Groupama assicurazioni: Osservatorio, per 1 italiano su 2 finanza lingua ignota, quasi 7 su 10 congelano scelte – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – C’è un muro invisibile che separa gli italiani dai propri risparmi: l’insicurezza. In un contesto di cambiamenti rapidi e mercati volatili, l’Italia si scopre finanziariamente fragile, con oltre la metà degli italiani (51,1%) che ammette di avere una preparazione debole o nulla in materia. Un linguaggio quasi sconosciuto che ha spinto ben 2 connazionali su 3 (65,6%) a rimandare o evitare decisioni su risparmi e investimenti per paura di commettere errori. Eppure, emerge una forte domanda di alfabetizzazione: l’80% della popolazione invoca l’educazione finanziaria come priorità nazionale, da introdurre sui banchi di scuola prima ancora della maggiore età (67,7%). A frenare il passo, però, non sono solo la carenza di conoscenze (29,8%) o la limitata disponibilità economica (40,2%), ma anche il fatto che il rapporto con il denaro continui a restare confinato nella sfera domestica. Oggi la gestione delle risorse economiche è ancora in gran parte un “family business”: il 54% delle persone se ne occupa in autonomia, un ulteriore 39,3% ne discute all’interno del nucleo familiare, e solo il 6,4% si affida a esperti esterni. In questo scenario statico, si registra una scossa sociodemografica: il 51% delle donne sono responsabili dell’economia familiare. 

L’Italia procede, dunque, a due velocità: un presente paralizzato dall’incertezza – dove il 45,9% dei cittadini è privo di qualsiasi protezione contro i grandi imprevisti – e un futuro che punta sulla tecnologia. Entro il 2030, la figura del consulente sarà un ibrido: per oltre un terzo degli italiani (34,6%) intelligenza artificiale e sensibilità umana avranno un peso paritario, mentre 1 persona su 2 è già pronta ad affidarsi a piattaforme digitali automatizzate per un’allocazione delle risorse ottimizzata. Un Paese che oggi fatica ancora a proteggere il proprio presente, ma che sembra avere le idee chiare sul futuro che desidera costruire. È questa la fotografia scattata dall’indagine “Soldi, Soldi, Soldi: l’Italia e l’educazione finanziaria che non c’è”, realizzata da Groupama Assicurazioni – prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i più importanti player assicurativi in Italia – in collaborazione con AstraRicerche nell’ambito dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030” . Nato per analizzare i trend destinati a trasformare abitudini e stili di vita degli italiani entro il 2030, l’Osservatorio dedica la sua sesta edizione al tema dell’educazione finanziaria, indagandone lo stato dell’arte attraverso percezioni, comportamenti e fragilità diffuse nel Paese. 

“L’indagine di quest’anno rivela un’Italia caratterizzata da un profondo paradosso: se da un lato gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, dall’altro la paura di sbagliare continua a frenare la capacità di trasformare il risparmio in scelte consapevoli di protezione, pianificazione e investimento. Proprio l’incertezza e la scarsa conoscenza sembrano ostacolare gli italiani nelle scelte di investimento e tutela rispetto ai grandi imprevisti della vita. In questo quadro, – commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni – il dato forse più significativo che emerge dall’Osservatorio è la crescente consapevolezza del valore dell’educazione finanziaria, riconosciuta come leva di autonomia, responsabilità e inclusione. Una sfida che richiede un impegno comune: scuola, istituzioni, aziende e intermediari assicurativi sono chiamati a fare sistema per rafforzare il livello di alfabetizzazione finanziaria del Paese e accompagnare le persone verso scelte più informate, solide e sostenibili nel tempo”.  

 

Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria. dichiara che “la ricerca mostra come il rapporto degli italiani con il denaro sia ancora fortemente influenzato da fattori culturali, emotivi e sociali. Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, ma la mentalità alla base del risparmio resta spesso ‘difensiva’. Il paradosso è evidente: 1 persona su 3 riconosce che il parere di un esperto è fondamentale, eppure quasi il 90% ha rimandato almeno una decisione finanziaria importante per paura di sbagliare. In questo percorso, la componente umana resta decisiva: molte persone cercano ancora consiglio da parenti e amici, mentre i professionisti non vengono utilizzati pienamente come supporto alla pianificazione. Proprio per questo, anche davanti al grande potenziale dell’intelligenza artificiale, la consulenza mirata delle persone diventa ancora più importante: la tecnologia può aiutare ad analizzare e semplificare, ma la fiducia, l’ascolto e la capacità di leggere i bisogni reali restano elementi profondamente umani”. 

Non è solo una questione di conti correnti, ma anche di ‘alfabetizzazione emotiva’. La VI edizione dell’Osservatorio rivela un dato significativo: le barriere all’investimento sono soprattutto di natura psicologica. Se la mancanza oggettiva di risorse frena il 40,2% dei risparmiatori, è il ‘muro della sfiducia’ (alimentato dal timore dell’instabilità dei mercati e degli imprevisti personali) a bloccare ben il 56% del campione. Un’ansia da prestazione finanziaria che spinge la maggior parte degli italiani a rimandare decisioni strategiche, con un preoccupante 19,4% che lo fa sistematicamente. Ma dove si parla di finanza? Il luogo d’elezione per discuterne è a casa (54,5%) e con amici e colleghi (28,3%). Il professionista entra in gioco solo nel 39,1% dei casi, mentre il ruolo di insegnanti ed educatori è marginale (4,8%). Un dato, quest’ultimo, in contrasto con le aspettative del Paese: gli italiani individuano infatti proprio nella scuola il primo presidio per colmare il gap (32,4%), seguita dallo Stato (30,8%) e dalle istituzioni finanziarie (26,8%). Sullo sfondo, emerge una correlazione tra competenze e propensione all’investimento. Chi è più alfabetizzato investe e si protegge; gli altri restano ai margini, più sfiduciati ed esposti ai rischi. 

Per orientarsi nel panorama finanziario, gli italiani si affidano a una “dieta” evoluta in cui convivono tradizione e innovazione. A vincere è l’integrazione: i media tradizionali (stampa e online) restano un punto di riferimento per il 44,4% del campione, seguiti dai motori di ricerca e dall’AI (42,4%) e da corsi di formazione ed esperti (40,8%). È un ecosistema in cui ogni generazione adotta il proprio linguaggio: se per i 40-65enni il professionista è la guida principale, i giovani (18-39enni) guidano la rivoluzione digitale, con AI e motori di ricerca nuovi alleati per la pianificazione. Entrando nel dettaglio, emerge un dato di rilievo: il consulente professionale (bancario, assicurativo o finanziario) si conferma la fonte più autorevole con il 34,7% delle preferenze. Accanto alla solidità del rapporto umano, cresce l’entusiasmo per le nuove frontiere: i motori di ricerca (32,8%) e chatbots e tool di AI (15,4%) stanno diventando sempre più presenti nelle abitudini informative quotidiane. Tuttavia, quando l’informazione deve trasformarsi in decisione, la fiducia converge sulla figura dell’esperto (68,6%), segno che la tecnologia è percepita come un supporto utile, ma che la consulenza umana resta il riferimento principale.  

 

Guardando al 2030, la consulenza finanziaria viene immaginata come una sinergia tra competenza umana e tecnologia. Oltre un terzo degli italiani (34,6%) prefigura infatti un modello ibrido, dove intelligenza artificiale e intervento umano convivono in modo equilibrato. È una visione pragmatica, che vede nel professionista ‘potenziato’ dall’Ai (30,8%) la figura ideale capace di coniugare precisione, personalizzazione e relazione. Anche quando si parla di strumenti operativi, emerge una forte apertura all’innovazione. Ben un cittadino su due (52%) sogna un assistente finanziario digitale: una piattaforma intelligente e automatizzata capace di semplificare la vita attraverso l’integrazione dei servizi e l’analisi dei dati in tempo reale. Infatti, il 29% desidera un unico punto di accesso per aggregare polizze, investimenti e risparmi, mentre il 28,9% guarda all’AI come a uno strumento per ricevere consigli mirati e personalizzati. Se si guarda al rapporto tra italiani e protezione assicurativa, il quadro è quello di un Paese diviso tra desiderio di tutela e diffidenza. Il 54% della popolazione ha attivato almeno una forma di protezione, con una netta prevalenza per l’assicurazione sulla casa (23,4%), seguita dalle polizze vita o invalidità (20,1%), dalla responsabilità civile familiare (18,9%) e dalla sanitaria integrativa (17,5%). Tuttavia, quasi metà del Paese (45,9%) resta priva di difese contro i grandi imprevisti. A pesare, oltre ai limiti di reddito, è un senso di sfiducia (18,9%) alimentato da un linguaggio tecnico percepito come barriera informativa e ostacolo alla chiarezza. 

Ma cosa cercano gli italiani in un’assicurazione? Una svolta nel modo di comunicare il valore della protezione. La priorità assoluta per quasi un cittadino su due (49,3%) è la trasparenza: prodotti lineari, costi chiari e un linguaggio comprensibile. Non si cerca più solo una polizza, ma una consulenza integrata (37%) capace di unire protezione, risparmio e tecnologia, senza rinunciare al valore della relazione umana. “La fiducia non è un dato acquisito, ma un impegno che noi assicuratori dobbiamo rinnovare ogni giorno anche attraverso una profonda evoluzione del nostro modello di relazione. È necessario che il settore si faccia protagonista di un nuovo approccio, in cui la trasparenza non sia solo un requisito normativo ma la base stessa del nostro ruolo sociale – commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni – Il nostro obiettivo è essere un partner di prossimità, capace di offrire una protezione olistica che sappia interpretare le complessità del contesto attuale e accompagnare le persone in ogni fase della vita. Vogliamo mettere a disposizione soluzioni sempre più chiare e personalizzate, in grado di sostenere tanto i bisogni dei singoli quanto quelli del tessuto imprenditoriale, affinché la stabilità del presente possa tradursi in una progettualità solida di fronte alle sfide del futuro”. 

Se dalla ricerca emerge una domanda diffusa di maggiore chiarezza, Groupama Assicurazioni prova a rispondere anche sul piano degli strumenti. Con l’obiettivo di rendere il linguaggio assicurativo più accessibile e accompagnare le persone in un ambito spesso percepito come complesso, la Compagnia ha sviluppato “Consigli”, l’hub editoriale integrato nel proprio sito, che raccoglie oltre 200 contenuti tra articoli, podcast in formato text-to-speech e video-pillole pensati per aiutare gli utenti a orientarsi tra protezione, previdenza e gestione del rischio. Un impegno che dal digitale è arrivato anche nelle scuole con “Giochiamo d’Anticipo”, il progetto rivolto alle scuole secondarie di primo grado che affronta i temi della prevenzione e della protezione con un approccio semplice e interattivo. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, ha coinvolto dal 2023 oltre 30.000 persone tra studenti, docenti e famiglie. A queste iniziative si affiancherà, per il prossimo anno scolastico 2026-27, un nuovo progetto educativo per le scuole superiori, che verrà realizzato in partnership con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. 

economia

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Sinner prepara Wimbledon giocando (male) a golf – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner si prepara per Wimbledon 2026… giocando a golf. Il tennista azzurro è pronto a tornare in campo nello Slam londinese, con l’esordio al primo turno fissato lunedì 29 giugno, ma nel frattempo si concede un po’ di relax. Tra un allenamento e l’altro, Sinner è stato infatti immortalato mentre giocava a golf, in un video diventato rapidamente virale su X. 

Il tutto è stato postato da Rennae Stubbs, ex tennista australiana oggi allenatricem, che ha documentato un pomeriggio sul tee londinese in compagnia di Sinner e Darren Cahill. Le qualità golfistiche dell’azzurro però, a differenza di quelle tennistiche, sono ancora da affinare. 

Sinner sbaglia infatti il primo colpo, che finisce tra gli alberi, e ci riprova poco dopo: “Non andrà molto meglio”, ha commentato Cahill, provocando le risate del numero uno del mondo. 

 

sport

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Cordier (Groupama Assicurazioni): “Chiarezza e prossimità guidano la consulenza” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Il nostro osservatorio Change Lab Italia 2030 ci dice che siamo un popolo di risparmiatori, ma che ci manca la cultura e l’educazione finanziaria”. Lo ha detto Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni, presentando la sesta edizione dell’Osservatorio ‘Change Lab, Italia 2030, dedicata al tema dell’educazione finanziaria. “Questa mancanza percepita di competenze si traduce in un freno quando si tratta di prendere una decisione di investimento – ha spiegato Cordier – Le persone ci stanno dicendo che hanno bisogno di strumenti chiari per capire il presente e fronteggiare il futuro con maggiore consapevolezza nelle proprie scelte”. 

Secondo Cordier, tra clienti e consulenti assicurativi “c’è di mezzo un impegno molto forte: quello della chiarezza e delle scelte consapevoli”. Un ruolo che, ha precisato, viene svolto attraverso una rete di agenti chiamata a “interpretare i bisogni reali delle persone e accompagnarle in ogni fase della vita”. Cordier ha sottolineato che il cambiamento culturale richiesto dall’indagine coinvolge l’intera società: “Creare una cultura significa andare molto oltre il semplice consiglio assicurativo. Ci dobbiamo impegnare a creare un linguaggio di chiarezza, accessibilità e comprensibilità nel mondo del risparmio, della previdenza e della protezione”. 

Sul tema dell’intelligenza artificiale, ha osservato che “non va considerata come una minaccia o come una soluzione onnicomprensiva, ma come uno strumento, un alleato”. La prospettiva indicata dagli italiani, ha aggiunto, è quella di “un modello ibrido in cui la tecnologia conviva con l’essere umano come supporto”, combinando capacità di analisi dei dati e interpretazione umana delle esigenze del cliente. 

economia

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Fall (PecuniAmi): “Serve educazione finanziaria dalle basi” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Più che debole o nulla, la preparazione finanziaria degli italiani è estremamente frammentata e questo vuol dire che poi c’è grandissima confusione di base nell’unire i puntini”. Lo ha detto Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria ed endorser dell’Osservatorio Groupama Assicurazioni ‘Change Lab, Italia 2030’, intervenendo sulla sesta edizione dell’indagine dedicata all’educazione finanziaria. “Gli italiani sono molto curiosi su questo, ma magari sanno cosa sono strumenti molto complessi e non conoscono quelli di base”, ha spiegato. Secondo Fall, questa situazione si riflette anche sul piano emotivo: “Gli studi scientifici ci dicono che nell’investimento l’80% è emozione; l’esito dell’investimento è dovuto a quanto uno riesce a gestire la propria emotività quando si è all’interno degli investimenti”. 

La divulgatrice ha inoltre evidenziato come il forte orientamento al risparmio abbia radici culturali profonde. “La paura degli italiani che li porta a risparmiare tanto e investire poco è un fattore molto culturale. Siamo in un Paese che ha vissuto molte traversie nei secoli, quindi gli italiani hanno sempre cercato di coltivare e difendere il proprio orticello”. Per questo, ha aggiunto, “investire vuol dire fidarsi del futuro” e richiede “uno switch mentale”. 

Guardando ai prossimi anni, Fall ha sottolineato che l’intelligenza artificiale viene percepita come un supporto alla consulenza e non come un sostituto. “Gli italiani non vedono l’intelligenza artificiale come uno strumento per investire da soli, ma come un supporto per aiutare i professionisti ad aiutare gli investitori”. 

economia

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Veeva Acquires Copli, Launches Veeva Falcon MLR to Accelerate Content Review – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Now Available, Veeva Falcon MLR Delivers Agentic MLRTM to Significantly Reduce Manual Effort and Shorten Review Cycles 

PLEASANTON, Calif. and COPENHAGEN, Denmark, June 23, 2026 /PRNewswire/ — Veeva Systems (NYSE: VEEV) today announced it has acquired Copli, the pioneer in agentic medical, legal, and regulatory (MLR) solutions for the life sciences industry. Copli is now available as Veeva Falcon MLR, an agentic MLR solution that significantly accelerates content review with the potential to eliminate 70% or more of manual MLR labor within five years. 

Veeva Falcon MLR brings agentic automation to marketing teams, MLR groups, and agencies. It executes rigorous reviews of promotional and medical materials, conducting compliance checks against approved labels and local regulations, to minimize manual effort and free reviewers for higher value work. 

“Our breakthrough with agentic MLR marks a fundamental shift in commercial and medical content review and approval,” said Jacob Scheel-Bech, CEO of Copli. “As part of Veeva, we can scale our vision for MLR transformation. Veeva Falcon MLR brings compliance at speed to the industry with intelligent agents that work seamlessly with Veeva PromoMats.” 

“The MLR process has long been a significant bottleneck in getting critical information to patients and doctors,” said Emma Hyland, vice president, Veeva Commercial Content. “With Veeva Falcon MLR, our customers can speed up the entire review cycle, automating routine labor so reviewers can become strategic advisors.” 

To learn more about Veeva Falcon MLR register for the upcoming webinar on July 9 at 10 a.m. ET or visit FalconMLR.veeva.com. 

About Veeva SystemsVeeva delivers the industry cloud for life sciences with software, AI, data, and consulting. Committed to innovation, product excellence, and customer success, Veeva serves more than 1,500 customers, ranging from the world’s largest pharmaceutical companies to emerging biotechs. As a Public Benefit Corporation, Veeva is committed to balancing the interests of all stakeholders, including customers, employees, shareholders, and the industries it serves. For more information, visit veeva.com. 

Veeva Forward-Looking StatementsThis release contains forward-looking statements about the expected results and benefits from our acquisition of Copli. These statements are based on our current plans, estimates, and expectations. Acquisitions are risky, and we cannot be certain of success. Actual results could differ materially from those provided in this release and we have no obligation to update such statements. We describe the risks and uncertainties that we believe are most relevant to our business, including risks associated with acquisitions, in our periodic SEC filings, which you can access at sec.gov. 

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Malattia venosa cronica, esperti: “Non è solo un problema degli arti inferiori” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Spesso sottovalutate, le alterazioni del sistema venoso, come la malattia venosa cronica e la malattia emorroidaria, possono evolvere in quadri clinici più complessi e avere un impatto significativo sulla qualità di vita, per questo richiedono una valutazione clinica adeguata. La malattia venosa cronica, spesso ricondotta a un semplice disturbo estetico delle gambe o problema legato alla stagionalità, è in realtà una condizione complessa e progressiva, che può manifestarsi con sintomi quali pesantezza, dolore, gonfiore, crampi, prurito, alterazioni cutanee e varici. Il disturbo, che colpisce – informa Servier in una nota – circa 19 milioni di persone in Italia, presenta una prevalenza di genere, colpendo oltre la metà delle donne e una percentuale compresa tra il 10% e il 50% degli uomini. Le evidenze scientifiche suggeriscono inoltre una relazione tra insufficienza venosa cronica, fattori di rischio cardiovascolare e comorbidità cardiovascolari, confermando l’importanza di una presa in carico complessiva del paziente e dei suoi fattori di rischio. 

“Questo legame – spiega Romeo Martini, presidente della Società italiana di angiologia e patologia vascolare (Siapav) – può essere spiegato dalla presenza di meccanismi fisiopatologici comuni, tra cui l’infiammazione cronica, oltre alla condivisione di fattori di rischio quali età, fumo, diabete, obesità e sovrappeso. Sebbene la distinzione tra patologia arteriosa e patologia venosa sia utile dal punto di vista anatomico e didattico, nella pratica clinica entrambe interessano il sistema cardiovascolare – chiarisce – Le più recenti evidenze indicano che i pazienti con malattia venosa cronica possono presentare una maggiore prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare e di patologie correlate. Per questo motivo la malattia venosa cronica non dovrebbe essere considerata soltanto una patologia degli arti inferiori, ma anche un elemento da valutare nel quadro complessivo della salute cardiovascolare”. 

Tra le condizioni legate ad alterazioni del sistema venoso rientra anche la malattia emorroidaria. Si stima che oltre il 50% della popolazione adulta occidentale sperimenti sintomi emorroidari almeno una volta nella vita, con maggiore frequenza dopo i 40 anni. I sintomi possono includere dolore, prurito, sanguinamento, bruciore e fastidio locale, con possibili episodi acuti. Sia la malattia venosa sia la malattia emorroidaria sono patologie croniche e ingravescenti e possono influire sulle attività quotidiane e sul benessere dei pazienti. Per questo è importante riconoscerne precocemente i sintomi e rivolgersi al medico o al farmacista per una gestione appropriata. 

  

Per il trattamento di queste condizioni – riferisce Servier – è ora disponibile “Daflon® 1000 mg, un extension line del noto farmaco che concentra in un’unica compressa il doppio del principio attivo a base di frazione flavonoica purificata micronizzata (Ffpm) ad azione vasoprotettrice e venotonica”. È indicato nel trattamento “dei sintomi attribuibili a insufficienza venosa, degli stati di fragilità capillare e della crisi emorroidaria acuta”. La Ffpm è riconosciuta nelle principali linee guida internazionali per la gestione delle patologie venose croniche degli arti inferiori, che ne riconoscono il ruolo nel controllo della sintomatologia, fin dalle fasi iniziali della malattia, e l’azione su alcuni meccanismi fisiopatologici, tra cui infiammazione, alterazioni del microcircolo e aumento della permeabilità capillare. Il trattamento – si legge nella nota – rappresenta “una delle opzioni farmacologiche consolidate per la gestione dei sintomi dell’insufficienza venosa degli arti inferiori, della fragilità capillare anche del plesso emorroidario e della crisi emorroidaria acuta. Il nuovo dosaggio in compresse da 1000 mg consente di semplificare lo schema di assunzione, nel rispetto della posologia riportata nel foglio illustrativo e delle indicazioni del medico o del farmacista”. 

“Il principale vantaggio del nuovo dosaggio di Daflon® 1000 mg risiede nella semplificazione dello schema terapeutico – sottolinea Martini – Ridurre il numero di compresse da assumere può facilitare il rispetto della prescrizione, soprattutto nei pazienti che seguono più terapie. Una maggiore semplicità di assunzione può favorire la continuità del trattamento e rendere più pratica la gestione della terapia, anche nei regimi che prevedono dosaggi più elevati, come nel trattamento sintomatico della crisi emorroidaria acuta”. 

Il lancio “di Daflon® 1000 mg rappresenta un traguardo fondamentale nel nostro costante percorso di innovazione al servizio dei pazienti – afferma Emilio Gagliardi, Managing Director Servier Italia & Malta – Questo nuovo dosaggio non è solo una risposta concreta alle esigenze di semplicità ed efficacia terapeutica, ma testimonia la determinazione di Servier nel continuare a investire in Ricerca e sviluppo nell’ambito delle malattie cardiovascolari. Da decenni, il nostro Gruppo dedica risorse significative alla comprensione dei meccanismi patologici venosi, con l’obiettivo di offrire soluzioni che migliorino sensibilmente la qualità della vita. Con Daflon® 1000 mg – aggiunge – consolidiamo il primato di un brand che è diventato sinonimo di fiducia e leadership non solo in Italia, ma nei mercati di tutto il mondo”. Oltre allo sviluppo di soluzioni terapeutiche, il Gruppo – conclude la nota – promuove iniziative di informazione e sensibilizzazione, favorendo una maggiore conoscenza delle patologie venose. Un esempio concreto è rappresentato dai canali social Facebook e Instagram ‘Oltre le tue gambe’, che mettono a disposizione informazioni, approfondimenti e contenuti utili per il riconoscimento e la gestione della malattia venosa ed emorroidaria. 

cronaca

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Milano, primarie Lega candidato sindaco: vincono Salvini e Sardone. Vannacci: “Avremo un nostro candidato” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “I milanesi hanno espresso una preferenza netta e inequivocabile per Matteo Salvini e Silvia Sardone, che risultano i più votati in assoluto”. Si sono concluse le primarie della Lega per la scelta del candidato sindaco di Milano. A commentare l’esito delle urne è Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale a Milano. “Siamo profondamente orgogliosi di questo straordinario esercizio di democrazia diretta. Mentre altri decidono nelle stanze chiuse dei palazzi, la Lega come sua abitudine è scesa nelle piazze per dare la parola ai milanesi, dimostrando ancora una volta che il Movimento è fatto dai cittadini che devono essere i veri protagonisti del futuro della città. Un grazie immenso va a tutti i militanti, ai sostenitori e ai milanesi che in questo fine settimana di caldo torrido hanno affollato i nostri gazebo”, ha detto. 

“Tra gli altri nomi di grande rilievo emersi dalle preferenze dei cittadini troviamo anche quelli di Morelli, lo stesso Piscina, Verri, Spada, Del Debbio, Albertini, Parodi e Borghi. Questa rosa di nomi, qualora i singoli candidati accettino, sarà giustamente e orgogliosamente proposta alla coalizione di centrodestra per la scelta finale e condivisa del futuro Sindaco di Milano”, ha aggiunto Piscina. 

“Le primarie sono state un bellissimo momento di ascolto e di democrazia. Avere in due giornate fra le più calde dell’anno 10.000 persone che sono venute a dire la loro è importante. E che in più di 5.000 abbiano scritto ‘Salvini’ per me è motivo di orgoglio”, ha detto il vicepremier e segretario della Lega a margine del sopralluogo al cantiere per la realizzazione della nuova sede della Polizia di Stato alla caserma Montello di Milano. “Sicuramente io e Silvia Sardone siamo stati quelli che hanno avuto più partecipazione, però mi sembra che siano stati indicate più di 50 persone, quindi c’è l’imbarazzo della scelta”, ha aggiunto. Nonostante sia il più votato come candidato sindaco, Salvini ha altri progetti: “Io sto facendo il ministro, conto di fare il ministro, Silvia Sardone è assolutamente una risorsa importante, così come altri nomi, fatti dai cittadini alle primarie: Alessandro Morelli, Verri, Piscina, poi anche nomi non Lega come Del Debbio, Parodi, Spada, Albertini stesso, quindi offriamo al centro-destra non solo dei nomi ma anche un’idea di città, perché questi 10.000 milanesi ci hanno parlato di sicurezza, costo della vita, costo della casa, la viabilità, le Ztl. Insomma c’è una bella idea della città che noi vogliamo che sia e offriamo al centro-destra questa idea di città”. Il nome di Maurizio Lupi “non è venuto fuori ma magari faranno le primarie altri e verrà fuori. È un nome di cui discutere”, ha quindi aggiunto.  

Rispetto alle perplessità negli alleati di centrodestra per l’ipotesi di Silvia Sardone candidata sindaco, Salvini ha commentato: “Noi facciamo delle proposte. Se qualcuno dice no, faccia delle altre proposte. Io da parte di qualcuno non ho ancora capito chi è il candidato. Noi offriamo una cinquantina di candidati, se non va bene nessuno di questi cinquanta, magari il cinquantunesimo che ci proporranno loro va bene. Tra i cinquanta nomi c’è gente esterna, quindi a me andrebbe bene”. La raccomandazione del leader della Lega è a scegliere il nome del candidato “velocemente, per me anche prima dell’estate”, perché “se si sceglie all’ultimo momento, si fatica. A me va bene politico o civico, della Lega o non della Lega. Dopo 15 anni di sinistra da milanese vorrei guardare avanti. E vorrei che il centrodestra scegliesse velocemente non come l’ultima volta, sia a Milano che a Roma”. 

Il mio nome come candidata a sindaco di Milano? “Sono onorata, ringrazio tanti cittadini che hanno deciso di scrivere il mio nome ma non erano primarie di coalizione. Quindi attendo o le primarie di coalizione o che i partiti si incontrino”, ha detto all’AdnKronos la vicesegretaria ed eurodeputa della Lega. “Sono sicura che ci saranno tantissimi altri nomi validi sul campo, io ci sono. L’importante è che i partiti di coalizione si muovano a scegliere la persona. Io ci sarò comunque, se anche non dovesse essere il candidato sindaco, darò una mano in campagna elettorale per non far vincere la sinistra”, ha aggiunto.  

“Salvini è il segretario federale, è ovvio ed è naturale che sia coinvolto. Inoltre, Milano è la sua città, i cittadini lo hanno scelto e da sempre indica insieme agli altri partiti il candidato sindaco. Ha già dichiarato che ringraziava ma ha altro da fare di importante a Roma. Sicuramente ha sempre detto che sogna prima della pensione di ricoprire questo ruolo, ma oggi ci serve come segretario federale e come vicepremier”, ha continuato. “Abbiamo le campagne elettorali anche per le politiche – fa notare Sardone – e anche in quell’occasione ci sarà tanto lavoro da fare”, ha aggiunto. 

“Le alleanze si fanno prima delle elezioni e non è adesso il caso. Noi a Milano ci saremo, ci saremo come futuro nazionale e molto probabilmente avremo un nostro candidato, poi discuteremo con tutti, sempre mantenendo fede alle nostre posizioni e alle nostre linee rosse”, ha intanto annunciato dal canrìto suo il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci sul candidato sindaco a Milano, a margine di un convegno sulla scuola a palazzo San Macuto. 

politica

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Mostra Venezia, svelata la giuria: ci sono anche Kaouther Ben Hania e Francesco Casetti – di Redazione Ciaoup

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Svelata la giuria internazionale del Concorso della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Presieduta – come già annunciato il 23 aprile scorso – dalla regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, la Giuria sarà inoltre composta da: la regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, il compositore e artista britannico Daniel Blumberg, il docente universitario italiano Francesco Casetti, il regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, la regista e sceneggiatrice afgana Shahrbanoo Sadat, il regista e produttore hongkonghese Johnnie To. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera.  

La Giuria Venezia 83 assegnerà ai lungometraggi in Concorso – senza possibilità di ex-aequo – i seguenti premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente. 

Unico italiano nella Giuria della prossima edizione della Mostra, Francesco Casetti è un docente universitario di nazionalità italiana e statunitense. È Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies a Yale, dove ha diretto sia il Film and Media Studies Program, sia l’Humanities Program, e dove è anche affiliato alla Facoltà di Architettura. In precedenza, ha insegnato in Italia, dove è stato Presidente della Consulta Universitaria del Cinema e Pro-Rettore dell’Università Cattolica di Milano. È stato Visiting Professor presso l’Università Paris 3 La Sorbonne Nouvelle, l’Università dell’Iowa e Harvard. Ha avuto fellowship presso l’Università di Otago, la Bauhaus University-Weimar e la Freie Universität-Berlin. Nel 2000 gli è stata conferita la Chair of Italian Culture a Berkeley. È stato tra i fondatori di Filmmaker, Milano, una iniziativa a sostegno dei giovani registi. Ha fatto parte del Comitato Scientifico della Scuola Nazionale di Cinema, Roma, ed è stato membro del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Luce. Tra i suoi libri si annoverano ‘Dentro lo sguardo: il film e il suo spettatore’ (1986), ‘Teoria del Cinema 1945-1990’ (1991), ‘L’occhio del Novecento’ (2005), ‘La Galassia Lumière’ (2015) e ‘Schermare le paure’ (2023). 

Kaouther Ben Hania, regista e sceneggiatrice tunisina. Il suo cinema si muove tra finzione e documentario, esplorando spesso i temi del potere, dell’ingiustizia e della fragile posizione dell’individuo all’interno di sistemi oppressivi. Il suo ultimo film, ‘La voce di Hind Rajab’, è stato presentato in Concorso a Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento – Gran Premio della Giuria, ed è stato candidato all’Oscar come Miglior film internazionale. Il suo film precedente, ‘Quattro figlie’, ha vinto l’Œil d’Or a Cannes ed è stato candidato all’Oscar come Miglior documentario. Tra i suoi lavori precedenti figurano L’uomo che vendette la sua pelle, candidato all’Oscar come Miglior film internazionale, ‘La bella e le bestie’ e ‘Challatt Tunes’. Con un linguaggio cinematografico singolare che fonde realismo, recitazione e urgenza politica, Ben Hania si è affermata come una delle voci più significative del cinema mondiale contemporaneo.  

Daniel Blumberg, compositore e artista britannico, vive a Londra e la sua attività spazia dalla composizione di canzoni all’improvvisazione, dall’elaborazione di suoni al disegno. Ha pubblicato quattro album da solista con l’etichetta ‘Mute – Liv'(2014), ‘Minus’ (2018), ‘On&On’ (2020) e’ Gut’ (2023) – e ha composto colonne sonore per diversi film tra cui ‘The Brutalist’ di Brady Corbet (2024), ‘Sotto le nuvole’ di Gianfranco Rosi (2025) e ‘Il testamento di Ann Lee’ di Mona Fastvold (2025). Nel 2025 ha ricevuto un Oscar e un Bafta per la colonna sonora di ‘The Brutalist’. Blumberg è anche artista visivo e realizza disegni con la tecnica della punta d’argento. Le sue opere sono state esposte alla Balice Hertling di Parigi, alla Triennale di Milano, all’ICA di Londra, alla Kunsthal di Rotterdam, alla Deichtorhallen di Amburgo e al KW Institute for Contemporary Art di Berlino.  

Xavier Giannoli, regista e sceneggiatore francese. Nato a Parigi, ha studiato letteratura e ha poi realizzato diversi cortometraggi, tra cui ‘L’Interview’, che ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 1998. Ha poi scritto e diretto una decina di lungometraggi, tra cui ‘Marguerite’, ‘Illusioni perdute’ (César per il Miglior film nel 2022) e, quest’anno, ‘Les Rayons et les ombres’. I suoi film sono stati selezionati in numerosi festival internazionali come la Mostra di Venezia, Telluride o Cannes. Ha anche scritto e diretto per Canal+ la serie ‘Of Money and Blood’, presentata alla Mostra nel 2023. 

Shahrbanoo Sadat, regista afghana. È nata nel 1991 e vive ad Amburgo, in Germania, dove si è trasferita dopo la caduta di Kabul nel 2021. Sta realizzando un ambizioso ciclo cinematografico in cinque parti ispirato al manoscritto autobiografico inedito del suo amico e collaboratore di lunga data, Anwar Hashimi. La prima parte, ‘Wolf and Sheep’ (2016), è stata presentata in anteprima alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, dove è stata candidata alla Camera d’Or e ha ricevuto l’Art Cinema Award (CICAE). Anche la seconda parte, ‘The Orphanage’ (2019), è stata proiettata alla Quinzaine. La terza parte, ‘No Good Men’, ha aperto la Berlinale nel 2026 e vede sia Sadat che Hashimi nei ruoli principali. Sadat è considerata una regista pionieristica che ha contribuito allo sviluppo del cinema afghano attraverso i suoi film. Il suo lavoro esplora temi quali l’identità, la memoria, la rappresentazione e il genere, ed è caratterizzato da una distintiva prospettiva femminista. Nei suoi film, mette in luce storie ed esperienze afghane che sono spesso trascurate nella cultura cinematografica globale. 

Johnnie To, regista e produttore hongkonghese. Johnnie To Kei-fung è nato nel 1955. Pur essendo profondamente radicato nel mercato cinematografico locale e in quello cinese in generale, il suo lavoro ha riscosso un ampio successo anche a livello internazionale. Nell’arco di una carriera pluridecennale, To ha costruito una filmografia impressionante e variegata, sebbene a livello internazionale sia più conosciuto per la sua maestria nei generi d’azione e poliziesco. Grazie a questi film To è diventato autore di culto e ha ottenuto il plauso della critica nei principali festival internazionali. Spesso descritto come “poliedrico e camaleontico” per la capacità di spaziare tra vari toni e generi, To mantiene uno stile di regia coerente, caratterizzato da un approccio intransigente alla narrazione, alla tensione drammatica e alla composizione dell’immagine. È stato membro della giuria di Venezia nel 2008. Quattro dei suoi film sono stati presentati a Venezia: ‘Throw Down’ (2004), ‘Exiled’ (2006), ‘Mad Detective’ (2007, co-diretto con Ka-Fai Wai) e ‘Life Without Principle’ (2011). 

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A Vicenzaoro e T.Gold nuovo padiglione Ieg  – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Svelerà i suoi spazi a settembre il nuovo “Padiglione 2” del quartiere fieristico di Vicenza di Italian Exhibition Group (Ieg), che sarà pienamente operativo con la nuova edizione di Vicenzaoro e T.Gold in programma dal 4 all’8 settembre prossimi . In linea con il cronoprogramma annunciato, Ieg realizza non solo un luogo che riunisce tutta la community del gioiello, ma che esalta il cuore produttivo internazionale dell’offerta di Vicenzaoro. Un’infrastruttura che permette di attraversare in modo più efficace il quartiere tra i diversi settori espositivi di Vicenzaoro, con una navigabilità resa più lineare grazie a un edificio che rappresenta il vero e proprio crocevia dell’intero plant. Non solo. L’edificio progettato dallo Studio GMP di Amburgo, nella persona dell’architetto Volkwin Marg, eleverà gli standard qualitativi e l’attrattività dell’intero quartiere, con ricadute positive sul portfolio di manifestazioni di IEG a Vicenza, sull’attività congressuale del VICC e per il territorio. 

Dunque, a settembre si potrà percorrere il nuovo padiglione di 23.000 metri quadrati del quartiere fieristico vicentino. «Con il nuovo Padiglione 2 Vicenzaoro rafforza il proprio ruolo di piattaforma internazionale di riferimento per la filiera del gioiello – dichiara il presidente IEG Maurizio Ermeti – offrendo una casa ancora più moderna alle community che raggruppano il meglio della produzione orafa, dei semilavorati e delle tecnologie che da tutto il mondo scelgono Vicenza come luogo di incontro e di business. Quel che abbiamo realizzato nel cuore di uno dei distretti leader dell’oreficeria e gioielleria made in Italy – continua Ermeti – costituisce anche un’opportunità di sviluppo per il territorio, le imprese e le future generazioni. Una promessa che diventa realtà». 

Facilità di connessione e sostenibilità energetica: il nuovo Padiglione 2 è stato progettato come il nuovo fulcro del quartiere fieristico di Vicenza. Collegato direttamente ai Padiglioni 1, 4 e 6, migliora i percorsi interni e rende più agevoli gli spostamenti tra le diverse aree espositive. La struttura si sviluppa su due livelli principali, serviti da scale mobili e ascensori, ed è completata da un piano ammezzato dedicato ai servizi. Al suo interno trovano spazio un ristorante e tre bar, che si aggiungono così agli altri 11 già presenti per espositori e visitatori all’interno del quartiere. 

 

 

Per Vicenzaoro, la nuova superficie disponibile nel Padiglione 2 consente di trasferire la community merceologica dell’oreficeria, precedentemente ospitata nel Padiglione 4. Grazie al nuovo Padiglione 2, T.Gold, il salone dedicato alle tecnologie per l’industria orafa, si sposta nel Padiglione 4 ed entra così nel quartiere fieristico, trovando per la prima volta spazio sotto lo stesso tetto di Vicenzaoro. Nelle precedenti edizioni, fino allo scorso gennaio, era infatti ospitato nel Padiglione 9, situato all’esterno del perimetro espositivo e, grazie alla nuova collocazione, guadagna ulteriore superficie espositiva rispetto alla precedente. Dunque, il nuovo layout renderà ancora più forte Vicenzaoro che, rappresentando in un unico luogo l’intera filiera orafa, concretizzerà la propria strategia di crescita e leadership internazionale. Sul tetto del nuovo Padiglione 2, infine, IEG ha raddoppiato la potenza installata da fotovoltaico, con un megawatt aggiuntivo. In assenza di manifestazioni il quartiere fieristico di IEG è in grado di raggiungere la piena autonomia energetica.  

«La principale sfida che abbiamo vinto è stata il rispetto dei tempi, abbiamo lavorato in condizioni particolari e complesse per effetto della logistica del cantiere nel cuore del quartiere fieristico. Il tutto senza alcun fermo delle manifestazioni, gestendo il periodo transitorio nella piena soddisfazione degli espositori. Aver assicurato continuità a quattro edizioni di Vicenzaoro con un investimento da 60 milioni e un cantiere a impatto zero per i visitatori è per noi un grande successo. Ci apprestiamo quindi a dare il via ad una trasformazione dell’intero polo espositivo e congressuale: non solo Vicenzaoro offrirà una migliore qualità della visitazione e della circolazione tra padiglioni, ma scelte come l’altezza di nove metri dei due piani del nuovo Padiglione 2 permetteranno un uso ottimale anche per ulteriori eventi su segmenti merceologici diversi», aggiunge il direttore della sede IEG di Vicenza Mario Vescovo. 

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Milano, litigano per una donna: uno estrae una pistola e l’altro lo investe uccidendolo – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Si danno appuntamento per chiarire una questione legata a una donna: uno estrae una pistola a salve e spara due colpi, l’altro accelera e lo investe con l’auto, uccidendolo. È successo domenica sera, poco prima della mezzanotte, in un parcheggio a Zibido San Giacomo, in provincia di Milano. La vittima è un uomo di 40 anni, l’investitore ne ha 31. Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Abbiategrasso, coordinati dalla Procura di Pavia.  

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