Ascolti tv, 10 giugno: ‘Super Karaoke’ su Canale 5 vince con 19,6% – di Redazione Ciaoup

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Lo show musicale condotto da Michelle Hunziker, ‘Super Karaoke’, in onda ieri su Canale 5, vince la sfida del prime time con 2.094.000 spettatori e il 19,6% di share. Su Rai1 la la docufiction ‘Dino Zoff – Volevo solo fare bene il mio lavoro’ ha incollato allo schero 1.551.000 spettatori e il 10,6% di share mentre l’appuntamento fisso con ‘Chi l’ha visto?’ su Rai3 ha registrato 1.267.000 spettatori e il 9,3% di share.  

Fuori dal podio troviamo ‘Lezioni di Mafie’ su La7 con 679.000 spettatori (4, 6% share) mentre Rai2 con ‘La Sottile Linea della Vendetta’ ha interessato 662.000 spettatori (4,4% share). Seguono: Italia 1 con ‘L’assassino’ (572.000 spettatori, 4,4% share); Rete 4 con ‘Realpolitik’ (521.000 spettatori, 4,7% share); Nove con ‘Femmine contro maschi’ (474.000 spettatori, 3,3% share) e Tv8 con ‘Quattro Matrimoni’ (418.000 spettatori, 3,2% share).  

In access prime time la sfida è stata vinta da ‘La Ruota della Fortuna’ che ha realizzato 4.427.000 spettatori (24,7%) mentre ‘Affari Tuoi’ su Rai1 è arrivato a 4.139.000 spettatori (23% share). 

spettacoli

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Progetto Rete per orientamento e formazione, Abodi ‘quasi 100mila giovani coinvolti’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – I giovani e il lavoro al centro del progetto ‘Rete’ che vede coinvolti quasi 98mila giovani e oltre 7.500 iniziative realizzate in tutta Italia. I numeri del progetto sono stati presentati a Roma nel corso dell’evento nazionale “Rete Futuro”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale in collaborazione con Invitalia per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo dell’iniziativa. Il progetto Rete ha l’obiettivo di costruire un ponte tra i giovani e il mondo delle imprese, per accompagnare e orientare i ragazzi verso opportunità lavorative, anche in forma di autoimpiego, riducendo il mismatch fra scuola, università e sistema produttivo. Il cuore del progetto Rete sono gli Hub sul territorio: al momento sono 6 quelli attivi a Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo, con l’obiettivo di raggiungere 15 Hub entro il prossimo anno e, successivamente, almeno un Hub in ogni Regione. 

Alla giornata hanno partecipato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Capo Dipartimento Giuseppe Pierro, Danila Sansone, Responsabile Sviluppo Imprese di Invitalia, insieme a rappresentanti degli Hub territoriali, università, Camere di Commercio, imprese, partner e giovani beneficiari. “In due anni e mezzo abbiamo dato corpo ad una idea che abbiamo trovato, abbiamo noi avuto il merito di avere dato la vita a questo progetto. Ho cambiato un po’ il nome ‘rete’ che ha tanti significati positivi. Cercheremo di anticipare la fine della gioventù che arriva un po’ troppo avanti e cercheremo di sviluppare una legge quadro”, ha spiegato il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi durante l’incontro.  

Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati aggiornati al 15 maggio 2026, che confermano la crescita del progetto Rete e la capacità degli Hub di rispondere ai bisogni dei territori. Le iniziative complessive sono 7.548: 4.287 incontri di orientamento, 2.280 attività di formazione e 981 iniziative di animazione. Gli utenti coinvolti sono 97.990, tra cui 79.151 studenti, 14.108 disoccupati, Neet o giovani in cerca di occupazione e 3.682 imprese e aspiranti imprenditori. Sul fronte stage, 285 giovani hanno concluso il percorso al 31 marzo 2026: 123 sono stati inseriti nelle imprese ospitanti e 53 hanno trovato lavoro in altre aziende. Grazie a call, hackathon e laboratori, i ragazzi hanno presentato ben 673 progetti imprenditoriali, muovendo più di 3500 giovani e generando 312 domande di agevolazione per nuove attività con un impatto diretto sul lavoro con un’occupazione stimata in oltre 530 posti di lavoro creati, tra titolari, soci di start-up e dipendenti. 

 

“Diversi gli Hub già aperti e altri che apriranno. Lo dobbiamo a tutti quelli che hanno avuto questa opportunità che sono la testimonianza viva dello spirito. Numeri che iniziano ad essere significativi, ci apprestiamo a raggiungere i 100mila ragazzi. Dobbiamo prendere atto delle difficoltà, delle inquietudini ma siete una prospettiva di speranza. La nostra responsabilità è non solo di offrire opportunità ma comunicare le vostre prospettive. Le Istituzioni non sono una controparte, anche se c’è ancora una distanza da colmare”, ha aggiunto Abodi che ha sottolineato come sia “l’espressione del lavoro di tanti, l’approccio del presente e del futuro deve essere frutto della pianificazione, è importante anche per i giovani la pazienza”.  

Gli hub operativi che hanno generato questi numeri sono: Nuoro agrifood; Verona cultura e impresa creativa; Salerno agrifood; Novara – meccatronica, chimica verde e moda; Brindisi turismo, economia del mare e nuove tecnologie; Palermo startup innovative. Al 15 maggio 2026, i 312 giovani aspiranti imprenditori hanno completato il percorso presentando una domanda di finanziamento sulle misure gestite da Invitalia. Tra le principali: Resto al Sud (69 domande); Resto al Sud 2.0 (47); Borghi – Linea C (72); TOCC Digitale (44); TOCC Ecologica (10); Autoimpiego Centro-Nord (28); ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (23). A queste si aggiungono Vita & Opportunità, Cultura Crea, Smart&Start Italia e Italia Economia Sociale. 

 

“Investire sui giovani significa investire sulla capacità del Paese di innovare, crescere e competere nello scenario globale -ha sottolineato Bernardo Mattarella, Amministratore delegato di Invitalia-. Con il progetto Rete contribuiamo a costruire un ecosistema che abilita talento, riduce le distanze e genera valore. I risultati raggiunti, in termini di partecipazione, acquisizione di competenze e nuove iniziative imprenditoriali, confermano la validità di un modello che integra orientamento, formazione e accompagnamento, mettendo al centro le persone e il loro potenziale. È un’ulteriore dimostrazione di come una politica pubblica efficace possa tradursi in opportunità reali per i giovani e per lo sviluppo dei territori. L’impegno di Invitalia è continuare a rafforzare questo approccio, collaborando con il Dipartimento per le Politiche Giovanili, le istituzioni e i territori per rendere gli strumenti di sostegno sempre più accessibili e affiancare i giovani nel percorso di realizzazione della loro idea imprenditoriale”. 

Le testimonianze dei giovani hanno rappresentato uno dei momenti centrali dell’evento, evidenziando il ruolo degli Hub come leva di attivazione. A Verona, Giacomo Bertolazzi ha raccontato la nascita della sua startup grazie all’accompagnamento dell’Hub e alla misura Autoimpiego Centro-Nord. Da Brindisi, Desirée Ruggiero, studentessa e campionessa di JuJitsu, ha evidenziato il valore dell’orientamento nel rafforzare consapevolezza e capacità di scelta. A Salerno, Giammarco Labraca ha condiviso il percorso che, a partire da una prima domanda non accolta, ha portato alla realizzazione di un centro sportivo, contribuendo anche alla rigenerazione di un’area urbana.  

Particolarmente significativa la testimonianza degli studenti del Liceo Danilo Dolci di Palermo (Brancaccio), che hanno presentato progetti concreti per la scuola e la comunità: una caffetteria sociale, uno spazio teatrale, eventi musicali e attività sportive. Le storie hanno evidenziato l’impatto degli Hub in termini di orientamento, competenze, fiducia, impresa e lavoro. (di Emanuele Rizzi) 

cronaca

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Lazio, tifosi ‘bocciano’ lettera di Lotito: “Ormai è tardi” – di Redazione Ciaoup

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I gruppi del fifo organizzato della Lazio hanno risposto alla lettera aperta pubblicata dal presidente biancoceleste Claudio Lotito, dopo anche il comunicato di smentita della Lazio in merito alle voci di una cessione della società. I tifosi tramite le pagine ufficiali affermano: “Ormai è tardi! Leggiamo con stupore la lettera inviata dal sig. Lotito al Messaggero, una lettera che non aggiunge nulla a questi 22 anni di gestione fallimentare della nostra amata Lazio. Potremmo commentare punto per punto e smontare, per l’ennesima volta, quello che c’è scritto ma evitiamo di farlo perché tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo messo nero su bianco nel nostro precedente comunicato a cui, anche in questa lettera, non c’è stata risposta. Su una cosa però vogliamo rispondere”, spiegano i tifosi. 

“È una lettera inviata volutamente ai Lazio Club, lo si specifica più volte, e questo dà la misura di come il sig. Lotito non conosca la tifoseria della Lazio. Il sig. Lotito non sa che dei ‘gruppi del tifo organizzato’ fanno parte anche diversi Lazio Club, i più rappresentativi ed attivi, questo non può saperlo semplicemente perché non conosce questo mondo e mai ha avuto interesse nel conoscerlo. L’intento di questa lettera è quello di dividere un popolo tra buoni e cattivi, cercando di accaparrarsi una parte a discapito dell’altra, anche in questo caso non ci riuscirà, ci trova nuovamente compatti, uniti in un unico fronte che è stufo di questa situazione”, proseguono i tifosi che vogliono chiarire che: “la proposta di riconoscimento dei ‘Lazio Club’, è nostra ed è stata fatta 2 anni fa, la presentammo con uno scopo ben preciso e cioè quello di eliminare la barriera tra squadra e tifosi costruita da questa gestione, riportare i giocatori alle cene con i tifosi, far vivere ai nostri figli quelle serate con i loro idoli che il sig. Lotito ha completamente cancellato da quando è diventato presidente della SS Lazio, ebbene quella nostra proposta fu bocciata dalla società, chi ha scritto questa lettera lo sa e ci stupiamo che abbia tirato fuori questo argomento quando è già stato discusso ed ha avuto una chiusura totale da parte della SS Lazio”. 

“Si parla ancora di Academy, media company, Nasdaq, di uno stadio che verrà, di sostenibilità dei conti e di tanta fuffa ancora, ma anche questa volta nulla di concreto”, continuano ancora sui social. “Bene sig. Lotito, i gruppi del tifo organizza della sua lettera non se ne fanno nulla! Riteniamo che oltre ad essere tardiva non risponde minimante alle richieste di un popolo che è stanco della sua gestione e, soprattutto, ci sembra un ulteriore specchietto per le allodole messo nero su bianco da chi non conosce la determinazione e la forza di volontà del popolo Laziale. Ribadiamo con fermezza quanto già detto nel nostro precedente comunicato a cui ognuno è libero di aderire o non aderire: Non ci abboneremo e non presenzieremo alle gare casalinghe sia di campionato che di coppa Italia; Saremo presenti in tutte le trasferte; Saremo presenti ai derby sia in casa che in trasferta; Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio; Boicotteremo tutte le attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siamo sponsor o partner vari; Non daremo il nostro voto a Forza Italia ed ai candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio. Se i laziali sono uniti non saranno mai sconfitti! Avanti Lazio, avanti laziali!”, concludono i gruppi del tifo organizzato biancoceleste. 

sport

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Ponte Messina, Miele si dimette da presidente Collegio revisori Conti Csm – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, indagato per corruzione nell’inchiesta della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di presidente del Collegio dei revisori dei Conti del Csm. Incarico che svolgeva prima a titolo gratuito e poi, dallo scorso marzo, retribuito con un compenso lordo di 27mila euro l’anno. 

“Massima fiducia nell’attività della magistratura. Con il tempo si chiarirà la totale estraneità del mio assisto alle contestazioni”, ha affermato nei giorni scorsi l’avvocato Pier Paolo Dell’Anno, difensore di Miele. 

politica

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Entra in funzione il parco fotovoltaico di Engie e Heineken Italia ad Assemini – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Oltre 15.000 pannelli fotovoltaici, una capacità installata di 8,6 MW, per un’estensione di 137.000 metri quadrati, produrranno circa 15 GWh ogni anno coprendo l’intero fabbisogno elettrico dello storico birrificio Ichnusa di Assemini. Sono i numeri del parco fotovoltaico realizzato da Engie Italia per Heineken Italia appena entrato in funzione. Una soluzione, realizzata all’interno del sito produttivo, particolarmente rilevante per un impianto come quello del birrificio, che può così contare su una fonte stabile, competitiva e a basse emissioni.  

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Engie Italia e Heineken Italia, che hanno sottoscritto un Power Purchase Agreement (Ppa) della durata di 15 anni, confermando un modello di partnership sempre più diffuso per accompagnare le imprese nel percorso di transizione energetica. Meccanismi di stabilizzazione dei prezzi nel lungo termine, come i Ppa, consentono di proteggere produttori e industrie dalla volatilità dei prezzi del gas, fissando condizioni economiche stabili nel medio e lungo periodo. L’impianto si inserisce nel percorso di evoluzione e miglioramento del birrificio Ichnusa, già oggetto di un importante piano di investimenti avviato nel 2021.Nel panorama italiano, impianti fotovoltaici di grandi dimensioni, superiori a 1 MW, direttamente al servizio di siti industriali sono ancora poco diffusi. Per questo il progetto di Assemini si distingue come uno dei principali esempi di produzione rinnovabile on-site collegata direttamente a un impianto produttivo, dove l’integrazione tra produzione e consumo rappresenta una leva concreta per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica.  

“La partnership con Heineken Italia rappresenta un esempio concreto di come accompagniamo i nostri clienti industriali nella transizione energetica, offrendo soluzioni che uniscono sostenibilità e competitività”, ha commentato Monica Iacono, ceo Engie Italia. “Grazie a strumenti come i Ppa e a soluzioni on-site, siamo in grado di garantire alle aziende stabilità dei prezzi nel lungo periodo, con risparmi complessivi tra il 20% e il 25%. In Engie – ha continuato Iacono – stiamo sviluppando iniziative come questa in tutta Italia, con l’obiettivo di raggiungere 200 Mw di capacità installata entro il 2030. È questo il valore di progetti come quello di Assemini: accelerare la decarbonizzazione, rafforzare la resilienza energetica delle imprese e, allo stesso tempo, puntare sull’efficienza energetica per ridurre i costi operativi e massimizzare l’utilizzo delle risorse”. 

Nell’ottica di rafforzare ulteriormente l’efficienza del sistema energetico del sito di Assemini, Engie Italia e Heineken Italia stanno valutando l’introduzione di soluzioni di accumulo tramite batterie, che permetteranno di immagazzinare l’energia rinnovabile prodotta durante il giorno e renderla disponibile anche nei momenti di minore generazione. Lo sviluppo dello storage consentirà di rendere ancora più efficace l’integrazione tra produzione rinnovabile e consumi industriali. “Nel birrificio Ichnusa di Assemini abbiamo inaugurato, insieme a Engie, uno dei più grandi impianti fotovoltaici realizzati in Italia all’interno di un sito produttivo: un progetto che ci permette di produrre energia pulita localmente, coprendo il 100% del nostro fabbisogno diurno – ha aggiunto Alexander Koch, amministratore delegato di Heineken Italia – È un passo importante nel percorso di crescita sostenibile della nostra azienda e un punto di riferimento tra i progetti fotovoltaici del Gruppo Heineken in Europa. Il sole della Sardegna accompagna da sempre i momenti in cui si beve una Ichnusa. E da oggi, questo sole accompagna anche il modo in cui la produciamo”. 

economia

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Temu, Amazon & Co: chi ci sta comprando davvero

di Andrea Perocchi


🇮🇹 L’Italia? Colonizzata. Ma sorridente.

L’e-commerce italiano non è più italiano da un pezzo.

Amazon consegna il caffè, Shein decide come si vestono le ventenni, Temu trasforma il “compra ora” in un mini-videogioco e AliExpress ci spedisce da Shenzhen tutto ciò che non sapevamo di desiderare.

Nel frattempo, gli e-commerce “nostrani” – pochi, coraggiosi e spesso locali – guardano da lontano il trionfo dei colossi mondiali, che hanno fatto del Bel Paese il loro campo base preferito: alto tasso di smartphone, cultura della comodità, e una passione storica per gli sconti.

Sì, l’Italia è diventata la piazza perfetta per gli imperi digitali: un popolo di navigatori che non naviga più sul mare ma tra carrelli online.

Ma ognuno di questi giganti ha la sua arma psicologica, il suo tono di voce, il suo modo di conquistare (o manipolare) il consumatore.

Benvenuti nel marketing delle emozioni sintetiche.


Amazon: l’impero della fiducia impersonale

Amazon non vende prodotti: vende tranquillità mentale.

È il supermercato dell’universo, dove tutto funziona, tutto arriva, tutto si restituisce senza domande.

Il suo segreto? La frizione zero.

Non c’è tempo per pensare, per cercare altrove, per confrontare davvero. È l’apoteosi dell’autopilota.

Il design è neutro, il linguaggio è asettico, la grafica fa schifo ma funziona. Perché? Perché Amazon non ti seduce, ti addestra.

Ogni click è un riflesso condizionato.

E quando l’utente diventa riflesso, l’impero vince.

Nota smaliziata: Amazon non ti chiede fiducia. Se la prende in silenzio, e te la riconsegna in 24 ore.


eBay: l’archeologia del web

C’era una volta il sogno democratico dell’e-commerce: il mercatino globale, dove chiunque poteva vendere, barattare, contrattare. Poi è arrivato Amazon.

Oggi eBay è il vecchio zio rock del web: affascinante ma stanco, nostalgico dei tempi in cui “offrivi” per una fotocamera e provavi adrenalina.

Ora è diventato una via di mezzo tra outlet e antiquariato digitale.

C’è ancora roba interessante, ma devi scavare. E nessuno ha più tempo di scavare.

Il marketing? Quasi inesistente. Le campagne sembrano ferme al 2015.

eBay vive di inerzia, e l’inerzia – sul web – è la versione elegante del declino.

Nota smaliziata: eBay oggi è come MySpace: c’è ancora, ma nessuno sa perché.


AliExpress & Alibaba: la fabbrica del mondo travestita da bazar

AliExpress è la prova vivente che la distanza non esiste più.

I prodotti arrivano da Shenzen o Guangzhou più velocemente di una raccomandata da Milano a Palermo.

E dietro quell’interfaccia colorata e caotica, c’è un mostro logistico chiamato Alibaba Group, che muove container come fossero caramelle.

La strategia è brutale: prezzo e volume.

La psicologia è geniale: compra ora, costa meno di un caffè, e magari ti arriva in un mese (ma che importa?)

Il linguaggio è quello della scarsità: “Ultimi pezzi!”, “Promo lampo!”, “-90% per 3 ore!”.

La comunicazione è un flusso continuo di urgenza artificiale.

Nota smaliziata: AliExpress è il bazar globale dove tutto è possibile, compreso comprare un drone a 12 euro e ricevere un portachiavi. Ma l’utente, stranamente, è felice lo stesso.


Shein: TikTok con il carrello sotto

Shein è la Netflix del vestito usa e getta.

Ogni giorno migliaia di nuovi capi, micro-collezioni per ogni micro-nicchia, influencer ovunque e un algoritmo che sa chi sei, come ti senti e che colore ti serve oggi per sembrare felice.

Il target è la Gen Z, cresciuta con il doppio tap.

Qui l’esperienza è puro intrattenimento: scrolli, desideri, compri, scrolli ancora.

Shein non è un e-commerce: è una piattaforma di contenuti che casualmente vende vestiti.

Il suo marketing è chirurgico: micro-influencer, challenge virali, sconti personalizzati, video haul.

Nessuna marca italiana ha mai saputo parlare così direttamente all’inconscio digitale.

Nota smaliziata: Shein non ti vende un outfit, ti vende un’identità temporanea con spedizione gratuita.


Temu: il videogioco dell’acquisto compulsivo

E poi c’è Temu, il nuovo padrone del caos.

Un’app che sembra uscita da un laboratorio di psicologia comportamentale più che da un’azienda tech.

Colori saturi, notifiche costanti, “offerte lampo”, “ruote della fortuna”, “regala 50 euro ai tuoi amici” – ogni cosa grida dopamina!

Il claim “Compra come un miliardario” è un colpo di genio.

Temu non vende, fa giocare a comprare.

Ogni prodotto è una missione, ogni carrello è un livello sbloccato.

Il business model? Dumping puro: vendere sottocosto, acquisire utenti, comprare la mente prima ancora che il portafoglio.

Temu è quello che Wish sognava di essere prima di autodistruggersi.

E sì, è spaventoso quanto funziona.

In un Paese dove la gratificazione immediata è la nuova religione, Temu è il prete e la messa insieme.

Nota smaliziata: Temu non ti vende oggetti, ti vende endorfine a prezzo outlet.


Zalando e gli altri: la precisione tedesca con cuore UX

Mentre gli altri giocano a chi urla di più, Zalando resta lì, composto, efficiente, europeo.

È il regno della user experience perfetta, dove il tono è calmo, la grafica pulita, il servizio clienti impeccabile.

È Amazon, ma con più gusto.

Il segreto di Zalando? La fiducia senza rumore.

Reso gratuito, taglie chiare, e-mail che non stressano.

Zalando non ti conquista: ti educa al rispetto digitale.

E intanto i colossi “ibridi” italiani (Unieuro, Mediaworld, Decathlon, Esselunga Online) fanno quello che possono: integrano store fisico e web, ma faticano a generare lo stesso desiderio.

Perché non basta digitalizzare un negozio per diventare e-commerce. Serve mentalità da piattaforma, e quella non si compra su Temu.


Wish, Vinted e i “wannabe”

Wish è stato il primo esperimento di e-commerce dopaminico: offerte assurde, prodotti improbabili, logistica allucinante. È durato quanto una storia su Instagram.

Poi è arrivato Vinted, e ha fatto una magia: ha trasformato la second hand economy in un movimento.

Qui non compri, scambi appartenenza.

Il marketing di Vinted è geniale nella sua semplicità: “Non lo usi? Vendilo”.

Traduzione: non è consumo, è catarsi.

Un mix perfetto di sostenibilità, storytelling e community.

E soprattutto, un segnale: i giovani non vogliono solo spendere meno, vogliono sentirsi più furbi del sistema.


Gli italiani e il paradosso del made in altrove

Il consumatore italiano del 2025 vive una schizofrenia serena.

Predica il “made in Italy”, ma compra da magazzini cinesi.

Parla di etica, ma clicca su “offerta lampo -90%”.

Si lamenta dell’invasione digitale, ma si sveglia con una notifica Temu e va a dormire con una wishlist Amazon.

La verità è che non siamo vittime, siamo complici.

Ci piace essere serviti, ci piace l’illusione della scelta infinita.

Ogni e-commerce globale ci regala un ruolo: Amazon ci fa sentire organizzati, Shein trendy, Temu intelligenti (perché “ho trovato un affare”), Zalando sofisticati.

Siamo clienti e personaggi dentro un gigantesco gioco di ruolo economico.

E nel frattempo, i pochi e-commerce italiani che resistono — quelli che vendono davvero valore, servizio e autenticità — devono gridare per farsi sentire sopra il rumore del prezzo più basso.


Conclusione: ci stanno comprando, ma sorridendo

Alla fine della fiera, l’Italia è un mercato perfetto: passionale, disorganizzato, emozionale.

Cioè: la Disneyland del marketing.

I giganti globali non ci conquistano con i dati, ma con le emozioni travestite da offerte.

Amazon ci tranquillizza, Temu ci diverte, Shein ci distrae, AliExpress ci incuriosisce, Zalando ci rassicura.

Ognuno tocca una corda psicologica diversa, e noi, docili, balliamo.

La sfida, per chi fa comunicazione e impresa oggi, è un’altra: capire come restituire senso al valore, in un mondo dove l’unica leva che resta è il prezzo o la dipendenza.

Perché se il futuro dell’e-commerce è solo una guerra di dopamina, allora il prodotto non è più il bene.

Il prodotto siamo noi.


🧭 Insomma…

Il marketing lo raccontano tutti. Noi lo smontiamo.

Seguici per restare sveglio in mezzo agli algoritmi.

I Social Network: Influencer, Community e Valore dei Contenuti

Negli ultimi anni, il mondo dei social media ha subito trasformazioni profonde. Le piattaforme si sono evolute, gli influencer sono diventati veri professionisti e le aziende hanno affinato i criteri con cui valutano un contenuto, un creator e una community. Ma quali sono oggi i social più rilevanti? Come viene valutato un post o un video in una nicchia specifica? Facciamo chiarezza.



I principali social network

Oggi la presenza digitale non può prescindere da alcune piattaforme fondamentali. Ecco le principali:

  • Instagram – Ancora centrale per lifestyle, moda, beauty, travel. Le Stories e i Reels sono il cuore del contenuto.
  • TikTok – Il più potente in termini di reach organico. Fondamentale per l’intrattenimento, ma sempre più forte anche nel settore education e B2B.
  • YouTube – La piattaforma evergreen per contenuti lunghi, tutorial, recensioni e video approfonditi.
  • LinkedIn – Indispensabile per il personal branding professionale, HR, business, formazione.
  • X (ex Twitter) – Influenza forte nel mondo news, tech, politica e finanza.
  • Threads – In crescita, soprattutto tra i creator e le community anglofone.
  • Pinterest – Rilevante per design, moda, food, con un forte approccio visuale ed evergreen.
  • Twitch – Punto di riferimento per il gaming, ma sempre più usato anche in ambito tech, musica e lifestyle.

I livelli di influencer nel mondo della creator economy

Nel marketing d’influenza si tende a classificare i creator secondo il numero di follower, ma oggi l’engagement e la rilevanza nella nicchia contano tanto quanto (o più di) questo dato. Ecco le fasce principali:

  • Nano-influencer (fino a 10.000 follower) Molto vicini alla propria community. Ottimo engagement, spesso percepiti come autentici e credibili.
  • Micro-influencer (10.000 – 100.000) Specialisti di nicchia, con pubblico fidelizzato. Ideali per campagne verticali.
  • Macro-influencer (100.000 – 1.000.000) Maggiore visibilità, adatti a campagne più ampie. Rischiano di essere percepiti come meno autentici se troppo commerciali.
  • Mega-influencer (+1.000.000) Celebrità digitali o reali. Perfetti per awareness, ma spesso con un engagement relativamente più basso.

Come le aziende valutano oggi un contenuto

Le metriche classiche (like, follower, visualizzazioni) contano, ma non bastano più. Le aziende oggi guardano a indicatori qualitativi e specifici per la nicchia. Tra gli elementi chiave:

  • Engagement rate (like, commenti, condivisioni rapportati ai follower)
  • Reach effettiva (numero reale di persone raggiunte)
  • Salvataggi e condivisioni (indice di valore del contenuto)
  • Tasso di conversione (clic, acquisti, iscrizioni)
  • Tipo di interazioni (commenti autentici vs emoji)
  • Qualità del pubblico (età, provenienza, interessi, affinità con il brand)
  • Allineamento valoriale con il brand

TikTok, Instagram, YouTube: cosa vale un post?

Il valore economico di un contenuto dipende da vari fattori: piattaforma, nicchia, qualità del pubblico, obiettivi della campagna. Ecco una panoramica indicativa:

PiattaformaFormatoEngagement medioValore stimato (micro-influencer)
TikTokVideoMolto alto100€ – 1.000€ a video
InstagramReelAlto150€ – 1.200€ a reel
InstagramPostMedio100€ – 800€ a post
YouTubeVideoMedio-alto500€ – 2.000€ a video
Stories(IG/FB)Breve durata50€ – 300€ per blocco

⚠️ Questi valori variano moltissimo in base alla nicchia: un nano-influencer nel settore tech, finance o health può guadagnare più di un macro nel lifestyle.


Community e nicchie: il vero valore

Oggi il focus si è spostato dalla “massa” alla “qualità della community”. Un creator con 5.000 follower attivi e fidelizzati può convertire più di uno da 100k poco coinvolti.

Le aziende stanno imparando a valutare:

  • L’attività della community (commenti veri, DM, interazioni regolari)
  • La fiducia che l’audience ripone nel creator
  • Il fit valoriale e tematico tra brand e creator
  • Il posizionamento del creator nella nicchia (è leader? è stimato?)

Conclusione

La creator economy è sempre più matura, professionale e orientata alla qualità. I brand non cercano più solo “numeri”, ma connessioni autentiche, engagement reale e valori condivisi. I creator che sapranno costruire una community solida, coerente e attiva saranno quelli con più opportunità, indipendentemente dal numero dei follower.


Enterimprese presenta il nuovo Bot Innovativo: Customer Care H24 per ogni settore

Enterimprese, marketplace leader per le imprese, annuncia il lancio di una soluzione tecnologica rivoluzionaria: un bot intelligente basato su AI e intelligenza artificiale conversazionale, progettato per trasformare l’assistenza clienti e l’accesso alle informazioni aziendali, attivo 24/7.

Un bot per ogni realtà

Pensato per aziende di ogni dimensione e settore, il nuovo bot è perfetto per:

  • Turismo: gestione prenotazioni e informazioni.
  • Alimentare: ordini, tracciabilità, degustazioni.
  • Retail: supporto vendite e customer care.
  • Associazioni: iscrizioni, eventi, donazioni.
  • Professionisti: appuntamenti e supporto informativo.
  • Industria: assistenza tecnica e commerciale.

Tecnologia avanzata e massima personalizzazione

Basato su intelligenza artificiale (AI) conversazionale e machine learning, il bot apprende dai dati e si integra perfettamente con i sistemi aziendali (CRM, ERP).

La tecnologia avanzata consente:

  • di utilizzare contenuti interni ed esterni per arricchire le risposte;
  • di limitare o ampliare la conoscenza del bot secondo le strategie aziendali;
  • di stabilire un tono di comunicazione personalizzato (formale, amichevole, tecnico) per allinearsi allo stile della propria clientela;
  • di personalizzare ogni fase del processo conversazionale, dalla prima interazione alla gestione post-vendita;
  • di integrarsi con canali esterni come i social media e WhatsApp, offrendo una presenza omnicanale immediata e coerente.

Domande e Risposte

Che cos’è il nuovo bot di Enterimprese? È una soluzione di intelligenza artificiale che consente alle aziende di automatizzare e migliorare la comunicazione con i clienti h24.

Come può aiutare il mio business? Il bot migliora l’efficienza del customer care, incrementa la soddisfazione del cliente e libera risorse interne da attività ripetitive.

È possibile personalizzare il linguaggio e lo stile del bot? Sì, ogni azienda può scegliere tono, stile e livello di formalità, adattando il bot alla propria identità di brand.

Il bot può essere integrato con i social network e WhatsApp? Assolutamente sì: il bot è progettato per una gestione omnicanale efficace e fluida.

Quando sarà disponibile e come posso provarlo? Il prodotto sarà disponibile da luglio 2025. Le aziende interessate possono richiedere una prova gratuita già da ora tramite il sito ufficiale di Enterimprese.

Innovare per crescere

Con il nuovo bot, Enterimprese porta le aziende nella nuova era del servizio clienti digitale: efficienza, personalizzazione, omnicanalità e disponibilità continua.

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WAICF: Il Futuro dell’Intelligenza Artificiale in Mostra a Cannes

Il World Artificial Intelligence Cannes Festival (WAICF) torna per la sua quarta edizione, che si terrà dal 13 al 15 febbraio 2025 presso il Palais des Festivals et des Congrès di Cannes. L’evento si conferma come una delle principali vetrine internazionali dedicate all’intelligenza artificiale, riunendo leader del settore, startup innovative e aziende tecnologiche per esplorare le ultime tendenze e applicazioni dell’IA.

Un Programma Ricco di Contenuti e Innovazione

L’edizione 2025 del WAICF prevede un fitto programma di conferenze, keynote e workshop, con oltre 320 relatori internazionali e più di 250 sessioni tematiche. L’obiettivo è quello di offrire una panoramica completa sulle sfide e opportunità dell’intelligenza artificiale nei settori più disparati, tra cui sanità, finanza, industria, retail e mobilità.

Tra gli ospiti di rilievo dell’evento, figurano esperti del calibro di Pascale Fung, Senior Director of AI Research presso Meta Fair, ed Elham Tabassi, Chief AI Advisor al National Institute of Standards & Technology (NIST), che condivideranno la loro visione sulle prospettive future dell’IA.

Le Aziende Presenti: Dalle Grandi Multinazionali alle Startup Emergenti

Uno degli aspetti più interessanti del WAICF 2025 è la partecipazione di aziende di primo piano nel panorama dell’intelligenza artificiale. Tra i nomi di spicco confermati ci sono:

  • Huawei
  • IBM
  • AMD
  • Hewlett Packard Enterprise
  • Nvidia
  • Microsoft
  • Google AI
  • OpenAI

Oltre alle grandi multinazionali, il festival darà spazio anche alle startup emergenti, che avranno l’opportunità di presentare le loro soluzioni innovative nel campo dell’IA. Un focus particolare sarà dedicato all’ecosistema italiano dell’innovazione, con la partecipazione di diverse imprese e startup che esporranno le proprie tecnologie all’interno del padiglione italiano organizzato dall’Agenzia ICE.

Networking e Opportunità di Business

Il WAICF non è solo un’occasione per scoprire le ultime novità nel mondo dell’intelligenza artificiale, ma anche un importante punto di incontro per investitori, aziende e professionisti del settore. Grazie a sessioni di networking, incontri B2B e presentazioni di startup, l’evento rappresenta un’opportunità unica per stringere collaborazioni strategiche e individuare nuove opportunità di crescita.

Come Partecipare

Chiunque sia interessato a partecipare all’evento può trovare ulteriori informazioni e acquistare i biglietti sul sito ufficiale del WAICF (www.worldaicannes.com).

Con un programma ricco di contenuti e la presenza delle più importanti realtà del settore, il WAICF 2025 si conferma come un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati e i professionisti dell’intelligenza artificiale.

I Principali Trend del 2025: Innovazione, Moda e Benessere


Il 2025 si prospetta come un anno di significative trasformazioni in vari settori, dalla tecnologia alla moda, fino al benessere personale. Ecco una panoramica delle tendenze più rilevanti che caratterizzeranno l’anno.

1. Evoluzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Organizzazioni

L’Intelligenza Artificiale (IA) continuerà a integrarsi profondamente nelle strategie aziendali, trasformandosi da semplice strumento di produttività personale a componente cruciale delle strutture organizzative. Le aziende adotteranno modelli di collaborazione uomo-IA, ridefinendo ruoli e processi per migliorare efficienza e innovazione.

2. Tendenze Moda: Colori e Design Innovativi

Nel mondo della moda, il 2025 vedrà l’emergere di tendenze audaci e innovative:

Double Drenching: Una tecnica di design d’interni che utilizza due o più colori saturi per avvolgere completamente una stanza, creando un effetto immersivo e stratificato.

Mocha Mousse: Pantone ha introdotto questa tonalità di marrone morbida e neutra come colore chiave per il 2025, ideale per una varietà di texture e stili.

Abbigliamento Asimmetrico: Design come i pantaloni a una gamba sola stanno guadagnando popolarità, riflettendo una crescente inclinazione verso stili non convenzionali e audaci.

3. Benessere e Longevità

Il settore del benessere si concentrerà sempre più sulla longevità, con i consumatori alla ricerca di soluzioni preventive e personalizzate per vivere più a lungo e in salute. Tecnologie di monitoraggio della salute, integratori come il NAD+ e soluzioni avanzate per la salute femminile saranno al centro dell’attenzione.

4. Tendenze nel Design d’Interni

Gli spazi abitativi rifletteranno una maggiore personalizzazione e comfort:

Specchi Unici: L’uso di specchi con design distintivi aggiungerà carattere agli ambienti.

Biancheria da Letto Mix and Match: Combinazioni di pattern e texture diverse per un aspetto personalizzato.

Pattern di Piastrelle “Casuali”: Schemi di piastrelle intenzionalmente organici per un’estetica unica.

5. Innovazioni nel Settore Alimentare e delle Bevande

Il 2025 porterà con sé tendenze culinarie sorprendenti:

Onion Lattes: Latti con infusione di cipolla stanno guadagnando popolarità nei caffè, offrendo un’esperienza gustativa unica.

Cocktail alla Spina e Sostenibilità: Nel campo della mixology, si assisterà a un aumento dei cocktail alla spina, produzioni locali e pratiche sostenibili nei bar, trasformandoli in laboratori di creatività e storytelling.

Conclusioni

Il 2025 sarà un anno caratterizzato da innovazioni tecnologiche, evoluzioni nel mondo della moda e una crescente attenzione al benessere e alla sostenibilità. Adattarsi a questi trend sarà fondamentale per rimanere al passo con i tempi e cogliere le opportunità emergenti.