“La Maura è perfettamente adatto ai grandi eventi” parla Assoconcerti – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Le polemiche stanno a zero. Il piano di sicurezza attivato all’ippodromo Snai La Maura di Milano, per l’evacuazione dei 78mila fan presenti al concerto di Bad Bunny, interrotto per una violenta grandinata, “ha funzionato molto bene”. Il presidente di Assoconcerti, Bruno Sconocchia, difende l’organizzazione e respinge le critiche sulla sicurezza e sull’idoneità della venue. In un’intervista all’Adnkronos sostiene che l’evacuazione degli spettatori, avvenuta in 50 minuti, abbia rappresentato uno “stress test” superato con successo, frutto di un anno di pianificazione condivisa con istituzioni e forze dell’ordine. Pur riconoscendo la necessità di continuare a migliorare l’esperienza del pubblico, Sconocchia definisce “polemiche sterili” le richieste di escludere La Maura dai grandi eventi, ribadendo che Milano deve continuare a essere una delle principali tappe dei tour internazionali. 

Presidente, quali sono gli elementi concreti che dimostrano che il piano di sicurezza ha funzionato bene sabato?
 

“Mi verrebbe da fare la domanda opposta. Sembra che tutti i dati lo dimostrino. Io non faccio molti comunicati. Credo che, delle volte, sia anche inopportuno entrare in certe polemiche: tutti hanno diritto a muovere tutte le critiche che vogliono. Posso dire però che comincio a essere un po’ stanco della superficialità con cui vengono trattati argomenti che invece sono importanti. La critica è sempre utile, non solo legittima, ma significa studiare un fenomeno, analizzarlo, individuarne le criticità e proporre delle soluzioni. Questo è fare critica. Il resto è chiacchiericcio, è polemica che non serve a niente”. 

Purtroppo i social non hanno aiutato in questo senso
 

“Tutti parlano senza dare mai alcun dato, si cavalca la polemica, forse nella speranza di qualche like in più ma mantenendo sempre un livello di superficialità persino preoccupante. È polemica fine a sé stessa. La domanda va ribaltata: cosa dicono i dati? Andiamo a monte. Centinaia di migliaia di persone fanno la corsa per accaparrarsi il biglietto di ingresso ai grandi eventi. Ho grande rispetto per il pubblico, innanzitutto perché bisogna garantirgli sicurezza e permettergli di godersi l’evento a cui partecipa. Non si può giudicare e ritenere che quel pubblico, a nome del quale spesso si parla, sia un popolo di mentecatti che compra biglietti per concerti brutti e per essere trattato male. Forse qualcuno può cascare in una trappola una volta, ma siccome questa è una tendenza che si ripete da anni e in tutto il mondo, mi chiedo: chi autorizza qualcun altro a parlare a nome del pubblico? Il pubblico dimostra invece di gradire questi eventi. Sono tra i pochi momenti rimasti di incontro e di festa collettiva. Quando vedo le immagini dei concerti, anche di quelli criticati, vedo gente ballare, andare via sorridente. Le critiche, nel caso di Bad Bunny, non riguardano i 50 minuti di concerto che abbiamo ascoltato o le due ore del giorno prima, né il fatto che il luogo sia inadatto. La gente non chiede il rimborso del biglietto: chiede di poter assistere a quel concerto. Se fosse stata un’esperienza così drammatica, credo che la reazione sarebbe stata diversa”. 

Come è andata davvero sabato sera?
 

“I dati che ho sono questi: a parte qualche bernoccolo, che avrebbe potuto procurarselo chiunque anche passeggiando in via Monte Napoleone durante quella grandinata, sembra che una persona si sia rotta un gomito. E non è neppure certo se sia successo in uscita, perché qualcuno sostiene che se lo fosse rotto in entrata. Si può anche scivolare. Parliamo di 78mila persone, una città di medie dimensioni che si muove dalla mattina alla sera, e al pronto soccorso risulta una persona con un braccio rotto. Credo che qualsiasi pronto soccorso, in qualsiasi città, sarebbe felice di un risultato del genere. È la dimostrazione che i dati corroborano la teoria. Io non posso dimostrare che tutti i cigni sono bianchi ma posso portare una serie di prove che, fino a oggi, non si è mai visto un cigno nero. Per questo non sopporto leggere sui social o su qualche giornale che è stata una pura casualità se non è andata peggio”.  

C’è chi ha detto che è andato tutto bene perché non c’è scappato il morto…
 

“Non è una pura casualità. Per me è un’offesa, perché è il frutto di una pianificazione. Una pianificazione che richiede mesi di lavoro. Noi stiamo già lavorando all’estate del 2027 insieme al Comune. L’estate 2026 è stata pianificata un anno fa insieme a prefettura, questura, vigili del Fuoco e tante altre istituzioni, basandoci su dati oggettivi, non sulle opinioni raccolte per strada. Su quei dati costruiamo i piani per i parcheggi, per gli accessi e anche per le emergenze. Per fortuna questi piani quasi nessuno li vede, perché normalmente non vengono mai attuati. Stavolta, invece, c’è stato bisogno di applicarli e hanno funzionato”. 

Diciamo però che questo evento eccezionale ha riaperto le polemiche sull’Ippodromo La Maura, sostenendo che non sia la sede giusta per ospitare 80 mila persone
 

“È stato uno stress test che ha dimostrato che il piano funziona e che il luogo è adatto. Non è successo niente. Alle undici non c’era più nessuno per le strade, era tutto sgombero, nessuno si è fatto male. Mi dispiace per chi si è preso la grandinata, ma, se vogliamo, è stata la dimostrazione che il luogo è adatto e che i piani di sicurezza studiati hanno funzionato. Qualcuno dovrebbe dimostrare il contrario”. 

“Molti, al di là dell’emergenza, lamentano da anni criticità come le code o i prezzi di cibo e bevande. Però ci sono stati anche miglioramenti rispetto alle edizioni passate: i punti refill per l’acqua, la possibilità di portare borracce da casa, i pagamenti cashless. Ogni anno qualcosa migliora
 

“Ed è un dato. C’è uno studio del Politecnico di Milano che viene realizzato ogni anno e che per noi rappresenta una base di lavoro. Ci lavoriamo da un’edizione all’altra e dimostra come tutta la situazione, ad esempio quella dei parcheggi, stia migliorando. Negli anni abbiamo lavorato molto su questo tema e, dall’anno scorso in particolare, ci stiamo concentrando anche sui parcheggi delle moto. Stiamo andando sempre più nel dettaglio. È una macchina che si perfeziona continuamente e che dimostra di funzionare. Le polemiche sono spesso portate avanti sempre dalle stesse persone, perché i nomi sono sempre gli stessi. Molti sono politici. Sicuramente chi abita nelle immediate vicinanze subisce dei disagi, ma è quello che accade anche ogni volta che si realizza un’area pedonale: ci sono favorevoli e contrari. A volte le scelte vengono fatte valutando il vantaggio per la collettività rispetto al disagio del singolo. Mi dispiace creare disagi a qualche decina o centinaio di persone, ma tutto questo porta benefici a un’intera città. Milano è una capitale europea e, pur avendo meno abitanti di altre capitali, è ormai a quei livelli”. 

Milano è ormai una tappa stabile nei grandi tour mondiali e riscuote successo anche grazie a questi eventi. Senza un’area come La Maura, per i concerti estivi ci sarebbero alternative equivalenti?
 

“San Siro è soggetto alle limitazioni comunali: lì si fanno 19 concerti, gli altri si svolgono alla Maura. Siamo stati noi i primi a concordare con il Comune gli orari di chiusura. Abbiamo stabilito di non superare il limite massimo consentito e lavoriamo sempre per riuscire a terminare addirittura entro le 23”.  

Come funziona il contributo di 80 centesimi per ogni biglietto venduto a carico degli organizzatori?
 

“Quel denaro viene impiegato per incrementare il servizio di autobus e metropolitane. Inoltre, diamo un contributo per coprire gli straordinari della polizia locale. Dietro c’è un lavoro enorme che spesso non viene raccontato. Per questo, qualche volta, mi inalbero. Tutto questo lavoro, basato su dati scientifici e oggettivi, viene vanificato da un chiacchiericcio che sceglie la polemica invece dei fatti. Io non dico che facciamo sempre tutto benissimo. Le critiche vere le accettiamo. Se qualcuno ci segnala qualcosa da migliorare, siamo pronti ad ascoltare. Ma se tutto serve soltanto a sostenere che quel luogo non sia adatto e che non si debbano fare concerti lì, allora significa dire di non fare più concerti a Milano. È una follia”. 

Se si rinunciasse a La Maura si rinuncerebbe anche alla possibilità di portare in Italia artisti come i grandi nomi che arrivano ogni anno. Solo quest’anno, per fare due esempi, ci sono stati i System of a Down, che mancavano da quasi nove anni, e i Foo Fighters. C’è un po’ di invidia nel fatto che Milano sia ancora la capitale della musica in Italia e una tappa fissa dei grandi tour internazionali?
 

“Io credo che sempre più amministrazioni locali si rendano conto del valore aggiunto dei grandi eventi, siano essi sportivi o musicali. I numeri dimostrano quanto questi eventi muovano l’economia e contribuiscano alla notorietà delle città. Sempre più amministrazioni cercano di aggiudicarseli. Milano, su questo, è stata lungimirante e si è mossa prima di altre realtà. Molte città non hanno ancora le strutture adeguate. La stessa Roma si sta attrezzando. Se guardiamo anche agli eventi indoor, i grandi palazzetti da 15mila posti sono quattro: due a Milano, uno a Bologna e uno a Torino. La capitale ancora non dispone di uno spazio di questo tipo. Milano ha investito e oggi raccoglie i frutti di quella scelta. L’interesse è a favore della città e dei cittadini. Le campagne elettorali le lascio agli altri. A me danno fastidio soltanto le accuse assolutamente infondate. Mi dispiace per quello che è successo e soprattutto per le persone che aspettavano quel concerto da un anno e non hanno potuto goderselo fino in fondo. Ma quello che è accaduto dimostra che quello spazio è adatto e che i piani di sicurezza hanno funzionato. Le immagini dell’esodo mostrano persone che, pur sotto una tormenta di acqua e grandine, escono ordinatamente da un luogo perfettamente illuminato. In 50 minuti erano tutti fuori e, dopo altri dieci minuti, il quartiere era completamente sgombero. Qualcuno mi deve spiegare quale sarebbe il problema. Il vero problema è che quel pubblico non ha potuto assistere all’intero spettacolo”. 

Live Nation si è attivata subito per sgomberare l’area in sicurezza
 

“A questo va dato atto e concordo con le parole del presidente di Live Nation Italia, Roberto De Luca. Hanno lavorato fino a notte fonda per capire se fosse possibile recuperare la data. Il principale ostacolo era legato alla sicurezza e alla disponibilità del personale. Per un evento del genere Live Nation impiega circa 700 addetti alla sicurezza. Non sono persone scelte a caso, ma professionisti preparati, appartenenti a cooperative specializzate che svolgono abitualmente questo servizio. Trovare nuovamente 700 persone preparate da un giorno all’altro è stato il problema principale. Eppure, hanno subuito annunciato il rimborso integrale dei biglietti, comprese le commissioni di prevendita, che peraltro non dipendono dall’organizzatore. Anche per questo sono orgoglioso dei miei associati”. 

Guardando ai prossimi anni, c’è un modello ideale che avete l’obiettivo di raggiungere per migliorare l’esperienza del pubblico?
 

“Il tentativo di migliorare non finisce mai, e mi fa piacere che si notino i progressi. Oggi si possono portare le borracce da casa, ci sono i punti refill dell’acqua, sono stati introdotti i pagamenti cashless oltre ai token. Continuiamo a lavorare per rendere l’esperienza migliore possibile. Le criticità ci saranno sempre e continueremo a lavorarci. Accettiamo volentieri suggerimenti. Ma se il consiglio è quello di non utilizzare più quel luogo per i concerti o di ridurne la capienza, quello non è un consiglio: è polemica sterile. Cerchiamo di accontentare il pubblico in tutti i modi possibili. Purtroppo, non siamo ancora arrivati a poter determinare le condizioni atmosferiche. Quello ancora ci manca, ma – scherza – ci lavoreremo”. (di Federica Mochi) 

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spettacoli

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Torino, donna trovata morta in casa: nessuna ipotesi esclusa – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il cadavere di una donna in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato nella notte in un appartamento di una palazzina di Barriera di Milano, alla periferia nord di Torino. A lanciare l’allarme sarebbe stato un amico della donna, che ha un’età compresa tra i 30 e 40 anni, che da qualche tempo non aveva più sue notizie. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile di Torino. Al momento nessuna ipotesi sul decesso della vittima è esclusa dagli investigatori a causa delle condizioni in cui è stato ritrovato il corpo. Per stabilire a quando risale la morte si dovrà attendere l’esito dell’autopsia che potrà far luce anche sulle cause.  

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cronaca

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Sumai Assoprof, ‘bene Fi su stop incompatibilità, serve riforma che aumenti prestazioni rispettando medici’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Il dibattito che si è aperto sul superamento del regime di incompatibilità non può essere eluso, anzi. Occorre entrare nel merito delle proposte e partire da un dato incontestabile: oggi il Servizio sanitario nazionale ha perso attrattività e competitività sia con il resto dei Paesi europei che con il privato non accreditato. Il nostro sistema pubblico ha bisogno di aumentare rapidamente l’offerta di prestazioni per ridurre le liste d’attesa, rendere operative le Case della comunità e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso ospedalieri. È necessario garantire ai cittadini un’assistenza territoriale efficace in grado di decongestionare gli ospedali e ridurre la spesa out of pocket degli italiani, i quali sono sempre più costretti a ricorrere al privato per curarsi (per quelli che ne hanno la possibilità), mentre chi non può rinuncia alle cure”. Così Antonio Magi, segretario generale Sumai Assoprof, in merito all’emendamento presentato da Forza Italia nell’ambito dell’esame della legge delega di riforma delle professioni sanitarie, il cui obiettivo è “un vecchio cavallo di battaglia” del sindacato: “Il superamento dell’incompatibilità”. 

“Il Sumai Assoprof – ricorda Magi in una nota – sostiene da tempo che le professionalità già presenti nel Servizio sanitario nazionale rappresentsno la prima risorsa da valorizzare: paghiamo di più i professionisti come fanno gli altri Paesi europei. Se però non siamo in grado di farlo, prima di perdere altri giovani medici che emigrano verso l’estero, senza abolire le indennità di esclusività per chi le percepisce – precisa il leader sindacale – almeno non comprimiamo ulteriormente i diritti dei professionisti. Proponiamo invece di consentire, su base esclusivamente volontaria e al di fuori dell’orario istituzionale, lo svolgimento di attività aggiuntive all’interno del Servizio sanitario nazionale, presso strutture pubbliche o private accreditate che operano per conto del Ssn e sempre nell’ambito del Ssn. È una misura che consentirebbe di incrementare immediatamente l’offerta di visite ed esami specialistici senza attendere che vadano deserti nuovi concorsi o nuovi percorsi formativi, utilizzando competenze già disponibili e mantenendo tutte le garanzie di trasparenza, controllo e assenza di conflitti di interesse. Comprendiamo le preoccupazioni espresse da qualcuno, ma riteniamo che possano essere superate attraverso una disciplina chiara che mantenga fermo il principio della volontarietà, escluda qualsiasi imposizione ai professionisti e preveda il pieno rispetto dell’orario di servizio, della sicurezza delle cure e degli obblighi contrattuali”, puntualizza Magi. 

“Vorrei ricordare – aggiunge – che gli specialisti ambulatoriali convenzionati interni del Sumai Assoprof operano già quotidianamente sul territorio e rappresentano il pilastro della specialistica territoriale del Servizio sanitario nazionale. Sono circa 15.000 professionisti che garantiscono ogni anno milioni di prestazioni, spesso a costi significativamente inferiori rispetto ad altre modalità organizzative. Potenziare questa rete e consentire una maggiore integrazione con gli specialisti ospedalieri significa rafforzare concretamente la medicina territoriale prevista dal Dm 77”. Magi sottolinea che “le Case della comunità non possono rimanere contenitori vuoti. Hanno bisogno di specialisti, di équipe multiprofessionali e di una reale integrazione tra ospedale e territorio. Continuare a mantenere rigidità normative introdotte oltre trent’anni fa significa rinunciare a utilizzare al meglio le competenze disponibili mentre milioni di cittadini attendono visite ed esami. Il Sumai Assoprof – conclude il segretario del sindacato – è disponibile a confrontarsi assieme alle altre organizzazioni sindacali con le istituzioni per definire una riforma equilibrata che tuteli i professionisti, ma, allo stesso tempo, appoggia l’emendamento di Forza Italia che mette finalmente al centro il diritto dei cittadini ad accedere alle cure del Ssn in tempi appropriati. Oggi la priorità non è difendere vecchi steccati, ma rendere il nostro sistema di cura più forte, più moderno e più capace di rispondere ai bisogni di salute della popolazione, in attesa di quelle risorse necessarie a garantire personale sanitario gratificato e soprattutto competente”. 

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cronaca

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Infortunio sul lavoro nel Cosentino, morto un operaio di 23 anni – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Un operaio di 23 anni è morto in un infortunio sul lavoro, nel Cosentino. Secondo quanto si apprende, il giovane era impegnato in alcuni lavori di manutenzione all’interno di un parco eolico a Mongrassano. Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente, sulla quale sono al lavoro i carabinieri, sul posto per i rilievi e gli accertamenti di competenza insieme ai vigili del fuoco e al pm di turno della Procura di Cosenza.  

Sull’accaduto è intervenuta la Fillea Cgil Calabria che, in una nota, ha espresso solidarietà alla famiglia, agli amici e ai colleghi della vittima. “Una nuova, dolorosa tragedia che colpisce il mondo del lavoro e lascia sgomenti – dichiara il segretario Simone Celebre – Non si può morire così, non si può spezzare una giovane vita mentre si svolge il proprio lavoro. In attesa di conoscere l’esatta dinamica dell’accaduto, il nostro pensiero va ai familiari del giovane. Basta stragi sul lavoro”. 

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cronaca

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Pnrr, Butti: “Oltre 13mila Pa in cloud (75%), centrati obiettivi Ue” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – L’Italia raggiunge uno dei traguardi europei più importanti in ambito digitale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre il 75% delle amministrazioni italiane ha trasferito i propri dati e applicativi informatici verso ambienti cloud qualificati, centrando gli obiettivi indicati dalla misura 1.1 ‘Infrastrutture digitali’ e dalla misura 1.2 ‘Abilitazione e facilitazione migrazione al cloud’. Le misure del Pnrr hanno messo a disposizione fino a 1,9 miliardi di euro. Il target per la Misura 1.1 è stato raggiunto con la realizzazione del Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura che ospita gli asset strategici dello Stato e la migrazione di oltre 280 Pa centrali e Asl/Aziende ospedaliere verso il Psn. L’obiettivo della Misura 1.2 è stato superato con la migrazione di oltre 12.700 tra Pa Locali e Scuole verso ambienti cloud certificati. In tutto circa 13mila pubbliche amministrazioni, in linea con il percorso tracciato dalla Strategia Cloud Italia. 

“Il raggiungimento degli obiettivi europei sul cloud certifica la trasformazione delle infrastrutture digitali del nostro Paese. Questo traguardo rafforza la qualità e la sicurezza di oltre 135mila servizi pubblici digitali per cittadini e imprese”, dichiara il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti. “Con questo risultato l’Italia si pone tra i Paesi europei più avanzati nella protezione dei dati della pubblica amministrazione. Un contributo fondamentale è arrivato dalla creazione del Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura ad alta affidabilità che ha consentito a oltre 280 amministrazioni centrali e strutture sanitarie di migrare dati e servizi, a partire da quelli critici e strategici, nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza. Il completamento del Pnrr in ambito cloud è il frutto di un grande lavoro di squadra e dell’intensa collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, gli attori istituzionali e le 13mila amministrazioni pubbliche centrali e locali in tutta Italia che hanno portato a termine con successo la migrazione dei propri dati e sistemi informativi”. 

Questi obiettivi sono stati centrati grazie agli Avvisi Pnrr promossi dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e alla collaborazione con le amministrazioni sul territorio e con attori chiave come il ministero dell’Istruzione e del merito (Mim), l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), l’Unione delle Province d’Italia (Upi) e il Polo Strategico Nazionale (Psn). 

 

 

Le amministrazioni centrali hanno completato la migrazione di dati e servizi critici, verso l’infrastruttura ad alta affidabilità del Psn. Grazie a questo percorso oggi possono contare su ambienti cloud qualificati, elevati standard di sicurezza, continuità operativa, migliorando l’efficacia dei processi decisionali e la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. Ministeri, Agenzie e Autorità indipendenti hanno trasferito servizi fondamentali per il funzionamento dello Stato: dai sistemi di protocollo, gestione documentale, personale e contabilità, ai servizi dedicati alla sicurezza fisica delle sedi, alla gestione dei procedimenti amministrativi e delle banche dati nazionali. Sono stati migrati anche servizi strategici per il mercato del lavoro, la sanità, la ricerca scientifica, la regolazione dei mercati, la tutela dei dati personali, la vigilanza sulle infrastrutture e la gestione dei fondi pubblici. 

Le Asl e le Aziende ospedaliere potenziano i servizi dedicati all’assistenza sanitaria tra cui ad esempio, gestione del pronto soccorso, fascicolo sanitario, individuazione del rischio clinico, gestione delle malattie infettive e croniche, aumentando l’efficacia dei propri protocolli interni. Sia le amministrazioni centrali che le strutture ospedaliere hanno migrato i propri dati e servizi, a partire da quelli critici e strategici, verso il Psn. Comuni e Scuole ottimizzano, grazie alle piattaforme cloud qualificate da Acn, la gestione di dati e servizi, rafforzando la sicurezza e l’affidabilità dei propri sistemi informatici. I Comuni ampliano i propri strumenti digitali per una gestione più efficiente, rapida e sicura dei bilanci annuali e pluriennali, degli atti di stato civile, dei certificati e dei dati demografici, potenziando nel complesso l’offerta di servizi pubblici per i cittadini. Le scuole migliorano la gestione delle informazioni su presenze, esami e votazioni finali, insieme ai processi economici, amministrativi e del personale, a vantaggio della pianificazione didattica. 

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economia

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Testaccio contro ‘Positano’, i residenti infuriati per le riprese del film – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – I residenti del quartiere romano di Testaccio protestano per le riprese blindatissime del film ‘Positano’, una commedia d’azione romantica, prodotta da Wildiside per Netfix, diretta dal regista premio Oscar Daniel Roher e interpretata da altri due premi Oscar, Matthew McConaughey e Zoe Saldana. A far andare su tutte le furie gli abitanti del quartiere, non tanto le modifiche alla viabilità, ma i numerosissimi divieti di sosta disseminati nella zona per proteggere le vie interessate dalle riprese. Divieti che hanno reso un’impresa trovare parcheggio per i residenti, in un quartiere dove già normalmente non è facile riuscire a parcheggiare, tra flussi turistici e movida serale. Tanto che alcuni dei cartelli sono stati coperti con messaggi d’insulti, anche in romanesco: “E annate a Positano a rompe er ca…”, una delle frasi comparse sui cartelli stradali.  

Prima di Roma, le riprese del film avevano coinvolto anche diverse località sul Lago d’Iseo, tra fine maggio e inizio giugno. E anche lì, tra un inseguimento rocambolesco e una ripresa sui lungolago più romantici, non erano manacate le proteste di residenti e turisti di diversi borghi affacciati sullo specchio d’acqua dolce che nel film dovrebbe simulare il mare del Golfo di Salerno e la costiera amalfitana. Parte delle riprese è avvenuta comunque poco distante da Positano, nel comune di Praiano, affacciato sulle scogliere della costiera. 

Il film, prodotto da Working Title con la produzione esecutiva di Wildside, racconterà le vicende di due ladri di gioielli, che si incontrano durante un furto e finiranno per fare squadra per un nuovo grande colpo che si trasformerà anche in avventura romantica.  

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Malagò: “Sul ct non c’è scontro con Maldini, ci sono altri nomi oltre a Mancini e Pirlo” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
“Sull’allenatore non c’è nessun tipo di scontro, ma la parola condivisione parte dall’idea che tutti debbano essere d’accordo. Ammesso che questa idea ci sia, poi va declinata nella sua praticità. Stiamo parlando per entrare nel dettaglio di un soggetto anche condiviso. Ancora qualche giorno di pazienza e saprete tutto”. Così il presidente della Figc, Giovanni Malagò, al microfono di Sky Sport.  

Mancini e Pirlo i favoriti? “Ci sono altri nomi possibili per il ruolo da Ct. Ma non ve li dico -aggiunge Malagò-. Ci ho messo due settimane per portare a bordo Maldini e Leonardo. Sono due persone serie, da subito molto interessate, ma da subito hanno anche voluto conoscere il dettaglio del loro ruolo, di cosa io avessi in mente, di chi lavora e lavorerebbe con loro. Hanno anche fatto un blitz a Coverciano, hanno scattato una fotografia del centro. In queste due settimane ho fatto sei-otto videoconferenze, dove abbiamo parlato di ogni cosa. E quella di cui abbiamo parlato meno — vi assicuro — è quella economica-contrattuale. Questo avvalora la loro serietà. In questo ambito abbiamo declinato in ogni modo il concetto di condivisione totale delle varie scelte, dove quella apicale è proprio quella del Ct, ma non c’è solo quella. Ci sono tante altre figure fondamentali”. 

Il numero uno del calcio italiano sottolinea come serve un cambio di mentalità. “Dobbiamo fare in modo che gli italiani giochino meglio, che siano più valorizzati, coinvolti, tatticamente e fisicamente. Credo sia molto più importante questo aspetto, quello che, tra l’altro, sto condividendo con Maldini e Leonardo. Se non cambia cultura e mentalità, come cambieranno le cose? Vi faccio un esempio: ieri alla finale Mondiale c’erano due allenatori come Scaloni e De La Fuente. Scaloni ha avuto una carriera modesta, e molti dicono sia finito lì dopo che allenatori che hanno fatto la storia hanno rifiutato. Eppure in nazionale ha fatto qualcosa di incredibile. De La Fuente ha ereditato la Spagna da dei mostri sacri, come Luis Enrique, viene dal settore giovanile spagnolo, ha allenato questi giocatori fin dalle formazioni Under. Questo cosa vuol dire? Che a prescindere dalla persona, bisogna sistemare prima l’organizzazione e la metodologia”. Malagò chiude parlando del caso Balogun e fa i complimenti alla Spagna campione. “Si è passato il segno, indubbiamente. C’è sempre un confine. Ieri in finale sulla carta erano le due migliori squadre, la partita l’ha vinta la squadra che lo strameritava. Per la bellezza del calcio, per il fato, l’Argentina ha reagito proprio quando sembrava stremata. Nel finale stavano quasi per pareggiare”. 

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Caso Roggero, moglie e figlie del gioielliere in visita a Bollate – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – È la terza giornata in carcere per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per avere ucciso due rapinatori in fuga dal suo negozio e averne ferito un terzo. Questa mattina sono in visita dal 72enne – a quanto apprende l’Adnkronos – la moglie Mariangela e le figlie. Nei giorni scorsi sono stati a trovare il gioielliere a Bollate il vicepremier Matteo Salvini, i parlamentari della Lega Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini e il legale Stefano Marcolini.  

La difesa di Roggero è ancora in attesa di una risposta dal tribunale di sorveglianza di Torino, a cui venerdì – prima che il 72enne si costituisse nel carcere milanese – è stata presentata un’istanza per sospendere la pena in attesa della definizione della domanda di grazia. 

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cronaca

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Spagna campione del mondo, la festa in pullman e Yamal scatenato – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – La Spagna è campione del mondo e la festa comincia. Prima nello spogliatoio, poi sul pullman. I video pubblicati da Gavi sul proprio profilo Instagram mostrano la gioia delle Furie Rosse. Musica, cori e balli dopo la vittoria in finale per 1-0 contro l’Argentina. Menzione speciale per Lamine Yamal, protagonista della lunga nottata. 

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sport

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Thailand cuts 3.8 million tonnes of CO₂ through low-carbon cement, accelerating beyond NDC targets and advancing a collaborative Net Zero model – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

BANGKOK, THAILAND – Media OutReach Newswire – 20 July 2026 – Thailand has achieved a significant milestone in industrial greenhouse gas mitigation, reducing more than 3.8 million tonnes of CO₂ equivalent since 2019 through the implementation of clinker substitution under the Industrial Process and Product Use (IPPU) sector. This progress has been delivered ahead of the Thailand NDC Roadmap timeline, demonstrating the country’s capacity to translate climate policy into measurable outcomes. Central to this transition is the rapid scale-up of “hydraulic cement,” now serving as the primary structural cement nationwide and a key enabler of low-carbon construction. 

 

The achievement was formally recognized at the “TCMA at 20: The Next Chapter to Net Zero” event, where H.E. Mr. Varawut Silpa-archa, Minister of Industry, presided over an award ceremony honoring 34 implementing partners, supported by six ministries, for their collective contribution in driving policy into practice. 

 

H.E. Mr. Varawut stated that the success of clinker substitution reflects the strength of multi-stakeholder collaboration across government, industry, academia, and professional bodies, enabling Thailand to accelerate greenhouse gas reduction while advancing green industry transformation and competitiveness. 

 

“Greenhouse gas reduction becomes possible when all sectors work together; from policy and technology to real-world implementation. The success of clinker substitution is a tangible example of collaboration delivering real impact, and marks an important step toward Thailand’s Net Zero 2050 ambition.” H.E. Mr. Varawut said. 

 

Mr. Surachai Nimla-or, Chairman of Thai Cement Manufacturers Association (TCMA), highlighted that the results were made possible through close coordination across sectors, driving national policy into implementation through R&D, standards development, technological advancement, and market adoption mechanisms. 

 

“The reduction of over 3.8 million tonnes of CO₂ equivalent reflects the collective effort of all sectors in operationalizing national measures. The cement industry remains committed to advancing the transition toward a low-carbon economy.” Mr. Surachai said. 

 

A key driver behind this success is the development and widespread adoption of hydraulic cement (low-carbon cement), which reduces the clinker content – the most carbon-intensive component in cement production – while maintaining performance and structural integrity in accordance with Thai Industrial Standard TIS 2594. Today, hydraulic cement is extensively used across the country in infrastructure projects, public buildings, industrial facilities, and residential construction, marking a systemic shift from alternative material to mainstream low-carbon construction solution. 

 

Performance data underscores the pace of progress. In 2021, clinker substitution delivered over 300,000 tonnes of CO₂ reduction, achieving results nine years ahead of the NDC schedule. Between 2022–2023, an additional over 1 million tonnes of CO₂ reductions were realized. Cumulatively, from 2019 to present, emissions reductions have exceeded 3.8 million tonnes CO₂ equivalent. 

 

This progress has been enabled by an integrated effort among 34 implementing partners, with policy and institutional support from six ministries, covering policy formulation, standards development, market promotion, and enabling mechanisms; underscoring the role of public–private partnership (PPP) in driving systemic transition. 

 

Mr. Surachai further noted that the clinker substitution initiative represents a scalable model of translating national climate ambition into implementation, with potential for replication across other industrial sectors and expansion into regional collaboration frameworks. 

 

“Hydraulic cement today is not only a low-carbon material; it is part of Thailand’s broader transition toward sustainable growth. It demonstrates that with strong collaboration, emissions reduction is not only possible, but achievable at scale.” Mr. Surachai said. 

 

The success of clinker substitution reinforces Thailand’s leadership in industry-led climate action, highlighting how coordinated public–private efforts can deliver tangible emissions reductions while strengthening industrial resilience. It marks a critical step toward achieving Net Zero 2050, and offers a replicable model for industrial decarbonization at both national and regional levels. 

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

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