In Italia oltre 600 annegamenti in 2 anni: ecco identikit vittime, luoghi a rischio e regole per bagni sicuri – di Redazione Ciaoup

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In Italia sono stati oltre 600 i casi di annegamento nel biennio 2024-2025, in prevalenza di maschi e quasi equamente divisi tra mare, soprattutto nelle spiagge libere, e acque interne. A scattare la fotografia è la relazione annuale dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione, istituito dal ministero della Salute nell’ottobre del 2019. Alla stesura del report hanno partecipato ministero, Istituto superiore di sanità (Iss), Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Corpo delle Capitanerie di Porto, Gruppo nazionale per la ricerca sull’ambiente costiero (Gnrac), Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Società nazionale di salvamento e ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il rapporto è stato presentato oggi a Roma durante un convegno nella sede dell’Iss. 

Nei 2 anni considerati – riporta l’istituto – sono 604 gli annegamenti fatali censiti da una raccolta sistematica delle notizie di cronaca realizzata tramite tecniche di web scraping dall’Iss. Il fenomeno è nettamente maschile: nei casi per i quali è specificato il genere, i maschi sono la maggioranza con 482 casi, pari all’80,7%. Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con oltre 65 anni, circa il 23% bambini e giovani fino a 24 anni, mentre per il 3% di casi non è stato possibile risalire all’età dei soggetti annegati. 

Le cause i luoghi dell’annegamento. Complessivamente il “malore in acqua” rappresenta la causa principale (44,9%), seguito dalle “cadute in acqua”, dalle “condizioni meteo avverse/mare mosso” e dal “ritorno a riva impedito da un ostacolo/correnti di ritorno”. In circa il 6% dei casi è stato possibile rilevare che, nonostante fosse presente la segnalazione di pericolo con la bandiera rossa, tale indicazione era stata disattesa. La maggior parte degli annegamenti avviene in mare (281) e nelle acque interne (277), che insieme rappresentano il 93% dei casi. Un numero inferiore (37 annegamenti), ma importante se si considera che coinvolge principalmente i bambini e gli adolescenti, avviene nelle piscine. In termini assoluti, i dati indicano che, nel biennio 2024-2025, le regioni con il maggior numero di annegamenti sono la Lombardia (90 casi, 14,9%); il Veneto (73, 12,1%); la Toscana (52, 8,6%); il Lazio (51, 8,4%); Puglia, Sardegna e Sicilia (41, 6,8%) e l’Emilia Romagna (37, 6,1%). 

Gli incidenti si possono prevenire seguendo alcune semplici regole, spiega l’Iss che ne elenca 13 rivolte a tutti o declinate su misura per genitori, giovani e anziani. Un vademecum per vacanze serene e bagni sicuri. 

Le raccomandazioni a genitori/accompagnatori: 1) Al mare o in prossimità di un qualsiasi corpo idrico non lasciate mai i bambini senza il vostro costante controllo neanche per una telefonata, un caffè, una breve chiacchierata. Sapevate che in Italia muoiono in media 16 bambini (0-14 anni) ogni anno a causa di queste distrazioni? Nominate un sorvegliante dell’acqua, una persona che abbia come unico compito quello di guardare chi è in acqua senza distrazioni; 2) Se avete una piscina domestica o condominiale, fatela recintare in modo che i bambini non possano accedere senza essere accompagnati (nei Paesi dove lo fanno la mortalità dei bambini è stata praticamente azzerata); 3) Fate in modo che i bambini imparino presto a nuotare e acquisire acquaticità, cioè mantenersi a galla, respirare, orientarsi e gestire la fatica. 

I consigli a ragazzi/adulti: 4) Non fate il bagno quando è issata la bandiera rossa, comunque se il mare è mosso (nelle spiagge libere non viene quasi mai organizzato un sistema di segnalazione di condizioni di pericolo). Fare il bagno con il mare mosso mette a repentaglio la vita vostra e degli eventuali soccorritori. Sapevate che l’80% degli annegamenti riguarda i maschi? In media ogni anno muoiono 106 maschi e 17 femmine di età compresa tra 15 e 60 anni. Questi annegamenti sono spesso associati a comportamenti spavaldi e sottovalutazione del pericolo. Ci sono modi più sani per dimostrare abilità e coraggio; 5) Non assumete alcol e sostanze stupefacenti perché alterano equilibrio, riflessi e giudizio, aumentando enormemente il rischio; 6) Se vi trovate in difficoltà in mare perché spinti al largo da una corrente di ritorno (può accadere con il mare mosso in una spiaggia naturale, ma anche a ridosso di strutture artificiali come moli e frangiflutti), nuotate lateralmente per uscirne, mai contro e segnalate la vostra presenza; 7) Non vi tuffate mai senza prima conoscere il fondale del corpo idrico (profondità o presenza di sporgenze). Comunque, fate i primi tuffi di piedi, mai di testa (sono tanti gli incidenti gravi dovuti ai tuffi che vanno da esiti fatali a danni non recuperabili alla colonna vertebrale). 

Un monito particolare agli anziani: 8) L’età purtroppo conta. E’ necessario limitare le prestazioni faticose, evitare di immergersi in acqua in condizioni di mare sfavorevoli e consultare comunque il proprio medico per consigli sui comportamenti da adottare in caso di patologie (il numero di incidenti per malore sopra i 60 anni è elevato, circa 120 persone l’anno). 

Infine, i comandamenti che tutti dovrebbero seguire: 9) Non fare mai il bagno da soli, avere qualcuno vicino significa poter ricevere aiuto immediato o essere visti in caso di difficoltà; 10) Se frequentate ambienti fluviali prestate attenzione alle basse temperature delle acque (possono causare shock termico), alle correnti particolarmente forti del corso d’acqua, ai materiali presenti, alle sponde scoscese e instabili (circa 70 persone l’anno annegano nei fiumi); 11) Leggete sempre attentamente le informazioni riportate nella cartellonistica riguardanti gli eventuali pericoli presenti, l’organizzazione e gli orari della sorveglianza, i numeri di telefono per il soccorso. Se non è presente la cartellonistica, informatevi comunque sui possibili pericoli presenti nel corpo idrico che frequentate; 12) Fare il bagno vicino agli assistenti bagnanti riduce significativamente il rischio di annegamento. I bagnini riconoscono i pericoli e intervengono rapidamente; 13) Se frequentate le spiagge libere preferite i luoghi dove gli enti gestori (Comuni, autorità portuali o Regioni) si prendono cura della gestione della loro sicurezza. Nelle spiagge in concessione prestate attenzione alla qualità della gestione della sicurezza. 

cronaca

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Formula 1, Gasly torna sul podio: nuovo ordine d’arrivo Gp Montecarlo e classifica Mondiale – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Cambia l’ordine d’arrivo del Gran Premio di Montecarlo e la classifica del Mondiale di Formula 1. Oggi, venerdì 12 giugno, la Fia ha cancellato le due penalità da cinque secondi inflitte all’Alpine di Pierre Gasly durante la gara, punito per eccesso di velocità in pit-lane dopo il ricorso della scuderia francese. Il pilota, che aveva chiuso al terzo posto, era stato quindi ‘retrocesso’ al settimo, ma a quasi una settimana di distanza ha riconquistato quindi il podio, ‘retrocedendo’ così la Red Bull di Isack Hadjar al quarto post. Ecco il nuovo ordine d’arrivo e classifica Piloti. 

 

1 Kimi Antonelli (Mercedes) 

2 Lewis Hamilton (Ferrari) 

3 Pierre Gasly (Alpine) 

4 Isack Hadjar (Red Bull) 

5 Oscar Piastri (McLaren) 

6 Liam Lawson (Racing Bulls) 

7 Arvid Lindblad (Racing Bulls) 

8 Alex Albon (Williams) 

9 Esteban Ocon (Haas) 

10 Fernando Alonso (Aston Martin) 

11 Gabriel Bortoleto (Audi) 

12 George Russell (Mercedes) 

13 Nico Hulkenberg (Audi) 

14 Franco Colapinto (Alpine) 

15 Sergio Perez (Cadillac) 

 

1 Kimi Antonelli: 156 punti 

2 Lewis Hamilton: 90 

3 George Russell: 88 

4 Charles Leclerc: 75 

5 Oscar Piastri: 58 

6 Lando Norris: 58 

7 Max Verstappen: 43 

8 Pierre Gasly: 35 

9 Isack Hadjar: 26 

10 Liam Lawson: 24 

11 Oliver Bearman: 18 

12 Franco Colapinto: 15 

13 Arvid Lindblad: 11 

14 Carlos Sainz: 6 

15 Alex Albon: 5 

16 Esteban Ocon: 3 

17 Gabriel Bortoleto: 2 

18 Fernando Alonso: 1 

 

1 Mercedes: 244 punti 

2 Ferrari: 165 

3 McLaren: 116 

4 Red Bull: 69 

5 Alpine: 50 

6 Racing Bulls: 35 

7 Haas: 21 

8 Williams: 11 

9 Audi: 2 

10 Aston Martin: 1 

11 Cadillac: 0 

 

sport

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EasyJet, sciopero nazionale domani 13 giugno: quali sono i voli a rischio – di Redazione Ciaoup

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Sciopero nazionale di trasporto aereo domani, sabato 13 giugno, per 18 ore. In particolare coinvolgerà Easyjet, quando dalle ore 6.00 alle 24 si fermeranno piloti e assistenti di volo (la protesta è stata proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta e Anpac) e il personale navigante (Usb Lavoro Privato). Al centro della protesta dei lavoratori, il rinnovo del contratto. 

“È la quarta volta che scendiamo in sciopero”, fa sapere Uiltrasporti ricordando le quattro procedure di raffreddamento “bruciate” e i tre scioperi già fatti: il 31 gennaio, il 26 febbraio e l’11 maggio, nonostante i quali resta lo stallo sul rinnovo contrattuale. Il sindacato denuncia “relazioni industriali al collasso” e “problematiche operative che scaricate solo su di noi. Basta. Il 13 giugno dalle 06 alle 24 fermiamo tutto. Diciotto ore per far capire che la nostra dignità non è in vendita. Non è uno sciopero contro i passeggeri. È uno sciopero per il nostro lavoro, per il nostro contratto, per il nostro futuro”. 

Nella stessa giornata, lo scalo di Verona sarà coinvolto dallo sciopero del personale Enav, sempre dalle ore 6 alle 24, proclamato Fast Confsal Av Unica, Uiltrasporti, mentre a Linate si fermerà il personale di Sky Services (Usb Lavoro Privato) per quattro ore, dalle 12 alle 16. L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) ricorda che sono garantiti sia le fasce di garanzia, dalle ore 7 alle 10 e dalle ore 18 alle 21, sia i voli di collegamento con le isole con unica frequenza giornaliera Malpensa-Lampedusa, Napoli- Palermo e Napoli-Olbia. 

economia

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Acqua, protocollo Anci-Aubac per Comuni dell’Appenino centrale – di Redazione Ciaoup

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Presentato oggi, in Campidoglio, il protocollo d’intesa tra l’Anci e l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Aubac) nell’ambito del consiglio tematico ‘Comuni italiani-Pianeta Acqua’, promosso dalla Conferenza nazionale dei presidenti dei consigli comunali Anci. L’iniziativa, svoltasi a quindici anni dal referendum sull’acqua pubblica, ha riaffermato il valore dell’acqua come bene primario essenziale e il ruolo centrale dei Comuni nella tutela della risorsa idrica, nella prevenzione del rischio idrogeologico e nella costruzione di comunità più resilienti di fronte agli effetti del cambiamento climatico. Il protocollo, sottoscritto dal presidente Anci Gaetano Manfredi e dal segretario generale dell’Aubac Marco Casini, avvia una collaborazione tecnico-istituzionale stabile a supporto dei 901 Comuni del distretto idrografico dell’Appennino centrale, che comprende territori ricadenti nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Toscana e Umbria. 

L’accordo ha l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa e tecnica degli enti locali nella corretta applicazione degli strumenti di pianificazione di bacino, con particolare riferimento ai Piani di assetto idrogeologico, al Piano di gestione del rischio alluvioni e al Piano di gestione delle acque. Prevede inoltre attività congiunte per migliorare l’interfaccia tra Comuni e Autorità di bacino, standardizzare procedure e documentazione, promuovere l’accesso a dati territoriali aggiornati e favorire l’utilizzo del Digital Twin di distretto e degli strumenti digitali Aubac a supporto delle decisioni pubbliche. Particolare attenzione sarà dedicata alla prevenzione del rischio idraulico e geomorfologico, alla coerenza tra pianificazione urbanistica comunale e pianificazione di bacino, alla programmazione degli interventi di mitigazione del rischio, alla gestione delle emergenze e all’interoperabilità dei dati, in coerenza con gli standard nazionali ed europei in materia di informazione territoriale e amministrazione digitale. 

“Con questo protocollo – ha dichiarato Casini – intendiamo mettere a disposizione dei Comuni un quadro di collaborazione concreto, operativo e continuativo. La gestione dell’acqua, del suolo e del rischio idrogeologico richiede oggi una forte integrazione tra pianificazione di bacino, governo del territorio, conoscenza digitale e capacità amministrativa locale. I Comuni sono il primo presidio del territorio: sostenerli con strumenti, dati, procedure e formazione significa rendere più efficace la prevenzione e più sicure le comunità”. L’accordo si inserisce nel percorso avviato da Anci sul tema ‘Pianeta Acqua’, volto a promuovere una nuova cultura pubblica della risorsa idrica e a trasformare i Comuni in vere e proprie ‘Blue Communities’, capaci di integrare tutela dell’acqua, adattamento climatico, sostenibilità, sicurezza territoriale e innovazione. 

“La collaborazione con l’Autorità di bacino dell’Appennino Centrale rappresenta un passo strategico fondamentale per i nostri territori – ha aggiungo il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – La gestione delle risorse idriche e la mitigazione del rischio idrogeologico sono urgenze che i sindaci affrontano ogni giorno in prima linea. Come Anci, il nostro obiettivo è non lasciare mai soli i Comuni, specialmente quelli medio-piccoli, sostenendoli nella loro capacità tecnica e amministrativa. Questo protocollo semplifica le procedure e accelera i tempi grazie alla transizione digitale e a strumenti interoperabili. Mettere l’innovazione a disposizione dei tecnici comunali significa garantire decisioni più rapide e basate su dati scientifici, coniugando lo sviluppo economico con la sicurezza e la sostenibilità ambientale”.  

economia

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Morto David Hockney, il maestro dell’arte contemporanea aveva 88 anni – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – È morto all’età di 88 anni David Hockney, artista britannico e una delle figure più influenti e importanti dell’arte contemporanea. La notizia della sua morte è stata annunciata dalla sua agente, Erica Bolton, che ha dichiarato che Hockney è deceduto serenamente a casa sua a Londra giovedì 11 giugno, un mese prima del suo 89esimo compleanno. 

Hockney era noto per le sue opere d’arte che catturavano il mondo con colori brillanti e vivaci, dalle scene della California degli anni ’60 ai paesaggi bucolici della sua natale Yorkshire. La sua arte spaziava dalla pittura alla fotografia, dalla stampa al design di scenografie teatrali. 

Nato nel 1937 a Bradford, nel nord dell’Inghilterra, Hockney crebbe in una famiglia di classe operaia e si dichiarò gay fin da giovane, un fatto piuttosto raro per l’epoca. Studiò arte a Bradford e poi al Royal College of Art di Londra, dove si laureò con una medaglia d’oro. 

La sua carriera artistica decollò negli anni ’60, quando si trasferì in California e iniziò a dipingere scene di vita quotidiana con colori vivaci e brillanti. Tra le sue opere più famose c’è ‘A Bigger Splash’. 

Hockney era noto anche per la sua personalità estroversa e il suo senso dell’umorismo. E’ stato un artista molto prolifico e ha continuato a lavorare fino alla fine della sua vita. Nel 2018, la sua opera ‘Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)’ è stata venduta all’asta per 90,3 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record per un artista vivente. 

Negli ultimi anni della sua vita, Hockney si era ritirato nella campagna francese, dove ha continuato a dipingere paesaggi con colori vivaci e luminosi. Nonostante la sua fragilità fisica e la necessità di utilizzare una sedia a rotelle, è rimasto attivo nel mondo dell’arte fino alla fine della sua vita. 

La morte di Hockney segna la fine di un’era nell’arte contemporanea. 

cultura

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Ascolti tv, 10 giugno: ‘Super Karaoke’ su Canale 5 vince con 19,6% – di Redazione Ciaoup

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Lo show musicale condotto da Michelle Hunziker, ‘Super Karaoke’, in onda ieri su Canale 5, vince la sfida del prime time con 2.094.000 spettatori e il 19,6% di share. Su Rai1 la la docufiction ‘Dino Zoff – Volevo solo fare bene il mio lavoro’ ha incollato allo schero 1.551.000 spettatori e il 10,6% di share mentre l’appuntamento fisso con ‘Chi l’ha visto?’ su Rai3 ha registrato 1.267.000 spettatori e il 9,3% di share.  

Fuori dal podio troviamo ‘Lezioni di Mafie’ su La7 con 679.000 spettatori (4, 6% share) mentre Rai2 con ‘La Sottile Linea della Vendetta’ ha interessato 662.000 spettatori (4,4% share). Seguono: Italia 1 con ‘L’assassino’ (572.000 spettatori, 4,4% share); Rete 4 con ‘Realpolitik’ (521.000 spettatori, 4,7% share); Nove con ‘Femmine contro maschi’ (474.000 spettatori, 3,3% share) e Tv8 con ‘Quattro Matrimoni’ (418.000 spettatori, 3,2% share).  

In access prime time la sfida è stata vinta da ‘La Ruota della Fortuna’ che ha realizzato 4.427.000 spettatori (24,7%) mentre ‘Affari Tuoi’ su Rai1 è arrivato a 4.139.000 spettatori (23% share). 

spettacoli

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Progetto Rete per orientamento e formazione, Abodi ‘quasi 100mila giovani coinvolti’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – I giovani e il lavoro al centro del progetto ‘Rete’ che vede coinvolti quasi 98mila giovani e oltre 7.500 iniziative realizzate in tutta Italia. I numeri del progetto sono stati presentati a Roma nel corso dell’evento nazionale “Rete Futuro”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale in collaborazione con Invitalia per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo dell’iniziativa. Il progetto Rete ha l’obiettivo di costruire un ponte tra i giovani e il mondo delle imprese, per accompagnare e orientare i ragazzi verso opportunità lavorative, anche in forma di autoimpiego, riducendo il mismatch fra scuola, università e sistema produttivo. Il cuore del progetto Rete sono gli Hub sul territorio: al momento sono 6 quelli attivi a Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo, con l’obiettivo di raggiungere 15 Hub entro il prossimo anno e, successivamente, almeno un Hub in ogni Regione. 

Alla giornata hanno partecipato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Capo Dipartimento Giuseppe Pierro, Danila Sansone, Responsabile Sviluppo Imprese di Invitalia, insieme a rappresentanti degli Hub territoriali, università, Camere di Commercio, imprese, partner e giovani beneficiari. “In due anni e mezzo abbiamo dato corpo ad una idea che abbiamo trovato, abbiamo noi avuto il merito di avere dato la vita a questo progetto. Ho cambiato un po’ il nome ‘rete’ che ha tanti significati positivi. Cercheremo di anticipare la fine della gioventù che arriva un po’ troppo avanti e cercheremo di sviluppare una legge quadro”, ha spiegato il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi durante l’incontro.  

Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati aggiornati al 15 maggio 2026, che confermano la crescita del progetto Rete e la capacità degli Hub di rispondere ai bisogni dei territori. Le iniziative complessive sono 7.548: 4.287 incontri di orientamento, 2.280 attività di formazione e 981 iniziative di animazione. Gli utenti coinvolti sono 97.990, tra cui 79.151 studenti, 14.108 disoccupati, Neet o giovani in cerca di occupazione e 3.682 imprese e aspiranti imprenditori. Sul fronte stage, 285 giovani hanno concluso il percorso al 31 marzo 2026: 123 sono stati inseriti nelle imprese ospitanti e 53 hanno trovato lavoro in altre aziende. Grazie a call, hackathon e laboratori, i ragazzi hanno presentato ben 673 progetti imprenditoriali, muovendo più di 3500 giovani e generando 312 domande di agevolazione per nuove attività con un impatto diretto sul lavoro con un’occupazione stimata in oltre 530 posti di lavoro creati, tra titolari, soci di start-up e dipendenti. 

 

“Diversi gli Hub già aperti e altri che apriranno. Lo dobbiamo a tutti quelli che hanno avuto questa opportunità che sono la testimonianza viva dello spirito. Numeri che iniziano ad essere significativi, ci apprestiamo a raggiungere i 100mila ragazzi. Dobbiamo prendere atto delle difficoltà, delle inquietudini ma siete una prospettiva di speranza. La nostra responsabilità è non solo di offrire opportunità ma comunicare le vostre prospettive. Le Istituzioni non sono una controparte, anche se c’è ancora una distanza da colmare”, ha aggiunto Abodi che ha sottolineato come sia “l’espressione del lavoro di tanti, l’approccio del presente e del futuro deve essere frutto della pianificazione, è importante anche per i giovani la pazienza”.  

Gli hub operativi che hanno generato questi numeri sono: Nuoro agrifood; Verona cultura e impresa creativa; Salerno agrifood; Novara – meccatronica, chimica verde e moda; Brindisi turismo, economia del mare e nuove tecnologie; Palermo startup innovative. Al 15 maggio 2026, i 312 giovani aspiranti imprenditori hanno completato il percorso presentando una domanda di finanziamento sulle misure gestite da Invitalia. Tra le principali: Resto al Sud (69 domande); Resto al Sud 2.0 (47); Borghi – Linea C (72); TOCC Digitale (44); TOCC Ecologica (10); Autoimpiego Centro-Nord (28); ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (23). A queste si aggiungono Vita & Opportunità, Cultura Crea, Smart&Start Italia e Italia Economia Sociale. 

 

“Investire sui giovani significa investire sulla capacità del Paese di innovare, crescere e competere nello scenario globale -ha sottolineato Bernardo Mattarella, Amministratore delegato di Invitalia-. Con il progetto Rete contribuiamo a costruire un ecosistema che abilita talento, riduce le distanze e genera valore. I risultati raggiunti, in termini di partecipazione, acquisizione di competenze e nuove iniziative imprenditoriali, confermano la validità di un modello che integra orientamento, formazione e accompagnamento, mettendo al centro le persone e il loro potenziale. È un’ulteriore dimostrazione di come una politica pubblica efficace possa tradursi in opportunità reali per i giovani e per lo sviluppo dei territori. L’impegno di Invitalia è continuare a rafforzare questo approccio, collaborando con il Dipartimento per le Politiche Giovanili, le istituzioni e i territori per rendere gli strumenti di sostegno sempre più accessibili e affiancare i giovani nel percorso di realizzazione della loro idea imprenditoriale”. 

Le testimonianze dei giovani hanno rappresentato uno dei momenti centrali dell’evento, evidenziando il ruolo degli Hub come leva di attivazione. A Verona, Giacomo Bertolazzi ha raccontato la nascita della sua startup grazie all’accompagnamento dell’Hub e alla misura Autoimpiego Centro-Nord. Da Brindisi, Desirée Ruggiero, studentessa e campionessa di JuJitsu, ha evidenziato il valore dell’orientamento nel rafforzare consapevolezza e capacità di scelta. A Salerno, Giammarco Labraca ha condiviso il percorso che, a partire da una prima domanda non accolta, ha portato alla realizzazione di un centro sportivo, contribuendo anche alla rigenerazione di un’area urbana.  

Particolarmente significativa la testimonianza degli studenti del Liceo Danilo Dolci di Palermo (Brancaccio), che hanno presentato progetti concreti per la scuola e la comunità: una caffetteria sociale, uno spazio teatrale, eventi musicali e attività sportive. Le storie hanno evidenziato l’impatto degli Hub in termini di orientamento, competenze, fiducia, impresa e lavoro. (di Emanuele Rizzi) 

cronaca

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Lazio, tifosi ‘bocciano’ lettera di Lotito: “Ormai è tardi” – di Redazione Ciaoup

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I gruppi del fifo organizzato della Lazio hanno risposto alla lettera aperta pubblicata dal presidente biancoceleste Claudio Lotito, dopo anche il comunicato di smentita della Lazio in merito alle voci di una cessione della società. I tifosi tramite le pagine ufficiali affermano: “Ormai è tardi! Leggiamo con stupore la lettera inviata dal sig. Lotito al Messaggero, una lettera che non aggiunge nulla a questi 22 anni di gestione fallimentare della nostra amata Lazio. Potremmo commentare punto per punto e smontare, per l’ennesima volta, quello che c’è scritto ma evitiamo di farlo perché tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo messo nero su bianco nel nostro precedente comunicato a cui, anche in questa lettera, non c’è stata risposta. Su una cosa però vogliamo rispondere”, spiegano i tifosi. 

“È una lettera inviata volutamente ai Lazio Club, lo si specifica più volte, e questo dà la misura di come il sig. Lotito non conosca la tifoseria della Lazio. Il sig. Lotito non sa che dei ‘gruppi del tifo organizzato’ fanno parte anche diversi Lazio Club, i più rappresentativi ed attivi, questo non può saperlo semplicemente perché non conosce questo mondo e mai ha avuto interesse nel conoscerlo. L’intento di questa lettera è quello di dividere un popolo tra buoni e cattivi, cercando di accaparrarsi una parte a discapito dell’altra, anche in questo caso non ci riuscirà, ci trova nuovamente compatti, uniti in un unico fronte che è stufo di questa situazione”, proseguono i tifosi che vogliono chiarire che: “la proposta di riconoscimento dei ‘Lazio Club’, è nostra ed è stata fatta 2 anni fa, la presentammo con uno scopo ben preciso e cioè quello di eliminare la barriera tra squadra e tifosi costruita da questa gestione, riportare i giocatori alle cene con i tifosi, far vivere ai nostri figli quelle serate con i loro idoli che il sig. Lotito ha completamente cancellato da quando è diventato presidente della SS Lazio, ebbene quella nostra proposta fu bocciata dalla società, chi ha scritto questa lettera lo sa e ci stupiamo che abbia tirato fuori questo argomento quando è già stato discusso ed ha avuto una chiusura totale da parte della SS Lazio”. 

“Si parla ancora di Academy, media company, Nasdaq, di uno stadio che verrà, di sostenibilità dei conti e di tanta fuffa ancora, ma anche questa volta nulla di concreto”, continuano ancora sui social. “Bene sig. Lotito, i gruppi del tifo organizza della sua lettera non se ne fanno nulla! Riteniamo che oltre ad essere tardiva non risponde minimante alle richieste di un popolo che è stanco della sua gestione e, soprattutto, ci sembra un ulteriore specchietto per le allodole messo nero su bianco da chi non conosce la determinazione e la forza di volontà del popolo Laziale. Ribadiamo con fermezza quanto già detto nel nostro precedente comunicato a cui ognuno è libero di aderire o non aderire: Non ci abboneremo e non presenzieremo alle gare casalinghe sia di campionato che di coppa Italia; Saremo presenti in tutte le trasferte; Saremo presenti ai derby sia in casa che in trasferta; Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio; Boicotteremo tutte le attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siamo sponsor o partner vari; Non daremo il nostro voto a Forza Italia ed ai candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio. Se i laziali sono uniti non saranno mai sconfitti! Avanti Lazio, avanti laziali!”, concludono i gruppi del tifo organizzato biancoceleste. 

sport

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Ponte Messina, Miele si dimette da presidente Collegio revisori Conti Csm – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, indagato per corruzione nell’inchiesta della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di presidente del Collegio dei revisori dei Conti del Csm. Incarico che svolgeva prima a titolo gratuito e poi, dallo scorso marzo, retribuito con un compenso lordo di 27mila euro l’anno. 

“Massima fiducia nell’attività della magistratura. Con il tempo si chiarirà la totale estraneità del mio assisto alle contestazioni”, ha affermato nei giorni scorsi l’avvocato Pier Paolo Dell’Anno, difensore di Miele. 

politica

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Entra in funzione il parco fotovoltaico di Engie e Heineken Italia ad Assemini – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Oltre 15.000 pannelli fotovoltaici, una capacità installata di 8,6 MW, per un’estensione di 137.000 metri quadrati, produrranno circa 15 GWh ogni anno coprendo l’intero fabbisogno elettrico dello storico birrificio Ichnusa di Assemini. Sono i numeri del parco fotovoltaico realizzato da Engie Italia per Heineken Italia appena entrato in funzione. Una soluzione, realizzata all’interno del sito produttivo, particolarmente rilevante per un impianto come quello del birrificio, che può così contare su una fonte stabile, competitiva e a basse emissioni.  

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Engie Italia e Heineken Italia, che hanno sottoscritto un Power Purchase Agreement (Ppa) della durata di 15 anni, confermando un modello di partnership sempre più diffuso per accompagnare le imprese nel percorso di transizione energetica. Meccanismi di stabilizzazione dei prezzi nel lungo termine, come i Ppa, consentono di proteggere produttori e industrie dalla volatilità dei prezzi del gas, fissando condizioni economiche stabili nel medio e lungo periodo. L’impianto si inserisce nel percorso di evoluzione e miglioramento del birrificio Ichnusa, già oggetto di un importante piano di investimenti avviato nel 2021.Nel panorama italiano, impianti fotovoltaici di grandi dimensioni, superiori a 1 MW, direttamente al servizio di siti industriali sono ancora poco diffusi. Per questo il progetto di Assemini si distingue come uno dei principali esempi di produzione rinnovabile on-site collegata direttamente a un impianto produttivo, dove l’integrazione tra produzione e consumo rappresenta una leva concreta per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica.  

“La partnership con Heineken Italia rappresenta un esempio concreto di come accompagniamo i nostri clienti industriali nella transizione energetica, offrendo soluzioni che uniscono sostenibilità e competitività”, ha commentato Monica Iacono, ceo Engie Italia. “Grazie a strumenti come i Ppa e a soluzioni on-site, siamo in grado di garantire alle aziende stabilità dei prezzi nel lungo periodo, con risparmi complessivi tra il 20% e il 25%. In Engie – ha continuato Iacono – stiamo sviluppando iniziative come questa in tutta Italia, con l’obiettivo di raggiungere 200 Mw di capacità installata entro il 2030. È questo il valore di progetti come quello di Assemini: accelerare la decarbonizzazione, rafforzare la resilienza energetica delle imprese e, allo stesso tempo, puntare sull’efficienza energetica per ridurre i costi operativi e massimizzare l’utilizzo delle risorse”. 

Nell’ottica di rafforzare ulteriormente l’efficienza del sistema energetico del sito di Assemini, Engie Italia e Heineken Italia stanno valutando l’introduzione di soluzioni di accumulo tramite batterie, che permetteranno di immagazzinare l’energia rinnovabile prodotta durante il giorno e renderla disponibile anche nei momenti di minore generazione. Lo sviluppo dello storage consentirà di rendere ancora più efficace l’integrazione tra produzione rinnovabile e consumi industriali. “Nel birrificio Ichnusa di Assemini abbiamo inaugurato, insieme a Engie, uno dei più grandi impianti fotovoltaici realizzati in Italia all’interno di un sito produttivo: un progetto che ci permette di produrre energia pulita localmente, coprendo il 100% del nostro fabbisogno diurno – ha aggiunto Alexander Koch, amministratore delegato di Heineken Italia – È un passo importante nel percorso di crescita sostenibile della nostra azienda e un punto di riferimento tra i progetti fotovoltaici del Gruppo Heineken in Europa. Il sole della Sardegna accompagna da sempre i momenti in cui si beve una Ichnusa. E da oggi, questo sole accompagna anche il modo in cui la produciamo”. 

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