anche ai nuovi standard comunitari, e di affiancamento alle pubbliche amministrazioni per promuovere sistemi efficaci ed efficienti di raccolta soprattutto per gli imballaggi domestici, con un’attenzione particolare ai consumi fuori casa”. 

In crescita anche nel 2025 le quantità di imballaggi riutilizzati. Da più di dieci anni il Consorzio ha introdotto agevolazioni e semplificazioni per gli imballaggi riutilizzabili, e lo scorso anno quasi 1 milione e 355mila tonnellate di imballaggi riutilizzabili sono stati regolarmente dichiarati al Consorzio, in aumento di oltre 100mila tonnellate rispetto al 2024, soprattutto grazie alla filiera degli imballaggi in legno sulla quale crescono circuiti di riparazione e riutilizzo aperti e chiusi. Unendo poi al riciclo anche la percentuale di imballaggi avviati a recupero energetico, la quota complessiva di imballaggi usati sottratti alla discarica raggiunge l’86,6%. 

I nuovi risultati nazioni sono stati resi possibili anche dal lavoro portato avanti da Conai e dal sistema consortile con i Comuni italiani tramite l’accordo nazionale con Anci, che nel 2026 è stato rinnovato e trasformato nel nuovo Accordo di programma quadro nazionale. Nel 2025 sono stati più di 7.500 i Comuni che hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile, con una fetta di popolazione servita pari al 98% degli Italiani. Per supportare i Comuni nel ritiro dei rifiuti di imballaggio in modo differenziato, nel 2025 Conai ha riconosciuto alle amministrazioni locali italiane 892 milioni di euro. Gli imballaggi a fine vita conferiti dai Comuni al sistema Conai nel 2025 sono aumentati in tutte le macroaree del Paese, principalmente per l’andamento sfavorevole del mercato delle materie prime seconde. Rispetto al 2024, percentuali in crescita sia a Nord (+10,9%) sia nel Centro (+11,7%) e nel Sud (+11,6%). 

“Conai deve continuare a mettere a disposizione strumenti e servizi per favorire la transizione verso un modello sostenibile”, spiegail presidente Capuano. “Al tempo stesso, i risultati raggiunti ricordano che l’economia circolare si realizza solo quando obiettivi europei vanno di pari passo con la pianificazione territoriale e un’adeguata dotazione impiantistica: è questa la condizione indispensabile per garantire continuità ed efficienza al sistema. Per questo è essenziale continuare a lavorare per colmare il deficit impiantistico di cui ancora soffrono alcune aree del Paese”. 

economia

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Mondiali, la vicepresidente dell’Argentina accende la semifinale con l’Inghilterra: “Pirati usurpatori” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Si scalda il clima attorno alla semifinale del Mondiale tra Argentina e Inghilterra, in programma oggi, mercoledì 15 luglio, alle 21 italiane ad Atlanta. La vicepresidente argentina Victoria Villarruel ha preso le distanze dalle parole del ct dell’Albiceleste
Lionel Scaloni, che alla vigilia della sfida aveva invitato a separare calcio e politica, definendo l’incontro “una partita di calcio” e chiedendo di non legarlo agli eventi del passato. “Giochiamo contro i pirati usurpatori – ha scritto Villaruel su X – Non sarò politicamente corretta né fredda di cuore: contro gli inglesi è sempre qualcosa di più. Sono le Malvinas, è Diego, è l’ultima di Leo, ed è mettere un freno agli invasori. Forza Argentina! Perché fino al nostro ultimo respiro continueremo a rivendicare ciò che è nostro!”. 

“È una partita di calcio, dobbiamo tenere separate le cose – l’appello di Scaloni alla vigilia – Cosa c’entrano i giocatori di oggi con quello che è successo molti, molti anni fa? È stato un periodo triste, lo ricordiamo certamente, ma sarebbe sbagliato portarlo dentro la partita”. La rivalità tra Argentina e Inghilterra resta profondamente legata alla guerra del 1982 per il controllo delle isole Falkland, chiamate Malvinas a Buenos Aires, conflitto costato la vita a circa mille persone e che ha lasciato l’arcipelago sotto sovranità britannica. 

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Gasparri: “Campo largo? Diviso anche in Senato sulla missione internazionale per l’Ucraina” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – I distinguo del centrosinistra nella politica estera approdano anche nelle aula parlamentari. Come racconta Maurizio Gasparri, il presidente della commissione Esteri-Difesa del Senato, M5s e Pd hanno mantenuto due posizioni diverse al momento del voto sulle missioni internazionali in cui è impegnata l’Italia che si è tenuto martedì a palazzo Madama. In particolare, la frattura si è concretizzata sulla missione internazionale per l’Ucraina.  

Presidente Gasparri, cosa è successo in commissione?
 

“La minoranza ha chiesto, ed è loro diritto, la votazione per parti separate perchè molte missioni sono condivise anche dalle minoranze. Le opposizioni sono state unite nel votare contro la missione in Libia della Guardia di Finanza, hanno votato contro M5s e Pd ma sono risultati minoritari e la risoluzione è stata approvata. Poi c’è stata anche la richiesta di votazione per parti separate anche sull’Ucraina, i 5 stelle hanno insistito per votare per parti separate mentre il Pd no. Su questo punto specifico i 5 stelle hanno votato contro e il Pd non ha votato contro”. 

Come giudica questo episodio?
 

“C’è un distinguo grave su un tema centrale. Il sostegno all’Ucraina è un principio fondamentale che dovrebbe essere trasversale, riguarda l’Unione europea, i rapporti occidentali, è un punto incontrovertibile. Ma su questo c’è stata, ancora una vota, una divisione. Rilevando poi che su alcune cose, tipo la Libia, le opposizioni erano d’accordo mentre su questo punto si registra una divergenza tra di loro”.  

 Come si inserisce questo episodio nel dibattito all’interno del Campo largo?
 

“Conte, anche di recente, è intervenuto durante una manifestazione presunta unitaria del campo largo scandendo posizioni diverse sulla Russia e sulla minaccia al mondo occidentale. Questo voto è la prosecuzione in un atto formale parlamentare di una divisione evidente e non secondaria del campo largo, che è unito per modo di dire ma si divide in maniera clamorosa su un tema così rilevante e non secondario. La conferma è nel voto di martedì in commissione Esteri-Difesa del Senato”.  

politica

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Estate, dilaga workation: la vacanza si allunga e la casa diventa ufficio – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Non basta più una casa vicino al mare. Per una quota crescente di italiani, l’alloggio scelto per l’estate deve essere anche un luogo nel quale poter lavorare, studiare e vivere per periodi più lunghi della tradizionale vacanza. Cambiano così la durata dei soggiorni e le caratteristiche richieste agli immobili: secondo la rilevazione del Centro Studi SoloAffitti, in tre anni sono aumentate del 69% le richieste di elementi abitativi che consentano di lavorare da remoto. È uno dei segnali che accompagnano la diffusione della workation, la formula che combina soggiorno fuori dalla propria residenza e possibilità di continuare l’attività lavorativa a distanza. Un fenomeno che resta ancora una nicchia – la rete SoloAffitti registra un aumento specifico di questo tipo di domanda – ma che intercetta una trasformazione più ampia nel modo di vivere la casa durante i mesi estivi. 

La vacanza, per una parte della domanda, si allunga e cambia natura. Nel 55% dei casi le richieste legate alla workation riguardano soggiorni di almeno un mese, fino a coprire l’intera stagione estiva. Nel 62% dei casi a cercare casa è un professionista o uno studente che viaggia da solo, mentre il restante 38% è rappresentato da famiglie. La durata rappresenta uno degli elementi più interessanti del fenomeno. La possibilità di lavorare a distanza consente infatti, a chi ne ha l’opportunità, di estendere la permanenza oltre il periodo tradizionalmente destinato alle ferie. 

Non si tratta necessariamente di “andare in vacanza lavorando”, ma di spostare temporaneamente il luogo della propria quotidianità. La casa scelta deve quindi rispondere a esigenze differenti rispetto a quelle di un soggiorno di pochi giorni: deve essere confortevole per periodi prolungati, permettere di organizzare l’attività lavorativa e offrire spazi adeguati alla vita di tutti i giorni. 

 

 

“La workation non è e probabilmente non diventerà un fenomeno di massa, ma sarebbe un errore guardare soltanto alle sue dimensioni attuali – commenta Silvia Spronelli, amministratrice delegata di SoloAffitti –. Ciò che ci interessa è il cambiamento della domanda che porta con sé. Una parte delle persone non cerca più semplicemente una casa per trascorrere una o due settimane di vacanza, ma un luogo nel quale trasferire temporaneamente la propria quotidianità, continuando a lavorare o studiare”. 

A cambiare è anche la gerarchia delle caratteristiche considerate essenziali nella scelta dell’immobile. Escludendo la vicinanza al mare o alle principali attrazioni della destinazione, l’aria condizionata è richiesta dalla quasi totalità degli interessati. Seguono la disponibilità di spazi esterni, come balconi e giardini, e la connessione wifi. Quest’ultima è considerata fondamentale dal 38% dei richiedenti. Un dato che non indica una minore importanza della connettività, ma riflette anche la diffusione di strumenti e connessioni mobili che consentono di lavorare senza dipendere necessariamente dalla rete fissa dell’abitazione. Tra le altre caratteristiche richieste emergono la flessibilità nella durata del soggiorno, la presenza di ambienti silenziosi e la vicinanza ai servizi. La casa estiva, insomma, viene valutata sempre più come uno spazio da abitare pienamente e non soltanto come base per la vacanza. 

La composizione della domanda conferma la natura ancora selettiva della workation. Nel 62% dei casi le richieste provengono da professionisti o studenti singoli, mentre le famiglie rappresentano il restante 38%. La possibilità di spostarsi per periodi più lunghi resta infatti strettamente legata alla flessibilità professionale e personale. Ma proprio l’allargamento del lavoro da remoto sta contribuendo a creare una domanda abitativa che difficilmente può essere ricondotta alle categorie tradizionali del turista o dell’inquilino residente. 

 

 

La workation si inserisce in un mercato nel quale i confini tra turismo, lavoro e abitazione temporanea stanno diventando meno rigidi. Un soggiorno di uno o più mesi richiede infatti caratteristiche diverse dalla vacanza tradizionale e avvicina la domanda a quella delle locazioni transitorie. 

Per i proprietari, questo può tradursi nella necessità di ripensare l’offerta: non soltanto posizione e attrattività turistica, ma anche qualità degli spazi, comfort, silenzio, servizi e maggiore flessibilità nella durata. 

“Il dato più interessante è la nascita di esigenze che stanno a metà tra la vacanza e l’abitare – conclude Spronelli –. Chi resta un mese o un’intera stagione non è più soltanto un turista, ma non diventa neppure un residente. È una domanda diversa, che cerca flessibilità e qualità dell’abitare e che può aprire nuove opportunità anche per immobili e territori capaci di intercettarla”. 

economia

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Septa Pharmaceuticals Inc. Acquires CeeNU® (Lomustine) from Bristol Myers Squibb, Canada – di Redazione Ciaoup

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Mississauga, ON, July 15, 2026 /PRNewswire/ — Septa Pharmaceuticals Inc., a rapidly growing leader in the Canadian healthcare sector, is proud to announce the successful acquisition of CeeNU®
(Lomustine) from Bristol Myers Squibb, Canada as of June 29th, 2026. This strategic acquisition marks a significant milestone in Septa’s ongoing expansion and underscores its unwavering dedication to strengthening its specialty oncology pharmaceutical portfolio. CeeNU®
(Lomustine) is an established and highly valued alkylating agent utilized primarily in the treatment of specific types of brain tumors and Hodgkin’s lymphoma. By integrating this essential chemotherapy medication into its product lineup, Septa is reinforcing its footprint in the critical care and oncology space. 

CeeNU®
(Lomustine) represents an important therapeutic option for many individuals battling severe health conditions. Consequently, Septa is deeply committed to ensuring continuous, uninterrupted patient access to this vital medication across Canada. Recognizing the critical need for a robust and stable supply of essential medicines in today’s complex healthcare landscape, Septa is fiercely prioritizing the long-term availability of CeeNU®
(Lomustine). 

“As we integrate CeeNU®
(Lomustine) into our growing portfolio, our primary focus remains firmly on the patients and the medical professionals who treat them,” said Devinder K., President & CEO of Septa Pharmaceuticals Inc. “We are working collaboratively and closely with all relevant stakeholders, including regulatory bodies and supply chain partners, to ensure a seamless transition. This acquisition is a profound testament to our core mission of providing high-quality, reliable pharmaceutical products that tangibly improve health outcomes both across the country and globally.” 

As Septa rapidly broadens its diverse product portfolio and expands geographic territories, the company is actively seeking new strategic partnerships and licensing opportunities. We welcome collaborations with pharmaceutical companies to out/in-license, launch and commercialize such high-impact therapies globally. Together, we can drive mutual growth and ensure vital medicines reach global markets. 

About Septa Pharmaceuticals Inc. 

Headquartered in Ontario, Canada, Septa Pharmaceuticals Inc. is a forward-thinking pharmaceutical company dedicated to the development, acquisition, and commercialization of specialized pharmaceuticals globally. With a patient-first philosophy, Septa consistently strives to bridge gaps in the healthcare market by securing and stabilizing the supply of critical medicines. Through strategic partnerships and targeted acquisitions, Septa continues to build a robust product pipeline and managed access programs designed to meet the evolving needs of the global medical community. 

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Iran, a Teheran nuovo murale con Trump in una bara e minacce di morte – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Un nuovo murale raffigurante il presidente americano, Donald Trump, all’interno di una bara avvolta nella bandiera degli Stati Uniti, accompagnato dalla scritta “uccidiamo Trump”, è stato svelato in Piazza Enghelab, nel centro di Teheran. Le immagini sono state diffuse dai media iraniani, mentre prosegue l’escalation militare tra Iran e Stati Uniti e si moltiplicano gli appelli dell’ala più radicale del regime iraniano a vendicare l’uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei. 

Altri murales dai toni fortemente anti-americani e anti-israeliani sono comparsi anche in Piazza Palestina, uno dei luoghi simbolo della propaganda della Repubblica islamica. L’opera più imponente, che ricopre l’intera facciata di un edificio, raffigura la Casa Bianca avvolta dalle fiamme. In primo piano compaiono bare coperte dalla bandiera americana con le immagini di Trump e di altri esponenti dell’amministrazione statunitense, accompagnate dallo slogan: ‘Sangue per sangue, occhio per occhio’. 

Altri murales riportano slogan come ‘Fino alla vetta senza fermarsi’ e ‘Una persona come me non presterà mai giuramento di fedeltà a uno come lui’, frasi attribuita all’Imam Hussein, figura centrale dell’Islam sciita. 

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