Svizzera al voto per due referendum, verso bocciatura proposta limite popolazione – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Si sono chiuse alle 12 le urne in Svizzera dove i cittadini hanno votato per due referendum molto attesi su immigrazione e servizio militare. Il voto principale riguarda l’iniziativa anti-immigrazione ‘No a una Svizzera con 10 milioni!’, promossa dal Partito popolare svizzero (Svp), che propone di fissare un tetto alla popolazione a 10 milioni entro il 2050.  

Secondo le prime proiezioni dell’istituto gfs.bern, diffuse pochi minuti dopo la chiusura dei seggi, gli elettori avrebbero respinto la proposta anti-immigrazione. L’esito è apparso incerto fin dall’inizio: secondo gli ultimi sondaggi il “no” sembrava leggermente in vantaggio, anche se il “sì” appariva in crescita. 

Sempre in base alle proiezioni, sarebbe invece destinata all’approvazione la seconda misura sottoposta a referendum, che limita l’accesso al servizio civile sostitutivo per chi si oppone alla leva militare. 

La proposta anti-immagrazione prevede misure restrittive su asilo, ricongiungimenti familiari e permessi di soggiorno, ed è sostenuta dalla destra ma osteggiata da governo, Parlamento e mondo economico. L’Svp denuncia gli effetti della “immigrazione di massa”, mentre i critici avvertono del rischio di “caos” e di possibili ripercussioni sui rapporti con l’Unione europea, principale partner commerciale del Paese, evocando anche uno scenario di “Swiss Brexit”. 

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Starmer: “Intercettata nella Manica una petroliera della flotta ombra russa” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Le forze armate britanniche hanno intercettato nella notte nella Manica una petroliera della cosiddetta “flotta ombra” russa. Lo ha annunciato il premier britannico Keir Starmer, spiegando che l’operazione, durata circa sei ore, ha coinvolto commandos dei Royal Marines, agenti specializzati della National Crime Agency e mezzi della Royal Air Force. La nave, la Smyrtos, è stata fermata e resterà sotto monitoraggio al largo della costa meridionale dell’Inghilterra mentre proseguono le indagini.
 

Secondo Starmer, l’operazione rappresenta “un altro colpo alla Russia” e un messaggio a chi contribuisce a finanziare la guerra in Ucraina del presidente Vladimir Putin. Il ministero della Difesa britannico ha ricordato che Mosca utilizza una rete di oltre 700 petroliere con strutture proprietarie opache per aggirare le sanzioni internazionali sulle esportazioni di petrolio. Londra sostiene che questa flotta trasporti circa il 75% del greggio russo soggetto a restrizioni e ha già sanzionato più di 500 imbarcazioni collegate a tale sistema. 

Dal canto suo l’Ucraina ha elogiato l’operazione, effettuata con il supporto francese, definendola un colpo alla “macchina da guerra” del Cremlino. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha affermato su X che la “flotta fantasma della Russia è uno strumento di guerra” e che ogni nave fermata significa “meno denaro per la macchina da guerra della Russia”. “Tagliare queste fonti di reddito contribuisce a ridurre la capacità della Russia di finanziare attacchi missilistici e con droni contro le città ucraine”, ha aggiunto. 

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Pd, Follini: “Basta tormenti, ai centristi non resta che fare da soli” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Forse il dilemma dei centristi del Pd sta più nelle loro qualità che nei loro difetti. La loro natura infatti è prudente, la loro andatura è circospetta, la loro pazienza ha qualcosa di proverbiale. E così, hanno lasciato passare il tempo, mentre il centrosinistra -o campo largo che dir si voglia- ha preso forma attorno a suggestioni e parole d’ordine che non erano quasi mai le loro. Essendo moderati per natura, sono stati moderatissimi verso quelli che sono diventati i loro padroni di casa. E per quanto si siano ascoltate critiche, moniti, preoccupazioni, sollecitazioni a cambiare rotta, alla fine è sempre prevalsa la buona creanza. La progressiva radicalizzazione del centrosinistra li ha fatti soffrire ma mai fino al punto da prendere un’iniziativa che favorisse un vero e proprio mutamento di scenario. 

Sono mesi e mesi che da quelle parti affiorano mugugni e lamenti per la piega troppo radicale che ha preso il centrosinistra. E con essi annunci di nuovi partiti e nuove sigle affacciate verso il glorioso passato. La nuova Margherita, il ritorno all’Ulivo del tempo che fu, il ‘civismo’ (qualunque cosa voglia dire), le mille altre suggestioni che avrebbero dovuto determinare un cambio di passo, bilanciando e piegando verso il centro le spinte più radicali che nel frattempo avevano saldamente occupato il quartier generale degli eserciti di opposizione. 

Non si vorrebbe essere troppo severi. Ma tutto questo pulviscolo di uomini e sigle, annunci di battaglia e promesse di lealtà, prudenze e malumori non sembra finora aver sortito granché. Il quartier generale ha annotato diligentemente in agenda l’elenco delle obiezioni e quello delle ambizioni. E deve averne tratto la conclusione che con un po’ di pazienza e qualche acrobazia verbale si sarebbe potuta chiudere la disputa senza pagare dazio più di tanto. E infatti il centrosinistra si appresta alla battaglia elettorale senza aver mai costretto il M5S a una -doverosa- conversione sulla politica estera e senza aver trovato modo di dire ai suoi ‘centristi’ che il loro destino non sarà quello di diventare figli di un dio minore. 

Il fatto è che ci si muove ormai sul territorio di una politica radicalizzata -a sinistra come a destra. E se Meloni e Salvini devono fare i conti con l’ultradestra di Vannacci, si può capire che Schlein e Conte non ardano dal desiderio di misurarsi con una formazione di centro pronta a farsi pesare di più facendo loro la predica. Ai nostri giorni sono le ali estreme che danno il tono alla musica politica. Dunque, forse non avrebbe più molto senso lamentarsi per il fatto che i due baricentri delle due coalizioni si siano spostati ancora più in là. Non tanto e non solo per la timidezza di coloro che dovrebbero fermare questa deriva. Ma semmai perché è proprio questa deriva ad incarnare lo spirito del nostro tempo. 

Se è così, però, ai centristi si apre una sola possibilità: quella di fare da soli. E’ una possibilità esile, sconsigliata dai sondaggi e contraddetta dal senso comune. E infatti quasi nessuno scommette su improbabili terzi poli e difficili acrobazie condotte sbandierando le gloriose insegne del moderatismo. La moda del giorno è appunto un’altra, e la politica ha tutto il diritto, e perfino quasi il dovere, di lasciarsi impregnare dai pensieri che vanno per la maggiore. Dunque, sarebbe corretto mostrarsi più comprensivi verso le difficoltà dei ‘centristi’ di oggi e di ieri. A patto però che finisse anche il loro troppo incerto tormento. E che da domani si imboccasse una delle due strade aperte. O quella che conduce verso una obbediente rassegnazione alla forza maggiore. O viceversa quella che conduce verso l’assunzione di un rischio ancora maggiore fuori da ogni recinto protetto.  

Di questi tempi stare in bilico nel bel mezzo di questo contesto politico richiede qualcosa di più di un lamento contro quello che una volta Saragat avrebbe chiamato il ‘destino cinico e baro’”. (di Marco Follini) 

politica

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Ancelotti, ‘duello’ in conferenza stampa dopo il flop del Brasile – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Non parlo dei singoli”. Carlo Ancelotti alza il sopracciglio in conferenza stampa dopo il deludente esordio del suo Brasile ai Mondiali 2026. La selecao non è andata oltre l’1-1 contro Marocco in un match a lungo dominato dalla selezione africana. Il gol di Vinicius ha evitato guai peggiori ai verdeoro. In conferenza stampa, dopo l’esordio grigio, il ct italiano deve fare i conti con la raffica di domande dei cronisti brasiliani e risponde in maniera categorica ad un paio di domande. C’è chi ritiene che Ancelotti abbia tardato ad effettuare le sostituzioni. “Ho fatto due cambi all’intervallo e una sostituzione al 59′. Ha capito? Due cambi al 45esimo e l’altro al 59esimo, non mi pare di aver perso tempo…”, la risposta del ct. 

 

Il celeberrimo sopracciglio di Ancelotti rischia di inarcarsi quando un’altra cronista cita espressamente Endrick: perché il baby attaccante è rimasto in panchina? “Non sono qui per parlare di prestazioni individuali e di giocatori singoli. Parlo della squadra: nel primo tempo non ha giocato bene, nel secondo ha fatto meglio e ha avuto qualche opportunità”, taglia corto. 

 

L’attenzione si sposta sul match contro Haiti, in programma il 20 giugno: “Dobbiamo migliorare”. 

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Mondiali 2026, ‘soccer’ o ‘football’? Trump divide, ma in Italia perchè si chiama ‘calcio’? – di Redazione Ciaoup

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Il Mondiale 2026 negli Stati Uniti, Canada e Messico, sta entrando nel vivo, ma per l’Italia è soltanto uno spettacolo da guardare a distanza. Gli Azzurri sono ancora una volta fuori dal torneo, per la terza consecutiva, mentre sugli spalti e sui media internazionali si discute di squadre, tensioni geopolitiche e perfino di linguaggio: ‘soccer’, come dicono negli Usa, o ‘football’ all’inglese? Eppure, proprio senza gli azzurri in campo, emerge una particolarità tutta italiana che dice molto più di una qualificazione mancata. Perché mentre il resto del mondo si divide su come chiamare questo sport, solo in Italia esiste una parola diversa, naturale, autonoma: ‘calcio’. Ma da dove deriva la parola comunemente in uso nel Bel Paese nel definire questo gioco a 11 con la palla. La parola “Calcio” non è una semplice traduzione, né un adattamento. È una parola che affonda le radici nella lingua latina, da calx, calcis, cioè tallone. Da qui il significato di colpo dato con il piede, il gesto più elementare e universale del gioco.  

È quasi sorprendente pensare che mentre inglesi e americani hanno costruito il nome dello sport attorno a strutture associative (“football”, “association football”, poi “soccer”), l’italiano ha scelto una strada opposta. Ha preso l’azione più semplice -dare un calcio a una palla- e l’ha trasformata nel nome dell’intero sport. Una scelta intuitiva, quasi istintiva. Ed è forse proprio per questo che suona così naturale. Il momento decisivo è il 1907 quando l’ex calciatore del ‘Mediolanum’, poi diventato ‘Milan’, Luigi Bosisio, poi diventato dirigente rossonero, e primo Presidente federale, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, propose in un articolo di sostituire il termine inglese con “calcio”. Non era solo una questione linguistica, ma culturale: affermare un’identità italiana nello sport e liberarsi da un termine straniero e recuperare una tradizione già esistente, visto che “calcio” richiamava il calcio storico fiorentino, giocato fin dal Rinascimento. In quel gesto antico, violento e spettacolare, c’era già una parte della storia italiana. Bosisio ebbe intuizione e tempismo. Da lì in poi, la parola iniziò a diffondersi fino a diventare definitiva. 

Oggi il quadro nel mondo è chiaro, si dice football, mentre negli Stati Uniti si dice soccer. Questo Mondiale rende tutto ancora più evidente, mentre negli Stati Uniti, Donald Trump rilancia la provocazione di chiamare “football” il “soccer” e cambiare il nome alla Nfl, l’America, che ospita il torneo globale, fatica ancora a uniformarsi al linguaggio del resto del pianeta. E così succede qualcosa di curioso: il mondo cerca una parola comune, gli Stati Uniti difendono la loro e l’Italia, anche se fuori dal Mondiale, che resta l’unico Paese con una terza via, forse la più semplice. 

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Auto pirata travolge due ragazzi a Guidonia: muore 23enne, ferito l’amico – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Drammatico incidente nella notte a Guidonia Montecelio in provincia di Roma. Un’auto pirata ha investito due studenti di 23 anni lungo la Sp27/b in via Pantano. Uno dei ragazzi è morto nonostante i tentativi di rianimazione del 118, mentre l’amico è rimasto cosciente e non è in pericolo di vita. Il conducente è fuggito dopo l’impatto.  

 

Da una prima ricostruzione, per cause in corso di accertamento, un’auto ha investito due ragazzi, che camminavano a bordo strada, dopo esser usciti da un locale della zona, per poi proseguire la marcia e dileguarsi. I carabinieri della tenenza di Guidonia hanno effettuato i rilievi e stanno acquisendo testimonianze e video per identificare il responsabile. 

 

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Vannacci: “Italia agli italiani. Centrodestra con noi o con von der Leyen?” – di Redazione Ciaoup

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“Italia agli italiani, Italia agli italiani, non mi vergogno a dirlo. O con noi, con Futuro Nazionale, guardiani della sovranità, o con von der Leyen, Draghi e il globalismo”. E’ l’aut aut che Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, invia al centrodestra dal palco dell’Auditorium della Conciliazione di Roma dove oggi, sabato 13 giugno, va in scena l’assemblea costituente della neonata formazione politica. “Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo”, dice Vannacci aprendo il suo intervento preceduto dall’esecuzione dell’Inno di Mameli. 

“Si parla di patrimoniale negli ultimi giorni, con la sinistra che la vuole imporre, senza rendersi conto che non funziona e che di patrimoniali ne paghiamo già parecchie. Tajani ha detto: ‘Fintanto che ci sono io al governo, non ci sarà’. Bene. In Europa però ha votato a favore per dare altri soldi all’Ue. E io sarei quello che vota con la sinistra e le fa da stampella? Che aiuta Zan e finanzia il Gay Pride, o aiuta Schlein?”, dice l’ex generale. 

“Alla prova dei conti c’è un asse tra il Partito popolare europeo e i socialdemoctratici in Europa” e questo governo “si allinea totalmente a supportare questa Commissione europea e la rinsecchita von der Leyen. E io sarei quello che parteggia per la sinistra? Poi si invoca il voto utile: secondo questo manicheismo o stai con noi o stai con la sinistra… Io rispondo chiaramente: o con noi, con Futuro Nazionale, guardiani della sovranità, o con von der Leyen, Draghi e il globalismo”, afferma. 

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle ultime comunicazioni in Parlamento, ha replicato al ‘vannacciano’ Emanuele Pozzolo con toni perentori: “Non siete la vera destra, siete funzionali alla sinistra…”. “Non ho risposto al presidente del Consiglio perché se avrà una domanda da farmi, me la fa direttamente e avrò il piacere di risponderle. A Meloni risponderò quando mi interpellerà”, dice oggi Vannacci. 

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“Dammi le sigarette o sparo”, studente punta la pistola contro un professore – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Uno studente ha puntato una pistola, poi rivelatasi a pallini, contro il professore dicendo “Dammi le sigarette o sparo”. A dare notizia dell’episodio è la ‘Gazzetta di Modena’ aggiungendo che il fatto è avvenuto a maggio in una classe dell’istituto superiore ‘Galilei’ di Mirandola (Modena) e che il docente è stato avvicinato e preso alle spalle da un gruppetto con uno dei ragazzi che ha tirato fuori l’arma risultata poi a pallini. Secondo il quotidiano c’è massimo riserbo dalla scuola sull’accaduto e sui provvedimenti disciplinari adottati. 

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Sesso in pieno centro a Gazoldo degli Ippoliti, testimoni mandano video a carabinieri: coppia denunciata – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Qualcuno, girando per il centro di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), aveva pensato che stessero girando un film avendo notato una coppia intenta in una performance d’amore. Ma notando l’assenza di telecamere e regista, le persone che hanno assistito alla scena ‘hot’ si sono rese conto che nulla sarebbe finito sul grande o piccolo schermo. E così qualche spettatore non pagante ha pensato di fare un ‘ciak’ con il proprio cellulare e inviare il video ai carabinieri della stazione.  

Ai militari che hanno ricevuto la busta contenente una chiavetta Usb con le immagini piccanti non è rimasto altro da fare che iniziare l’indagine cercando prima di tutto di risalire a luogo, ovvero il centro di Gazoldo degli Ippoliti. Le successive ricerche hanno permesso di raccogliere “gravi indizi di colpevolezza a carico dei presunti soggetti protagonisti dell’incontro all’aperto”: 59 anni lui e 43 anni lei, si legge nella nota dell’Arma. I due sono stati denunciato per il reato di atti osceni in luogo pubblico. 

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