Volley Nations League, l’Italia supera Cuba 3-1 e si qualifica per le Finals – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Altro successo per l’Italia di Fefè De Giorgi che si è imposta su Cuba e si è qualificata alle Finals della Volleyball Nations League che si svolgeranno a Ningbo in Cina dal 29 luglio al 2 agosto. Oggi gli azzurri all’Asue Arena di Osaka in Giappone si sono imposti su Cuba per 3-1 (17-25, 25-19, 25-21, 25-17). Con questo successo la nazionale italiana si è portata ad otto vittorie (26 punti) e al quarto posto momentaneo in classifica.  

Per la nazionale di volley maschile è la terza consecutiva a Osaka e l’ottava complessiva al termine delle tre week di VNL. Al termine di tutte le gara verrà stilata la classifica finale utile per l’abbinamento dei quarti di finale in Cina.  

Un successo arrivato grazie alla testa e alla tecnica di questa nazionale, capace di farsi trovare sempre pronta nei momenti chiave. Nella gara contro Thondike e compagni, gli azzurri hanno perso il primo set e poi in rimonta hanno conquistato i successivi tre. Una crescita importante per il gruppo guidato da De Giorgi, ritrovatosi al completo soltanto da due settimane e che lascia ben sperare in vista del rush finale in Cina. 

Per la partita di oggi il commissario tecnico De Giorgi ha confermato il sestetto che ha battuto ieri l’Argentina con Giannelli e Romanò in diagonale, Lavia e Bottolo schiacciatori, Mati e Sanguinetti al centro, Balaso libero. Dall’altra parte della rete Cuba si è schiarato con: Gonzalez, Simón, Lopez, Yant, Thondike, Wilson e Garcia libero. 

“Non era semplice vincere con Cuba. Loro sono una delle squadre più talentuose, con giocatori tecnicamente molto forti. Quando cominciano a giocare con certi ritmi, in difesa e in attacco, ti mettono in difficoltà. Il primo set è stato difficile per noi, però poi è venuta fuori la bontà del nostro gruppo, capace di reagire, trovare gli equilibri giusti e migliorare alcune situazioni. È stata una prova molto positiva da questo punto di vista”, ha detto il ct azzurro Ferdinando De Giorgi dopo la partita. “Idealmente quest’ultima partita l’abbiamo giocata con tutti i ragazzi che hanno partecipato a queste tre settimane di VNL. Oggi era la partita per concretizzare gli obiettivi e la posizione in classifica. Ognuno di loro, giocatori e staff, ha aggiunto un mattoncino a questo percorso. In questa prima parte di stagione il presidente federale ci ha dato l’opportunità di poter allenare due gruppi e di fare poi un percorso in questa VNL con squadre diverse e questo è stato importante. Nel corso delle tre tappe abbiamo utilizzato 24 giocatori e quindi il raggiungimento di questa finale è stato il risultato di un lavoro corale di tutti”. 

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Brignone: “Sogno un figlio, dopo lo sci girerò il mondo in surf. Popolare come Sinner? Lui ha il jet, io prendo Ryanair” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Una Federica Brignone a 360° che parla dei dubbi sulla prossima stagione, dopo i grandi risultati ai Giochi di Milano-Cortina, il recupero dall’infortunio, i ricordi dei trionfi olimpici e lo sguardo al futuro. La campionessa olimpica racconta al Corriere della Sera i suoi sogni dentro e fuori dalle piste, parla del desiderio di diventare madre, dalla segretezza della sua relazione, della passione per il surf e dei progetti per il dopo-carriera, immaginando una vita in viaggio tra oceani e nuove avventure. Nell’intervista trova spazio anche il confronto con Jannik Sinner: “Lui è un campione straordinario e oggi è più popolare di me. Può viaggiare con il suo jet privato, io invece prendo ancora Ryanair e sto seduta in mezzo alla gente”. 

“La guerriera come sta? Sta bene, sta lottando”. Quindi non è vero che potrebbe non disputare la prossima stagione… “Farò di tutto per esserci, valuterei lo stop solo se avessi ancora tanto male”, ha raccontato la Brignone che parla di questi mesi trascorsi in altalena tra impegni e situazioni positive e negative. Tra le prime c’è il mare ritrovato: “Mi sono abbuffata di surf, tra San Salvador e Maldive; neve e mare sono le mie due dimensioni, ma la passione si sposta quasi più verso l’acqua perché la frequento di meno”. Poi sul futuro spiega: “non ho paura di piantarla lì con lo sci. Se dovessi lasciare, non sarei preoccupata: avrei mille opzioni. Vivo alla giornata, ma ho programmi a breve, medio e lungo termine. Ah, quando smetterò vorrò viaggiare e andare a fare surf in giro per il mondo. Anzi, farò il giro del mondo surfando”. 

Oltre al sogno del surf e dei viaggi, nei suoi piani a lungo termine c’è spazio anche per la vita privata: “Diventare mamma è uno dei sogni, a differenza del matrimonio. Però la maternità sarà impossibile fino a quando rimarrò atleta”. E sulla relazione con il nuovo compagno, James, grande riserbo. “Tuttora sono riservata: di me e James nessuno saprà nulla. Non mi piace quando qualcuno mi riconosce e lo segnala a tutti: in quei casi vorrei nascondermi”. 

La campionessa dello sci azzurro parla anche i grandi temi dello sport italiano, a partire dalla “Sinner-mania”. “È super: è più maturo rispetto alla sua età, è rispettoso, corretto, concentrato. Ma non è l’Alberto Tomba visto in certe situazioni”, ha spiegato, sottolineando le profonde differenze economiche e di tutele tra il tennis e il mondo dello sci. “Jannik può permettersi di viaggiare con il suo aereo, io l’altro giorno ho preso Ryanair ed ero seduta tra la gente”. 

Le critiche della campionessa azzurra sono poi per il mondo del calcio: “Mi spiace dirlo, è troppo politico e manipolato. Detesto poi l’invadenza dei social: come si fa a insultare chi sbaglia un rigore? I social sono una malattia”. 

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sport

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Caso Roggero, Tajani: “Mai pensato di candidarlo in Fi, ogni partito candida chi vuole” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Non ho mai pensato di candidarlo in Forza italia, ogni partito candida chi vuole. Ho solo detto che il presidente della Repubblica nella sua saggezza possa pensare di dare la grazia, anche se il Capo dello stato non può essere forzato nella sua scelta”. Così il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo a Ponza d’autore, la rassegna ideata da Valentina Fontana e realizzata da Vis Factor, risponde a Gianluigi Nuzzi sulla vicenda di Mario Roggero e l’annuncio di Salvini di pensare a una sua candidatura nella Lega.  

“Di tanto in tanto ci sono dei fenomeni di populismo, di ribellione -ha detto- fatti di slogan che possono in un momento piacere ma non rappresentano una soluzione, perché poi quando stai al governo i problemi li devi risolvere, non basta dire: ‘Io farò, io farò, io farò, io farò’, poi devi fare. Però io non mi preoccupo di quello che fa Vannacci, mi preoccupo semmai di quello che devo fare io come segretario di un partito di governo quale Forza Italia. Quale risposte posso e devo dare ai nostri cittadini”. 

Adesso al Quirinale “c’è il presidente Mattarella che sta facendo bene ed è il simbolo di unità nazionale, è prematuro parlarne, ma mi piacerebbe che ci fosse dopo tanti anni un presidente della Repubblica di area di centrodestra”. “Un presidente della Repubblica donna? Perchè no, abbiamo tante donne capaci. Non era mai accaduto che ci fosse un Presidente della Camera donna, un presidente del Consiglio, poi è accaduto. Abbiamo tante donne in politica capaci, di alto livello”, ha dettoTajani. 

Riguardo poi la vicenda dello spionaggio russo e della corruzione di ex 007 italiani: “Certo che ci sono attacchi non visibili nei nostri confronti. A volte questi attacchi poi vengono anche scoperti -il vicepremier ha evidenziato- tant’è che qualche giorno fa ho notificato tramite il segretario generale del Ministero degli Esteri all’ambasciatore russo la decisione del governo italiano di espellere due ufficiali addetti militari della Federazione Russa presso l’ambasciata a Roma per attività di spionaggio. Avevano tentato di corrompere due ex agenti della nostra intelligence. Poi bisogna vedere effettivamente cosa hanno ottenuto. Non credo che siano danni enormi, però -ha detto- ogni danno che si fa alla sicurezza nazionale è un danno che può aprire una porta. Basta una piccola crepa per poi far aprire qualche cosa di più. Ovviamente avevano cominciato un’attività di spionaggio e di corruzione per arrivare evidentemente a fini più alti”.  

“Quello che mi preoccupa e che mi spaventa è quello che dice il leader del Movimento Cinque Stelle. Mentre espelliamo due spie russe, lui dice che la Russia non rappresenta un pericolo per l’Italia, citando un generale americano il quale, il giorno dopo, intervistato dal Foglio, ha smentito l’interpretazione delle sue parole data da Conte. Mi preoccupa che nel nostro Paese ci sia qualcuno che esplicitamente neghi questa situazione”, ha detto. 

“Stiamo lavorando per una strategia che porti alla riduzione della pressione fiscale. Innanzitutto credo che si possano abbattere le tasse sulle tredicesime, azzerare le tasse sulle tredicesime di chi ha l’Isee più basso per poi crescere. Credo che sia giusto ridurre l’Irpef dal 35 al 33% fino a 60.000 euro, oggi siamo a 50.000. -ha detto Tajani- Credo che sia giusto, per esempio, detrarre dalle tasse le spese sanitarie dell’anno in corso, perché se tu hai una malattia importante e hai bisogno di essere curato, detrarla l’anno successivo può essere anche un danno. Se le detrai l’anno in cui tu stai male, certamente puoi avere un’agevolazione. Io credo che si possa anche pensare a riflettere, ne stiamo parlando, sul bollo dell’auto, c’è un problema con le regioni. Dobbiamo trovare le coperture finanziarie”, ha sottolineato.  

Tajani ha poi aggiunto “che stiamo lavorando per una soluzione. Ci sono circa 1.700, 1.800 miliardi di risparmio, di denaro privato fermi in Italia, fermi o con investimenti parziali. Io credo che se noi convinciamo, grazie alla stabilità che garantisce questo governo, grazie a dei buoni progetti infrastrutturali e di riforme, i privati, a cominciare dalle casse previdenziali, ad investire in progetti pubblici che possono rappresentare degli investimenti anche vantaggiosi per loro, potremmo permettere allo Stato di spendere di meno e così di ridurre la pressione fiscale. Se riduciamo la pressione fiscale, i cittadini -ha continuato Tajani- possono spendere di più, se aumentano i consumi, aumenta anche la produzione industriale. Noi che siamo un Paese industriale, credo che potremo crescere un po’ di più di quanto stiamo crescendo oggi. Questo è un lavoro serio al quale ci stiamo veramente impegnando. La grande sfida, secondo me, è quella di coinvolgere i privati nella realizzazione del piano casa e delle infrastrutture”, ha continuato.  

Il vice premier ha spiegato che “ci sono dei dialoghi in corso. Abbiamo cominciato con le casse previdenziali. Poi si può passare alle assicurazioni. Io credo che si possa arrivare ad avere 7, 8, 10, anche forse 15 miliardi”, ha concluso. 

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politica

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Digital detox, la rivincita dei ‘dumb phone’ da 400 dollari e della Gen Z che sogna di disconnettersi dai social – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Se pensate che il desiderio di disconnettersi da social e cellulari sia ormai solo una fantasia per chi è più anziano, potreste rimanere sorpresi. Perché negli ultimi anni, sempre di più, sono proprio i giovani a cercare un modo per staccare. Ironia della sorte, le testimonianze si trovano sui social, dove ciclicamente torna la moda dei ‘dumb phone’, o feature phone. 

Le vendite dei vecchi telefoni a conchiglia senza le tante funzioni degli smartphone che oggi troviamo essenziali non sono mai sparite dai dati di mercato, anzi. I vecchi telefono pieghevoli resistono nel nome del ‘digital detox’, la disintossicazione dal digitale, che di solito nella società moderna rimane irraggiungibile. Secondo un nuovo osservatorio dedicato di Ipsos Doxa e Factanza Media il 94% tra Gen Z e Millennial ha pensato almeno una volta di ridurre il tempo trascorso online e tra i giovani sta crescendo la voglia di mettere dei limiti al tempo trascorso su telefoni e social. 

Nel report, basato su un campione di 3.500 persone, il 54% della Gen Z desidera spesso una disconnessione, ma il 23% teme l’isolamento sociale. Il 52% degli intervistati nella fascia 18-30 anni non riesce a diminuire il proprio utilizzo del digitale, contro il 39% della fascia 31-45 anni. La riduzione dello stress mentale è citata dal 54% e dal 46% di queste due fasce d’età, rispettivamente.  

 

Quest’anno il fenomeno del detox sembra avere una certa forza, visto che cresce la pressione sulle piattaforme social e i loro effetti sull’attenzione degli utenti. Una delle notizie più recenti in questo senso quella relativa alla posizione preliminare della Commissione europea, secondo cui Instagram e Facebook danno “dipendenza” e Meta ha violato il Digital services act a causa del loro design basato su scorrimento infinito, riproduzione automatica, notifiche push e contenuti raccomandati. 

Ma mentre sulle aziende che gestiscono le piattaforme monta la pressione dall’alto, sembrano muoversi anche le preferenze dei consumatori. Negli ultimi mesi quel ritorno all’essenziale si sta trasformando in un fenomeno commerciale, con l’arrivo di prodotti che sono essenziali ma non tanto ‘stupidi’. È il caso del telefono a conchiglia Commodore Callback 8020: si scrive con il T9, i tasti sono fisici, ma ci sono anche Spotify e Uber. Instagram, invece, è bloccato. Prezzo originariamente considerato eccessivo dagli utenti, abbassato dopo le proteste alla cifra non modica di 400 dollari, e dati di vendita che la storica azienda dedicata ai prodotti retrò considera ottimi. Filosofia e costi simili al Light Phone III. “Sappiamo quanto possa essere difficile andare controcorrente di una cultura che sembra fatta su misura per distrarti, ecco perché abbiamo creato The Light Phone III”, si legge sul sito del produttore. “Che tu sogni ad occhi aperti una disintossicazione digitale, voglia prestare più attenzione al tuo bambino o stia comprando il tuo primo telefono, il Light Phone III è uno strumento per una vita migliore”. 

Alla ricerca di quella vita migliore, alcune persone si affidano anche alle app specializzate. E una è italiana: si chiama Analogic Detox, ideata dallo sviluppatore Matteo Piccirilli, pensata per aiutare le persone a riconquistare tempo e attenzione senza rinunce drastiche. In questo caso lo smartphone non viene eliminato, ma ‘usato meglio’, attraverso un percorso che prevede un coach Ai ma anche il supporto di uno psicologo, e poi quiz e sfide per trasformare la disintossicazione in un gioco. Creata a gennaio 2026, ad oggi l’app ha raccolto 3.000 utenti paganti, con un tasso di conversione del 21,7%, e integra al suo interno una partnership importante con Social Media Detox, un progetto che organizza ritiri ed esperienze immersive lontano dagli schermi. 

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economia

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Pudu Robotics Showcases Full Product Portfolio at WAIC 2026, Winning the “Most Investor-Attractive Enterprise” Award – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

SHANGHAI, July 19, 2026 /PRNewswire/ — Pudu Robotics, a global leader in commercial service robotics, is showcasing its full portfolio of intelligent robotics solutions at the 2026 World Artificial Intelligence Conference (WAIC), held from July 17–20 in Shanghai. A key highlight of this year’s exhibition is the offline global debut of the PUDU D7, Pudu’s next-generation semi-humanoid robot. In tandem with its exhibition highlights, Pudu Robotics was also honored with the 36Kr “Most Investor-Attractive AI & Embodied Intelligence Enterprise” Award, recognizing the company’s growing influence in the embodied AI sector and continued confidence from the investment community. 

Full Product Matrix on Display: Demonstrating Multi-Scenario Capabilities 

Pudu’s comprehensive presentation at WAIC 2026 showcased its complete technical and product layout, spanning service delivery, commercial cleaning, industrial delivery, and general embodied intelligence. 

The PUDU D5 quadruped robot demonstrates advanced terrain adaptability and autonomous navigation across an on-site obstacle course mimicking sand, gravel, steps, and slopes, simulating autonomous inspections in complex environments such as power substations and industrial parks. Additionally, the D5 performed high-speed “drifting” demonstrations at the booth, reaching peak speeds of up to 5 m/s and showcasing industry-leading mobility and responsiveness. 

Making its global offline public debut, the PUDU D7 engaged visitors with several immersive and interactive live experiences. Attendees posed for photos with the D7, instantly receiving unique snapshots taken directly from a “robotics perspective.” The robot also demonstrated advanced multi-robot coordination by autonomously walking and guiding the PUDU D5 quadruped around the booth while seamlessly avoiding pedestrian traffic, vividly illustrating collaborative workflows between different robotic form factors. 

Pudu is also exhibiting its mature commercial robotics portfolio, including the BellaBot service delivery robot, the PUDU T300 industrial delivery robot, and the PUDU MT1 Max and PUDU CC1 Pro commercial cleaning robots. Together, these products highlight Pudu’s proven deployments across hospitality, retail, F&B, manufacturing, warehousing, and other industries. 

Winning the “Most Investor-Attractive Enterprise” Award Amid Sustained Capital Traction 

The “Most Investor-Attractive Enterprise” award from 36Kr arrives alongside sustained backing from major global institutional investors. In April 2026, Pudu Robotics completed a new financing round of nearly USD 150 million, bringing its valuation to more than USD 1.5 billion. This brings Pudu’s cumulative funding to more than USD 300 million. 

This strong capital interest is supported by concrete commercial performance. According to the “2025 Global Embodied Intelligence and Commercial Service Robotics Independent Market Research Report” released by Frost & Sullivan, Pudu Robotics accounts for 25% and 23% of the global commercial service robotics market in terms of revenue and shipments respectively, ranking No. 1 worldwide in both categories. Furthermore, Pudu Robotics has maintained a year-over-year revenue growth rate exceeding 100%, with international markets accounting for more than 80% of total revenue for consecutive years. While the broader Embodied AI industry remains in early exploratory phases, Pudu has approached a positive EBITDA, achieving large-scale commercial viability ahead of the market. 

From Product Export to Ecosystem Integration: A Blueprint for Global Expansion 

According to the Research Report on Chinese Enterprises’ Overseas Expansion from 2025 to 2026 published by the 36Kr Research Institute, Pudu Robotics was featured as a primary benchmark case study for Embodied AI. The report attributes Pudu’s international success to its systematic combination of technological innovation, product capabilities, and localized global operation. Analysts noted that Pudu has successfully transitioned from exporting products to exporting global brand equity and integrated robotics ecosystems, establishing a core reference blueprint for hard-tech global expansion. 

By deploying versatile product forms that span specialized, semi-humanoid, and humanoid forms, Pudu Robotics continues to focus on integrating Embodied AI directly into real-world environments—transforming Physical AI from a technical concept into a practical productivity partner. 

About Pudu Robotics 

Pudu Robotics, a global leader in the commercial service robotics sector, is dedicated to empowering easier work and better lives through AI and robotics, with a vision of building a global intelligent robotics infrastructure that serves 10 billion people worldwide. 

Pudu Robotics has developed key core technologies and components, including robotic joint modules and motion controllers, and has filed more than 1,900 patent applications worldwide. Built on three core technologies—Embodied Navigation, Embodied Manipulation, and Embodied Interaction—Pudu Robotics has pioneered a “One Brain, Multiple Embodiments” architecture, establishing a comprehensive product portfolio that includes specialized, semi-humanoid, and humanoid robots. 

Currently, Pudu offers four major product lines: service delivery, commercial cleaning, industrial delivery and general embodied AI. Its solutions are widely deployed across industries such as retail, hospitality, manufacturing, real estate and property services, healthcare, entertainment and sport, education, and public services. 

To date, Pudu Robotics has shipped over 130,000 units globally, with a presence in more than 85 countries and regions. 

Photo – https://mma.prnewswire.com/media/3006623/image1.jpg
 

Logo – https://mma.prnewswire.com/media/2492578/Pudu_Robotics_Logo.jpg
 

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Tormentoni estivi, perché non sono più quelli di una volta: per la Treccani resta immortale Giuni Russo – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
I tormentoni estivi non sono più quelli di una volta. L’epoca delle canzoni capaci di diventare la colonna sonora condivisa delle vacanze sembra ormai appartenere al passato. A cambiare il panorama musicale sono stati l’avvento delle piattaforme di streaming, la crescente frammentazione del mercato discografico e la scomparsa di appuntamenti che hanno segnato intere generazioni, dalle hit parade ai jukebox fino al Festivalbar. E’ la riflessione proposta dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, che, pur fotografando l’evoluzione del mercato musicale, ricorda come esista un tormentone capace di attraversare il tempo senza perdere la propria forza evocativa: ‘Un’estate al mare’, il grande successo interpretato da Giuni Russo e scritto insieme a Franco Battiato, in voga da 44 anni.  

L’omaggio arriva attraverso il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia, che celebra la figura di Giuseppa Romeo, in arte Giuni Russo (1951-2004), definendola l’indimenticabile interprete dell’eterno tormentone dell’estate italiana. Nata a Palermo il 7 settembre 1951, Giuni Russo si afferma giovanissima vincendo il Festival di Castrocaro con A chi di Fausto Leali. Il successo le apre le porte della casa discografica Emi e del Festival di Sanremo del 1968. Dotata di una straordinaria estensione vocale di oltre cinque ottave, l’artista attraversa con naturalezza generi diversi, dal pop alla musica classica, dall’etnica all’elettronica fino al jazz. La svolta della sua carriera arriva all’inizio degli anni Ottanta con l’incontro artistico con Franco Battiato. Dalla loro collaborazione nasce nel 1981 l’album ‘Energie’ e, l’anno successivo, “Un’estate al mare”, destinata a entrare nella storia della musica italiana. Il brano conquista il primo posto nelle classifiche, vince il Festivalbar e ottiene il Disco d’oro, diventando un simbolo delle estati italiane. 

Dietro l’apparente leggerezza della melodia si cela un testo ricco di immagini e riferimenti poetici, perfettamente in linea con la scrittura di Battiato. A rendere il brano inconfondibile contribuiscono anche i virtuosismi vocali di Giuni Russo, in particolare il celebre passaggio dedicato ai gabbiani, eseguito su tonalità altissime, e il gioco sonoro del ritornello con gli “ombrelloni”. Elementi che hanno trasformato la canzone in un classico capace, da oltre quarant’anni, di accompagnare l’arrivo della bella stagione. Negli anni successivi l’artista prosegue il proprio percorso con album come ‘Vox’, “Mediterranea”, “Giuni” e “Album”, confermando una costante ricerca musicale che spesso entra in contrasto con le esigenze commerciali della casa discografica. Nemmeno dopo il successo di “Alghero”, nel 1986, Giuni Russo rinuncia alla propria libertà artistica. La collaborazione con Battiato continua anche con “A casa di Ida Rubinstein” nel 1988, mentre negli anni successivi la cantante esplora nuovi repertori fino al ritorno sul palco del Festival di Sanremo nel 2003 con “Morirò d’amore”. Nel 2004 pubblica “Napoli che canta”, ultimo capitolo di una carriera interrotta nello stesso anno dalla malattia che ne provoca la scomparsa. Con il suo ricordo, la Treccani non celebra soltanto una delle voci più originali della musica italiana, ma anche una stagione in cui una canzone riusciva davvero a unire il Paese, diventando la colonna sonora condivisa dell’estate. E, a oltre quarant’anni dalla sua pubblicazione, “Un’estate al mare” continua a essere il tormentone senza tempo che ogni anno torna a evocare il profumo delle vacanze. (di Paolo Martini) 

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cronaca

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Fedez papà per la terza volta, è nato il figlio Edoardo Lupo: “Una gioia così grande” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Una gioia così grande”. Con queste parole Fedez annuncia la nascita del terzo figlio, Edoardo Lupo, nato dall’amore con Giulia Honegger. Il rapper, già papà di Leone e Vittoria, avuti dall’ex moglie Chiara Ferragni, ha condiviso un carosello di foto su Instagram per ufficializzare la notizia pubblicamente.  

 

 

Nello scatto i due genitori appaiono abbracciati nel letto d’ospedale mentre stringono tra le braccia il neonato, nato all’Ospedale San Raffaele di Milano. Tra le foto condivise sui social, Fedez ha mostrato il tenero regalo del primogenito Leone. Il piccolo, che oggi ha 8 anni, ha portato in ospedale un disegno in cui ha rappresentato la famaglia ‘allargata’: “Io, tu, Giulia, Vitto ed Edo”, si vede.  

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spettacoli

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Iran, è scontro ai vertici del potere: i falchi accusano Pezeshkian e i negoziatori di ‘colpo di Stato’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – La tregua con gli Stati Uniti, ormai collassata a dire il vero, ha aperto una frattura profonda dentro il cuore del potere iraniano. Mentre il presidente, Masoud Pezeshkian, e gli uomini della diplomazia cercano di difendere l’intesa raggiunta con Washington, le ali più radicali della Repubblica islamica hanno lanciato contro di loro l’accusa di “colpo di Stato”, di voler svuotare il ruolo della Guida Suprema e cancellare i principi della rivoluzione. 

Lo scontro, evidenzia la Cnn, è esploso nei giorni del funerale di Ali Khamenei, ucciso alla fine di febbraio in un attacco israelo-americano. Una cerimonia che avrebbe dovuto rappresentare un momento di compattezza nazionale ha invece messo in mostra tutte le divisioni interne. 

Mentre Pezeshkian camminava accanto al feretro a Teheran, alcuni sostenitori della linea dura – i cosiddetti paydari – hanno iniziato a contestarlo a suon di slogan: “Morte al compromesso”, hanno scandito. Poco dopo anche il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, tra i principali negoziatori dell’intesa con l’Amministrazione Trump, è stato costretto ad abbandonare la cerimonia dopo essere stato insultato e bersagliato con pietre da una folla che lo accusava di essere un “traditore” e un “venduto”. 

Per gli oltranzisti del regime, il problema non è soltanto l’intesa con Washington, ma chi oggi detiene realmente il potere a Teheran. L’assenza della nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, figlio e successore di Ali rimasto finora lontano dai riflettori, ha alimentato sospetti e accuse. Secondo i falchi, il vuoto lasciato dalla Guida Suprema sarebbe stato sfruttato da Pezeshkian, dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf e da Araghchi per imporre una linea più pragmatica e ridimensionare il peso degli apparati rivoluzionari. 

A dare voce alla rabbia della componente più radicale è stato il deputato Mahmoud Nabavian, uno degli oppositori più duri del memorandum con gli Stati Uniti. Poco prima del funerale aveva lanciato l’allarme sui social: “Un avvertimento al popolo iraniano: è in arrivo un colpo di Stato?”. Giorni dopo aveva rincarato la dose: “In questi momenti di addio all’Imam martire Khamenei, innalziamo la bandiera della vendetta per il suo sangue e resistiamo al colpo di Stato”. La risposta del sistema non si è fatta attendere. Nabavian è stato rimosso dalla Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale insieme a un altro deputato critico verso i negoziati. 

Le tensioni sono cresciute ulteriormente dopo il fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, messo sotto pressione dagli attacchi dei Guardiani della Rivoluzione contro il traffico navale nello Stretto di Hormuz e dalle successive risposte americane. Per i falchi iraniani, la tregua è la prova che la leadership politica abbia ceduto alle pressioni occidentali. 

Le minacce contro i vertici del Paese sono arrivate fino al limite dell’intimidazione personale. Durante una cerimonia religiosa, Mohammad Ali Bakhshi, cantante religioso vicino agli ambienti della sicurezza, si è rivolto direttamente a Pezeshkian: “Presidente, se le condizioni della Guida non saranno rispettate, saremo noi, la lama e la tua gola. Porteremo l’inferno su di te”. 

Nel mirino dei radicali è finito anche Ghalibaf, ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione e figura con una lunga esperienza politica, diventato uno degli uomini più influenti nella gestione della fase bellica. “Stanno cercando di rafforzare il ruolo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale e di indebolire quello della Guida Suprema e del Parlamento – ha accusato il deputato ultraconservatore Kamran Ghazanfari – Questo è il colpo di Stato politico che hanno progettato e stanno portando avanti passo dopo passo”. 

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internazionale/esteri

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Mondiali, la finale Spagna-Argentina sarà ‘derby’ tra porporati in Vaticano – di Redazione Ciaoup

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Sarà derby in Vaticano per la finale dei mondiali Spagna-Argentina. Tra le mura leonine sono diversi i porporati e i monsignori che domani sera si sintonizzeranno con la finalissima di New York sperando che la propria nazionale salga sul tetto del mondo a suon di ‘golazi’.  

“Non sarà una passeggiata, la Spagna non è che non abbia una grande squadra”, premette all’Adnkronos il cardinale argentino Leonardo Sandri, già prefetto del Dicastero per le Chiese orientali. Il porporato, che tra i big argentini, oltre a Messi, ha conosciuto Maradona e Batistuta, domani sera si sintonizzerà tenendo a freno le emozioni: “Certo, penso che vedrò la finale in tv anche se tante volte uno preferisce non agitarsi”, dice con una spontanea risata.  

Sul fronte spagnolo, il cardinale salesiano Angel Fernandez Artime, pro-prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata, sui valori di don Bosco non farà certamente mancare il tifo per le Furie Rosse. Gli spagnoli potranno magari contare anche sull’elemosiniere del Papa, l’arcivescovo Luis Marin de San Martin, anche se non ci sono sue ufficiali prese di posizione. Si conoscono invece quelle del cardinale argentino Victor Manuel Fernandez, prefetto dell’ex Sant’Uffizio, che ha conosciuto Messi in occasione di una partita amichevole a Roma e ad un’ udienza con papa Francesco: “Sono rimasto affascinato dalla semplicità e dall’umiltà. Gli ho anche sentito dire qualche parola sulla sua fede in Dio, a cui attribuisce il suo dono speciale”, racconto’ Fernandez.  

Insomma, domani si prospetta derby in Vaticano? “Sì sì, anche se con gli spagnoli siamo molto vicini”, dice il cardinale Sandri che sottolinea: “Vincere è una cosa grandiosa ma poi bisogna affrontare tutti i problemi, quindi meglio prendere tutto con le pinze”. Difficile un pronostico persino per un porporato tanto ferrato anche in fatto di calcio: “La Spagna ha una grande squadra. Sarà dura”. Per la finale ci sarà anche il presidente Usa, Donald Trump. Chissà che il cardinale Sandri non abbia in mente anche lui con questo auspicio: “Io spero che sia una grande festa del calcio e speriamo che la finale dei mondiali fomenti amicizia e dialogo e sia presagio di pace”.  

Nell’attesa che i campioni delle due finaliste scendano in campo, il cardinale Sandri riflette sui giocatori di oggi dell’albiceleste con un amarcord: “Conosco gli argentini che giocano in Italia: sono abbastanza bravi. Una delle promesse è Nico Paz, che poi ha un nome che è tutto un messaggio. Una volta mi toccò viaggiare con Maradona, poi conobbi Batistuta. Chi vincerà? Io sarò contento se la finale potrà essere un presagio della pace: guerra e violenza ci buttano nel’angoscia e il mondo ha bisogno di pace”.  

Papa Francesco avrebbe tifato Argentina, il Papa americano si schiererà per la finale? “In occasione del viaggio in Spagna gli ho sentito dire che tifa per il football Usa ma anche che a Chiclayo, in Perù, giocava a calcio in difesa, quindi è uno che para i gol”, chiosa il cardinale Leonardo Sandri evidenziando una qualità di papa Prevost.  

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sport

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Tormentoni estivi, perché non sono più quelli di una volta: per la Treccani resta immortale Giuni Russo – di Redazione Ciaoup

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I tormentoni estivi non sono più quelli di una volta. L’epoca delle canzoni capaci di diventare la colonna sonora condivisa delle vacanze sembra ormai appartenere al passato. A cambiare il panorama musicale sono stati l’avvento delle piattaforme di streaming, la crescente frammentazione del mercato discografico e la scomparsa di appuntamenti che hanno segnato intere generazioni, dalle hit parade ai jukebox fino al Festivalbar. E’ la riflessione proposta dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, che, pur fotografando l’evoluzione del mercato musicale, ricorda come esista un tormentone capace di attraversare il tempo senza perdere la propria forza evocativa: ‘Un’estate al mare’, il grande successo interpretato da Giuni Russo e scritto insieme a Franco Battiato, in voga da 44 anni.  

L’omaggio arriva attraverso il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia, che celebra la figura di Giuseppa Romeo, in arte Giuni Russo (1951-2004), definendola l’indimenticabile interprete dell’eterno tormentone dell’estate italiana. Nata a Palermo il 7 settembre 1951, Giuni Russo si afferma giovanissima vincendo il Festival di Castrocaro con A chi di Fausto Leali. Il successo le apre le porte della casa discografica Emi e del Festival di Sanremo del 1968. Dotata di una straordinaria estensione vocale di oltre cinque ottave, l’artista attraversa con naturalezza generi diversi, dal pop alla musica classica, dall’etnica all’elettronica fino al jazz. La svolta della sua carriera arriva all’inizio degli anni Ottanta con l’incontro artistico con Franco Battiato. Dalla loro collaborazione nasce nel 1981 l’album ‘Energie’ e, l’anno successivo, “Un’estate al mare”, destinata a entrare nella storia della musica italiana. Il brano conquista il primo posto nelle classifiche, vince il Festivalbar e ottiene il Disco d’oro, diventando un simbolo delle estati italiane. 

Dietro l’apparente leggerezza della melodia si cela un testo ricco di immagini e riferimenti poetici, perfettamente in linea con la scrittura di Battiato. A rendere il brano inconfondibile contribuiscono anche i virtuosismi vocali di Giuni Russo, in particolare il celebre passaggio dedicato ai gabbiani, eseguito su tonalità altissime, e il gioco sonoro del ritornello con gli “ombrelloni”. Elementi che hanno trasformato la canzone in un classico capace, da oltre quarant’anni, di accompagnare l’arrivo della bella stagione. Negli anni successivi l’artista prosegue il proprio percorso con album come ‘Vox’, “Mediterranea”, “Giuni” e “Album”, confermando una costante ricerca musicale che spesso entra in contrasto con le esigenze commerciali della casa discografica. Nemmeno dopo il successo di “Alghero”, nel 1986, Giuni Russo rinuncia alla propria libertà artistica. La collaborazione con Battiato continua anche con “A casa di Ida Rubinstein” nel 1988, mentre negli anni successivi la cantante esplora nuovi repertori fino al ritorno sul palco del Festival di Sanremo nel 2003 con “Morirò d’amore”. Nel 2004 pubblica “Napoli che canta”, ultimo capitolo di una carriera interrotta nello stesso anno dalla malattia che ne provoca la scomparsa. Con il suo ricordo, la Treccani non celebra soltanto una delle voci più originali della musica italiana, ma anche una stagione in cui una canzone riusciva davvero a unire il Paese, diventando la colonna sonora condivisa dell’estate. E, a oltre quarant’anni dalla sua pubblicazione, “Un’estate al mare” continua a essere il tormentone senza tempo che ogni anno torna a evocare il profumo delle vacanze. (di Paolo Martini) 

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