Truffò la mamma di Valeria Marini, condanna confermata in appello. “Dopo 6 anni, giustizia è fatta” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Finalmente, dopo sei anni, è stata fatta giustizia per mia madre. Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e oggi anche la sentenza d’Appello ha confermato la condanna del primo grado. Sono felice per mia madre, perché la verità è stata riconosciuta ed è la prova che la giustizia esiste, così potrà riavere anche il suo onore per il danno subito”. È quanto dichiarato da Valeria Marini. 

La Corte d’Appello di Roma, IV Sezione Penale, infatti, ha confermato la responsabilità penale di Giuseppe Milazzo Andreani, imputato per il reato di truffa aggravata ai danni di Gianna Orrù, madre di Valeria Marini, costituitasi parte civile nel procedimento e assistita dall’avvocato Fabio Verile. La vicenda trae origine da un articolato rapporto fiduciario e da operazioni economiche che avrebbero indotto la signora Orrù a subire un ingente danno patrimoniale. Già in primo grado il Tribunale aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato, condannandolo per truffa aggravata. 

“Con la sentenza pronunciata oggi, la Corte d’Appello ha confermato l’affermazione della responsabilità penale di Giuseppe Milazzo Andreani, escludendo esclusivamente l’aggravante della minorata difesa, circostanza che ha comportato una lieve riduzione della pena senza incidere sull’accertamento del reato. I giudici hanno inoltre subordinato la concessione della sospensione condizionale della pena al pagamento, in favore della parte civile, di una provvisionale immediatamente esecutiva di circa 335 mila euro. In mancanza dell’adempimento di tale obbligo, il beneficio della sospensione condizionale della pena non potrà essere riconosciuto. La decisione della Corte rappresenta un’ulteriore conferma dell’impianto accusatorio già accolto in primo grado e riconosce nuovamente le ragioni della parte civile, consolidando il percorso giudiziario volto all’accertamento delle responsabilità e alla tutela della persona offesa”, ha spiegato il legale della signora Orrù. 

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Alimenti, Icam presenta bilancio di sostenibilità 2025: la filiera del cacao che crea valore – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Nell’anno in cui celebra gli 80 anni dalla fondazione, Icam presenta il proprio Bilancio di Sostenibilità 2025, l’ottava edizione del documento che rendiconta risultati, progetti e impatti generati lungo la filiera internazionale del cacao. Un traguardo che racconta un percorso imprenditoriale fondato sulla capacità di coniugare crescita, qualità e responsabilità, attraverso un modello di business che mette al centro relazioni dirette con i territori di origine, innovazione e creazione di valore condiviso. Redatto in linea con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) , il Bilancio 2025 riflette una visione della sostenibilità fondata su tre assi strategici che orientano l’azione di Icam lungo tutta la filiera del cacao: Equa distribuzione del valore, Agricoltura sostenibile ed Empowerment e valori condivisi. Ambiti strettamente interconnessi che guidano le scelte e gli investimenti dell’azienda e che trovano applicazione concreta nelle relazioni con i produttori, nella tutela delle risorse naturali e nello sviluppo delle comunità dei Paesi di origine. “Celebrare 80 anni di storia significa guardare al futuro con la stessa attenzione che da sempre riserviamo alle persone, alla qualità e alle relazioni che rendono possibile il nostro lavoro. Nel 2025 abbiamo celebrato inoltre i 15 anni di presenza diretta in Uganda, un percorso che testimonia la nostra convinzione che crescita e sviluppo si costruiscano attraverso relazioni solide, ascolto e collaborazione con le comunità agricole. Questo Bilancio racconta una visione in cui la sostenibilità non rappresenta un insieme di iniziative separate, ma una componente integrante della strategia aziendale e del nostro modo di fare impresa, orientando le nostre scelte lungo tutta la filiera del cacao e contribuendo alla creazione di valore condiviso per le persone e i territori con cui lavoriamo ogni giorno”, dichiara Sara Agostoni, Chief Sustainability Officer di Icam. (VIDEO) 

Creare valore lungo la filiera del cacao significa, per Icam, costruire relazioni dirette e durature con i produttori, investire nella crescita delle comunità agricole e sviluppare progetti in grado di generare benefici concreti nei territori di origine. Una visione che, in oltre quarant’anni di collaborazione con cooperative e comunità agricole, ha dato vita a una rete di oltre 20 filiere di approvvigionamento distribuite tra Africa, Centro America e Sud America. Nel 2025 l’azienda ha acquistato oltre 30.500 tonnellate di cacao, l’85% delle quali provenienti da filiere corte o integrate verticalmente, consolidando un approccio che punta a ridurre le intermediazioni e rafforzare la condivisione del valore lungo tutta la catena di fornitura. Questo approccio trova una delle sue espressioni più concrete in Icam Chocolate Uganda, la subsidiary fondata nel 2010 che oggi coinvolge circa 8.000 coltivatori e 186 collaboratori locali. Una presenza diretta che, grazie a tre centri di fermentazione ed essiccazione, consente all’azienda di affiancare le comunità agricole con attività di formazione, sviluppo delle competenze e miglioramento della qualità del cacao. La stessa logica collaborativa ispira i progetti sviluppati insieme agli attori della filiera. È il caso del Productivity Improvement Programme (PIP), sviluppato in Perù insieme a Fairtrade per accompagnare le cooperative agricole in un percorso di miglioramento della produttività, della qualità e della resilienza delle coltivazioni. Attraverso attività di formazione, assistenza tecnica e supporto all’adozione di buone pratiche agricole, il progetto contribuisce a rafforzare le competenze dei produttori e la competitività delle cooperative, favorendo la creazione di valore lungo tutta la filiera del cacao. Un’iniziativa che riflette la convinzione di Icam che lo sviluppo delle filiere passi dalla costruzione di relazioni solide e dalla collaborazione con partner che condividono la stessa visione di lungo periodo. A supporto di questo modello, l’azienda ha rafforzato le attività di Risk Assessment e Due Diligence lungo tutta la catena di approvvigionamento attraverso missioni periodiche nei Paesi di origine, tecnici dedicati al presidio e monitoraggio e strumenti sempre più avanzati per la raccolta e la gestione dei dati di filiera. In questa direzione si inserisce anche l’introduzione in Uganda di test con una piattaforma digitale sviluppata per rafforzare tracciabilità, trasparenza e capacità di monitoraggio lungo l’intera catena del valore. Un percorso supportato anche dal ricorso a schemi di certificazione riconosciuti a livello internazionale: nel 2025 l’81,5% del cacao acquistato è certificato, con il 64,9% certificato biologico, il 42,4% Fairtrade e l’11,3% Rainforest Alliance. La collaborazione con Fairtrade rappresenta inoltre una delle principali leve attraverso cui ICAM promuove la creazione di valore lungo la filiera. Nel 2025 il cacao certificato Fairtrade acquistato dall’azienda ha generato oltre 3 milioni di dollari di Premio Fairtrade destinati alle cooperative agricole dei diversi Paesi di origine. Risorse che hanno contribuito a sostenere iniziative dedicate a produttività, sviluppo comunitario, inclusione sociale e rafforzamento della resilienza economica dei coltivatori. 

Per Icam la sostenibilità ambientale nasce nei territori in cui viene coltivato il cacao. Per questo l’azienda ha posto al centro della propria strategia l’agroforestazione, un modello che integra la coltivazione del cacao con alberi da frutto e specie forestali, contribuendo alla tutela della biodiversità, alla fertilità del suolo e alla resilienza climatica delle piantagioni. In questo percorso il biologico rappresenta un elemento distintivo. ICAM è stata infatti tra le aziende pioniere nello sviluppo delle filiere di cacao biologico e oggi il 64,9% del cacao acquistato è certificato biologico, a conferma di un impegno avviato oltre trent’anni fa e orientato alla tutela degli ecosistemi e delle risorse naturali. L’impegno nella diffusione di pratiche agroforestali e nella tutela della biodiversità contribuisce anche alla protezione delle foreste nei Paesi di origine. Le analisi condotte sulle filiere di approvvigionamento hanno evidenziato che nel 98% degli appezzamenti monitorati la coltivazione del cacao avviene nel pieno rispetto della foresta, mentre solo il 2% presenta situazioni di perdita di copertura arborea, per le quali sono in corso approfondimenti e attività di gestione dedicate. In Uganda e Perù l’azienda lavora al fianco delle cooperative locali per diffondere buone pratiche agricole, migliorare la produttività e rafforzare la resilienza delle coltivazioni. Ad esempio, in Uganda con l’introduzione dell’innesto e in Perù con lo sviluppo di giardini clonali per il miglioramento genetico delle piantagioni, promuoviamo la diffusione di buone pratiche agroforestali per una gestione sostenibile del suolo. Accompagniamo inoltre le comunità agricole con un supporto continuativo, favorendo percorsi di crescita orientati alla qualità delle produzioni e alla tutela delle risorse naturali. Un esempio concreto è rappresentato da “Land for Youth and Women”, il progetto sviluppato insieme a un partner industriale italiano per sostenere giovani e donne all’interno di una cooperativa peruviana attraverso l’introduzione di buone pratiche agricole, il recupero delle piantagioni esistenti e il rafforzamento delle opportunità economiche e sociali delle famiglie coinvolte. Un’iniziativa che combina tutela delle risorse naturali, miglioramento della produttività e inclusione sociale.  

 

La crescita della filiera passa innanzitutto dalle persone. Per questo ICAM affianca alle iniziative dedicate a qualità, produttività e tutela ambientale programmi volti a favorire lo sviluppo economico e sociale delle comunità agricole, promuovendo inclusione, accesso alle opportunità e rafforzamento delle competenze nei Paesi di origine del cacao. In questa prospettiva, l’azienda contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita dei produttori e delle loro famiglie, attraverso azioni che mirano a rafforzare la resilienza economica delle comunità agricole, generare maggior valore e crescere insieme: formazione agronomica per l’incremento della resa e conseguimento di una qualità superiore, realizzazione di infrastrutture, diversificazione delle colture, approvvigionamento diretto e relazioni di lunga durata, accesso alle risorse finanziarie, certificazioni e premi sul prezzo. L’attenzione alle persone si traduce anche in iniziative dedicate all’inclusione e alla tutela dei diritti. Da un lato, Icam promuove progetti volti a rafforzare il ruolo delle donne nelle comunità agricole, favorendone la partecipazione ai processi decisionali e l’accesso a nuove opportunità economiche; dall’altro sostiene interventi dedicati alla tutela dell’infanzia. Tra questi, il progetto sviluppato insieme a Fondazione Avsi nel distretto ugandese di Bundibugyo, che coinvolge famiglie, scuole, comunità locali e servizi territoriali di protezione dell’infanzia in attività di sensibilizzazione e monitoraggio, per prevenire e contrastare il rischio di lavoro minorile nelle comunità produttrici di cacao. L’attenzione alle persone riguarda naturalmente anche i collaboratori dell’azienda. Nel 2025 Icam in Italia ha erogato oltre 26.000 ore di formazione e ottenuto la Certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, confermando il proprio impegno verso ambienti di lavoro inclusivi e orientati alla crescita delle competenze. Parallelamente, in Uganda l’azienda ha continuato a investire nello sviluppo delle proprie persone attraverso il programma Forward Looking Uganda, un’iniziativa dedicata alla diffusione della cultura aziendale e dei valori etici di Icam che prevede attività di formazione, valorizzazione delle competenze e crescita delle responsabilità professionali. Un impegno che è valso a Icam Chocolate Uganda il riconoscimento “Employer Compliance Award 2026” conferito dal National Social Security Fund (Nssf). L’impegno sociale di Icam si estende anche alle comunità locali italiane, attraverso collaborazioni con organizzazioni del terzo settore impegnate nel contrasto alla povertà e nell’inclusione sociale. Nel 2025 l’azienda ha sostenuto organizzazioni come Banco Alimentare, AVSI, Noi Genitori Onlus e altre realtà attive nell’assistenza alle persone in difficoltà, attraverso donazioni di prodotto che hanno superato i 767 mila euro di valore complessivo. A queste iniziative si affiancano attività di volontariato aziendale e progetti dedicati al sostegno delle comunità del territorio in cui l’azienda opera. 

Equa distribuzione del valore, agricoltura sostenibile ed empowerment delle comunità trovano una sintesi concreta nel progetto “Sustainable Farming for a Resilient Livelihood of Cocoa Farmers in Uganda”, sviluppato da Icam insieme a partner industriali, ONG internazionali e istituzioni olandesi. Tra il 2022 e il 2026 per accompagnare i produttori di cacao in un percorso di crescita che combina miglioramento delle pratiche agricole, rafforzamento della resilienza e sviluppo delle comunità locali. Coinvolgendo 600 coltivatori, 310 ettari di terreno e 31 villaggi del distretto di Bundibugyo, il programma ha integrato formazione agronomica, agroforestazione, empowerment femminile, strumenti di risparmio e microcredito e tutela dell’infanzia. I risultati raggiunti testimoniano l’efficacia di un approccio che interviene contemporaneamente sulle dimensioni agricola, economica e sociale della filiera. Sul fronte produttivo, il progetto ha contribuito alla diffusione delle buone pratiche agroforestali nel 74% degli appezzamenti coinvolti, alla distribuzione di oltre 7.000 piantine per l’intercropping e a una riduzione del 56% delle malattie e infestazioni delle piante, con una crescita attesa della produttività pari a circa il 20% nel ciclo di raccolta successivo. Parallelamente, l’iniziativa ha sostenuto la resilienza economica delle comunità agricole attraverso la creazione di 26 gruppi di risparmio e credito comunitario (VSLA), coinvolgendo oltre 800 beneficiari e favorendo l’avvio di 409 nuove attività generatrici di reddito. Il progetto ha inoltre promosso percorsi di empowerment femminile, riequilibrando il ruolo delle donne nella pianificazione delle attività economiche familiari e nei processi decisionali, e ha contribuito alla tutela dell’infanzia attraverso attività dedicate alla prevenzione del lavoro minorile e al monitoraggio della frequenza scolastica nelle comunità coinvolte. 

Innovazione e sviluppo industriale rappresentano una leva strategica per accompagnare la crescita futura di ICAM. Nel 2025 l’azienda ha avviato il piano di ampliamento dello stabilimento di Orsenigo, uno dei più importanti investimenti realizzati negli ultimi anni, con l’obiettivo di rafforzare la capacità produttiva, sostenere l’innovazione e accompagnare l’evoluzione del business nel lungo periodo. Il progetto interesserà complessivamente oltre 20.000 mq su 4 livelli e prevede la realizzazione di nuovi spazi dedicati alla produzione, alla logistica, alla ricerca e sviluppo, alla formazione e agli uffici, contribuendo a rendere il sito sempre più integrato, efficiente e competitivo. L’intervento consentirà inoltre di supportare la crescita dell’azienda preservando gli elevati standard di qualità che caratterizzano da sempre le produzioni Icam e creando nuove opportunità di sviluppo professionale per le persone. Parallelamente, l’azienda continua a investire in tecnologie 4.0, digitalizzazione dei processi e sistemi avanzati di tracciabilità e controllo qualità, con un’attenzione crescente alla gestione dei dati e alla sicurezza fisica e informatica delle infrastrutture produttive e dei sistemi aziendali. L’innovazione rappresenta inoltre uno strumento fondamentale per migliorare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e ridurre l’impatto delle attività produttive. Grazie agli investimenti realizzati e alle misure di efficientamento adottate negli ultimi anni, Icam ha registrato una riduzione del 34% dell’indice di intensità emissiva Scope 1 e 2 rispetto al 2020, mentre il 94% del packaging primario utilizzato risulta oggi riciclabile o compostabile, a conferma di un percorso che accompagna la crescita industriale dell’azienda con una costante attenzione all’efficienza e all’utilizzo responsabile delle risorse. 

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cronaca

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Sinner, critiche dopo trionfo a Wimbledon: “Non è tra i migliori di sempre” – di Redazione Ciaoup

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Jannik Sinner non è tra i dieci migliori giocatori della storia del tennis, parola di Brad Gilbert. L’ex giocatore americano, oggi allenatore, ha parlato del tennista azzurro, reduce dal secondo trionfo consecutivo a Wimbledon, dove ha battuto Alexander Zverev in finale. Nonostante il successo di Londra però, Gilbert non vede Sinner, così come Alcaraz, tra i migliori giocatori di tutti i tempi. 

“Sinner e Alcaraz non sono tra i dieci migliori giocatori di sempre”, ha detto Gilbert a Tennis Channel, che si è spinto a stilare una vera e propria classifica, “il numero uno è Novak Djokovic, poi c’è Rafa Nadal al numero due e Roger Federer è terzo. Quarto Pete Sampras, quinto Bjorn Borg, sesto Rod Laver”.  

“Molti cambierebbero questa classifica, dal settimo al decimo è difficile”, ha spiegato Gilbert, “io metto Andre Agassi al settimo posto, all’ottavo John McEnroe per il suo palmares nel doppio, Jimmy Connors al nono e Ivan Lendl al decimo”. Su Sinner e Alcaraz: “Una volta che entrambi avranno raggiunto gli otto o dieci Slam e avranno costruito una carriera duratura, allora saliranno nella classifica. Ma se non ci riusciranno, se nessuno dei due otterrà più nulla, non posso inserirli nella lista”. 

 

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Furto da 150mila euro in una villa a Roma: i consigli dei carabinieri contro i ladri – di Redazione Ciaoup

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Arriva l’estate e con questa le ferie e i ladri a caccia di appartamenti liberi da svaligiare. “Il fenomeno dei furti continua, ma non abbiamo rilevato incrementi come negli anni precedenti. Anzi, forse addirittura abbiamo registrato una diminuzione. Può essere che i consigli siano stati utili, ma è molto probabile anche che la tecnologia abbia contribuito a interventi sempre più tempestivi”. A parlare all’Adnkronos è il tenente colonnello Andrea Miggiano, comandante della compagnia carabinieri Roma Parioli.  

L’ultimo colpo, mercoledì in una villa nella zona ovest della Capitale, ha fruttato un bottino da capogiro: 150mila euro in gioielli e oro. Sempre uguale il copione: finestra divelta, cassaforte tagliata con il frullino e fuga attraverso le strade deserte. La villa presa di mira questa volta si trova in via Alessandro Seganti, nella zona di Castel di Guido, sull’Aurelia. 

“In casi come questi i rapporti di buon vicinato aiutano – commenta il comandante – Spesso, nel corso dei sopralluoghi a colpo avvenuto, capita di sentire gli inquilini degli appartamenti accanto per capire se abbiano avvertito rumori anomali. E il frullino, pure se usato di giorno, spesso induce in errore chi lo sente, convinto di subire l’operato di qualche onesto operaio. Capita pure, però, che qualcuno si guardi dall’approfondire. Avvertire un vicino della propria mancanza per un soggiorno fuori o delle proprie abitudini lavorative – aggiunge – può aiutare molto. Anche magari per dare l’idea di una casa che continua ad essere frequentata giornalmente, con zerbino sistemato al proprio posto e portoni liberi da colle o foglietti sistemati dai ladri in avanscoperta”. 

Quanto alle tecniche, nessuna novità né sviluppi fantasiosi. “Le chiavi universali hanno sempre la meglio – conferma il tenente colonnello Miggiano – L’acido, che a Roma però non si sta usando, è decisamente meno pratico, dovendo esser portato con delle taniche”. Modus operandi diversi, invece, a seconda delle nazionalità dei ladri. “I rom, ad esempio – racconta il comandante – puntano sulle donne. Discrete e rapide, girano nei condomini e, laddove percepiscono che un’abitazione è vuota, si intrufolano all’interno e puntano alla camera da letto in cerca principalmente di oro da rivendere facilmente. Circensi i georgiani e più in generale gli stranieri dell’Est Europa: spesso calati da grondaie in balconi di piani rialzati, approfittano di finestre lasciate aperte alla ricerca di cassaforti e oggetti di alta tecnologia da piazzare sul mercato”. 

E allora, come difendersi? “La tecnologia un po’ aiuta – risponde Miggiano – la facilità con cui si può accedere anche economicamente a telecamere e webcam sta consentendo a parecchia gente di fornirsi di strumenti collegati anche con il telefono. Avvertiti spesso in diretta, riusciamo a intervenire tanto rapidamente che i colpi rimangono dei tentativi non riusciti. Il consiglio che personalmente do è quello, oltre a un buon rapporto di vicinato, di organizzare la domotica per far percepire che in casa c’è qualcuno, anche quando non c’è nessuno. Sistemi come illuminazione comandata da remoto, radio e televisioni che si possono accendere a distanza, permettono di scoraggiare il ladro pronto a intrufolarsi in una casa che fino a poco prima aveva creduto vuota. E’ una soluzione a un costo contenuto, che ci permette di riuscire a intervenire tempestivamente e, nella peggiore delle ipotesi, ad arrivare che hanno già danneggiato la porta ma che non sono riusciti a entrare”. (di Silvia Mancinelli) 

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cronaca

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Caso Roggero, la moglie del gioielliere ha depositato domanda di grazia – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Mariangela Sandrone, moglie di Mario Roggero, ha depositato questa mattina la domanda di grazia per il marito, per il quale martedì la Cassazione ha respinto il ricorso dei legali e confermato la condanna a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile del 2021. Lo apprende l’Adnkronos da Sergio Novani che coordina il collegio difensivo come analista processuale insieme al legale Stefano Marcolini.  

“Questa mattina – spiega Novani – è stata depositata una domanda di grazia da parte della signora Mariangela Sandrone e contestualmente il collegio difensivo tramite l’avvocato Stefano Marcolini ha depositato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena in pendenza della domanda di grazia. Attendiamo, quindi, che l’ufficio di sorveglianza di Torino che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza possano provvedere prima della carcerazione e noi confidiamo nel fatto che il provvedimento intervenga prima della carcerazione”. 

E’ stato intanto firmato l’ordine di carcerazione per Roggero . A emettere il provvedimento la procura di Asti dove si era svolto il processo di primo grado.  

Due giorni fa la Cassazione ha respinto il ricorso dei legali di Roggero e per lui è diventata definitiva la condanna a 14 anni e nove mesi. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore del gioielliere di Grinzane Cavour. Ieri pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale il Guardasigilli, per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006. 

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cronaca

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Difesa, Cavo Dragone: “La Nato continua a produrre risultati concreti” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “La Nato continua a produrre risultati concreti. Gli investimenti nella difesa crescono, le capacità militari vengono rafforzate, la base industriale si espande e gli alleati europei, insieme al Canada, che includiamo naturalmente in questa accezione, assumono una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza comune. Il vertice di Ankara conferma i progressi degli alleati verso gli obiettivi che ci eravamo prefissati l’anno scorso a l’Aia, a partire dall’impegno di destinare il 5% del Pil alla Difesa entro il 2035”. Così l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, descrive lo stato di salute dell’organizzazione intergovernativa e le prospettive future, intervenendo all’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation presieduta da Marco Minniti. L’appuntamento, intitolato “Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la Nato”, ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche che animano lo scenario del Mediterraneo allargato. 

Riportando i numeri dell’impegno europeo nella difesa, l’Ammiraglio fa sapere che “nel 2025, gli alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nella difesa di oltre 139 miliardi di dollari, un incremento superiore al 20% rispetto al 2024. Ad appena un anno dall’avvio del percorso verso l’obiettivo del 5%, gli investimenti combinati di tutti i paesi dell’Alleanza si attestano già intorno al 4% del Pil. Ad Ankara – prosegue – in un solo giorno sono stati annunciati oltre 50 miliardi di dollari di nuove commesse”, mentre con l’iniziativa ‘Nato Drone Edge’ si prevede di investire “40 miliardi di dollari nei sistemi senza pilota nei prossimi cinque anni. Ogni euro destinato alla difesa è un euro investito in un futuro di pace e di sicurezza per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti”, afferma ricordando poi che “a livello globale, la spesa media per sicurezza e difesa si attesta già attorno al 5% del Pil. Non stiamo quindi esagerando, stiamo semplicemente tenendo il passo con il mondo in cui viviamo”. 

Tornando agli esiti del vertice tenutosi ad Ankara, in Turchia, il 7 e l’8 luglio 2026 – il 36° vertice Nato e il secondo ospitato dalla Turchia dopo quello di Istanbul del 2004 – l’Ammiraglio pone l’accento sul conflitto russo-ucraino: “L’Ucraina continua a dimostrare non solo una straordinaria capacità di resistenza all’aggressione russa, ma anche un’incredibile attitudine ad apprendere dal campo di battaglia, a rinnovarsi rapidamente e a trasformare l’esperienza operativa in nuove capacità – osserva – Il vertice conferma il pieno sostegno all’Ucraina, ribadendo l’impegno degli alleati a garantire assistenza militare, addestramento e supporto nel lungo periodo. Quando parlo di lungo periodo, intendo anche dopo l’auspicabile firma di un trattato di pace. Ciò che vogliamo è strutturare un’architettura di difesa solida, capace di evitare che l’Ucraina venga invasa dalla Russia per la terza volta”. 

 

“Allargando lo sguardo – ha aggiunto – il vertice di Ankara rappresenta l’ultimo capitolo di un percorso che le democrazie euroatlantiche iniziano quasi ottant’anni fa. Ad Ankara emerge con chiarezza che il rapporto transatlantico non si sta indebolendo, bensì si sta evolvendo, richiedendo una più equa condivisione delle responsabilità. Questa è probabilmente la lezione più importante: la capacità delle democrazie di affrontare le crisi, imparare da esse e rafforzarsi insieme”. Guardando al Mediterraneo, “uno spazio che la Fondazione Med-Or conosce meglio di chiunque altro”, Cavo Dragone lo definisce “un vero e proprio crocevia strategico che collega l’Europa al Nord Africa, al Levante, al Golfo, al Mar Rosso e all’Africa subsahariana”. Si tratta di un quadrante in cui “convergono alcune delle principali sfide della sicurezza contemporanea” come “l’instabilità regionale e la competizione geopolitica; la sicurezza energetica e la protezione delle infrastrutture e delle rotte commerciali; l’immigrazione incontrollata e il terrorismo – evidenzia – È anche per questa ragione che il vertice Nato di Washington del luglio 2024 rafforza opportunamente i punti dedicati al vicinato meridionale, riconoscendone il ruolo sempre più centrale per la sicurezza e la stabilità complessiva”. 

Il presidente del Comitato militare della Nato evidenzia poi l’importanza della cooperazione, sottolineando come “le crisi degli ultimi anni, a cominciare da quelle nel Golfo Persico, ci insegnano che la stabilità richiede capacità industriale, infrastrutture resilienti, filiere diversificate e partenariati affidabili. Nessun Paese e nessuna organizzazione internazionale può affrontare da sola una simile complessità – riflette – È proprio questa consapevolezza che rende la cooperazione una componente essenziale della sicurezza nel XXI secolo”. Questa cooperazione, d’altronde, sta “evolvendo” poiché “accanto alle organizzazioni internazionali tradizionali emergono forme di cooperazione più flessibili, costruite attorno a specifiche esigenze strategiche, tecnologiche, economiche e industriali”. “La dimensione economica e industriale – aggiunge l’Ammiraglio – rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di questa evoluzione. L’economia è ormai una componente essenziale della competizione strategica e parte integrante della sicurezza nazionale. Di conseguenza, la scelta dei partner industriali, tecnologici ed energetici diventa una decisione prettamente strategica”, osserva. 

E su come la cooperazione internazionale stia evolvendo, l’Ammiraglio cita iniziative come l’Aukus, l’accordo di sicurezza e difesa militare tra Australia, United Kingdom e United States, e la Msp (Minerals Security Partnership), nate “per diversificare e mettere in sicurezza l’approvvigionamento di materie prime critiche, anche a costo di accettare prezzi più alti pur di non dipendere da partner geopoliticamente discutibili”. Strumenti che, “uniti al crescente coinvolgimento dei paesi del Golfo nei principali forum internazionali, dimostrano chiaramente che la cooperazione internazionale si sta riorganizzando attraverso reti sempre più dinamiche, flessibili e specializzate”, conclude. 

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internazionale/esteri

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Alla guida del Network 2030: la WBBA lancia ufficialmente AI-Net, una certificazione di riferimento a livello mondiale nel settore delle comunicazioni dati – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

BANGKOK, 16 luglio 2026 /PRNewswire/ — In occasione dell’Asia-Pacific Broadband Development Summit (BDS), la World Broadband Association (WBBA) ha lanciato ufficialmente AI-Net, una certificazione di riferimento a livello mondiale nel settore delle comunicazioni dati destinata a Paesi e operatori di tutto il mondo. Considerata una pietra miliare nell’ambito delle infrastrutture digitali, la certificazione fornisce una linea guida strategica affinché le reti globali passino da architetture basate sulla connettività a reti basate sull’intelligenza, proiettando le infrastrutture globali dall’era “All-Cloud” a quella “All-Intelligence” e accelerando al contempo l’evoluzione generazionale e la trasformazione intelligente a livello di settore. 

Attualmente, l’IA sta trasformando l’economia globale, richiedendo maggiore capacità di carico, scalabilità e intelligenza alle infrastrutture sottostanti. Con la transizione dei settori industriali verso il Net5.5G, i parametri tradizionali come la larghezza di banda e la copertura non riflettono più la competitività nazionale nell’era dell’intelligenza. Di conseguenza, la WBBA ha introdotto la certificazione AI-Net, incentrata su tre nuovi pilastri: gli orientamenti politici nazionali, gli ecosistemi collaborativi del settore e il tasso di penetrazione del Net5.5G. Questo sistema di valutazione altamente quantificabile mira ad accelerare l’implementazione globale del Net5.5G, allineando le politiche di alto livello con gli ecosistemi industriali per valutare sistematicamente il grado di maturità tecnologica. 

 

Durante il lancio, la WBBA ha illustrato in dettaglio il potenziamento bidirezionale della Certificazione AI-Net, sottolineandone i due valori fondamentali: 

In primo luogo, “Network for AI” definisce le reti come il fondamento portante del calcolo intelligente, piuttosto che come semplici canali di trasmissione. Garantendo prestazioni deterministiche, caratterizzate da elevata capacità di trasmissione, zero perdita di pacchetti e latenza ultra-bassa, le moderne infrastrutture di rete liberano appieno il potenziale dell’intelligenza. Ciò garantisce un coordinamento perfetto e approfondito tra la potenza di calcolo e la pianificazione della rete, assicurando una qualità dell’esperienza garantita per le esigenze elastiche e ottimizzando l’efficienza dei dati per l’addestramento e l’inferenza di modelli di IA su larga scala. 

In secondo luogo, “AI for Network” integra l’intelligenza nativa direttamente nei dispositivi e nelle piattaforme di gestione. Grazie alla profonda integrazione delle funzionalità di IA, le reti passano dal routing passivo a sistemi cognitivi attivi dotati di intelligenza endogena, capacità di autoriparazione e auto-ottimizzazione continua. Questo cambiamento strutturale spinge il settore delle infrastrutture verso un modello di gestione e manutenzione (O&M) altamente automatizzato di tipo “Agentic” e verso il livello L4 di Autonomia delle Reti, riducendo drasticamente la complessità operativa e alleggerendo i costi di manutenzione per gli operatori globali. 

 

La valutazione AI-Net abbraccia sia la dimensione macroeconomica che quella microeconomica. A livello macroeconomico, la certificazione valuta l’allineamento delle politiche nazionali e gli sforzi volti allo sviluppo del settore. Tra i criteri chiave figurano i quadri politici di alto livello che sostengono il Net5.5G, l’IPv6 e le reti intelligenti, oltre ai contributi attivi agli standard globali e alla collaborazione all’interno dell’ecosistema. A livello microeconomico, la valutazione mette a confronto gli operatori utilizzando l’IP Network Development Index (IPDI), lanciato dalla WBBA in occasione del MWC, che misura con precisione le prestazioni delle reti attive e la densità di implementazione delle tecnologie IP avanzate e Net5.5G, al fine di individuare i pionieri del Net5.5G. 

Andando oltre le reti geografiche (WAN), l’ambito della certificazione si estende alle infrastrutture digitali end-to-end, integrando nei propri criteri fondamentali reti di data center altamente interconnesse e sistemi di sicurezza endogeni completi. Questo allineamento multidimensionale non solo mette in luce la lungimiranza strategica di una nazione, ma conferma anche le capacità di rete altamente sicure e in grado di gestire ogni scenario offerte dagli operatori leader in settori specializzati quali la logistica automatizzata, il commercio al dettaglio intelligente e le città intelligenti. 

“AI-Net, un punto di riferimento affidabile e riconosciuto nel settore, trasforma le Quattro Forze in progressi misurabili verso Network 2030.” In futuro, la WBBA si avvarrà di questa certificazione per creare un consenso globale tra i responsabili politici, gli organismi di normazione e i principali operatori. Accelerando l’adozione di standard unificati e colmando il divario digitale, l’iniziativa creerà una rete di base “pronta per l’IA” per guidare i settori industriali verso il futuro intelligente del 2030. 

Informazioni sulla World Broadband Association: 

La World Broadband Association (WBBA) è un’organizzazione e una piattaforma aperta e multilaterale che riunisce gli attori del settore del cloud e della banda larga, al fine di affrontare e promuovere gli obiettivi comuni volti a massimizzare i benefici sociali ed economici della banda ultra larga digitale per tutti a livello globale. La WBBA promuove i benefici che la banda larga può offrire alle imprese, ai consumatori e ai cittadini in tutto il mondo, attraverso reti convergenti e infrastrutture cloud. 

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Mario Roggero, Crosetto dopo conferma condanna gioielliere: “Provare ogni strada perché possa tornare a casa” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Mario Roggero è in carcere. É stata applicata la legge? Probabilmente sì. É giusto? Per me no. La legge non è e non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato ad analizzare i fatti nella loro totalità, a tenere conto di tutto, anche ciò che non è previsto sia da considerare”. Lo sottolinea il ministro della Difesa Guido Crosetto in un post su X dopo la conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi del gioielliere di Grinzane Cavour che nell’aprile 2021 a seguito della rapina subita nel suo negozio uccise due rapinatori.  

“É la giurisprudenza, cioè la facoltà dei magistrati di poter interpretare la legge, magari al punto di innovarla. Ci hanno abituato da anni ad una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle. É stata una pratica molto in voga per portare avanti battaglie ideologiche o contro alcuni ‘nemici’. É una pratica che ha consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, Carabinieri, Poliziotti. Per questo secondo me ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare. Per questo penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”, conclude Crosetto.  

A tornare sulla conferma della condanna per Roggero anche il vicepremier Matteo Salvini, che subito dopo la sentenza della Cassazione ieri aveva fatto un video sui social. “La condanna che ieri ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e si è difeso e ha difeso se stesso, sua moglie e sua figlia dai rapinatori, per me non è giustizia. Conto che l’intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero. Perché, dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto”, ha detto il leader dellaLega, parlando con i giornalisti a Bari. 

“Già la legge sulla legittima difesa che la Lega volle e fu approvata – ha aggiunto rispondendo alla domanda di una giornalista che gli chiedeva se sia il caso di mettere mano alla legge sulla legittima difesa – ha evitato processi , carcere, problemi di sofferenza a tanti cittadini per bene. Nel caso di Mario Roggero dobbiamo estendere ancora di più il concetto e il perimetro della legittima difesa. E la proposta, portata in Consiglio dei ministri, di evitare il risarcimento danni ai parenti dei rapinatori – ha sottolineato Salvini – va nella direzione giusta. La cosa più immediata è un’altra: non è possibile avere un padre, un marito e un nonno che invece di stare con i nipotini da stanotte sta in galera, dove devono stare i delinquenti veri, non quelli che si difendono a fronte di una aggressione”. 

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato dal canto suo un ordine del giorno in Consiglio regionale a sostegno del riconoscimento della grazia. “Mario Roggero è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia – ha sottolineato Cirio – non voglio entrare nel merito giuridico della sentenza perché ho massimo rispetto della magistratura che ha il compito di applicare le leggi. Credo però sia corretto e doveroso appellarsi all’istituto della grazia che è sancita dalla Costituzione e rappresenta il punto di equilibrio tra il rigore della legge e la compresione umana delle istituzioni”. 

“E’ un atto di perdono istituzionale da parte del massimo garante della Costituzione, ovvero il presidente della Repubblica, per chi può aver sbagliato, ma ha certamente agito sotto l’effetto di un grave e pregresso turbamento emotivo e a difesa della sua famiglia. Questo è il caso di Mario Roggero”. 

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cronaca

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Tajani torna a chiedere estradizione ex br Casimirri, da Nicaragua stop a relazioni diplomatiche con Italia – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il ministro Tajani ieri a Madrid ha ricordato a una riunione del Ppe la figura di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate rosse. Il ministro, fa sapere la Farnesina in una nota, ha ricordato anche che il governo del Nicaragua continua a garantire la presenza nel Paese e a proteggere il terrorista Alessio Casimirri, uno degli assassini di Aldo Moro, condannato in via definitiva a sei ergastoli, rifiutando di accogliere le richieste di estradizione da parte della giustizia italiana. “L’Italia – si legge nella nota – continua a improntare la propria azione estera al rispetto del diritto internazionale, del dialogo e della tutela dei valori democratici, e resta aperta al confronto con tutti i Paesi, nel rispetto e nella difesa dei principi di giustizia, libertà e legalità. Il Governo italiano non dimentica le vittime del terrorismo, e continua a chiedere che chi si è reso responsabile di gravissimi delitti nei confronti dello Stato e di cittadini italiani risponda delle proprie responsabilità. Ciò vale anche per Casimirri, pericoloso brigatista a cui il Nicaragua continua a dare asilo”.  

Il ministro Tajani ha inoltre sottolineato che “l’Italia continuerà a chiedere che Casimirri risponda davanti alla giustizia italiana per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole, come è già stato chiesto con una risoluzione del Parlamento europeo. L’Italia, nel rispetto della memoria delle vittime del terrorismo e dei principi di giustizia, continuerà a difendere con determinazione questa sua richiesta”. In risposta al nuovo intervento del ministro Tajani per l’estradizione di Casimirri, il Governo del Nicaragua ha notificato al Governo italiano l’intenzione di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia. 

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internazionale/esteri

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Rifiuti, Conai: nel 2025 Italia supera il 77% di riciclo degli imballaggi – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Nel 2025 l’Italia ha riciclato 10 milioni e 970mila tonnellate di imballaggi, pari al 77,3% di un immesso al consumo di 14 milioni e 200mila di tonnellate. Ad annunciarlo è la relazione generale Conai, che documenta annualmente l’andamento del sistema nazionale di gestione degli imballaggi e del loro riciclo. “È un traguardo importante che conferma il primato dell’Italia nell’economia circolare e l’efficacia di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, consorzi e cittadini”, dichiara Vannia Gava, viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. “Investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita. Il Governo continuerà a sostenere questo percorso, favorendo gli investimenti necessari e il rafforzamento del sistema sul territorio. L’economia circolare rappresenta una grande opportunità per il Paese e un modello che l’Italia può mettere a disposizione dell’Europa”. 

Nel dettaglio, in Italia hanno trovato una seconda vita l’82,2% degli imballaggi in acciaio, pari a oltre 442mila tonnellate; il 69,5% degli imballaggi in alluminio, pari a 56mila tonnellate; il 92,6% dei pack in carta e cartone, ossia 4 milioni e 612mila tonnellate; il 69,7% degli imballaggi in legno, pari a 2 milioni e 493mila tonnellate; il 50,5% di pack in plastica, ossia 1 milione e 161mila tonnellate di plastica tradizionale e oltre 44mila tonnellate di bioplastica compostabile; e più dell’82% di pack in vetro, ossia 2 milioni e 155mila tonnellate. 

“Questo traguardo va tuttavia considerato una base di partenza, non un punto di arrivo”, commenta Ignazio Capuano, presidente Conai. “L’attenzione delle imprese, nei prossimi anni, dovrà concentrarsi sempre più sulla progettazione orientata al riutilizzo e alla riciclabilità, oltre che sull’impiego di materie prime seconde, che è fondamentale spingere per chiudere davvero il cerchio. Nel nuovo scenario che si sta delineando, il Consorzio manterrà il suo ruolo di supporto alle imprese, fornendo le competenze tecniche e gli strumenti necessari per adeguarsi anche ai nuovi standard comunitari, e di affiancamento alle pubbliche amministrazioni per promuovere sistemi efficaci ed efficienti di raccolta soprattutto per gli imballaggi domestici, con un’attenzione particolare ai consumi fuori casa”. 

In crescita anche nel 2025 le quantità di imballaggi riutilizzati. Da più di dieci anni il Consorzio ha introdotto agevolazioni e semplificazioni per gli imballaggi riutilizzabili, e lo scorso anno quasi 1 milione e 355mila tonnellate di imballaggi riutilizzabili sono stati regolarmente dichiarati al Consorzio, in aumento di oltre 100mila tonnellate rispetto al 2024, soprattutto grazie alla filiera degli imballaggi in legno sulla quale crescono circuiti di riparazione e riutilizzo aperti e chiusi. Unendo poi al riciclo anche la percentuale di imballaggi avviati a recupero energetico, la quota complessiva di imballaggi usati sottratti alla discarica raggiunge l’86,6%. 

I nuovi risultati nazioni sono stati resi possibili anche dal lavoro portato avanti da Conai e dal sistema consortile con i Comuni italiani tramite l’accordo nazionale con Anci, che nel 2026 è stato rinnovato e trasformato nel nuovo Accordo di programma quadro nazionale. Nel 2025 sono stati più di 7.500 i Comuni che hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile, con una fetta di popolazione servita pari al 98% degli Italiani. Per supportare i Comuni nel ritiro dei rifiuti di imballaggio in modo differenziato, nel 2025 Conai ha riconosciuto alle amministrazioni locali italiane 892 milioni di euro. Gli imballaggi a fine vita conferiti dai Comuni al sistema Conai nel 2025 sono aumentati in tutte le macroaree del Paese, principalmente per l’andamento sfavorevole del mercato delle materie prime seconde. Rispetto al 2024, percentuali in crescita sia a Nord (+10,9%) sia nel Centro (+11,7%) e nel Sud (+11,6%). 

“Conai deve continuare a mettere a disposizione strumenti e servizi per favorire la transizione verso un modello sostenibile”, spiegail presidente Capuano. “Al tempo stesso, i risultati raggiunti ricordano che l’economia circolare si realizza solo quando obiettivi europei vanno di pari passo con la pianificazione territoriale e un’adeguata dotazione impiantistica: è questa la condizione indispensabile per garantire continuità ed efficienza al sistema. Per questo è essenziale continuare a lavorare per colmare il deficit impiantistico di cui ancora soffrono alcune aree del Paese”. 

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