Brand Awareness di successo per Nutella

Da un strategia vincente può nascere solamente un prodotto vincente. Se c’è una cosa su cui la famiglia Ferrero ha sempre puntato è la brand awareness va, o meglio la consapevolezza del brand, che ha reso la Nutella nella mente dei consumatori un prodotto unico. Aggiungerei anche inconfondibile per gusto e valori.

Da oltre 70 anni nella mente dei suoi consumatori

Nei precedenti articoli ho parlato spesso dell’importanza di farsi ricordare, di individuare il proprio pubblico/target di riferimento e di entare nella loro mente come prima scelta all’insorgere di un determinato bisogno.

La Brand Awareness non come punto di arrivo ma come percorso da costruire

Il primo passo da intraprendere, con un buon piano di comunicazione, riguarda sicuramente il pubblico che va coinvolto. Successivamente devi puntare alla fidelizzazione del cliente. Tu come impresa devi assolutamente farti portatrice di principi e valori condivisibili dal cliente stesso. In questo modo durante il processo decisionale di acquisto, il tuo brand verrà scelto al posto di quello dei tuoi competitor. Ovviamente non si parla di qualità, perché il tuo prodotto può anche non essere migliore di quello dei tuoi competitor. Ciò che ti deve contraddistinguere è una comunicazione ben studiata.

Pensa che la nutella è nata per far fronte alla carenza di cacao durante la Seconda Guerra Mondiale. Il signor Ferrero si inventò questa crema spalmabile composta da zucchero, nocciole e pochissimo cacao. Idea geniale!

Di quali valori si è fatta portatrice Nutella?

Ferrero ha fatto leva sul suo delizioso prodotto come mezzo per riunire amici e familiari in un momento di condivisione!

Il nuovo spot Nutella “Ti Amo Italia”

Il senso di unione ancora una volta pervade. Questa volta la grande famiglia è l’Italia intera. In collaborazione con Ogilvy la campagna ci porta alla scoperta dell’Italia nei suoi straordinari aspetti. “Se guardi bene ogni cosa è straordinaria”. Uno spot di soli 20″ che va dai borghi alle montagne, dalle isole alle città, dalle acque cristalline ai paesi colorati. Trenta vasetti per celebrare il nostro Paese. In linea con ciò che da sempre Nutella promuove tramite sfumature colorate traspaiono allegria e spensieratezza.

Insomma, Nutella è un vero e proprio esempio di successo di Brand Awareness da perseguire.

Tu come pensi di costruire la Brand Awareness della tua azienda?

L’articolo Brand Awareness di successo per Nutella proviene da Labict Agenzia Web Marketing Roma.

Brand come cambiano nel tempo la loro immagine i più grandi?

Se c’è una cosa che non puoi fermare è il tempo. Hai visto passare e tornare mode, stagioni, tendenze. Proprio così, il tempo passa e le tue abitudini e gusti vengono quotidianamente ribaltati. Ecco allora che anche l’immagine di un’azienda, proprio come te con un nuovo taglio di capelli o un vestito diverso dal solito, ha bisogno di un cambio di immagine. Alcuni brand diventano più freschi altri più colorati e creativi ma c’è una caratteristica che accomuna praticamente tutti i rebranding più recenti: la ricerca di una migliore leggibilità!

Chi lo sa, magari se sei alla ricerca di uno spunto per il tuo rebranding perché non sai da dove iniziare qui puoi trovare la tua ispirazione…

Ma di quali brand stiamo parlando?

Warner Bros

Con l’avvicinarsi del centenario che si terrà ad Aprile del 2023, lo storico brand di produzione cinematografica che da sempre incanta grandi e piccini ha presentato il suo nuovo logo. Un blu luminoso e moderno fa da cornice alla scritta “WB” decisamente più equilibrata della precedente.

In ordine vecchio e nuovo logo Warner Bros

Volkswagen

La tedesca si modernizza in funzione anche della sua sempre più cospicua gamma di autovetture elettriche diventate ormai un must per molti. Ma siamo sicuri che in questo caso il logo sia stato reso più leggibile?

L’obiettivo della casa automobilistica è stato raggiunto in quanto il logo risulta essere adatto a tutti i supporti visivi, dal digitale alla stampa con un passaggio dal 3D ad uno stile bidimensionale ben elaborato. Per noi il brand è promosso!

In ordine il vecchio ed il nuovo logo Volkswagen

Desigual

Un esercizio decisamente bizzarro per i tuoi occhi che si apprestano a guardare il nuovo logo del noto brand di abbigliamento!

Parliamo oltretutto del primo brand al mondo con un logo al contrario… cosa ne pensi?

In ordine vecchio e nuovo logo Desigual

Mastercard

Non puoi non conoscerla! Il circuito d’eccellenza, l’apri pista di tutti i tuoi acquisti!

Il brand è talmente conosciuto che ha deciso di eliminare la scritta “mastercard” utilizzando solo il pittogramma, ovvero i cerchi gialli e rossi, bypassando così qual si voglia problema di leggibilità!

In ordine vecchio e nuovo logo Mastercard

L’articolo Brand come cambiano nel tempo la loro immagine i più grandi? proviene da Labict Agenzia Web Marketing Roma.

PrimaVisita, il tour online della casa – di Sara Vanni

TAG: In Evidenza L’avvento della tecnologia, l’affermarsi dei social, l’essere sempre connessi, hanno letteralmente sconvolto il modo di rapportarci gli uni agli altri. In un periodo in cui siamo molto più soli e costruire rapporti umani è diventato più complesso, per conoscere qualcuno spesso si usano delle app di dating per mobile. Ed è alle app di dating che lo spot di Casa.it si rifà. Intitolato “Innamorati a PrimaVisita”, il video inizia con una carrellata di volti: un uomo, una ragazza, una donna, un ragazzo. “Dalla foto sembrava più carina”, “Per i miei gusti è troppo grande”, “Ho visto di meglio”, “Non mi aveva detto che era occupata”; queste le voci in sottofondo mentre scorrono i volti dei quattro. Proprio mentre iniziamo a chiederci se alla tv parlano di un’app per incontri, lo spot si fa più chiaro: la telecamera ci mostra un cellulare, sui cui è aperta la pagina di Casa.it; “Con Casa.it non crediamo negli appuntamenti al buio”: ecco che viene lanciata “PrimaVisita”, una funzionalità che consiste in una visita online dell’immobile, guidata da un agente immobiliare in tempo reale. Lo spot continua a mantenere il parallelismo con gli incontri: “Andiamo in camera da letto?”, pronuncia l’agente immobiliare, che fa fare al cliente il tour online della stanza, passando per la cucina. O anche: “usciamo?”, cui segue il tour del giardino.

Il vero punto vincente di PrimaVisita è l’ottimizzazione dei tempi. Infatti, attraverso la visita guidata online, non c’è bisogno di spostarsi; né il cliente, né l’agente immobiliare devono recarsi sul luogo in cui è sito l’immobile: basta prenotare la visita online sul sito o sull’app di Casa.it. Come, infatti, dice la protagonista dello spot: “Non ho perso tempo, mi sono innamorata a PrimaVisita”.

Questa funzionalità, inoltre, è anche pensata per le nuove esigenze date dall’avvento del Covid: è molto più sicuro restare in casa e poter effettuare la visita online dal proprio divano! E tu, hai già provato questo servizio? Facci sapere cosa nei pensi commentando sotto il post.
https://www.youtube.com/watch?v=v-9hQH-7UHg

L’articolo PrimaVisita, il tour online della casa proviene da CiaOuP Advertising Influencer.

L’informazione passa su Instagram

Avresti mai immaginato che il principale veicolo di informazione di oggi potesse essere un social? Instagram per la precisione.

Il nostro Paese è al terzo posto su scala globale per l’utilizzo di Instagram come fonte di notizia. La notizia non ti nascondo che inizialmente ha lasciato sbalordita anche me.

Poi però mi sono fermata un attimo a pensare ed effettivamente ho notato che l’informazione al tempo d’oggi è effettivamente sempre più smart a partire da come viene prodotta e dagli strumenti impiegati per “raccontare” una notizia. Come viene fruita è solo una logica conseguenza di come viene prodotta.

I quotidiani sono diventati digitali

Un esempio lampante è Open di Enrico Mentana, gli hai mai dato un’occhiata? se ancora non lo hai fatto ti suggerisco di cliccare qui e vedere di cosa sto parlando. Non puoi certo restare indietro con i tempi!

Instagram in cima alle preferenze degli italiani

Le continue foto dei tuoi amici, dei personaggi più o meno noti che segui o ancora delle aziende che hai a cuore potrebbero indurti a pensare che ciò che più viene ricercato all’interno del social più amato dagli italiani siano contenuti fotografici. Effettivamente ogni giorno siamo bombardati di foto strabilianti. Eppure i dati ci dicono altro. Pensa che il 17% degli iscritti di Instagram utilizza la piattaforma come fonte di notizie. Siamo al 4% in più rispetto allo scorso anno.

Ma non solo! Dalla ricerca svolta dal Digital News Report risulta anche che ad avere maggior successo come fonti di informazione sono molto spesso account “nuovi” come Torcha editoriale digitale che vede coinvolto Marco Cartasegna o Will Media. Successo garantito anche per i profili di persone comuni che hanno deciso di utilizzare il proprio account come fonte di divulgazione di notizie.

Tieniti in costante aggiornamento

Effettivamente la premessa perché ciò accadesse c’era già da qualche anno, basti pensare che per vendere sui social non è più sufficiente limitarsi alla mera rappresentazione del prodotto descrivendone le sue caratteristiche. L’utente cerca l’informazione.

Che tipo di informazione cerca l’utente? Storytelling dell’azienda, impegno in campo sociale, prodotti o servizi che vende e su come da questi può trarne beneficio.

Ti aspetto con le prossime Social Tips!

L’articolo L’informazione passa su Instagram proviene da Labict Agenzia Web Marketing Roma.

Ottimizza il tuo profilo personale e aziendale su Linkedin

Che tu sia un libero professionista o il proprietario di un’azienda poco importa, il profilo social che hai delinea per il mondo chi sei. Oggi nello specifico caso parliamo di Linkedin.

Hai un profilo ma non sai come ottimizzarlo? nessun problema ti aiuterò con qualche semplice consiglio. Iniziamo però nel fare una distinzione tra come Liberi Professionisti e aziende possono sfruttare al meglio Linkedin.

Per il Libero Professionista

Se svolgi la libera professione sai bene quanto le relazioni sociali siano importanti per il tuo Business e Linkedin è il luogo adatto per farle. Di seguito ti fornirò qualche piccolo suggerimento:

  • Non confondere il tuo profilo Linkedin con il tuo curriculum. E’ giusto inserire tutte le tue esperienze professionali ma ricordati che la vera differenza viene fatta dalle interazioni e dalla rete di contatti che saprai crearti. Emergere può essere difficile, ma con costanza e determinazione otterrai sicuramente risultati.
  • Definisci il tuo target. Come per qualsiasi attività online è fondamentale avere bene in mente a chi ti rivolgi. Domandati quindi: qual è la persona che vorrei trovasse interessante il mio profilo? Quali sono le competenze che è importante inserisca e quali posso invece tralasciare perché non sono al 100% coerenti con le mie ambizioni?
  • Le aziende guarderanno il tuo profilo. Linkedin è uno strumento fondamentale per le aziende che ricercano nuove figure da inserire all’interno del proprio team. Assicurati quindi che il tuo profilo sia aggiornato e con tutte le informazioni che occorrono.

Per le aziende

Frequentemente mi trovo a lavorare con aziende che hanno un grande potenziale ma non lo esprimono il che si traduce spesso e volentieri in profili confusionari e poco chiari. La conseguenza è l’inefficacia del profilo stesso.

Iniziamo con l’affermare che la pagina/profilo del tuo brand non può essere quella del tuo profilo personale come fondatore. I due profili devono essere ben distinti e vivere di vita propria.

Passiamo ora a qualche suggerimento:

  • è uno strumento di marketing. Cerchi maggiore visibilità per il tuo brand e non sai come fare? sicuramente curare la sua pagina aziendale LinkedIn è un primo e fondamentale passo, è il famoso biglietto da visita! Inoltre con LinkedIn Advertising i tuoi orizzonti possono ampliarsi enormemente.
  • Selezionare le risorse valide per ampliare il tuo team. La tua pagina aziendale può essere uno strumento più che valido per attirare candidati qualificati e in target con le tue aspettative.
  • Creare una community. Pubblicando contenuti interessanti, pertinenti con il tuo target e mostrare le tue competenze e i tuoi progressi può sicuramente aiutarti ad acquisire nuovi clienti e creare così la tua community, la tua rete di contatti. Non è semplice ma non è nemmeno impossibile!

Ora sai come ottimizzare il tuo profilo e puoi muovere i primi passi autonomamente, se vuoi migliorare anche i risultati dei tuoi post ti consiglio di leggere il precedente articolo “Migliora i risultati dei tuoi post con LinkedIn“.

L’articolo Ottimizza il tuo profilo personale e aziendale su Linkedin proviene da Labict Agenzia Web Marketing Roma.

Vitasnella ed AIRC insieme per le donne – di Micaela Raccah

TAG: Food & Beverage, In Evidenza
Vitasnella ed AIRC insieme per le donne

Acqua Vitasnella torna con un video postato sulle pagine Facebook e Instagram rinnovando la sua partecipazione alla campagna Nastro Rosa AIRC. Lo scopo della campagna è quello di sostenere una borsa di studio destinata a una giovane ricercatrice per un progetto di ricerca sul tumore al seno.

Ottobre il mese della sensibilizzazione del tumore al seno

Per questo Vitasnella ha realizzato un’edizione speciale tutta in rosa delle sue bottiglie da 0,5L che per tutto il mese.

Il valore della vicinanza ora più che mai per Vitasnella

Il nuovo video è di forte impatto e punta tutto sul valore della vicinanza. Protagoniste sono 14 donne, guerriere che hanno combattuto o stanno combattendo la loro battaglia contro il tumore. Non sono da meno mariti, figli, genitori, fratelli e amici: persone che soffrono e lottano assieme ai propri cari.

La campagna ideata e realizzata Bcube ha una durata di 1′ e 10″ e pone al centro un messaggio molto importante: “quando la vita non ti fa stare al meglio, c’è chi del suo meglio continuerà a fare, perché il meglio vogliamo farlo tornare”. Serve il supporto di tutti, nessuna donna deve sentirsi più sola.

Spot Acqua Vitasnella a sostegno AIRC ottobre 2020

AIRC dal 1965 al fianco della ricerca

Un’attività incessante e concreta quella di AIRC che ormai da moltissimi anni si impegna nel finanziamento di progetti di ricerca, sensibilizzazione e informazione sul cancro. Attività inoltre resa possibile solo grazie a milioni di sostenitori e migliaia di volontari che danno ai loro ricercatori la forza e l’entusiasmo per continuare la battaglia contro il cancro. Tantissime persone che ogni giorno, in modo diverso ma ugualmente indispensabile, hanno scelto di dire “Contro il cancro, io ci sono”.

Per seguire tutte le iniziative sostenute da Vitasnella clicca qui

L’articolo Vitasnella ed AIRC insieme per le donne proviene da CiaOuP Advertising Influencer.

Brand activism i tuoi clienti si aspettano che il tuo brand sia attivo in ambito sociale

Brand sempre più vicini ai propri clienti, ormai l’obiettivo è coinvolgere, attirare, far sentire la voce del proprio brand e poi convertire in acquisti. Coinvolgere oggi non significa più solamente avere un forte legame con i tuoi clienti ma anche far emergere il tuo impegno verso una o più cause di rilevanza sociale, ambientale, politica ed economica. Il tutto dimostrato da apposite campagne ad hoc di comunicazione. Ovviamente ciò di cui stiamo parlando ha un nome ben preciso e da ora in poi dovrai tenerne conto per la tua strategia aziendale, si tratta di brand activism.

Una nuova visione dell’azienda e di quello che è il processo di decisione degli acquisti con il brand activism

L’emergenza Coronavirus ha sicuramente contribuito al cambiamento di rotta di molte aziende che oggi si impegnano concretamente nella nostra società. L’azienda ormai da parecchio tempo non rappresenta più un sistema chiuso e l’impronta civica del brand è la “spinta” che porta il consumatore finale all’acquisto.

Premiati i brand che hanno il coraggio e la determinazione di prendere posizione

Dal 2019 ad oggi i brand che hanno registrato più vendite sono proprio quelli che prendono posizione. Sopratutto per le nuove generazioni, il processo decisionale che conduce all’acquisto non è influenzato solamente da fattori come la qualità, la bellezza o il costo ma anche e sopratutto direi dall’affinità con i valori del brand.

Un esempio di brand activism?

Il primo che emerge è sicuramente quello di Ikea che nelle sue ultime campagne pubblicitarie si impegna sempre di più nella produzione di materiale eco-sostenibile e ci esorta anche a noi a rispettare l’ambiente in cui viviamo. Non solo, sul suo sito troverai perfino la guida intitolata “vita sostenibile nel rispetto dell’ambiente“. La guida vuole essere una fonte di ispirazione per tutti quelli che, in tempi di cambiamenti climatici, desiderano integrare più sostenibilità e tutela dell’ambiente nella loro vita di tutti i giorni. 

Spot Settembre 2020 Ikea rendi il pianeta un posto migliore in cui vivere
Brand identity e brand activism due concetti che “vanno a braccetto”

Far conoscere l’identità del tuo brand ovvero i valori che possiede, il team che ci lavora, il luogo in cui si producono i prodotti o servizi che offri etc. va sicuramente di pari passo con il brand activism che ne è parte integrante. Bisogna sempre di più quindi “umanizzare” il brand. Mai come oggi i tuoi clienti ne hanno bisogno.

Tempo fa inoltre avevo scritto un articolo intitolato: “promuovere, sedurre e vendere con i contenuti” ecco, se ti va ti invito a leggerlo in quanto molto attuale. Ricorda, qualsiasi valore, concetto, iniziativa passa sempre attraverso la comunicazione ed il modo di comunicare nel contesto totale fa la differenza a partire dalla qualità del contenuto!

L’articolo Brand activism i tuoi clienti si aspettano che il tuo brand sia attivo in ambito sociale proviene da Labict Agenzia Web Marketing Roma.

Linkedin come migliorare i risultati dei tuoi post!

“LinkedIn non serve a niente”: questa è la frase che più spesso mi sento dire prima di iniziare a parlare per la prima volta con i miei clienti.

Vivi nell’era del digitale e che ti piaccia oppure no è il momento di fare un passo avanti. Mai come in questo periodo il fattore determinante per il successo di qualsiasi azienda è la sua digitalizzazione e presenza social. Oggi partiamo con uno dei social ritenuto come il “più professionale”, LinkedIn.

Effettivamente Linkedin nasce a Maggio del 2003 con il solo scopo di essere una piattaforma d’incontro virtuale tra professionisti.

Pensa che con l’advertising su Linkedin possono essere raggiunte 663,3 milioni di persone, praticamente il 12% della popolazione mondiale!

Attenzione, è fondamentale non solo avere un profilo LinkedIn, ma curare le connessioni che si instaurano e lavorare affinché l’algoritmo ti premi.

Veniamo a noi, in questa guida ti aiuterò con alcuni brevi suggerimenti ad ottimizzare i risultati dei tuoi post su LinkedIn.

  1. Pubblica il martedì e il giovedì tra le 9 e le 11, in base al nuovo algoritmo questi sono i giorni e gli orari migliori per pubblicare e raggiungere il maggior numero di utenti.
  2. Non includere nei tuoi post link che rimandano ad altri siti, LinkedIn penalizza contenuti di questo genere! Se vuoi condividere qualcosa extra-Linkedin inseriscilo nel primo commento invece che nel testo del post.
  3. Hai trovato interessante un contenuto pubblicato da un’altra pagina aziendale? perfetto! Attento però a non fare una semplice condivisione ma piuttosto inseriscilo in un nuovo post.

Diverse volte mi è stato anche chiesto: voglio ottimizzare il mio profilo personale o quello della mia azienda, come posso fare? o ancora, sono il proprietario di un’azienda e anche un professionista come è più opportuno che io apra il mio profilo Linkedin, come libero professionista o a nome della mia azienda?

Risponderò a tutte le domande nei prossimi articoli, resta connesso!

Sei incuriosito dall’articolo e vorresti maggiori info? Contattaci subito

L’articolo Linkedin come migliorare i risultati dei tuoi post! proviene da Labict Agenzia Web Marketing Roma.

Netflix ha cambiato la visione dei film? – di Sara Vanni

TAG: In Evidenza, enola holmes, film, netflix, nuoveuscite, nuovifilm

Guardare un film è da sempre una delle passioni delle persone, a cui da un po’ di tempo a questa parte si sono aggiunte anche le serie televisive. Eppure, qualcosa è cambiato. Siamo di fronte ad un’era digitale ed a cambiare è stato proprio il modo di guardare film e serie tv è cambiato. Attualmente, non è più la televisione il canale preferito dalle persone: il servizio più usato è l’OTT, ossia la distribuzione di contenuti tramite internet.

Netflix è ormai una società leader nella distribuzione di film e serie tv: nonostante si sia affermato nel 2013 con House of Cards, dal 2016 ha iniziato una scalata; ad oggi, infatti, conta la produzione di ben 126 serie o film e 180 milioni di abbonati in tutto il mondo.

Come spesso accade, Netflix propone anche spin-off di serie tv o pellicole di successo, o storie incentrate su di un’altra figura; è proprio il caso di Enola Holmes, disponibile in piattaforma dal 23 Settembre 2020.

Il film si sviluppa attorno alla sorella minore dell’amato detective Sherlock Holmes ed il cast che è stato scelto è ad hoc per il pubblico di Netflix. Come si vede anche dal trailer, infatti, la protagonista è interpretata da Millie Bobby Brown, già nota nel ruolo di 11, per la serie Stranger Things, originaleNetflix.  Seguono Sam Claflin, attore protagonista del film “Io prima di te”, basato sull’omonimo libro. Ancora, Henry Cavill, che ha interpretato Superman ed è anche noto per i suoi ruoli in “The Witcher”. Infine, la amatissima Helena Bonham-Carter, volto noto dei sette film di Harry Potter. 

Il film sembra lanciare un messaggio deciso, profondamente attuale; nel trailer, infatti, Enola pronuncia le famose parole: “Forse il mondo ha bisogno di un cambiamento”.

Enola sarà all’altezza della famiglia Holmes? Il cast scelto sarà stata la giusta soluzione per questa produzione targata Netflix? Fateci sapere la vostra opinione nei commenti.  

L’articolo Netflix ha cambiato la visione dei film? proviene da CiaOuP Advertising Influencer.

Bias cognitivi, cosa sono e come usarli nel marketing?

“Mentire a noi stessi è ben più radicato nella nostra anima del mentire agli altri.” F. Dostoevsky.

Possiamo riassumerli, i bias cognitivi, come i famosi errori di valutazione.

A tutti noi è capitato di avere quella fastidiosa sensazione di essere il peggior nemico di noi stessi. Pensiamo, ragioniamo, eppure ci ritroviamo più spesso di quanto vorremmo a prendere decisioni inadatte come ad esempio sgarri alimentari che ci riempiono di sensi di colpa oppure acquisti impulsivi che si dimostrano inutili…

La nostra mente ogni tanto va in “tilt”, tutta colpa dei bias cognitivi.

Si tratta di un tentativo di ricreare una visione alternativa di ciò che realmente ci circonda ed è un errore che capita molto più frequentemente di quello che si pensa. In poche parole sono delle interpretazioni soggettive e spesso non corrette degli eventi

Ma cos’è esattamente un bias cognitivo?

Si tratta di un’interpretazione soggettiva e distorta della realtà che viene elaborata in modo da essere in linea alle proprie idee, influenzando il giudizio e le relative decisioni (anche di acquisto).

Perché sono importanti nel marketing?

Sappiamo bene ormai che il rapporto tra marketing e psicologia è molto stretto tanto da averne già parlato in maniera approfondita in un nostro precedente articolo che per comodità vi linkiamo nuovamente qui https://labict.it/vendere-al-95-per-cento-del-cervello-dei-clienti/.

C’è un momento in cui il consumatore è estremamente vulnerabile ovvero l’attimo in cui sta per perfezionare un acquisto.

Un buon marketer può quindi solo che sfruttare al meglio i processi decisionali attivati dai consumatori in fase di acquisto. Basterà per lui porsi alcune domande come:

  • Come reagisce un utente dinanzi ad una pubblicità?
  • Che emozioni prova quando si trova a che fare con un determinato brand?
  • Che rilevanza dà ad un prodotto in rapporto alla propria soddisfazione personale?

Questi sono tutti meccanismi che sorgono in fase di acquisto; meccanismi a cui il marketing oggi assegna un’importanza cruciale.

Facciamo qualche esempio, ecco alcuni tipi di bias (se ne contano oltre 100)…

Bias di conferma

Secondo il quale ognuno di noi tenderebbe ad allinearsi a quelle persone o a quelle linee di pensiero che confermano le nostre opinioni, escludendo così ogni forma di contraddittorio. Così, per esempio, leggiamo soltanto libri o quotidiani che cementano le nostre convinzioni.

Bias di ancoraggio

Il più frequente. Quando dobbiamo fare una scelta ci basiamo su fattori ed elementi che riteniamo essere ottimi per fare paragoni e che, in realtà, non soltanto non sono tali ma ci impediscono di vedere un aspetto nel suo insieme.

Questo tipo di bias è molto usato nelle vendite; quando si compra uno smartphone da 1.200 euro appare ragionevole comprare un accessorio da 150 euro, per esempio degli auricolari bluetooth. In realtà, con il prezzo dell’accessorio si può acquistare un cellulare di bassa gamma.

Framing

Il framing altro non è che un effetto che induce il nostro cervello a valutare le informazioni a seconda della cornice che le circondano. Immaginiamo di voler acquistare una moderna macchina da caffè. Nella proposta del nostro venditore ci sono tre modelli: uno base da 100 €, uno intermedio da 130 € e uno “top” da 210 €. Se non esistesse il modello “top” all’interno della proposta probabilmente sceglieremmo il modello base. Con 100 € acquisteremmo una macchina da caffè conforme alle nostre necessità. Ma con la presenza del modello “top” sappiamo che con 30 € in più possiamo acquistare un modello leggermente più prestante, anche se non costoso come il modello da 210 €. Finiremmo per acquistare il prodotto centrale nella cornice.

 Bias del pavone

Tutti noi siamo portati a condividere maggiormente i nostri successi, rispetto ai nostri fallimenti.

Avete bisogno di prove? L’intero Facebook ruota attorno al bias del pavone; le frasi e le immagini più condivise riguardano vacanze incredibili, party selvaggi, amori passionali…

Riprova sociale (bias del carro della banda musicale)

E’ uno strumento che negli ultimi anni è sempre più utilizzato e si caratterizza sostanzialmente nell’arte di influenzare il pubblico attraverso le opinioni di altre persone. Questo meccanismo lo si attiva inserendo nel proprio piano editoriale social le famose recensioni e opinioni dei clienti, ovviamente soddisfatti, che già hanno acquistato il prodotto.

Quanto conta la riprova sociale? Tantissimo, basti pensare che il 91% delle persone che acquista online si lascia influenzare dalle recensioni online.

Bias di salienza

Chiamata anche salienza percepita, è la tendenza ad esprimere giudizi su persone o situazioni sulla base delle informazioni più salientiBasiamo cioè il giudizio sulle caratteristiche più evidenti.
Se ad esempio oggi ci capitasse di ascoltare al telegiornale notizie di violenza nel nostro quartiere, ci sentiremmo meno sicuri ad uscire da casa, nonostante la probabilità di essere una vittima di violenza sia rimasta fondamentalmente la stessa di ieri.

N.B.Chi ha a cuore il proprio Brand deve assolutamente tener conto che ogni forma di attività persuasiva va accompagnata da una promessa di fondo che deve essere mantenuta.

L’articolo Bias cognitivi, cosa sono e come usarli nel marketing? proviene da Labict Agenzia Web Marketing Roma.