Ascolti tv, 18 giugno: Svizzera‑Bosnia su Rai1 al 23.8% domina la prima serata – di Redazione Ciaoup

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I Mondiali continuano a sostenere la leadership della prima serata di Rai1. Ieri Svizzera‑Bosnia Erzegovina ha conquistato 3.903.000 spettatori pari al 23.8% di share, imponendosi nettamente come programma più visto del prime time (primo tempo a 3.728.000 e il 21.6%, secondo tempo a 4.063.000 e il 26%). 

Al secondo posto, su Rete4, ‘Quarto Grado’ totalizza 1.133.000 spettatori con il 10.2%. Terza posizione per Canale5: ‘Montmartre’ raccoglie 1.198.000 spettatori pari al 9.6%. 

A seguire, tra gli altri ascolti della prima serata: ‘Sarabanda Celebrity’ su Italia1 (956.000 spettatori, 7.8%; Aftershow a 624.000 e 11%), ‘Overland’ su Rai3 (805.000 spettatori, 5.4%), ‘Piazzapulita’ su La7 (682.000 spettatori, 5.8%), ‘Tutte contro lui – The Other Woman’ su Tv8 (425.000 spettatori, 3%) e ‘Sinceramente Persia – One Milf Show’ sul Nove (434.000 spettatori, 3.1%). 

spettacoli

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Scontro tra tre auto sulla Pontina, un morto e 5 feriti a Latina – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –  Incidente mortale sulla strada statale 148 Pontina con uno scontro, per cause in corso di accertamento, che ha coinvolto tre veicoli causando il decesso di una persona e il ferimento di altre cinque. La strada è provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni a Latina (chilometro 73) con il traffico deviato sulla complanare con indicazioni sul posto. Lo riferisce Anas, il cui personale è intervenuto per ripristinare la transitabilità appena possibile.  

cronaca

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Trump attacca Meloni, Tajani annulla visita negli Usa: “Parole gravi e offensive” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Dopo l’attacco di Trump a Meloni, scatta la solidarietà della politica alla presidente del Consiglio, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia l’annullamento della sua missione a Miami, dove avrebbe dovuto partecipare al business forum con il Segretario di Stato americano Marco Rubio. 

“Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – scrive sui social il ministro e vicepremier – offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno”.  

”Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia. Posso invece immaginare quanto le sia costato mettere da parte ciò che Trump aveva detto settimane fa, per fare l’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ed immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente Usa. Per quanto caduta di stile sia un implicito ed immeritato riconoscimento, in questo caso, ciò che ferisce è che battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli Usa, né all’Italia, né all’alleanza’, scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. 

“I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti”, fa eco Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo. 

“Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump. Nessuno può permettersi questo tono arrogante con chi guida il governo italiano. Tutto mi separa da Meloni e dalla destra, che millantava di fare da ponte. Ma nessuno può trattare l’Italia in questo modo”, scrive sui social il senatore del Pd Filippo Sensi. 

“Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione”, scrive Carlo Calenda sui social. 

“Non è accettabile il livello di offesa crudele che il presidente Trump ha rivolto alla premier. La figuraccia la fa lui: un prepotente che non si fa scrupolo a danneggiare le relazioni con l’Italia. Molto mi divide da Giorgia Meloni, ma non il rispetto: a lei solidarietà”, aggiunge Lia Quartapelle, deputata dal Pd. 

“Conosco Giorgia da ‘qualche’ anno, escludo possa mai implorare chicchessia. Dunque, questa esternazione parte a monte da una menzogna. Constato che Donald Trump ha speso parole encomiastiche nei suoi confronti finché il governo italiano non ha puntualizzato la sua indipendenza con l’indisponibilità all’uso delle basi militari come piattaforme americane per azioni di guerra. Oltretutto azioni non decise dall’Onu né dalla Nato, di cui l’Italia fa parte aderendo alle sue regole”, dichiara in un comunicato stampa il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia. “Il popolo americano era e resta un popolo amico, gli Usa sono parte decisiva di quella civiltà occidentale che Giorgia Meloni ha risvegliato nei sentimenti europei, anglosassoni e di buona parte delle democrazie liberali del pianeta. Continueremo a farlo presente ignorando caratteri e colore politico di capi di governo e presidenti, constatando che Trump ha insultato a giro tutti i leader europei, determinando il peggior clima possibile tra il nostro continente e gli Stati Uniti dal secondo dopoguerra”, conclude Rampelli. 

“Noi che pensavamo di aver toccato il fondo con le ‘ginocchiere’ evocate vergognosamente nell’Aula della Camera dei deputati, dobbiamo ricrederci dopo aver ascoltato le parole del presidente Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni. Così, con infinita pena, esprimo la più convinta vicinanza al presidente Meloni e mi smarrisco nella vacuità di dichiarazioni gravi perché provenienti dal presidente di un Paese che è diventato ciò che è anche grazie a milioni di italiani”, dichiara quindi Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia. 

“Solidarietà a Giorgia Meloni. A prescindere dal perché siamo a questo punto, adesso va detta una cosa soltanto: chi schiaffeggia i rappresentanti dell’Italia schiaffeggia l’Italia e noi, come italiani, non possiamo lasciarlo fare”, scrive Andrea Orlando sui social. 

“Quando un capo di Stato estero, indegno rappresentante pro-tempore di una nazione baluardo di dignità, libertà e democrazia, insulta il nostro Primo Ministro, la politica deve reagire compatta. Non è una questione di destra, sinistra o centro. Ma di dignità nazionale. Right (or left) or wrong, it’s my country. Solidarietà del Partito Liberaldemocratico a Giorgia Meloni”. Così Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico, in un post sui social. 

“Trump sempre più surreale, ora bullizza anche Giorgia Meloni, l’ultima alleata che le era rimasta. Spero che la premier italiana faccia mea culpa per aver schiacciato la politica estera italiana sulle posizioni di questa amministrazione americana che sta facendo più danni delle cavallette. Che aspetta a schierarsi con decisione con l’Ue?”, afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi. 

“La dichiarazione di Donald Trump è la diretta conseguenza della politica di subalternità con cui Giorgia Meloni ha costruito il rapporto col Presidente degli Stati Uniti d’America. Un rapporto che ha portato Giorgia Meloni ad essere patriota a Washington e forestiera in Italia, a tutelare gli interessi economici di Trump, a subire il ricatto del 5% delle spese per armamenti, ad acquistare il gas, a chiedere la modifica dei regolamenti europei in materia di tutela ambientale e sanitaria”, attacca invece Angelo Bonelli. “Una vera patriota a Washington. Ma il punto è il seguente: al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Perché dopo questa figuraccia e aver fatto perdere la dignità all’Italia e agli italiani, comincerei a pensare di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l’Italia, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all’Italia stessa”, aggiunge il deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. 

“Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni, e il problema è che fa il Presidente degli Stati Uniti, o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale, e il problema è che fa la Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese”, gli fa eco Nicola Fratoianni, di Avs. “Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni. Se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump, come confermano gli acquisti di armi e di gas dagli Usa, che peseranno enormemente sui bilanci delle famiglie del nostro Paese. Una situazione grottesca – conclude Fratoianni – che gli italiani non si meritano davvero”. 

politica

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Israele, 4 soldati uccisi da Hezbollah. Ben Gvir: “Tutto il Libano deve bruciare” – di Redazione Ciaoup

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“Tutto il Libano deve bruciare”. È questa la risposta del ministro per la sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, dopo l’uccisione di quattro soldati israeliani nel sud del Libano durante la notte, a causa di attacchi condotti da Hezbollah.  

L’esercito israeliano ha poi dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah in Libano e di aver ucciso decine di miliziani, mentre Hezbollah – riferisce l’agenzia di stampa statale libanese – almeno 18 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani che si sono concentrati la notte scorsa nella regione di Nabatiyé, nel sud del Libano.  

“Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere”, ha scritto Ben-Gvir su ‘X’ aggiungendo che “con tutto il dovuto rispetto per gli americani, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono sacrificabili”. Tra i soldati uccisi anche un comandante di battaglione carri armati delle Forze di Difesa Israeliane. 

 

 

Secondo quanto riportato nell’attacco contro l’esercito israeliano, avvenuto poco dopo la mezzanotte, un drone o un missile anticarro ha colpito il carro armato israeliano nel villaggio di Kfar Tebnit, nel sud del Libano. ll tenente colonnello rimasto ucciso aveva peraltro da poco sostituito il precedente comandante di battaglione, rimasto gravemente ferito nel sud del Libano ad aprile. 

Il ministro israeliano ha aggiunto che “il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, e questo impegno ha la precedenza su ogni altra considerazione. Basta con questo tira e molla. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e moderazione: bisogna scatenarsi. Annientare. Schiacciare il terrore”. 

In Libano occorre “aprire le porte dell’inferno”, ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich dopo l’attacco di Hezbollah nel sud del Libano costato la vita a quattro soldati delle Idf. Su ‘X’, il ministro ha parlato di “mattinata difficile” e ha detto che “è tempo di parlare con il fuoco. Di spalancare le porte dell’inferno”. 

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver condotto attacchi “in profondità” in Libano, in particolare nella Valle della Bekaa, dopo l’uccisione dei quattro soldati israeliani. Si tratta di “una risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah”, hanno riferito le Idf spiegando di aver colpito “infrastrutture” appartenenti al gruppo. 

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah in Libano e di aver ucciso decine di miliziani in risposta a quelle che ha definito violazioni del cessate il fuoco, ovvero agli attacchi nei quali sono stati uccisi quattro soldati delle Idf. “Durante la notte, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno colpito più di 80 centri di comando, terroristi, postazioni di lancio e ulteriori siti infrastrutturali terroristici nell’area di Nabatieh e in altre zone del Libano meridionale, all’interno e all’esterno della zona di sicurezza”, si legge in un comunicato dell’esercito israeliano. 

“Inoltre, durante gli attacchi, decine di terroristi di Hezbollah che operavano nei centri di comando sono stati eliminati”, ha aggiunto. 

internazionale/esteri

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Migranti, Italia con 18 Paesi all’Ue: “Avanti con Cpr in Paesi terzi”  – di Redazione Ciaoup

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Occorre “avanzare il prima possibile con soluzioni basate in Paesi terzi” in ambito migratorio, come i centri di rimpatrio extra Ue. Questo il messaggio veicolato dall’Italia e altri 18 Paesi europei ai leader delle istituzioni Ue e agli altri capi di Stato e di governo in una lettera, pubblicata al termine della consueta riunione sulla migrazione promossa da Roma e Copenaghen a margine dei lavori del Consiglio europeo, che cita esplicitamente la cooperazione Italia-Albania come esempio. 

“Deve sempre essere una decisione democratica chi può entrare e restare nei nostri Paesi. È fondamentale che continuiamo a sfidare lo status quo, in cui i trafficanti di esseri umani fanno fortuna e la migrazione viene strumentalizzata”, scrivono i leader firmatari, ricordando i progressi compiuti negli ultimi anni e i recenti sviluppi “sugli ultimi elementi chiave della nuova legislazione”, tra cui l’ok del Parlamento europeo al nuovo Regolamento rimpatri, che istituzionalizza la soluzione dei centri di rimpatrio in Paesi terzi a livello Ue. 

“La maggioranza degli Stati membri ha preso parte al lavoro su soluzioni nuove e innovative che possono contribuire a ridurre i flussi migratori irregolari verso l’Europa e aumentare il tasso di rimpatri. Insieme, abbiamo ridefinito il dibattito europeo sulla migrazione e raggiunto un ampio consenso sulla necessità di una politica migratoria europea che sia al tempo stesso ferma ed equa”, proseguono i firmatari, prima di sottolineare l’importanza di “mostrare risultati concreti che facciano una reale differenza per i nostri cittadini e avanzare il prima possibile con soluzioni basate in Paesi terzi”. “Dobbiamo sfruttare appieno le nuove possibilità ed essere pronti ad affrontare efficacemente eventuali ostacoli residui per rendere le nuove soluzioni una realtà”, continuano i diciannove capi di Stato e di governo Ue, i quali ritengono che questo sia “il modo più efficace per smantellare i modelli di business dei trafficanti di migranti, eliminare gli incentivi alla migrazione irregolare verso l’Europa e garantire che coloro che non hanno il diritto legale di restare in Europa vengano rimpatriati”. Alcune iniziative “sono già operative, come la cooperazione Italia-Albania”, mentre altri Paesi “stanno lavorando per attuare le nuove possibilità, inclusi gli hub in Paesi terzi”. 

Nella lettera, i diciannove leader europei si impegnano a “guidare personalmente il percorso per assicurarci che le nostre visioni prendano vita” e incoraggiano gli Stati membri disponibili a “perseguire tali soluzioni e ad avviare contatti con potenziali partner. Incoraggiamo inoltre la Commissione a continuare a sostenere gli Stati membri in questi sforzi, anche con risorse finanziarie, e invitiamo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e altre organizzazioni internazionali competenti a partecipare attivamente al processo. È giunto il momento di agire e di ottenere risultati concreti”, concludono. Oltre alle leader di Italia e Danimarca, Giorgia Meloni e Mette Frederiksen, hanno firmato la lettera anche i capi di Stato e di governo di Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria. 

La premier, insieme ai primi ministri danese Mette Frederiksen e olandese Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio a margine del Consiglio europeo. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, si legge in una nota di palazzo Chigi, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria. La presidente Ursula von der Leyen “ha illustrato i principali filoni di lavoro della Commissione in ambito migratorio, soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze migratorie derivanti dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle iniziative necessarie per garantire una risposta europea efficace e tempestiva”. 

Nel corso della riunione, continua la nota, “è stato espresso apprezzamento per i risultati conseguiti negli ultimi mesi, tra cui l’istituzione della lista europea dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del nuovo concetto di Paese terzo sicuro, l’adozione della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, l’accordo politico sul nuovo Regolamento rimpatri e, più recentemente, l’inserimento di un riferimento al sostegno finanziario dell’Unione per le soluzioni innovative in materia migratoria nell’ambito dei negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale”. Meloni “ha sottolineato la necessità di passare rapidamente dalla definizione delle nuove regole alla loro concreta attuazione, a partire dal Regolamento Rimpatri. Richiamando la lettera congiunta inviata oggi insieme al primo ministro Frederiksen ed altri 17 capi di Stato e di governo Ue, il presidente del Consiglio ha evidenziato l’importanza di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili. A tale riguardo, la discussione tra i Leader ha fatto emergere l’interesse a valutare anche ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi”. 

Meloni ha avuto inoltre un confronto verbale, ieri durante il Consiglio europeo, con il collega spagnolo Pedro Sanchez proprio in materia di migrazionisecondo quanto riporta Il Mattinale Europeo. Secondo la ricostruzione, la premier danese – che è socialdemocratica ma è una ‘dura’ in materia di migrazioni – avrebbe lodato il regolamento rimpatri da poco approvato dal Parlamento europeo, cosa che avrebbe provocato l’intervento di Sanchez, anche lui socialista, che avrebbe criticato il medesimo provvedimento, ritendendolo inefficace. 

A quel punto Meloni avrebbe preso la parola, criticando la decisione della Spagna di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari, sostenendo che il provvedimento avrebbe un impatto anche sui Paesi vicini alla Spagna. Il collega belga Bart De Wever, un altro conservatore, avrebbe preso la parola a sua volta, sottolineando di essere dalla parte della collega danese. 

Un alto funzionario Ue conferma all’Adnkronos che “c’è stata effettivamente una discussione” tra Meloni e Sanchez, aggiungendo però di non poter entrare nei dettagli delle conversazioni avvenute nel Consiglio Europeo. Un secondo alto funzionario osserva che la cosa è stata “un po’ più sfumata”. Una terza fonte Ue non smentisce e non conferma: “No comment…”. Una quarta fonte Ue conferma che la ricostruzione “è corretta”, tuttavia il ruolo ‘guida’ nello scambio lo avrebbe avuto Fredriksen, con Meloni e De Wever a sostegno. Meloni e Sanchez hanno avuto un bilaterale prima del summit, confermando la linea comune in materia di Mff 2028-34, ma in materia di migrazioni ci sono differenze di linea politica tra i due leader che sono note e che nessuno dei due ha mai nascosto. 

Secondo una quinta fonte Ue, la protagonista principale dello scambio sarebbe stata la premier danese: “Ha detto – riferisce – che voleva un dibattito sulle migrazioni a livello di leader, che non si tiene da molto tempo”. A quel punto, il premier spagnolo ha ribattuto che non era il caso, e questo ha innescato il dibattito: a sostenere la premier danese non sono stati solo Meloni e De Wever, ma anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier ungherese Peter Magyar. A troncare il dibattito è stato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha rimandato la discussione ad un successivo summit Ue. 

politica

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Vantage si assicura un posto nella lista Fortune Crypto Innovators, mettendo in evidenza l’innovazione nel trading cross-market – di Redazione Ciaoup

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PORT VILA, Vanuatu, 18 giugno 2026 /PRNewswire/ — Vantage, un broker multi-asset a livello globale per il trading di CFD, ha annunciato di essere stato inserito nella lista Fortune Crypto Innovators. Selezionata in modo indipendente dalla redazione di Fortune in base ai propri criteri editoriali, la lista è un punto di riferimento riconosciuto nel settore, evidenziando le aziende attive nell’ambito degli asset digitali e degli ecosistemi finanziari, in senso più ampio. 

 

Grazie alla continua convergenza tra finanza tradizionale e asset digitali, la gestione delle complessità a livello operativo e tecnologico di entrambi gli ambiti richiede un’infrastruttura solida. La selezione di Vantage mette in evidenza la sua capacità di offrire accesso a entrambi i settori, posizionando il broker accanto a importanti aziende native del settore crypto e operatori istituzionali dei mercati finanziari presenti nella lista. 

Marc Despallieres, Amministratore Delegato di Vantage, ha commentato: “Essere inseriti nella lista Fortune Crypto Innovators è un traguardo importante, che riflette il nostro impegno a lungo termine nello sviluppo a livello operativo e nell’innovazione di prodotto. In un contesto di mercato in continua evoluzione, il nostro obiettivo è sempre quello di offrire ai clienti un ecosistema di trading funzionale e trasparente. Tale riconoscimento da parte di Fortune costituisce una conferma indipendente della nostra infrastruttura a livello globale e del nostro continuo sviluppo”. 

La lista Fortune Crypto Innovators offre una valutazione indipendente basata sui criteri editoriali di Fortune. Essendo tra le poche piattaforme CFD multi-asset incluse nell’elenco, questo riconoscimento dimostra la capacità di Vantage di connettere i mercati finanziari tradizionali, tra cui forex, materie prime e indici, con il panorama in continua evoluzione degli asset digitali grazie a una piattaforma di trading multi-asset unica. 

La reputazione di lunga data di Fortune nelle classifiche aziendali a livello globale rende questo riconoscimento ulteriormente importante per le aziende attive all’intersezione tra finanza, tecnologia e risorse digitali. Questo riconoscimento offre una conferma indipendente da parte di terzi del continuo sviluppo aziendale e delle capacità operative di Vantage nel settore multi-asset. 

Guardando al futuro, con la crescente interconnessione dei mercati finanziari a livello globale, la domanda di soluzioni di intermediazione multi-asset sofisticate continua a svilupparsi. Vantage continua a focalizzarsi sugli investimenti nella sua infrastruttura di piattaforma principale, negli strumenti di gestione del rischio e nei pool di liquidità multi-asset, in modo da garantire un ambiente affidabile per gli operatori dei mercati a livello globale. Questo costante sviluppo consente a Vantage di supportare l’accesso a una vasta gamma di mercati per gli operatori dei mercati a livello globale, che devono affrontare condizioni di mercato in continua evoluzione. 

Per ulteriori informazioni sulla piattaforma e sul suo inserimento nella lista Fortune Crypto Innovators, visitare 
Vantage Markets. 

Informazioni su Vantage 

Vantage Markets è un broker CFD multi-asset, che offre accesso a Forex, materie prime, indici, azioni, ETF e obbligazioni. Con oltre 16 anni di esperienza, Vantage offre una piattaforma di trading affidabile, un’app mobile pluripremiata e un’esperienza di trading intuitiva. 

Avvertenza sui rischi: i CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdita di denaro in modo rapido, a causa della leva finanziaria. Assicurarsi di comprendere i rischi, prima di fare trading. 

Disclaimer: il presente contenuto è fornito a solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. Non è rivolto ai residenti di giurisdizioni, in cui il trading di CFD è limitato o vietato. 

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Fii: Saudi ConTech-Redcon, accordo a Roma per portare tecnologia nei cantieri sauditi – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Saudi ConTech e Redcon Construction hanno annunciato la firma di un memorandum of understanding strategico durante Fii Priority Europe 2026, a Roma, per accelerare l’adozione delle tecnologie applicate alle costruzioni in Arabia Saudita.  

L’intesa punta a individuare e implementare soluzioni innovative nei progetti di Redcon nel Regno, sostenendo i programmi di trasformazione digitale, la collaborazione con fornitori tecnologici e il rafforzamento dell’ecosistema saudita dell’innovazione nel settore delle costruzioni. 

Attraverso la partnership, le due organizzazioni definiranno un quadro di lavoro comune per valutare tecnologie emergenti, sviluppare iniziative di digital transformation e creare nuove opportunità di collaborazione tra leader industriali e startup innovative. Il memorandum prevede anche la possibilità di esplorare future opportunità di investimento nel settore delle construction technology, subordinatamente alla definizione di accordi vincolanti e alle autorizzazioni regolatorie eventualmente necessarie. 

La collaborazione si inserisce nel percorso di Saudi Vision 2030, con l’obiettivo di aumentare produttività, sostenibilità e innovazione in un comparto centrale per lo sviluppo economico e infrastrutturale del Regno. 

Saudi ConTech è la piattaforma saudita dedicata all’ecosistema delle tecnologie per le costruzioni e mette in connessione leader industriali, innovatori, investitori e fornitori tecnologici per accelerare la trasformazione digitale del settore. Redcon è una delle principali società di costruzioni della regione, attiva in Arabia Saudita e Medio Oriente nella realizzazione di grandi progetti, con un focus su innovazione, qualità e sostenibilità. 

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Sinner e Laila Hasanovic al matrimonio… di Duplantis – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner show al matrimonio di Armand Duplantis. Il tennista azzurro, che è tornato ad allenarsi a Montecarlo in vista del prossimo Wimbledon 2026, ha partecipato alle nozze dell’amico e campione del salto con l’asta con la modella Desiré Inglander insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, mostrandosi con un completo elegantissimo. 

Vestito nero e papillon dello stesso colore, Sinner ha posato con Duplantis con in mano un bicchiere di champagne, in una foto pubblicata dal profilo Instagram di Vogue. ‘Mondo’ invece ha scelto una giacca bianca e pantaloni neri per la cerimonia. 

Sotto al post condiviso dalla coppia, che ha postato alcuni scatti delle nozze sui propri profili Instagram, è arrivato anche il commento di Laila Hasanovic, fidanzata di Sinner: “La giornata più bella. Sono così felice per voi due”, ha scritto la modella danese allegando diversi cuori. 

 

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‘Dietro la tua firma c’è tutto questo’, al via campagna 5×1000 Fondazione Irccs Policlinico San Matteo Pavia – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Una firma che non costa nulla, ma che può contribuire a sviluppare nuove cure, sostenere la ricerca scientifica e migliorare la vita di migliaia di pazienti.  

Con questo messaggio la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo lancia la campagna 5xmille 2026 ‘Dietro la tua firma c’è tutto questo’, invitando cittadini e contribuenti a sostenere uno dei principali centri italiani di ricerca e cura. Dietro una firma c’è molto più di un nome – sottolineano dall’Irccs – Ci sono medici, infermieri, ricercatori e professionisti della salute che ogni giorno lavorano per offrire diagnosi più accurate, trattamenti più efficaci e nuove opportunità di cura. Ci sono laboratori, studi clinici, tecnologie avanzate e progetti di ricerca che contribuiscono a migliorare concretamente la vita delle persone. La campagna – si legge in una nota – nasce per rendere visibile ciò che spesso resta invisibile: l’impatto concreto che una semplice firma può generare. Un gesto che non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente, ma che può trasformarsi in ricerca, innovazione e progresso medico. Al Policlinico San Matteo la cura nasce dall’incontro continuo tra assistenza clinica e ricerca scientifica. Le nuove terapie, i trattamenti più avanzati e i progressi della medicina sono il risultato di un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, pazienti e comunità. Un percorso che può continuare a crescere anche grazie al sostegno dei cittadini attraverso il 5×1000. 

Dietro ogni firma ci sono storie concrete. Come quella di Shrika che, grazie a una terapia genica innovativa, oggi conduce una vita pienamente attiva. Un risultato che dimostra come la ricerca possa trasformarsi in nuove possibilità di vita quando trova le risorse necessarie per diventare cura. Per dare volto a questo messaggio, la campagna sceglie come protagonisti alcuni professionisti che ogni giorno operano all’interno del Policlinico San Matteo. Medici impegnati in diversi ambiti specialistici, accomunati dalla stessa missione: trasformare la conoscenza scientifica in opportunità concrete per i pazienti. A rafforzare il racconto contribuisce anche il video istituzionale della campagna, che accompagna il pubblico in un viaggio che parte dalla ricerca e arriva alla vita delle persone – descrivono dall’Irccs – evidenziando il ruolo fondamentale dei cittadini nel sostenere il progresso della medicina. La campagna è inoltre accompagnata da una serie di videointerviste che approfondiscono il valore della ricerca, attraverso le testimonianze di professionisti e pazienti. Tra queste quella di Vittorio Bellotti, direttore scientifico della Fondazione, che racconta il ruolo distintivo di un Irccs nel mettere in relazione attività di ricerca e attività di cura, accelerando il trasferimento delle innovazioni scientifiche nella pratica clinica. Un esempio concreto di questo percorso è raccontato da Marco Zecca, direttore della Sc di Oncoematologia pediatrica, che ripercorre i risultati ottenuti grazie alle più recenti terapie geniche. Proprio al San Matteo due giovani pazienti hanno potuto accedere a trattamenti innovativi che hanno aperto nuove prospettive di vita, dimostrando come la ricerca possa offrire risposte anche quando non esistono altre opzioni terapeutiche, ricorda l’ospedale.  

La Fondazione Irccs Policlinico San Matteo – conclude la nota – rappresenta uno dei principali poli italiani della ricerca biomedica e della medicina ad alta specializzazione. Tra le numerose eccellenze cliniche, assistenziali e scientifiche del Policlinico San Matteo, riconosciute anche a livello nazionale e internazionale, la Fondazione rappresenta un punto di riferimento nella presa in carico delle patologie complesse e rare, integrando cura, ricerca e innovazione. Per destinare il proprio 5×1000 alla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia è sufficiente firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi dedicato al finanziamento della ricerca sanitaria e indicare il codice fiscale della Fondazione. Codice fiscale: 00303490189. 

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Caso Garlasco, madre Sempio resta in rianimazione. Difesa: “Ha tentato il suicidio” – di Redazione Ciaoup

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Resta in rianimazione Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. La donna si trova ricoverata da ieri, mercoledì 17 giugno, all’ospedale di Vigevano (Pavia) dopo “un’overdose di farmaci”. I legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Catalliotti, sono stati autorizzati dalla famiglia a confermare che “si è trattato di un tentativo di suicidio”. Una scelta – spiegano i difensori all’Adnkronos – dettata “dalla paura che altri possano fornire dati medici sensibili e per provare a mettere un freno agli insulti che ancora adesso la donna riceve sui social”.  

La notizia del ricovero è arrivata ieri dopo che la donna è stata soccorsa da un’ambulanza e ricoverata d’urgenza “per un eccesso o diciamo overdose di assunzione di farmaci tranquillanti”. I difensori hanno anche invitato ad abbassare i toni su una vicenda a cui la madre dell’indagato è estranea: “Lei con questo processo non c’entra nulla, non essendo null’altro che una testimone e speriamo di ridarle la tranquillità che merita” conclude l’avvocato Cataliotti. 

cronaca

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