Leucemia linfatica cronica, rimborso per acalabrutinib con venetoclax in prima linea – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Lo standard di cura in prima linea per alcune neoplasie del sistema linfatico si amplia. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di acalabrutinib, terapia mirata e primo inibitore di Btk di seconda generazione a durata fissa, per il trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica (Llc) in combinazione con venetoclax. L’approvazione riguarda anche il trattamento del linfoma mantellare precedentemente non trattato in combinazione con chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), e del linfoma mantellare recidivato in monoterapia. 

Nello studio Amplify – informa una nota – l’88,5% dei pazienti con leucemia linfatica cronica trattati in prima linea con acalabrutinib in combinazione con venetoclax, un nuovo regime completamente orale a durata fissa, non necessita di una nuova terapia di seconda linea dopo 3 anni, rispetto al 75,2% dei pazienti trattati con chemio-immunoterapia. Nello studio Echo, acalabrutinib in combinazione con chemio-immunoterapia, nel trattamento di prima linea dei pazienti con linfoma mantellare, ha dimostrato una riduzione del 32% del rischio di progressione della malattia o di morte. Alle nuove frontiere della cura dei tumori del sistema linfatico è dedicata oggi a Milano una conferenza stampa promossa da AstraZeneca. 

La leucemia linfatica cronica – riferisce la farmaceutica – è la forma più comune di leucemia negli adulti (30% di tutte le diagnosi). In Italia, sono stimati circa 2.750 nuovi casi ogni anno. “È una patologia linfoproliferativa”, spiega Paolo Ghia, direttore del programma di ricerca strategica sulla Llc all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Oncologia medica all’Università Vita-Salute San Raffaele. Si tratta di “una neoplasia del sistema linfatico caratterizzata da un accumulo di un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti B, nel sangue periferico, nel midollo osseo e negli organi linfatici. Incremento dei linfociti, anemia, ingrossamento dei linfonodi, piastrinopenia – chiarisce – sono le principali manifestazioni di questa neoplasia. La chemio-immunoterapia, che un tempo rappresentava lo standard di cura in prima linea, oggi è superata dalle terapie mirate, costituite dagli inibitori di Btk e di Bcl-2”. 

 

Nello studio Amplify, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ – precisa la nota – la sopravvivenza libera da progressione a 36 mesi è stata pari al 76,5% con acalabrutinib più venetoclax, inibitore di Bcl-2, rispetto al 66,5% con chemio-immunoterapia. “Il nuovo regime è a durata fissa, pari a 14 cicli da 28 giorni: 2 con acalabrutinib, seguiti da 12 con acalabrutinib più venetoclax – illustra Ghia – Sono state osservate risposte globali profonde e durature, che hanno raggiunto il 92,8% con acalabrutinib più venetoclax, rispetto al 75,2% con chemio-immunoterapia. Altro aspetto cruciale è l’elevato profilo di tollerabilità di acalabrutinib più venetoclax, che consente di preservare la qualità di vita dei pazienti. Gli effetti collaterali, in particolare quelli di tipo cardiovascolare, come fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa e sanguinamenti – continua – si sono verificati in una minima percentuale di pazienti, caratterizzati da una lieve entità e facilmente gestibili. Sono dati particolarmente rilevanti, se si considera che i pazienti con Llc sono, nella maggior parte dei casi, anziani, spesso con comorbidità determinate dall’età avanzata”. 

Passi avanti significativi si registrano anche nella cura del linfoma mantellare, un altro tumore del sistema linfatico. Questa neoplasia rappresenta il 6% dei linfomi non Hodgkin. Si stimano, in Italia, ogni anno, circa 800 nuovi casi. “Il linfoma mantellare è una forma di linfoma non Hodgkin B linfocitario, caratterizzato da una particolare resistenza ai trattamenti – afferma Enrico Derenzini, direttore della divisione di Oncoematologia all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e professore associato di Ematologia alla Statale di Milano – L’età mediana di incidenza è pari a circa 70 anni, ma può colpire anche persone più giovani. Può presentarsi in diverse forme, ad esempio con l’ingrossamento di un linfonodo del collo, dell’ascella o dell’inguine e può localizzarsi a livello del midollo osseo e a livello gastroenterico. Storicamente, rappresenta uno dei linfomi più difficili da curare perché lo standard di cura in prima linea, costituito dalla chemio-immunoterapia con bendamustina e rituximab, nei pazienti over 65 o non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali, consente di ottenere remissioni complete, ma la malattia resta caratterizzata da molteplici recidive”.  

Lo studio Echo ha dimostrato che l’aggiunta di acalabrutinib alla chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), in prima linea, migliora in modo sostanziale i risultati clinici in questi pazienti non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali. “Vi è stata una riduzione del rischio di progressione di malattia o morte del 32% e il tasso di remissioni complete ha raggiunto il 67% rispetto al 53% con la sola chemio-immunoterapia standard, con risposte più profonde – sottolinea Derenzini – Inoltre, è stato ridotto del 24% il rischio di iniziare una terapia di terza linea, a dimostrazione dei benefici a lungo termine della nuova combinazione. A questi risultati – aggiunge – si associa una tendenza favorevole, non significativa dal punto di vista statistico, ma importante clinicamente, nella sopravvivenza globale. Inoltre, al recente congresso della Società europea di ematologia, è stata presentata una sottoanalisi dello studio Echo, relativa al rischio infettivo, da cui non sono emerse differenze significative tra i 2 bracci di trattamento per quanto riguarda le infezioni non-Covid, confermando così il buon profilo di sicurezza e tollerabilità del regime con acalabrutinib”. 

 

L’approvazione al rimborso di Aifa riguarda anche acalabrutinib in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario non precedentemente trattati con un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (Btk). “Nel linfoma mantellare, le recidive possono avvenire anche a distanza di 6-7 anni – puntualizza Derenzini – e dunque continueremo a vedere pazienti in recidiva, non precedentemente trattati con inibitore di Btk. Per questo, è importante avere a disposizione un inibitore di Btk di seconda generazione, come acalabrutinib, caratterizzato da elevata efficacia e tollerabilità. Nello studio di fase 2 Ace-Ly-004, i pazienti con malattia recidivante o refrattaria sono rimasti liberi da progressione per una mediana di 22 mesi. Il tasso di risposta completa ha raggiunto il 48%, con una sopravvivenza globale a 5 anni del 50%. Si tratta di evidenze scientifiche solide, che hanno portato all’approvazione in questa popolazione di pazienti”. 

“Vogliamo trasformare lo scenario terapeutico in ematologia, sviluppando farmaci che offrano un cambio di paradigma – conclude Paola Morosini, Medical Affairs Head Oncology AstraZeneca – Lavoriamo ogni giorno per rendere disponibili trattamenti sempre più mirati, efficaci e con il miglior profilo di tollerabilità possibile. Abbiamo compiuto progressi significativi nel trattamento della leucemia linfatica cronica. Acalabrutinib, inibitore di Btk di seconda generazione, associato a venetoclax, migliora la sopravvivenza libera da progressione e rende 9 pazienti su 10 liberi dal trattamento a 3 anni. L’approvazione di Aifa segna un cambiamento dello standard di cura di prima linea anche nel linfoma mantellare, perché offre ai pazienti l’opportunità di trarre beneficio dall’efficacia e dal solido profilo di sicurezza osservato con acalabrutinib”. 

cronaca

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Delta Advances Fleet Efficiency with VCT Finlets Across 737NG Fleet – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Implementation advances Delta’s ongoing efforts to improve fleet efficiency across global operation 

SEATTLE, June 17, 2026 /PRNewswire/ — VCT today announced that Delta Air Lines will install a finlet modification package from 
Vortex Control Technologies (VCT) across its Boeing 737-800 and 737-900ER fleet, bringing the enhancement to 240 aircraft once installation has been completed. The decision follows a comprehensive technical collaboration and in-service evaluation between the two companies, including analysis of flight test data, operational trends and engineering review of aerodynamic performance. 

 

HOW FINLETS WORK 

Finlets are aerodynamic devices installed on the aft fuselage of an aircraft that reshape airflow, reduce drag, and improve fuel efficiency. All aircraft generate vortices in flight, particularly at the wing tips and aft fuselage. VCT’s Finlets reduce flow separation and improve the pressure distribution along the aft fuselage, resulting in lower fuel consumption and reduced carbon emissions. 

“Equipping these Boeing 737-800 and 737-900ER fleets with Finlets represents a significant milestone for VCT. We are proud to provide a practical technology that helps airlines improve fuel efficiency, reduce carbon emissions, and enhance operating economics,” said Gil Morgan, Chief Executive Officer of Vortex Control Technologies. 

BUILDING ON PROVEN FLEET MODIFICATION WORK 

The finlet implementation builds on Delta’s ongoing fleet modification approach and was cemented with safety and strategy in mind, driven by a rigorous evaluation process. The assessment encompassed flight test validation, analysis of operational trends and engineering review of aerodynamic performance using computational fluid dynamics (CFD) analysis on Delta’s 737NG aircraft. 

Delta’s decision to equip its Boeing 737-800 and 737-900ER fleet with Finlets reflects the airline’s continued focus on reducing fuel consumption, lowering emissions, and improving operational efficiency through practical, data-driven solutions. 

SUSTAINABILITY AS AN OPERATIONAL COMMITMENT 

With approximately 90% of Delta’s carbon emissions originating from jet fuel consumption, initiatives such as Finlets play an important role in improving fleet efficiency while supporting the airline’s broader sustainability objectives. 

“Delta seeks out partners and innovations that enhance performance, reduce environmental impact, and generate long‑term operational benefits,” said Amelia DeLuca, Delta’s Chief Sustainability Officer. “We appreciate the strong partnership with VCT throughout the evaluation process and are looking forward to this implementation to further support our ongoing fleet efficiency initiatives.” 

By moving forward with this sustainability program, Delta continues to advance its environmental commitments, driven by the dedication and hard work of the teams that made the evaluation possible. 

About Delta Airlines 

Through exceptional service and the power of innovation, Delta Air Lines (NYSE: DAL) never stops looking for ways to make every trip feel tailored to every customer. There are 100,000 Delta people leading the way to deliver a world-class customer experience on up to 5,000 peak day flights to more than 290 destinations on six continents, connecting people to places and to each other.  

Headquartered in Atlanta, Delta operates significant hubs and key markets in Amsterdam, Atlanta, Bogota, Boston, Detroit, Lima, London-Heathrow, Los Angeles, Mexico City, Minneapolis-St. Paul, New York-JFK and LaGuardia, Paris-Charles de Gaulle, Salt Lake City, Santiago (Chile), Sao Paulo, Seattle, Seoul-Incheon and Tokyo. Learn more at www.delta.com. 

About Vortex Control Technologies 

Headquartered in Seattle, Vortex Control Technologies (VCT) designs sustainable performance-enhancing modifications for commercial and military aircraft. Through advanced aerodynamic solutions such as Finlets, VCT helps operators reduce fuel burn and emissions. The company’s technologies have already saved tens of millions of gallons of jet fuel and prevented over 100,000 metric tons of CO₂ emissions. Learn more at www.vcteco.com. 

 

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Centrosinistra, Conte: “Disponibili a guardare a futuro senza preclusioni” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Giuseppe Conte apre alla possibilità di ampliare la coalizione progressista, ma invita alla prudenza per evitare di compromettere la coerenza del progetto politico. Intervenendo ad AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario, il presidente del Movimento 5 Stelle ha spiegato che chi entrerà a far parte della coalizione progressista “si valuterà in un momento successivo”. 

“Adesso abbiamo riassunto e riassumeremo in due incontri che faremo a luglio” nel formato con Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni “il lavoro che è stato fatto, ma siamo assolutamente disponibili a guardare al futuro con apertura, senza preclusioni”, ha affermato il leader pentastellato, sottolineando però la necessità di preservare “coerenza, solidità e concretezza” del progetto progressista. 

 

Conte ha, quindi, messo in guardia dal rischio di costruire alleanze troppo ampie e poco omogenee: “Farò di tutto, perché questo progetto progressista mantenga coerenza, solidità e concretezza e non si diluisca per dover accogliere di tutto di più e più e alla fine ovviamente rischi, come è successo in passato al centrosinistra, che si val al governo e dopo un po’ ci si scioglie”.  

 

“Non entriamo nel giochino per cui” la foto di ieri rappresenta “l’estrema sinistra, per noi quando si tratta di rispondere ai problemi degli italiani non esiste colore politico. Quel formato nasce dal fatto che durante questa legislatura abbiamo già avuto tanti incontri, abbiamo già lavorato e non significa che vogliamo escludere la possibilità che ci siano forze moderate”. Per lo sbilanciamento a sinistra non si deve preoccupare nessuno, aggiunge Conte, perchè “il Movimento 5 Stelle, che è una forza tradizionalmente non di sinistra, è una forza giovane che non appartiene alle famiglie di sinistra, è una forza che si dichiara progressista indipendente, sulla sicurezza, sull’immigrazione, e vuole parlare a tutto il Paese, perchè se c’è un bisogno di sicurezza quello va soddisfatto, e non va soddisfatto perchè si è di destra o di sinistra ma perchè io esco la sera e non voglio fare a botte con nessuno, non voglio essere aggredito, non voglio essere scippato del mio portafoglio…”. “Chi ha pagato il conto del pranzo” della foto? “Facciamo a rotazione” rivela il leader del M5S. 

 

“Innanzitutto”, prima di capire cosa farà il Movimento 5 stelle in Parlamento in merito all’invio di navi nello stretto di Hormuz, “va firmato questo accordo, poi ovviamente è una anticipazione perché ci sono tanti punti da discutere e implementare, la questione nucleare è stata stralciata, quindi, in questo momento, a dispetto di tantissimi annunci che sono stati fatti non abbiamo ancora nulla di realmente concreto, definitivo e duraturo. In questo contesto sicuramente bisogna liberare la navigazione nello stretto di Hormuz. L’Italia può fare la sua parte? Sì, il problema è: a quali condizioni? Con quali regole di ingaggio? In quale contesto? Non possiamo mandare i nostri militari in una situazione di incertezza e quindi dovremmo aspettare un attimo gli sviluppi di questo negoziato”.  

“Dobbiamo andarci cauti perché mandare i nostri militari in contesti di crisi senza un chiaro quadro stabile, definitivo dove i nostri possono assolutamente svolgere un ruolo di pacificazione, di liberazione di navigazione, ma addirittura in un contesto conflittuale, sarebbe addirittura irresponsabile”, aggiunge l’ex premier. 

politica

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Imprese, Manageritalia: “Conflitti, Ia e benessere, il futuro aziende si gioca sulle relazioni” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Come costruire organizzazioni più sane, inclusive e capaci di affrontare le grandi trasformazioni del lavoro contemporaneo? È stata questa la domanda al centro di “Conflitti & Benessere nelle Organizzazioni – Dalla gestione dei conflitti alla salute organizzativa: leadership, benessere e relazioni di qualità”, l’incontro promosso da Manageritalia Toscana e Aleteia Ets, con il patrocinio del Comune di Firenze, Confcommercio Toscana, Cida e Aidp svoltosi questa mattina a Palazzo Vecchio. 

L’evento ha riunito istituzioni, manager e imprenditori per confrontarsi sulle strategie necessarie a favorire benessere, inclusione e qualità delle relazioni nei luoghi di lavoro. Sono intervenuti Laura Sparavigna, Assessora a Organizzazione e Personale, Smart City e Innovazione del Comune di Firenze – Marco Zuffanelli, Presidente di Manageritalia Toscana e Simone Stefani, presidente di Aleteia Ets . 

“Ringrazio Manageritalia e Aleteia Ets per aver scelto la casa dei fiorentini per la presentazione di questa importante ricerca. Come Comune di Firenze abbiamo deciso di intervenire sul benessere organizzativo e sulle condizioni di lavoro dei nostri dipendenti: abbiamo rivisto i criteri di maturazione dei buoni pasto, istituito un nuovo regolamento per lo smart working e avviato le prime misure di welfare culturale e sportivo e sperimentazioni di mobilità sostenibile. E abbiamo attivato un welfare aziendale di 1.000 euro per dipendente, utilizzabile anche per il pagamento di utenze e canoni d’affitto. Perché vogliamo una pubblica amministrazione moderna, capace di attrarre e trattenere giovani competenti. E investire sul personale significa investire nel futuro della comunità”, ha dichiarato Laura Sparavigna, assessora a Organizzazione e personale, smart city e innovazione del Comune di Firenze. 

 

Il dibattito ha preso avvio dalla presentazione della ricerca nazionale “Obiettivo Benessere”, commissionata da Manageritalia e realizzata da AstraRicerche, illustrata da Cosimo Finzi.Tra le principali sfide individuate dai manager emerge la digitalizzazione dei processi e l’utilizzo dell’AI, indicata dal 72,3% degli intervistati e considerata la priorità assoluta dal 21,3%. Seguono il controllo dei costi operativi (65%) e la difficoltà nel reperire personale qualificato. Rimangono inoltre centrali la gestione del cambiamento generazionale e l’integrazione della Generazione Z, indicate dal 46% del campione. 

La ricerca evidenzia come il 75% dei manager percepisca la propria organizzazione in fase di trasformazione per adeguarsi ai nuovi scenari economici e sociali. Tuttavia, nelle PMI italiane prevalgono ancora modelli gerarchici; di tutte le aziende 30% adotta una struttura piramidale tradizionale e il 40% una gerarchia snella. Una tendenza particolarmente diffusa nelle imprese più piccole, che rappresentano il 94,8% del tessuto produttivo nazionale. 

Significativa la correlazione tra modelli organizzativi e smart working. Nelle aziende che non prevedono lavoro agile, i modelli gerarchici tradizionali raggiungono l’84%, mentre scendono al 58% nelle organizzazioni che consentono almeno tre giorni di smart working alla settimana. Rispetto agli anni post-pandemia, però, il lavoro agile registra una contrazione: il 41% delle aziende ne ha ridotto l’utilizzo e solo il 14,5% lo ha aumentato. 

 

Dal rapporto emerge anche il ruolo strategico del welfare aziendale, considerato utile per offrire vantaggi economici ai lavoratori (69%), migliorare il clima interno (62%) e favorire il benessere e l’equilibrio tra vita professionale e privata (58%). Per oltre la metà dei manager rappresenta inoltre uno strumento efficace per trattenere i talenti e ridurre il turnover. Fondamentale anche la formazione, che coinvolge tutti i lavoratori nel 73,6% delle organizzazioni. Le competenze tecniche restano prioritarie (65,5%), ma cresce l’attenzione verso le soft skill (57%) e le competenze digitali avanzate (57,9%). 

Ampio spazio è stato dedicato alla conflittualità organizzativa. Le principali cause individuate sono i carichi di lavoro e la distribuzione delle attività (49%), seguiti dai cambiamenti organizzativi (46,4%), dalle relazioni interpersonali (36%) e dalla definizione di ruoli e percorsi di carriera (31%). Solo il 21% attribuisce i conflitti principalmente a questioni economiche o retributive. 

Quando non vengono gestiti correttamente, i conflitti producono conseguenze rilevanti: il 73,4% degli intervistati indica il peggioramento del clima aziendale come principale effetto negativo, seguito dal calo della produttività (38,7%). 

 

Un focus specifico è stato dedicato all’AI. Se da un lato le nuove tecnologie vengono riconosciute come strumenti capaci di aumentare efficienza e velocità dei processi, dall’altro emergono timori significativi. Il 64% dei manager segnala il rischio di non riuscire a comprendere quando l’IA sbaglia o potrebbe fornire risultati migliori; il 62% evidenzia la necessità di maggiore formazione e i rischi legati alla gestione dei dati sensibili. Preoccupa inoltre il possibile impoverimento delle capacità cognitive delle persone: il 60,2% teme che un uso eccessivo dell’IA possa ridurre l’abitudine all’analisi critica, alla valutazione autonoma e al problem solving. 

”I dati della ricerca confermano che il benessere organizzativo non è un tema accessorio, ma una leva strategica per la competitività delle imprese», ha dichiarato Marco Zuffanelli, presidente di Manageritalia Toscana. ”In un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche, nuove esigenze delle persone e crescente complessità gestionale, le organizzazioni devono investire nella qualità delle relazioni, nella formazione e nella capacità di gestire i conflitti. Creare ambienti di lavoro inclusivi e orientati all’ascolto significa migliorare non solo il clima aziendale, ma anche produttività, innovazione e capacità di attrarre e trattenere talenti”. 

Per Simone Stefani presidente di Aleteia Ets: “Per noi, migliorare la qualità delle relazioni e la vivibilità degli ambienti di lavoro e della società significa contribuire alla costruzione di organizzazioni più sane, inclusive e sostenibili. È da qui che nasce la possibilità di coniugare benessere individuale, efficacia organizzativa e prosperità collettiva. Ed è proprio con questa prospettiva che abbiamo sviluppato la nostra certificazione Conflict-Positive Organization per aiutare le imprese a riconoscerele tensioni, leggerle e trasformarle in occasioni di apprendimento, fiducia e corresponsabilità. Un cambio di sguardo che mette al centro la qualità delle relazioni”. 

 

L’incontro ha visto anche la partecipazione di numerosi manager del territorio che hanno portato le loro personali esperienze come: Silvia Bucciarelli, HR director El.En. – Elena Cipollini, chief HR & Quality Officier Lungarno Collection – Maria Micheletti, responsabile Ufficio del Personale Enegan – Nicola Perini, presidente Publiacqua – Luisa Zuffo, HR manager Mirror moderati nella tavola rotonda conclusiva da Lapo Tasselli, Vicepresidente vicario Aidp Toscana. 

economia

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Lady Diana (adolescente) aveva una cotta per Andrea, gli spediva biglietti a San Valentino – di Redazione Ciaoup

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La principessa Diana nutriva una cotta per l’ex principe Andrea. Lo rivela la giornalista Catherine Mayer in ‘Divide & Rule’, in uscita domani. La futura moglie di Re Carlo inviava ogni anno all’ex duca di York biglietti di San Valentino anonimi, fino dall’età di 15 o 16 anni. La biografa – scrive il Telegraph – ha dichiarato di essere rimasta “piuttosto sorpresa” dalla rivelazione che le ha fatto un’amica di scuola di Diana Spencer. “E’ stata una novità assoluta”, ha aggiunto, specialmente se si pensa che l’aneddoto emerge mentre il sovrano britannico ha preso ulteriori provvedimenti per allontanare Andrea dalla vita reale, sottolineando il netto contrasto tra i legami personali del passato e l’attuale distacco pubblico. L’ammirazione spensierata che Diana nutriva da adolescente per Andrea offre uno sguardo umanizzante sulla sua giovinezza prima del matrimonio reale. Al contrario, la perdita dei titoli reali del fratello del Re, a causa dei suoi legami con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, aggiunge nuovi elementi per comprendere la trasformazione in atto all’interno della famiglia reale. 

Ultimo segno del cambiamento in corso a Palazzo, l’esclusione di Andrea, lunedì, dal Garter Day. Nominato membro dell’Ordine della Giarrettiera dalla Regina Elisabetta II nel 2006, la partecipazione di Andrea alla cerimonia era un segno distintivo del suo status. Sotto il regno di Carlo, ne è stato completamente esiliato, il suo stendardo araldico è stato rimosso dalla Cappella di San Giorgio e, a quanto pare, le sue vesti cerimoniali sono state riassegnate. Fonti vicine all’ex duca descrivono quest’ultima decisione come un provvedimento che lo ha reso “più isolato che mai”, evidenziando un brusco declino dai favori di corte e la quasi totale assenza dalla vita pubblica. 

Il libro della Mayer, ‘Divide & Rule’, con le sue rivelazioni su Diana che probabilmente susciteranno un ampio dibattito, esamina le vite di otto donne della famiglia reale ed esplora il modo in cui hanno affrontato la vita di corte. Le storie di Anna Bolena, Elisabetta I, Vittoria, Elisabetta II, Diana, Camilla, Kate e Meghan, portate alla luce dalla giornalista, rivelano queste donne straordinarie in tutta la loro complessità, tracciando i loro successi, le loro peculiarità, alcuni parallelismi, i loro modi gentili ma a volte anche crudeli, e la loro profonda influenza, a corte così come nella società inglese.  

 

internazionale/royalfamilynews

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Automation Anywhere Appoints Srikanth Iyengar as Head of EMEA Growth to Scale AI-Powered Enterprise Automation Across the Region – di Redazione Ciaoup

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Enterprise AI and technology services leader joins as organizations across Europe, the Middle East, and Africa move from AI experimentation to the Autonomous Enterprise 

SAN JOSE, Calif., June 16, 2026 /PRNewswire/ — Automation Anywhere, today announced the appointment of Srikanth Iyengar as Head of Growth for Europe, the Middle East, and Africa. In this role, Iyengar will help accelerate enterprise adoption of AI-powered automation across the region, including organizations in IT Service Management (ITSM) and Banking, Financial Services and Insurance (BFSI). 

 

Enterprises are entering a new phase of AI adoption, moving from isolated pilots and individual productivity tools toward the Autonomous Enterprise — where people, AI agents, automation, and systems work together to execute business processes with greater speed, intelligence, and accountability. Automation Anywhere’s Agentic Process Automation platform is designed for that shift, combining universal orchestration, contextual intelligence, and centralized governance to help enterprises move AI from experimentation into automating processes end-to-end with strict governance and control. That need is particularly clear in sectors such as banking, financial services and insurance, and IT service management, where many organizations are managing complex operations, regulatory and service demands, fragmented technology environments, and pressure to improve productivity without simply adding more tools. 

As AI agents become embedded in enterprise applications and workflows, organizations need automation platforms that can help them govern, orchestrate, and scale AI across the business. 

That demand is especially visible across EMEA, where large, complex, and highly regulated organizations are looking for practical ways to turn AI ambition into operational impact. One of England’s largest hospital groups is using Agentic Process Automation to redesign administrative operations, with a goal of making up to 70% of administrative work autonomous. Anticipated benefits include significantly reduced time-to-recruit and temporary staffing costs. 

“EMEA is an important region in the global acceleration of enterprise automation,” said Mihir Shukla, CEO, co-founder, and Board Chairman of Automation Anywhere. “Across the region, customers are moving from AI experimentation to enterprise-wide transformation because they need AI to change how large organizations operate — improving productivity, reducing complexity, strengthening governance, and delivering faster value across mission-critical processes. Srikanth has spent his career helping complex enterprises navigate major technology and services shifts, which makes him the right leader to help customers and partners scale AI-powered automation across EMEA.” 

Iyengar brings more than two decades of experience helping large enterprises navigate technology, services, sales, and workforce transformation. Recently, he led platform rationalization for a large global financial services organization. The project touched multiple divisions and involved process optimization, data standardization, and AI adoption, ultimately leading to over double digit million USD savings. 

Previously, Iyengar served as Chief Executive Officer of upGrad Enterprise. He has also held senior leadership roles at Conduent, Capgemini and Infosys, including global and EMEA-focused roles spanning business development and regional market leadership. His experience across enterprise technology, services, and financial services gives him direct context for the operating challenges Automation Anywhere is addressing through its Agentic Process Automation platform and autonomous solutions. 

“Enterprises across EMEA are ready to use AI and automation to change how work gets done, but the next phase requires focus, trust, and execution,” said Srikanth Iyengar, Head of EMEA Growth at Automation Anywhere. “Automation Anywhere is helping organizations identify the right processes, scale responsibly, and focus on measurable value across teams, systems, and operations. I’m excited to work with our customers, partners, and regional teams to accelerate that shift.” 

Automation Anywhere’s Agentic Process Automation platform is designed to help organizations coordinate people, AI agents, automations, and systems across enterprise processes. With Iyengar’s appointment, the company is strengthening its EMEA leadership as organizations in the region evaluate how to scale AI-powered automation responsibly. 

About Automation Anywhere 

Automation Anywhere has been committed to defining the future of work by unleashing human potential through automation for over 20 years. The company enables this future through its leading Agentic Process Automation (APA) System for IT leaders and developers as well as purpose-built agentic solutions for business leaders in finance, customer service, IT and HR. Learn more at www.automationanywhere.com
 

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Automation Anywhere is a registered trademark/service mark of Automation Anywhere, Inc. in the United States and other countries. Other marks referenced are the property of their respective owners. 

Media Contact:Rachel Morrison, Corporate CommunicationsPress@AutomationAnywhere.com
 

  

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Riccardo Bossi, confermata la condanna per maltrattamenti nei confronti della madre – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
La Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di condanna inflitta in primo grado a Riccardo Bossi, figlio di Umberto, fondatore della Lega, per maltrattamenti nei confronti della madre.  

Nel giugno 2025, la giudice monocratica del Tribunale di Varese lo aveva condannato a un anno e 4 mesi per maltrattamenti nei confronti della madre per fatti che sarebbero avvenuti nel 2016. L’avvocato Federico Magnante, difensore del figlio del ‘Senatur’ (morto lo scorso marzo), ha preannunciato ricorso per Cassazione contro la sentenza della prima sezione d’Appello presieduta dal giudice Alessandro Santangelo. La Procura generale di Milano aveva chiesto la conferma del verdetto di primo grado.  

cronaca

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Rockwell Automation e il Center for Automotive Research pubblicano un nuovo white paper sulla prossima fase della produzione intelligente nel settore automotive – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Lo studio evidenza come l’IA e l’automazione offrano guadagni misurabili in termini di tempi di operatività, qualità e prestazioni produttive in tutto il settore automobilistico 

MILWAUKEE, 16 giugno 2026 /PRNewswire/ — Rockwell Automation, Inc. (NYSE: ROK), la principale azienda mondiale specializzata in automazione industriale e trasformazione digitale, ha collaborato con il Center for Automotive Research (CAR) per pubblicare oggi un nuovo white paper. Il report, Smart Manufacturing in Automotive: Deployment and Impact, è stato redatto dal CAR utilizzando dati di Rockwell Automation per descrivere in dettaglio come l’intelligenza artificiale (IA), il machine learning (ML) e l’automazione stiano rimodellando la produzione nei settori automobilistico, degli pneumatici e delle batterie. 

 

La ricerca mostra che il settore sta entrando in una nuova fase di adozione. Per i produttori, la questione non è più se investire nello Smart Manufacturing, ma quanto rapidamente farlo e in quali ambiti applicarlo. 

Le case automobilistiche e i fornitori operano già con un’automazione avanzata nella carrozzeria, nella verniciatura e nella saldatura. Ora l’attenzione si sta spostando verso aree che sono risultate più difficili da automatizzare, tra cui l’assemblaggio di componenti elettronici, la validazione, il coordinamento della produzione e la logistica. Allo stesso tempo, l’AI e il ML stanno migliorando la manutenzione predittiva, l’accuratezza delle ispezioni e le prestazioni dei sistemi in tutte le operazioni esistenti. 

“L’industria ha costruito una solida base per l’automazione. Ciò che sta cambiando ora è il modo in cui i produttori utilizzano l’AI e i dati per gestire la crescente complessità, migliorare il processo decisionale e creare un vantaggio competitivo”, ha affermato Edgar Faler, principal mobility analyst e strategy lead del Center for Automotive Research (CAR). “Coloro che si muovono più velocemente stanno iniziando a vedere vantaggi misurabili”. 

Il white paper combina l’analisi del CAR con i dati dell’undicesima edizione del report annuale State of Smart Manufacturing di Rockwell Automation. Evidenzia i fattori chiave che ne accelerano l’adozione, tra cui ambienti di produzione più complessi, continue pressioni sulle garanzie, costi in aumento e una crescente concorrenza globale. L’automazione sta inoltre favorendo il ritorno della produzione sui territori nazionali, consentendo una produzione competitiva in termini di costi in mercati del lavoro caratterizzati da una forte carenza di manodopera. 

I produttori stanno già segnalando risultati misurabili, tra cui riduzioni fino al 50% dei tempi di fermo non pianificati in specifiche applicazioni, miglioramenti di circa il 5% nell’efficacia complessiva delle apparecchiature (OEE) e aumenti dal 5% al 7% della produttività grazie all’analisi dei dati di produzione in tempo reale. 

“Ai produttori viene chiesto di fare di più con meno, gestendo al contempo una maggiore complessità”, ha affermato James Glasson, VP Global Industry – Automotive, Tire & Advanced Mobility di Rockwell Automation. “La combinazione di automazione e AI sta aiutando i team a identificare i problemi prima, a ridurre i tempi di inattività e a migliorare le prestazioni in tutti gli stabilimenti. La differenza ora sta nell’efficacia con cui le aziende scalano queste capacità.” 

I risultati indicano anche un divario crescente in tutto il settore. Le differenze nei livelli di adozione stanno creando disparità in termini di qualità, tempi di operatività e produttività, con implicazioni per le prestazioni dei fornitori e la competitività a lungo termine. 

Il white paper completo è disponibile qui: https://www.rockwellautomation.com/it-it/industries/automotive-tire/smart-manufacturing-automotive-whitepaper2.html
 

Informazioni su Rockwell AutomationRockwell Automation, Inc. (NYSE: ROK), è leader mondiale nell’ automazione industriale e nella trasformazione digitale. Connettiamo l’immaginazione delle persone al potenziale della tecnologia per espandere ciò che è umanamente possibile, rendendo il mondo più produttivo e più sostenibile. Con sede centrale a Milwaukee, Wisconsin, e circa 26.000 dipendenti, Rockwell Automation serve clienti in più di 100 Paesi, secondo i dati di fine anno 2025. Per ulteriori informazioni su come stiamo dando vita a The Connected Enterprise® nelle aziende industriali, visitare il sito www.rockwellautomation.com. 

Informazioni sul Center for Automotive ResearchIl Center for Automotive Research (CAR) è un’organizzazione senza scopo di lucro con sede ad Ann Arbor, Michigan, che realizza ricerche indipendenti, riunisce gli stakeholder del settore e fornisce approfondimenti su questioni critiche che il settore della mobilità e quello automobilistico si trovano ad affrontare. L’attività di CAR spazia dalla produzione alla tecnologia, dalle politiche alle tendenze economiche che modellano l’industria automobilistica globale. Per maggiori informazioni, visitare www.cargroup.org. 

 

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Rebecca Corsi: “Giovani, idee e identità. Così l’Empoli ripartirà dopo la salvezza” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – La salvezza è arrivata, ma non ha chiuso il conto con una stagione complicata. In casa Empoli è già tempo di bilanci e programmazione, perché la permanenza in Serie B (conquistata senza passare dai playout) rappresenta un punto di partenza più che un traguardo. Rebecca Corsi, vicepresidente e ad del club azzurro, guarda avanti senza sottrarsi all’analisi degli errori. E dalla panchina al settore giovanile, passando per il nuovo stadio e il modello di gestione familiare che da anni caratterizza la società, ripercorre con l’Adnkronos presente e futuro di una società decisa a ricominciare senza rinunciare ai valori che ne hanno plasmato la storia.  

Che stagione è stata?
 

“Molto difficile. Eravamo partiti con aspettative diverse rispetto alla salvezza, ma si sono ridimensionate quasi subito. Quando sei costretto a cambiare allenatore dopo poche settimane significa che qualcosa non ha funzionato e gran parte della programmazione va rimessa in discussione. Abbiamo provato a correggere la rotta, ma è stato un anno complicato. Alcune scelte non hanno prodotto gli effetti sperati, è giusto prenderne atto. Fatico però a leggere il risultato finale come il frutto degli ultimi mesi, certe dinamiche vanno individuate un po’ più indietro”.  

 

Giugno sarà il mese della riprogrammazione. Da dove si parte?
 

“La salvezza conquistata senza passare dai playout ci ha permesso di tirare il fiato e iniziare a ragionare sul futuro con un po’ più di serenità. Adesso serve lucidità. Per la stagione appena conclusa avevamo immaginato uno scenario diverso e il primo passo sarà capire dove abbiamo sbagliato. Prima di costruire, bisogna analizzare. Solo così si possono prendere decisioni corrette e dare una direzione chiara al prossimo ciclo”.  

 

Il primo tema è la panchina. Il contratto di Fabio Caserta scadrà il 30 giugno.
 

“Il contratto è vicino alla scadenza, inevitabile che la panchina sia il primo nodo da sciogliere per la prossima stagione. Cercheremo di fare la scelta migliore per il bene dell’Empoli, consapevoli che sarà importante saper lavorare con i giovani e che ci dovremo confrontare con un campionato difficile come la Serie B. Siamo grati al mister per aver raggiunto quello che, a un certo punto della stagione, era diventato il nostro obiettivo”.  

 

L’Empoli continua a essere, in Italia, un punto di riferimento per il lavoro sui giovani fatto nel centro sportivo Monteboro. La scelta del prossimo allenatore terrà conto di questo fattore?
 

“La valorizzazione dei giovani fa parte della nostra identità. È il modo in cui l’Empoli è cresciuto negli anni e non vogliamo cambiare strada. Negli ultimi tempi abbiamo dovuto fare i conti con risorse più limitate e siamo stati costretti a rivedere alcune strategie. Gli effetti del Covid, per una realtà come la nostra, si sono fatti sentire e non sempre è stato possibile investire come avremmo voluto. Nonostante ciò, continuiamo a vedere ragazzi interessanti emergere dal nostro vivaio ed è motivo di grande soddisfazione. La promozione della Primavera è una bella notizia, ma soprattutto un’opportunità. I nostri ragazzi torneranno a confrontarsi ai massimi livelli per crescere, è ciò che ci interessa di più. Anche per questo la scelta dell’allenatore sarà importante. Cerchiamo una figura che sappia lavorare con i giovani e accompagnarli nel loro sviluppo, tenendo presente che la Serie B non fa sconti a nessuno. Entusiasmo e prospettiva servono, così come esperienza ed equilibrio”.  

 

Da Sarri a Spalletti, Empoli ha lanciato allenatori che hanno poi scritto pagine importanti del calcio italiano. Chi ha lasciato il segno più profondo nel suo percorso?
 

“Ogni società attraversa momenti che ne cambiano la storia. Per l’Empoli, coincide con l’arrivo di Sarri. Maurizio non ha soltanto allenato una squadra, ha modificato il nostro modo di pensare il calcio. Ha introdotto principi, idee e una cultura tecnica che ancora oggi fanno parte della nostra identità. Nel corso degli anni abbiamo avuto tanti allenatori di valore, per me lui rappresenta però uno spartiacque. Ha lasciato un’impronta che continua a essere riconoscibile”.  

Ci racconta il Sarri di Empoli in un aneddoto?
 

“Maurizio è sempre stato un personaggio particolare, nel senso più bello del termine. Vive il calcio in maniera totale. Ricordo ancora le discussioni sulle maglie, era convinto che dovessimo continuare a usare quelle della promozione in Serie A perché gli avevano portato fortuna. Per una società può sembrare un dettaglio, ma tra sponsor, merchandising e marketing non lo è. Con il tempo, e soprattutto allenando club sempre più importanti, credo abbia dovuto rinunciare a certe scaramanzie (ride). Con lui ci siamo divertiti tanto, è stato un periodo che mi ha insegnato molto”.  

 

Nel calcio di oggi c’è ancora spazio per una gestione familiare di un club calcistico?
 

“C’è spazio, ma ogni anno è un po’ più difficile. Il calcio è cambiato nel profondo e richiede investimenti sempre più importanti. Noi continuiamo a portare avanti il nostro modello, però è chiaro che avere al fianco nuovi partner sarebbe un aiuto notevole. Il calcio, in ogni caso, non è una scienza esatta e ci sono altre variabili. Si può programmare tutto nel migliore dei modi, ma magari a un certo punto capitano episodi che cambiano una stagione. Fa parte del gioco. Oggi ci confrontiamo con proprietà e gruppi economici di dimensioni enormi. Noi non possiamo competere su quel piano e dobbiamo cercare di essere più bravi nelle idee, nelle persone e nelle scelte”.  

 

La gestione familiare passa anche dal rapporto con suo padre, il presidente Fabrizio Corsi. Com’è lavorare insieme?
 

“Non sempre è semplice, ma credo sia normale. Abbiamo caratteri diversi, apparteniamo a generazioni diverse. Ci sono temi sui quali la pensiamo allo stesso modo, mentre altre volte discutiamo parecchio. La cosa bella è che siamo legati dallo stesso obiettivo. Possiamo confrontarci anche in maniera accesa, ma entrambi vogliamo il bene dell’Empoli ed è questo che permette sempre di trovare un punto d’incontro”.  

 

Lei è una delle pochissime donne ai vertici di un club professionistico. Ha dovuto fare i conti con i pregiudizi?
 

“Sì, sarebbe ipocrita dire il contrario. All’inizio ho dovuto dimostrare molto, forse più di quanto sarebbe stato richiesto ad altri. Da una parte portavo un cognome importante per la storia del club, dall’altra sentivo la necessità di farmi valutare per quello che ero e per il mio lavoro. Ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno dato fiducia e mi hanno aiutata a crescere, ma gli ostacoli non sono mancati. Ancora oggi il calcio resta un ambiente in cui le donne sono poche, soprattutto in certi ruoli. Se la mia esperienza può essere uno stimolo per qualche ragazza che sogna di lavorare in questo mondo, non può che farmi piacere. Alla fine contano la preparazione, il lavoro e la capacità di farsi trovare pronti”.  

 

Lo stadio resta uno dei temi chiave per il futuro del club. A che punto siete?
 

“Il percorso sta andando avanti e stiamo rispettando tutti i passaggi previsti. Nei prossimi mesi prenderà forma la società che seguirà l’intervento e poi la gestione dell’impianto. È un progetto a cui lavoriamo da tempo e che consideriamo strategico. Oggi uno stadio non è soltanto il luogo dove si gioca la partita della domenica. È uno strumento che può aiutare una società a crescere, programmare e diventare più solida. In Italia siamo in ritardo rispetto ad altri Paesi, ma sono fiduciosa”. (di Michele Antonelli) 

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Mondiali: Argentina e Portogallo favorite su Sisal.it, è l’ultima volta per Messi e CR7 – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Tocca ai Campioni del Mondo in carica fare il debutto al Mondiale 2026. L’Argentina, per il Gruppo J, esordisce contro l’Algeria che torna a disputare una Coppa del Mondo a distanza di 12 anni dall’ultima volta. La squadra di Petkovic può sorprendere ma, per gli esperti Sisal, il successo dell’Albiceleste è l’esito più probabile, a 1,42, la vittoria algerina si gioca a 8,50, a 4,50 il pareggio. La nazionale di Scaloni ha dimostrato una solidità impressionante, in tutto il 2026 ha subito infatti solo tre reti in dieci gare, ecco perché si può assistere a un successo argentino senza prendere gol, ipotesi a 2,05. Nell’unico precedente tra le due squadre del 2007, fu protagonista un Messi ventenne, che segnò due gol. Questa notte La Pulce taglierà il traguardo delle 200 presenze in Nazionale, diventando il primo calciatore della storia a partecipare a sei edizioni diverse della Coppa del Mondo: i riflettori saranno tutti su di lui, al suo ultimo Mondiale, e anche stavolta l’argentino non dovrebbe deludere le attese con una rete a 1,80 e un assist a 2,25. Davanti dovrebbe essere schierato l’interista Lautaro Martinez, il cui biglietto da visita da capocannoniere della Serie A, con 17 gol in 30 partite, lo rende uno dei pericoli maggiori, in gol a 2,00, con l’ipotesi doppietta a 6,00.  

Ultima passerella mondiale anche per Cristiano Ronaldo, che con il suo Portogallo scende in campo contro il Congo per la prima del Gruppo K. Pronostico a senso unico su Sisal.it, con i lusitani nettamente avanti a 1,28 contro l’11,00 degli africani e il 5,50 del pareggio. Il peso dell’attacco ruota tutto attorno a Ronaldo – 143 reti in 228 presenze – decisivo con un gol o un assist a 1,57. Il CT Roberto Martinez può però contare su tanti altri campioni, Bruno Fernandes, per esempio, che con un assist a 3,00, può proseguire sulla scia dei 21 realizzati in stagione in Premier League, o Joao Neves e Vitinha freschi campioni d’Europa con il Psg, in gol rispettivamente a 4,50 e 6,00. Nel Congo, Wissa e Bakambu a 6,00, sono i principali pericoli in attacco. Prima gara anche per l’Inghilterra che, per il Gruppo L, trova la Croazia, da anni spina nel fianco degli inglesi. Su Sisal.it la squadra britannica è favorita, a 1,72, si sale a 5,00 per il successo croato, il pareggio è a 3,60. Da segnalare poi, la storica prima volta in un Mondiale dell’Uzbekistan allenato da Fabio Cannavaro, che trova la Colombia. Esordio in salita per il difensore Campione del Mondo del 2006, Los Cafeteros sono infatti nettamente avanti, a 1,38 contro il 9,00 della vittoria dell’Uzbekistan. 

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