Emoglobinopatie, per migliorare la gestione nasce il Mediterranean Network – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Collegare le competenze, rafforzare la partecipazione dei pazienti e sostenere un’assistenza più equa in tutto il Mediterraneo. Con questi obiettivi è stata presentata ufficialmente, il 16 settembre, a Roma, la nuova piattaforma regionale indipendente Mediterranean Network for Hemoglobinopathies (Mnfh), una rete internazionale e multidisciplinare che riunisce associazioni di pazienti, professionisti sanitari, ricercatori ed esperti di politiche sanitarie attivi nel campo delle emoglobinopatie, con particolare riferimento alla talassemia e all’anemia falciforme. Il Network, che parte da Italia, Grecia e Cipro – informa una nota – nasce dalla consapevolezza che queste patologie rappresentano ancora oggi una sfida sanitaria rilevante per molti Paesi del Mediterraneo, una regione con un notevole carico di talassemia e altre emoglobinopatie e che, nel tempo, ha sviluppato competenze riconosciute a livello internazionale nella prevenzione, nella diagnosi, nel trattamento e nella presa in carico di queste malattie. Si stima che in Europa oltre 38mila persone siano affette da emoglobinopatie e, nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi decenni, persistono differenze nell’accesso alle competenze specialistiche, alle cure e alle innovazioni terapeutiche, mentre la sostenibilità delle risorse trasfusionali e l’introduzione di nuovi trattamenti pongono sfide sempre più rilevanti per i sistemi sanitari. Attraverso una collaborazione strutturata tra Paesi, che condividono una consolidata esperienza nel campo della talassemia e delle altre emoglobinopatie, il Network si propone di favorire lo scambio di conoscenze e il dialogo tra diversi gruppi professionali e stakeholder, contribuendo ad affrontare in maniera coordinata le principali sfide relative alla gestione delle emoglobinopatie. 

Le priorità del Network – riferisce la nota – includono il sostegno all’adeguatezza, alla sicurezza e alla sostenibilità dell’approvvigionamento di sangue, la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure specialistiche, il sostegno a un dialogo basato su evidenze sull’accesso ai progressi nel trattamento e nell’innovazione, la valorizzazione dei dati e delle evidenze generate nella pratica clinica e il rafforzamento del ruolo di pazienti e delle loro associazioni nei processi decisionali in ambito sanitario. Particolare attenzione sarà dedicata anche alle opportunità e alle sfide poste dalle nuove terapie per la talassemia e le altre emoglobinopatie, nonché ai cambiamenti in corso nel contesto normativo e sanitario europeo.  

“La Mediterranean Network for Haemoglobinopathies è nata dal desiderio comune di rafforzare la collaborazione tra i Paesi e tra tutti coloro che sono coinvolti nella prevenzione, nella diagnosi, nel trattamento e nella cura delle emoglobinopatie – ha spiegato lo Steering Committee Mnfh – La condivisione di conoscenze, esperienze e buone pratiche rappresenta un’opportunità concreta per ridurre le disparità evitabili nell’accesso a cure di alta qualità in tutta l’area mediterranea. Il coinvolgimento significativo delle persone affette da queste patologie e delle organizzazioni che le rappresentano sarà fondamentale per lo sviluppo della Rete”. 

 

Il Network si fonda sui principi di collaborazione, centralità del paziente, equità, indipendenza e trasparenza e promuove una cooperazione internazionale con l’obiettivo di sostenere un accesso più equo a cure di alta qualità, con l’obiettivo di consentire a ogni persona affetta da talassemia, anemia falciforme o altre emoglobinopatie di accedere a cure ottimali e beneficiare dei progressi della ricerca, dell’innovazione terapeutica e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche, indipendentemente dal luogo in cui vive. 

Lo stesso giorno, separatamente, si è tenuta la quarta edizione di ‘Knights for Rare’, iniziativa internazionale promossa da Avanzanite Bioscience BV per valorizzare il ruolo delle associazioni di pazienti e il contributo che queste organizzazioni offrono quotidianamente in termini di supporto, rappresentanza e orientamento alle persone affette da malattie rare e alle loro famiglie. L’iniziativa – chiarisce la nota – riunisce rappresentanti delle associazioni pazienti, della comunità scientifica, del mondo sanitario e del settore biotech, promuovendo il dialogo e la collaborazione sui bisogni della comunità delle malattie rare. Per questa quarta edizione, Avanzanite ha individuato United Ets – Federazione italiana talassemie, emoglobinopatie rare e drepanocitosi quale ‘Rare Knight of the Year’, riconoscendone il contributo alla tutela e alla rappresentanza delle persone affette da talassemia, drepanocitosi ed emoglobinopatie rare. United Ets riunisce 38 associazioni presenti sul territorio nazionale e opera attraverso attività di advocacy, informazione, sensibilizzazione e promozione della ricerca, con l’obiettivo di tutelare i diritti delle persone con emoglobinopatie rare e contribuire al miglioramento della presa in carico e della qualità dell’assistenza. 

“Knights for Rare – afferma Adam Plich, fondatore e Ceo di Avanzanite Bioscience BV – nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare il ruolo fondamentale che le associazioni di pazienti svolgono ogni giorno all’interno della comunità delle malattie rare. Rappresentano un punto di riferimento essenziale per le persone e le loro famiglie e che, attraverso il loro impegno, contribuiscono concretamente a migliorare la consapevolezza, la rappresentanza e la qualità dell’assistenza. United Ets condivide pienamente questo impegno e merita a pieno titolo il titolo di ‘Rare Knight’ di quest’anno. Siamo lieti di ospitare questo evento per la quarta volta e di raccogliere fondi che possano fare davvero la differenza per il lavoro svolto dalla Federazione”. Nel corso della serata, attraverso la cena di beneficenza e la successiva asta benefica, sono stati raccolti oltre 42.600 euro, che saranno destinati integralmente ai progetti promossi da United Ets a sostegno delle persone che convivono con talassemia, drepanocitosi ed emoglobinopatie rare e delle loro famiglie. 

cronaca

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Il marito della donna colpita a Prati: “Il cecchino gira libero e mia moglie è terrorizzata” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Mia moglie, reduce dalla operazione di ieri, è terrorizzata perché quel cecchino gira libero”. E’ uno sfogo amaro quello che affida all’Adnkronos Valerio Cutonilli, marito della donna colpita a un braccio dal 50enne Edoardo Ciardiello Crescimanno che le ha sparato con un fucile ad aria compressa dal balcone di casa sua. “Mia moglie è particolarmente provata”, ribadisce. 

Stamane, in un post sul suo profilo social, che in queste ore si è riempito di messaggi di solidarietà e auguri di pronta guarigione, l’uomo ha voluto “ringraziare tutti per la vicinanza dimostrata a mia moglie Cristina”, spiegando “il sentimento di terrore che la sta assalendo da questa notte”. Da lunedì scorso, spiega, “viviamo una situazione molto difficile da spiegare”. 

Il fatto è che il 50enne, che ieri sera si è costituito alla caserma dei carabinieri di Roma San Pietro confessando di essere l’autore del gesto che ha provocato una ferita al braccio della moglie di Cutonilli, la giornalista Cristina Stillitano, è stato denunciato a piede libero per lesioni e, a quanto sembra, sarebbe già tornato a casa. Da qui scatta quindi l’appello “a tutti quelli che non sono mossi da emotività, ma che a differenza di taluni hanno responsabile cognizione della situazione di pubblico pericolo che persiste nella zona Prati, ma che potrebbe trasferirsi altrove”. Chiedendo di “non far calare l’attenzione su questa vicenda. Per il bene di tutti”. 

cronaca

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Piramal Pharma Solutions rafforza il proprio impegno per la sostenibilità con un nuovo impianto fotovoltaico nel sito di Morpeth, nel Regno Unito – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

MUMBAI, India, 17 settembre 2026 /PRNewswire/ — Piramal Pharma Solutions («PPS»), una delle principali organizzazioni globali di sviluppo e produzione farmaceutica conto terzi (Contract Development and Manufacturing Organization, CDMO) e parte di Piramal Pharma Ltd. («PPL») (NSE: PPLPHARMA) (BSE: 543635), rafforza il proprio percorso di decarbonizzazione con l’installazione di un impianto fotovoltaico a terra da 4,3 MWp presso il sito integrato di Morpeth, nel Regno Unito, dedicato alla produzione di principi attivi e prodotti farmaceutici finiti. Una volta operativo, l’impianto fornirà al sito circa 3.950 MWh di energia elettrica rinnovabile all’anno, coprendo approssimativamente il 22% del suo fabbisogno elettrico annuo. L’impianto, composto da circa 6.200 pannelli solari installati su una superficie di 16 acri, pari a circa 6,5 ettari, produrrà ogni anno una quantità di energia pulita sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di circa 1.460 abitazioni nel Regno Unito. Il progetto viene realizzato nell’ambito di un contratto di acquisto di energia elettrica (Power Purchase Agreement, PPA) con Alight UK BTM1 Limited («Alight»), uno dei principali sviluppatori di impianti fotovoltaici e produttori indipendenti di energia. 

 

Grazie a questa iniziativa, il sito di Morpeth potrà evitare emissioni stimate in circa 20.000 tonnellate di CO₂ equivalente nell’arco di 25 anni, segnando un importante passo avanti nel percorso di sostenibilità di PPL e nella sua strategia di decarbonizzazione a lungo termine. Adottando una soluzione sostenibile ed economicamente efficiente per la produzione di energia elettrica direttamente in loco, PPL rafforza la sicurezza e la resilienza del proprio approvvigionamento energetico, confermando al contempo il proprio impegno verso un futuro a minore intensità di carbonio. 

«In Piramal Pharma Solutions integriamo i principi di sostenibilità in ogni attività e in ogni decisione all’interno della nostra rete globale», ha dichiarato Frank Bugg, Vicepresidente senior responsabile delle attività nel Regno Unito e in Europa e Amministratore delegato di Piramal Pharma Solutions. «Siamo lieti di portare avanti, insieme al nostro partner Alight, il nostro impegno a favore della decarbonizzazione e delle energie rinnovabili, generando nuovo valore per clienti e azionisti in tutto il mondo». 

«Le aziende di tutto il Regno Unito sono alla ricerca di soluzioni concrete per ridurre le emissioni, rafforzare la resilienza energetica e tenere sotto controllo i costi dell’energia nel lungo periodo. Questo progetto con Piramal Pharma dimostra come la produzione fotovoltaica direttamente presso il sito possa contribuire a raggiungere tutti e tre questi obiettivi», ha dichiarato Rob Stait, Amministratore delegato della divisione Behind the Meter di Alight. 

L’entrata in funzione dell’impianto è prevista per il primo trimestre del 2027. 

Informazioni su Piramal Pharma Solutions 

Piramal Pharma Solutions (PPS) è un’organizzazione di sviluppo e produzione a contratto (CDMO) che offre soluzioni di sviluppo e produzione end-to-end per l’intero ciclo di vita dei farmaci. Serviamo i nostri clienti attraverso una rete globale integrata di strutture in Nord America, Europa e Asia. Questo ci consente di offrire una gamma completa di servizi, tra cui soluzioni per la scoperta di farmaci, servizi di sviluppo farmaceutico e di processo, forniture per sperimentazioni cliniche, fornitura commerciale di API (principi attivi farmaceutici) e forme farmaceutiche finite. Offriamo anche servizi specializzati come lo sviluppo e la produzione di API altamente potenti, anticorpi coniugati, riempimenti/confezionamenti in condizioni sterili, servizi e prodotti con l’utilizzo di peptidi nonché potenti prodotti farmaceutici solidi per somministrazione per via orale. PPS offre anche servizi di sviluppo e produzione di farmaci biologici tra cui vaccini e terapie geniche, grazie alla società controllata di Piramal Pharma Limited, ossia Yapan Bio Private Limited. 

Per maggiori informazioni: Piramal Pharma Solutions | LinkedIn| Facebook | X
 

Informazioni su Piramal Pharma Limited 

Piramal Pharma Limited (PPL) (NSE: PPLPHARMA) (BSE: 543635), offre un portafoglio di prodotti e servizi differenziati attraverso i suoi 17 impianti di sviluppo e produzione a livello mondiale e una rete globale di distribuzione in più di 100 Paesi. PPL include Piramal Pharma Solutions (PPS), un’azienda integrata di sviluppo e produzione a contratto, Piramal Critical Care (PCC), un’azienda di farmaci generici complessi per ospedali e la divisione Piramal Consumer Healthcare, che vende prodotti da banco e per il wellness. Inoltre, una delle aziende consociate di PPL, Abbvie Therapeutics India Private Limited, una joint venture tra Abbvie e PPL, è emersa come uno dei leader di mercato nell’ambito delle terapie oftalmologiche nel mercato farmaceutico indiano. 

Per maggiori informazioni: Piramal Pharma | LinkedIn
 

  

 

 

 

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Gasperini: “Roma da scudetto? Vediamo dopo venti giornate” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Sogno scudetto? “Non è questo il modo di alzare l’asticella. L’asticella non si alza mettendo degli obiettivi più o meno raggiungibili: si alza migliorando ogni giorno. Ci rendiamo conto che intorno a noi si fanno tutte le previsioni possibili, ed è giusto così: la gente ha i suoi sogni, vuole il massimo. Per quanto riguarda noi, come ogni anno, dobbiamo guardare in faccia la realtà. E la realtà è che di obiettivi si può parlare solo dopo una ventina di partite. Fissarli dopo quattro o cinque giornate non ha senso. Certo che abbiamo fiducia, certo che vogliamo stare in alto in classifica, però al momento questo è l’unico obiettivo concreto”. L’allenatore della Roma Gian Piero Gasperini, al microfono di Sky Sport, non alimenta facili entusiasmi dopo l’ottimo inizio di stagione dei giallorossi che hanno conquistato 4 vittorie nelle prime 4 giornate di campionato. “Un inizio così me lo auguravo, più che aspettarmelo -prosegue il tecnico di Grugliasco-. D’altronde avevamo la convinzione di avere alle spalle un buon rodaggio, e una squadra che partiva avvantaggiata rispetto all’inizio della scorsa stagione: siamo insieme da più tempo, ci conosciamo meglio, tante cose le abbiamo già assimilate”.  

Un pregio e un difetto della Roma. “I difetti faccio fatica a citarli… Di certo qualche difetto lo abbiamo di sicuro, altrimenti non avrei più niente da fare, e quindi continuerò a cercarli, però con una ricerca sempre più certosina: i difetti grandi li abbiamo eliminati. Il pregio più grande, tra i tanti, è che si è creata una grande unità tra ambiente, squadra, tifoseria e società, e questo è qualcosa che ti aiuta a lavorare bene e ti dà fiducia per fare i migliori risultati”. 

Nelle prossime settimana in arrivo ci sono i big match contro Inter e Real Madrid. “In mezzo c’è anche il Como che viene prima del Real Madrid e che ritengo una squadra che sta facendo passi davvero giganti. La considero ormai tra le big del campionato. Certo che l’Inter e il Real Madrid sono due squadre di grandissimo blasone e valore a livello europeo, e credo che ci siamo meritati la possibilità di giocare contro l’Inter da primi in classifica e contro il Real Madrid in Champions. Sarà il momento per misurarci e per vedere, al cospetto di queste squadre, cosa siamo in grado di fare”.
 

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L’Aquila, Ferrero e Save the Children inaugurano ‘Fungus’: nuovo gioco motorio per sviluppare abilità – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Presso il Punto Luce Save the Children dell’Aquila è stato inaugurato il Fungus, il nuovo gioco motorio donato da Ferrero grazie al coinvolgimento dei propri dipendenti nell’iniziativa interna ‘Global Step Challenge – Every Little Step Counts’. La donazione rappresenta il risultato di un impegno condiviso a favore della promozione del benessere e di stili di vita attivi, con l’obiettivo di offrire a bambini e bambine uno spazio dedicato al gioco e al movimento. Fungus è uno dei giochi ludico-motori del Kinder Joy of moving Park, progettati in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Federico II di Napoli, basati sul metodo Joy of moving e pensati per bambine e bambini tra i 5 e i 12 anni. Attraverso il movimento, il gioco invita i bambini a sperimentare e a sviluppare diverse abilità, creando un contesto positivo e coinvolgente. In particolare, stimola l’intraprendenza, incoraggiandoli a prendere l’iniziativa, salire sui piattelli e farli ruotare. La presenza dell’assessore alle politiche sociali dell’Aquila Manuela Tursini, rappresentati di Appastart, Ferrero, Save the Children e delle famiglie del territorio, conferma il valore della collaborazione tra le due realtà e il loro impegno comune a favore del benessere e dello sviluppo delle nuove generazioni. 

Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto internazionale di responsabilità sociale Kinder Joy of moving e la partnership pluriennale con Save the Children, come parte di un percorso più ampio di azioni condivise, nato dall’intento comune di offrire alle bambine, ai bambini e agli adolescenti che frequentano i Punti Luce coinvolti la possibilità di sviluppare talenti, aspirazioni e nuove competenze, anche quando il contesto sociale e familiare rischia di limitarne le opportunità. Attraverso esperienze educative, formative e ludiche, Ferrero e Save the Children rinnovano così il proprio impegno nel contrasto alla povertà educativa, promuovendo il diritto al gioco e l’accesso a occasioni di crescita capaci di accompagnare ciascun minore nel proprio percorso di sviluppo.  

La collaborazione tra Save the Children e Kinder Joy of moving, avviata nel 2019, mette al centro il diritto al gioco e all’educazione, portando la metodologia Joy of moving in 7 Punti Luce, spazi ad alta densità educativa creati da Save the Children per offrire gratuitamente opportunità formative, ricreative e culturali a bambine, bambini e adolescenti. Negli anni, il Punto Luce è diventato un presidio educativo importante per la comunità locale, con attività continuative durante tutto l’anno a contrasto della povertà educativa e dell’isolamento sociale. Grazie al nuovo gioco motorio, circa 500 bambini potranno beneficiare di ulteriori opportunità di aggregazione e divertimento. 

cronaca

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A Milano la IX edizione del Premio Giovani Comunicatori – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Talento, merito e nuove competenze al centro della IX edizione del Premio Giovani Comunicatori ICCH, che giovedì 17 settembre riunirà a Milano giovani professionisti e studenti insieme a imprese, manager e protagonisti del mondo della comunicazione e dell’informazione. Una serata dedicata alle nuove generazioni e al loro ruolo nel futuro della comunicazione, ma anche al dialogo con le esperienze che hanno contribuito a costruirne la storia. La cerimonia di premiazione si terrà a partire dalle 19.15 presso la Sala Meili del Centro Svizzero e sarà l’occasione per assegnare i riconoscimenti ai vincitori delle cinque categorie della IX edizione e per conferire due premi speciali a Vittorio Feltri, Premio alla Carriera, e Maria Latella, Premio Storytelling. La serata sarà presentata da Davide Maria Desario, direttore di Adnkronos, e prenderà il via con i saluti di Pierangelo Fabiano, segretario generale dell’International Corporate Communication Hub, che introdurrà i lavori ed i risultati raggiunti dalla IX edizione. 

Durante l’evento ci sarà la proclamazione dei vincitori, uno per la sezione Studenti e uno per la sezione Giovani Professionisti, e con la consegna dei riconoscimenti da parte dei manager delle aziende partner, in rappresentanza delle categorie: Health Education and Awareness, con Amgen, il riconoscimento verrà assegnato sulla base dei progetti capaci di rendere i temi della salute più vicini e rilevanti per le nuove generazioni, attraverso un approccio innovativo alla comunicazione; Brand Activation, con Enel, dedicata alle strategie in grado di rafforzare il rapporto tra brand, pubblico ed esperienza; Media Relations & Digital PR, con Geely, che valorizza l’innovazione nelle relazioni con i media e nella comunicazione digitale; Sport Communication, con Juventus, dedicata alle strategie e ai progetti di comunicazione legati al mondo dello sport; Advocacy, con Unipol, focalizzata sulla capacità della comunicazione di sostenere temi, posizioni e interessi attraverso un dialogo efficace con gli stakeholder. 

“Il valore del Premio Giovani Comunicatori – sottolinea Pierangelo Fabiano – è nella capacità di mettere in relazione talento e esperienza, creando un confronto concreto tra chi sta costruendo il proprio percorso professionale e chi ha già contribuito a trasformare il mondo della comunicazione. La IX edizione conferma questa vocazione e rafforza una comunità che guarda al futuro senza perdere il legame con la propria storia”.  

Particolarmente significativo sarà il momento della consegna dei due Premi Speciali da parte di Stefano Lucchini, presidente dell’Advisory Board ICCH, pensati per riconoscere il contributo di personalità che hanno lasciato un segno nel mondo della comunicazione e dell’informazione. Il Premio alla Carriera sarà conferito a Vittorio Feltri, giornalista, editorialista e direttore editoriale de Il Giornale, per il contributo offerto nel corso della sua lunga attività professionale al giornalismo italiano e al dibattito pubblico. A seguire, Feltri sarà protagonista di un’intervista a cura del direttore di AdnKronos, che ripercorrerà i momenti più significativi della sua carriera e il suo rapporto con l’evoluzione del giornalismo e dell’informazione. Il Premio Storytelling sarà invece assegnato a Maria Latella, giornalista, conduttrice e autrice, per la capacità di coniugare informazione, approfondimento e racconto, interpretando lo storytelling come strumento di relazione e comprensione. La serata proseguirà con un dialogo con il direttore Desario. 

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Violenza sulle donne, Istat: circa il 15% l’ha subita prima dei 16 anni – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni, pari a circa 3 milioni, e l’11,4% delle straniere di questa stessa età, oltre 244mila donne, dichiarano di aver subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni, violenze che si sono verificate soprattutto da parte di persone conosciute o in ambito familiare. E’ quanto emerge dalla terza Indagine sulla Sicurezza delle donne dai 16 ai 75 anni, condotta dall’Istat tra marzo 2025 e gennaio 2026. Le violenze si sono verificate soprattutto per mano di persone conosciute o in ambito familiare. Tra le straniere il dato più elevato si registra tra le rifugiate, con il 22,4 per cento, pari a 7mila 260 donne. In particolare, l’8,2 per cento delle donne italiane, poco meno di un milione e 650mila, e il 3,4 per cento delle straniere, circa 72mila 700, ha subito almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni. Rispetto al 2014, anno della precedente indagine, si registra una diminuzione della quota di donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenze sessuali prima dei 16 anni: il dato scende dal 10,6 al 7,8 per cento. 

Oltre il 58% delle donne vittime di violenza sessuale durante l’infanzia non ha parlato con nessuno delle violenze subite. La maggior parte degli episodi si verifica tra gli 11 e i 16 anni, mentre l’8,2% delle vittime italiane colloca il primo episodio prima dei 6 anni. 

Il 7,2% delle donne italiane e il 2,8% delle straniere ha subito, prima dei 16 anni, contatti indesiderati nelle aree intime del corpo. Le forme più gravi sono meno frequenti e le differenze tra italiane e straniere si attenuano: il 2,1% delle italiane e l’1,8% delle straniere è stato costretto a toccare le parti intime di qualcuno. Parenti, amici e amici di famiglia rappresentano la maggior parte degli autori, quasi tutti di sesso maschile. 

Tra le donne italiane che dichiarano di aver subito violenza fisica prima dei 16 anni, gli autori più frequentemente indicati sono il padre o il patrigno (27,3%) e un amico, un amico di famiglia o un compagno di scuola (25,4%). 

Per le straniere il contesto familiare maschile assume un peso maggiore: il 36,6% indica come autore il padre o il patrigno, il 18,8% un fratello o fratellastro (6,6% tra le italiane) e il 12,5% un parente (4,7% per le italiane). Il 17,9% delle straniere risulta vittima di amici, amici di famiglia o compagni di scuola. Considerando le forme di violenza più gravi, il 47,5% delle vittime straniere è stato colpito, picchiato o ferito in altro modo da parte dal padre e il 43,5% dalla madre; tra le vittime italiane il padre ne è l’autore in circa il 40% dei casi e la madre nel 28%. 

Per le donne che riferiscono di essere state toccate nelle parti intime contro la propria volontà o costrette a toccare le parti intime di altre persone emerge il ruolo prevalente di figure maschili appartenenti alla rete familiare e relazionale. Tra le italiane, conoscenti e amici, amici di famiglia o compagni di scuola rappresentano, per entrambe le forme, poco meno di un quarto degli autori indicati; negli episodi in cui la donna riferisce di essere stata toccata nelle parti intime assume tuttavia un peso analogo anche lo sconosciuto (22,8%). Tra le straniere prevalgono invece amici, amici di famiglia o compagni di scuola (34,8% tra le donne che riferiscono di essere state toccate nelle parti intime e 26,5% tra quelle costrette a toccare le parti intime dell’autore), mentre il padre o il patrigno rappresenta la seconda figura più frequentemente indicata (rispettivamente 21,1% e 13,4%). 

Per la forma più grave di violenza sessuale, la costrizione a subire un rapporto sessuale, tra le italiane gli autori più frequentemente indicati sono un conoscente o qualcuno conosciuto di vista (29,1%), un amico, un amico di famiglia o un compagno di scuola (24,9%) e un altro parente (18,4%). Più contenuta è la quota di vittime italiane che indica uno sconosciuto (9,0%). Tra le straniere prevalgono gli episodi attribuiti a uno sconosciuto (56,7%) e a un conoscente o qualcuno conosciuto di vista (44,3%), mentre il padre o patrigno è indicato nel 21,7% dei casi. Quasi assenti invece le violenze sessuali perpetrate dalle donne. 

Alla violenza subita si somma la violenza assistita. Il 10,4% delle donne italiane e straniere ha assistito, durante l’infanzia, alle violenze verbali o fisiche tra i genitori, nonché alle umiliazioni e denigrazioni rivolte ai fratelli (10,3% per le italiane, 11,6% per le straniere). Vivere in un clima di violenza rende più vulnerabili: le donne che assistono alla violenza sia verbale sia fisica da piccole sono anche quelle che, sempre da piccole, hanno subito più violenze fisiche e/o sessuali (quasi la metà per le italiane, poco meno di un terzo per le straniere). 

cronaca

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Diversi reparti, una sola identità: come si costruisce il guardaroba di un hotel di lusso – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Milano, 16 Settembre 2026. L’alta gamma alberghiera italiana è cresciuta a un ritmo che pochi altri comparti del turismo possono mostrare.  

 

Secondo l’analisi della società di consulenza Thrends presentata nella primavera del 2026, gli hotel a cinque stelle in Italia sono oggi 763, contro i 170 del 1996, e generano il 21% dei circa 40 miliardi di euro di fatturato dell’intero comparto alberghiero, cioè oltre 8,3 miliardi. La stessa ricerca stima quasi 900 strutture entro il 2029, con un ritmo di aperture vicino a due al mese, e osserva che il 77% delle presenze nel segmento del lusso arriva dall’estero. 

 

Ogni nuova apertura porta con sé una serie di decisioni che il pubblico non vede, e una di queste riguarda un progetto meno banale di quanto sembri: vestire il personale. In una struttura di alta gamma non si tratta di scegliere una divisa, ma di progettarne una decina, coordinate tra loro. È il terreno di Maurel, azienda famigliare di Robbio, in provincia di Pavia, che dal 1984 realizza divise per hotel di lusso coprendo ogni figura e mansione: maitre, sommelier, cameriere, barman, chef, doorman, concierge, receptionist, housekeeping e bellboy. 

 

Un albergo di alta gamma è un insieme di reparti che condividono lo spazio ma non le condizioni di lavoro, e questa differenza si scarica direttamente sui capi. 

 

Il front office è il caso limite dell’immobilità. Chi lavora alla reception passa il turno prevalentemente fermo, in piedi o seduto dietro un banco, e il tessuto resta compresso nelle stesse pieghe per ore. Maurel dichiara di rispondere con lane ad alta torsione e tessuti anti piega trattati specificamente, escludendo i materiali “sensibili a lucido e pieghe”, e di applicare un criterio che chiama ergonomia statica, cioè la progettazione orientata a garantire “impeccabilità posturale”. Sul piano costruttivo si traduce in spacchi posteriori studiati e gonne con fodere elastiche, dettagli invisibili all’ospite e determinanti per chi indossa il capo. 

 

Il bancone del bar presenta il problema opposto. Qui il capo si consuma per attrito, perché il barman lavora appoggiato al bancone e il tessuto ci sfrega sopra per l’intero servizio. L’azienda indica materiali “durevoli e poco sensibili allo stress”, capaci di sopportare lavaggi frequenti e di lasciare libertà di movimento nei gesti tecnici di shaking e stirring. Ci sono poi soluzioni che rispondono a una funzione precisa: i reggimaniche, per esempio, servono a tenere i polsini “lontani dai liquidi e garantire pulizia durante il servizio”, un dettaglio che sembra decorativo e che invece nasce da un problema igienico reale. 

 

Tra questi due estremi si collocano la sala, la cucina e la portineria, ciascuna con vincoli propri di movimento, calore, sollecitazione e contatto diretto con l’ospite. Nessuna di queste esigenze può essere risolta con lo stesso capo, e nessuna può essere ignorata senza che il personale se ne accorga entro la prima settimana. 

 

Il problema si complica quando alle esigenze tecniche si aggiunge quella percettiva. Per l’ospite, i dieci reparti sono un’unica struttura, e devono leggersi come tale. 

 

Il metodo che Maurel descrive parte dall’edificio invece che dal capo. Le divise “dialogano con lo stile architettonico del luogo” e con i suoi materiali, dall’ottone al marmo, dal legno alla pelle, e la coerenza si costruisce anche sulla luce: l’azienda indica il passaggio da una “palette più chiara diurna a una più profonda serale”, che è il modo in cui un albergo cambia carattere nel corso della giornata. Sul front office lo stesso principio produce elementi riconoscibili, come ricami o stampe ispirati ad affreschi e greche architettoniche e accessori di coordinamento come twilly o foulard. 

 

L’implicazione operativa è che una collezione alberghiera va progettata in una volta sola. Comprare le divise reparto per reparto, magari da fornitori diversi e in momenti diversi, produce quasi sempre lo stesso risultato: dieci uniformi corrette prese singolarmente e un insieme che non comunica nulla. È il motivo per cui l’azienda dichiara di non lavorare a catalogo: “creiamo solo collezioni di divise per hotel pensate appositamente per ciascun cliente, uniche, personalizzate e 100% made in Italy”. 

 

La parte meno prevedibile di questo lavoro riguarda gli strumenti. Maurel nasce nel 1975 vicino Milano con le uniformi per la scuola, disegnate e cucite da Maurizia Capritti, moglie del fondatore Ermanno; nel 1984 avviene il passaggio agli abiti professionali per il personale d’hotel; dal 1995 l’azienda è guidata dalla figlia Sara Capritti, che nel 2010 vi porta la formazione ricevuta nelle scuole di moda milanesi. 

 

Dal 2018, si legge nella cronologia aziendale, “i nostri modelli ora sono anche indossati da avatar”, cioè la collezione viene visualizzata in digitale prima di esistere fisicamente. Nel 2025 compare la voce “sviluppo progetti con IA”. Prima ancora, sul fronte del rapporto con il committente, l’azienda mette a disposizione un test interattivo che genera una moodboard personalizzata da compilare prima dell’ordine. 

 

Il filo comune a questi strumenti è il tentativo di risolvere un problema che nel su misura si presenta sempre: far vedere al cliente qualcosa che non è stato ancora cucito. In un progetto alberghiero, dove i capi sono decine e le decisioni cromatiche vincolano l’intera struttura, anticipare la visualizzazione riduce il margine di errore nella fase in cui correggere è ancora economico. Resta il fatto che la parte finale del lavoro non si digitalizza: il personale è descritto come “estremamente qualificato” e la produzione è dichiarata interamente italiana, con “solo materiali d’eccellenza scelti con la massima cura”. 

 

La crescita del segmento di alta gamma rende questo tipo di progettazione meno marginale di quanto appaia. Con quasi due aperture al mese e una clientela per tre quarti internazionale, che confronta la struttura italiana con standard maturati altrove, la coerenza dei dettagli diventa parte del prodotto venduto. 

 

Maurel oggi lavora su cinque ambiti, hotel, ristorazione, spa, case private, yacht e jet privati, e in tutti si presenta con lo stesso approccio: nessun modello preconfezionato, collezione disegnata sul singolo cliente, produzione in Italia. Per una struttura che apre, la scelta si riduce a una questione di tempi e di priorità: il guardaroba del personale si può risolvere in poche settimane con un ordine a catalogo, oppure trattare come una delle voci di progetto, alla stessa stregua degli arredi con cui dovrà convivere per anni. 

Contatti:
MaurelSito web: Maurel.com 

COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Responsabilità editoriale di Maurel

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F1, svelato il calendario 2027 con 24 Gran Premi e 10 gare Sprint – di Redazione Ciaoup

TAG: Comunicati, Ultimora

(Adnkronos) –
La Formula 1 ha reso noto il calendario della stagione 2027, che prevede 24 Gran Premi e ben 10 gare Sprint, mentre permane ancora l’incertezza sulla conclusione della stagione 2026. Solitamente reso noto a fine primavera o all’inizio dell’estate, quest’anno il calendario ha subito ritardi nella sua ufficializzazione a causa del protrarsi del conflitto in Iran, che ha già sconvolto la programmazione del paddock di F1 nella stagione in corso. Se la situazione geopolitica lo consentirà, i tradizionali test pre-stagionali si svolgeranno in Bahrain e dureranno quattro giorni, dal 24 al 27 febbraio. Successivamente, l’isola del Golfo ospiterà il Gran Premio inaugurale della stagione il 14 marzo. Il fine settimana seguente il circus si sposterà in Arabia Saudita, per poi dirigersi verso l’Australia e, a seguire, Asia e Nord America. 

La prima tappa europea si terrà a Monaco all’inizio di giugno e il leggendario tracciato cittadino ospiterà una gara sprint per la prima volta nella sua storia. Spesso considerato poco avvincente, il weekend nel Principato offrirà quest’anno due sessioni di qualifica e due gare per aumentare lo spettacolo. Il Portogallo e la Turchia -quest’ultima al rientro nel calendario di F1- accoglieranno il paddock rispettivamente nei fine settimana dal 18 al 20 giugno e dall’1 al 3 ottobre. Come per l’anno in corso, la stagione 2027 dovrebbe concludersi con due gare in Qatar e ad Abu Dhabi. Sono previsti in totale cinque “back-to-back” (due weekend di gara consecutivi) e tre “triple-header” (tre weekend di gara consecutivi). 

 

Inoltre, il numero di gare sprint passerà da sei a dieci. Se da un lato i piloti non amano particolarmente questi fine settimana, i tifosi li apprezzano molto perché offrono maggiore spettacolo. La F1 ha inoltre precisato che la conclusione della stagione 2026 rimane per il momento invariata, nonostante il conflitto in corso tra Iran e Stati Uniti. Appare tuttavia improbabile che Qatar e Abu Dhabi possano ospitare il Gp tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre; la F1 starebbe quindi valutando di organizzare una gara a Imola (Italia) per chiudere la stagione, che conterebbe così 22 Gran Premi anziché i 24 previsti. Il GP dell’Arabia Saudita è stato infatti già cancellato, mentre quello del Bahrain si disputerà a inizio ottobre in Malesia.
 

Il Calendario della stagione 2027 comprenderà 24 Gran Premi: 14 marzo: GP del Bahrain (Sakhir)*; 21 marzo: GP dell’Arabia Saudita (Jeddah); 4 aprile: GP d’Australia (Melbourne)*; 11 aprile: GP del Giappone (Suzuka)*; 18 marzo: GP della Cina (Shanghai); 2 maggio: GP di Miami; 23 maggio: GP del Canada (Montréal)*; 6 giugno: GP di Monaco*; 20 giugno: GP del Portogallo (Portimão); 4 luglio: GP di Gran Bretagna (Silverstone)*; 11 luglio: GP d’Austria (Spielberg); 25 luglio: GP del Belgio (Spa-Francorchamps); 1° agosto: GP d’Ungheria (Budapest); 5 settembre: GP d’Italia (Monza)*; 12 settembre: GP di Spagna (Madrid); 26 settembre: GP dell’Azerbaigian (Baku); 3 ottobre: GP di Turchia (Istanbul); 10 ottobre: GP di Singapore; 24 ottobre: GP degli Stati Uniti (Austin); 31 ottobre: GP del Messico (Città del Messico); 7 novembre: GP del Brasile (San Paolo)*; 20 novembre: GP di Las Vegas; 5 dicembre: GP del Qatar (Lusail)*; 12 dicembre: GP di Abu Dhabi*. (*Questi dieci Gran Premi ospiteranno una gara sprint il sabato). 

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Milano, Mons. Delpini incontra lavoratori MM a depuratore Nosedo – di Redazione Ciaoup

TAG: Comunicati, Ultimora

(Adnkronos) – In occasione del Tempo del Creato 2026 – che si celebra dal 1° settembre al 4 ottobre -, dedicato quest’anno al tema “Acqua Viva”, l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, ha visitato questa mattina il depuratore di Nosedo, uno degli impianti gestiti da MM nell’ambito del servizio idrico integrato milanese. La visita – si legge in una nota di MM – “è stata un’occasione di incontro e confronto con i lavoratori di MM dedicata al valore dell’acqua come bene primario, risorsa essenziale per la vita e patrimonio comune da custodire, ma anche alla responsabilità di chi ogni giorno lavora per garantirne la qualità, la disponibilità e un uso sempre più sostenibile”. 

Accompagnato dai vertici e dai tecnici dell’azienda partecipata dal Comune di Milano, Monsignor Delpini ha potuto conoscere da vicino il funzionamento del depuratore. La visita è culminata con un momento di dialogo con una rappresentanza delle donne e degli uomini di MM, impegnati ogni giorno nelle attività di cura della città. Dal servizio idrico alla manutenzione delle case popolari, scuole e impianti sportivi, dalla progettazione delle opere pubbliche per la mobilità e per la protezione della città dagli effetti del cambiamento climatico fino alla cura del verde cittadino. Un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per la vita di tutti. 

  

“Il servizio che rende MM con le diverse prestazioni che offre ai cittadini – ha dichiarato l’Arcivescovo Mario Delpini – è questa traduzione in opere, giorni, fatiche, risorse che permettono di dire che la città è a servizio dei cittadini e ti offre quello che serve perché tu possa sentirti a tuo agio. Sono venuto qui anche per ringraziare tutti voi e riconoscere che quello che voi fate è un messaggio per tutta la città, una contestazione per quelli che invece la città la sfruttano, la inquinano, è una contestazione per quelli che contribuiscono a renderla inabitabile, perché i prezzi sono troppo alti, perché si preferisce il guadagno immediato all’accoglienza delle persone”. “Ecco io sono qui per dirvi grazie – ha aggiunto Delpini -, per riconoscere in voi l’esercizio di questa responsabilità a costruire non la torre di Babele, ma la città accogliente e incoraggiare il vostro servizio e la vostra professionalità”.  

Nel corso della visita – cui era presente l’assessore all’Ambiente del Comune di Milano Elena Grandi – sono stati illustrati anche i percorsi di innovazione, recupero delle risorse ed economia circolare sviluppati da MM, che consentono di trasformare il processo di depurazione in esempio di sostenibilità.  

Il depuratore di Nosedo rappresenta infatti un caso concreto di come la gestione dell’acqua possa coniugare servizio pubblico, innovazione tecnologica e attenzione all’ambiente: dall’inizio della stagione irrigua (a maggio) ad oggi ha già restituito 36,7 milioni di metri cubi di acque affinate da riutilizzare in agricoltura. Insieme al depuratore di San Rocco – sempre gestito da MM – sono più di 71 i milioni di metri cubi di acqua depurata che da maggio a settembre, a fronte di un periodo fortemente siccitoso, le centinaia di aziende agricole del Parco Agricolo Sud hanno potuto riutilizzare per irrigare i propri campi.  

“Ringraziamo l’Arcivescovo per aver scelto di rendere omaggio al nostro lavoro in occasione di questa importante ricorrenza – ha dichiarato Elio Franzini, presidente di MM -. Il tema dell’acqua, nella sua dimensione materiale e simbolica, assume in questo contesto un significato particolare, richiamando alla responsabilità verso il creato e alla necessità di uno sguardo attento e solidale nei confronti delle sfide ambientali e sociali che caratterizzano il nostro tempo”.  

“Prendersi cura dell’acqua significa prendersi cura della città, dell’ambiente e delle generazioni future – ha dichiarato Francesco Mascolo, amministratore delegato di MM -. Un impegno che richiede competenze e investimenti, ma anche una consapevolezza condivisa del valore di una risorsa indispensabile e della responsabilità che tutti sono chiamati ad assumere nella sua tutela. Questa giornata di riflessione ci spinge ad accrescere il nostro impegno nella salvaguardia di un bene tanto prezioso”. 

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