Una joint venture tutta cinese per il settore automotive – di Silvia Becattini

TAG: Business & Marketing, In Evidenza, Automotive, Baidu, Geely, Green, Veicoli elettrici

Continuano le novità green del 2021 e in questo caso provengono dal paese del Sol Levante.
Si, stiamo parlando della Cina. Già da metà dicembre dell’anno appena trascorso, le prime indiscrezioni parlavano di un possibile accordo tra i colossi Baidu e Geely. Andiamo a scoprire chi sono i protagonisti di questa possibile svolta green del settore automotive.

Baidu, il motore di ricerca sul web cinese

La schermata del motore di ricerca Baidu

Fondato da Robin Li e il suo socio Erix Xu nel 2000, Baidu è il principale motore di ricerca in cinese, che vanta anche un’enciclopedia online (Baidu Baike). Nel dicembre 2007 fu la prima compagnia cinese ad essere inclusa nell’indice NASDAQ-100.

Il leader del settore automotive cinese che possiede anche Volvo

Fondato nel 1997, è tra i principali produttori privati di automobili in Cina. Oltre ai numerosi impianti in Cina, Geely ha stabilimenti produttivi anche in Indonesia, Russia, Malesia, Ucraina e Sri Lanka. Il leader cinese del settore delle auto elettriche nel 2010 inizia la sua espansione, acquisendo il 100% di Volvo Cars, storico marchio di auto svedese.

Il progetto green da realizzare insieme

Fonte: Ansa

Le due società di cui abbiamo parlato sopra, hanno quindi annunciato una joint venture finalizzata alla creazione di auto elettriche. Per Baidu non è il primo approccio al settore automotive, dato che nel 2017 aveva già sviluppato un software per la guida autonoma: Apollo. Geely quindi, contribuirà al progetto con la sua esperienza nella progettazione e costruzione di automobili anche in termini di efficienza energetica , mentre Baidu fornirà l’IA per i veicoli. La Cina è diventato il più grande mercato per i veicoli elettrici al mondo. Non risulta strano quindi immaginare che proprio da questo paese partiranno molte collaborazioni in fatto di mobilità intelligente e green.

Questa non è la prima alleanza tra mondo della tecnologia e quello automobilistico: infatti sembra che anche la Apple sia interessata a questo settore, ormai in fermento.

Quindi l’idea di veicoli che rispettino l’ambiente e che siano dotati di software in grado di rendere l’auto autonoma alla guida sembra concretizzarsi sempre di più.

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Ozpetek dirigerà il nuovo spot per De Cecco – di Silvia Becattini

TAG: Food & Beverage, In Evidenza, Can Yaman, Claudia Gerini, De Cecco, Ferzan Ozpetek

Un regista ed un cast d’eccezione quelli scelti dal pastificio abbruzzese De Cecco. Infatti, Ferzan Ozpetek dirigerà Claudia Gerini e Can Yaman nella campagna pubblicitaria declinata in quattro spot. Un nuovo partner media, MCM Group e l’agenzia creativa LoRo segnano il ritorno on air dell’azienda.

I video girati, sia per i social che per la TV, saranno tutti accomunati dalla pasta. Inoltre De Cecco, per essere vicina ad una delle categorie più colpite dalle restrizioni anti Coronavirus, quella della ristorazione, ha deciso di ambientare uno degli spot proprio in un ristorante.
Tornando quindi sugli artisti che prenderanno parte alla campagna pubblicitaria, scopriamo qualcosa di più sul regista e sugli attori.

Ferzan Ozpetek

Regista, sceneggiatore e scrittore turco naturalizzato italiano. Classe 1959, Ozpetek debutta come regista nel 1997 con Il bagno turco (Hamam) e ottiene grande successo sia dalla critica che dal pubblico. Da lì segna una serie di successi come Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Mine vaganti, Saturno contro, fino ai più recenti Napoli Velata(2017) e La Dea Fortuna(2019). Durante la sua carriera realizza anche videoclip per i grandi della musica italiana come Mina, Fossati e Celentano e scrive romanzi. Tantissimi gli attori italiani che hanno lavorato con Ozpetek: Margherita Buy, Stefano Accorsi, Isabella Ferrari, Luca Argentero, Kasia Smutniak, Luca Argentero, solo per citarne alcuni.

Claudia Gerini, già testimonial De Cecco

Amatissima attrice italiana, protagonista di numerosi film di successo, Claudia Gerini girerà per la prima volta sia con Can Yaman che con Ozpetek, regista da lei molto amato. Si riconferma quindi anche per questo 2021 come testimonial del marchio De Cecco, già da anni volto del brand.
L’attrice inizia la sua carriera da giovanissima, esordendo in TV già nel 1991 in un programma di Gianni Boncompagni. La Gerini lavorerà in grandi produzioni cinematografiche italiane con registi come Verdone, Tornatore, Amelio, Genovese. Insomma, una carriera ricchissima di successi televisivi e cinematografici tra i quali vanno ricordati Viaggi di nozze, Non ti muovere, Amiche da morire.

Can Yaman

Il giovane attore turco che parteciperà allo spot di De Cecco è un volto già noto nel panorama televisivo. Infatti, Can Yaman è stato protagonista nel 2017 della serie televisiva turca Bitter Sweet – Ingredienti d’amore che lo ha portato al successo e ad essere conosciuto anche in Italia, dove la serie è andata in onda nel 2019 su Canale 5. Sempre su questo canale è stata trasmessa l’ultima serie tv che vede Yaman protagonista e che ottiene ottimi ascolti: Daydreamer – Le ali del sogno.

Insomma, con un cast d’eccezione e un regista pluripremiato non ci resta che attendere con curiosità l’uscita dei nuovi spot De Cecco, che saranno sicuramente degni di nota.

Tu cosa ne pensi di questi personaggi? Come immagini questo spot?

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Second hand market: usato tecnologico ed ecologico – di Sara Vanni

TAG: Business, In Evidenza, Lifestyle, mercato usato, ricondizionato, second hand market, usato

Cos’è il second hand market, che sta prendendo sempre più piede anche in Italia? Semplicissimo: un mercato basato sull’usato, su prodotti di seconda mano.

In America, le proiezioni di questo settore sono fino a 51miliardi di dollari nel 2023; in Italia, invece, i resports riferiscono cifre di 23 miliardi di euro, con una crescita del 28% negli ultimi 5 anni.

Dove si concentra il second hand market

Il second hand market si concentra in spazi fisici e spazi digitali. Per quelli fisici, possiamo citare tranquillamente i classici “mercatini dell’usato”, spesso in franchising in più quartieri cittadini. Gli spazi digitali, invece, sono il vero e proprio core di questo business, nonché un punto di forza della green economy; infatti, privati e aziende che decidono di vendere dell’usato online si avvalgono di e-commerce, che per definizione non determinano grandi impatti a livello ambientale.

Oggi ci focalizzeremo sull’usato che riguarda abbigliamento, accessori e tecnologia.

Usato su abbigliamento e accessori

Il mercato dell’usato che coinvolge il settore dell’abbigliamento (accessori compresi) si avvale della forte ascesa del vintage. Perché? Da un’analisi, risulta che i Millenials, la generazione Zeta, sono tra i più nostalgici e trovano nella moda vintage una rassicurazione stilistica e psicologica. Facile a credersi, perchè con il vintage di fatto si fa riferimento alla familiarità e all’infanzia.

Non solo: un’altra ragione per puntare sul second hand market riguarda anche l’ecosostenibilità. Infatti, la sola industria della moda è responsabile del 10% delle emissioni globali di carbonio e del 20% dei rifiuti idrici globali. Per approfondire sulle novità ecosostenibili del 2021 potete leggere un articolo a questo link.

Dati e tutela del brand

Se è vero che la moda second hand per il 2021 punta a 36 miliardi di euro, un’altra importante questione riguarda la tutela dei brand rivenduti. Stiamo parlando sia dell’identità (distinguere l’originale dal contraffatto, specie se l’usato è rivenduto da privati) che dell’esclusività del prodotto. In altri termini, in un determinato anno il valore di mercato potrebbe essere diverso o ci potrebbero essere prodotti scarsamente disponibili e pertanto più costosi addirittura rispetto all’originale.

Usato su prodotti della tecnologia

Un altro settore del second hand market molto in crescita è quello tecnologico. Per certo, i prodotti più venduti sono i cellulari. Ci sono alcuni colossi di questa industria, come la Apple, che hanno un vero e proprio sito dedicato alla vendita di prodotti ricondizionati certificati.

Nel caso dell’azienda di Steve Jobs, ogni prodotto ricondizionato (pc, tablet, cellulare) viene sottoposto agli stessi test funzionali dei nuovi prodotti Apple. Proprio grazie a questa strategia, il dispositivo non presenta i difetti dell’usato, ma, se supera questi test, è “come nuovo”.

Naturalmente, ci sono anche altre piattaforme sulle quali è possibile acquistare prodotti tecnologici usati. Qui si trovano più brand: dalla Apple alla Samsung; ma il vero punto è un altro: fare attenzione all’affidabilità della piattaforma. Perchè sia affidabile, generalmente si devono guardare imprescindibilmente le recensioni dei clienti e la possibilità di pagare tramite PayPal (in assoluto il sistema più tracciato).

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2021 e brand content strategy – di Sara Vanni

TAG: In Evidenza, Marketing, 2021, brand content strategy

Il 2021 è l’anno del cambiamento: ma qual è la content strategy dei maggiori brand mondiali? Una call to action all’azione, specie dopo la pandemia, che ha visto la graduale crisi di diversi settori.

Brand content strategy per il 2021

E quindi, su cosa punta la ripresa per il 2021? I maggiori brand mondiali vogliono puntare al 100% sull’influencing media. Infatti, con l’ascesa dei principali social network,che sono più diffusi tra i giovani, rispetto alla televisione, la palla passa agli influencers. Diventano loro i veri protagonisti del web ed i testimonial dei brand.

Il fenomeno Ferragni

Partiamo subito con un esempio. Nel 2020 Chiara Ferragni è risultata essere la migliore influencer under 30 di Europa, secondo Forbes, la più nota rivista statunitense di economia. Il suo caso è così discusso da essere anche stato studiato ad Harvard. In piena crisi Covid, ad esempio, è stata protagonista di una campagna per promuovere il turismo in Italia. È bastata una foto agli Uffizi di Firenze per registrare un + 27% di visite. Insieme a suo marito e noto rapper italiano Fedez, inoltre, ha lanciato una raccolta fondi per costruire in breve tempo un reparto extra di terapie intensive al San Raffaele di Milano.

Immaginiamo cosa può fare come brand ambassador.

E’ qui che risiede la potenza di questa content strategy. Il principio su cui si fonda quello che oggi prende il nome di “fenomeno Ferragni”, se si vuole, è una variazione della più nota teoria marxista: i blogger – così come le pubblicità – condizionano i consumi. E così, la giovane Chiara gira delle stories Instagram di vita familiare con Fedez e il piccolo Leone, coinvolge le persone già amanti della reality television, posta una foto con un suo outfit e crea una nuova tendenza. Oggi ha 8 milioni di followers su Instagram, 24 dipendenti e un fatturato che supera i 10 milioni di dollari.

La digital transformation

Insomma, questo 2021, l’ anno del cambiamento, cavalcherà l’onda della digital transformation. Secondo i dati raccolti nel 2020, infatti, il 40% dei consumatori ha effettuato acquisti in lockdown e il 20% delle aziende ha accresciuto il proprio fatturato.

Tiriamo, quindi, le somme: i maggiori brand punteranno su due elementi in particolare:

  • Nuovi modelli per incentivare gli acquisti
  • Sostenibilità nei processi aziendali

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Fusione Fca/Psa: nasce Stellantis – di Sara Vanni

TAG: Business, In Evidenza, Innovazione, Fiat, stellantis

È nata Stellantis: Fca e Psa, i due famosi gruppi automobilistici, hanno acconsentito alla tanto attesa fusione nei primi giorni di Gennaio.

Fca, si sa, è il gruppo a cui fanno riferimento vetture di marchio Fiat, Lancia, Alfa Romeo. Psa, invece, è leader francese, produttrice di macchine quali Peugeot, Citroen, Opel. Per questo, il debutto avverrà sia nella borsa di Milano che in quella di Parigi, presumibilmente il 18 gennaio 2021.

Di questa fusione se ne parlava già lo scorso anno e finalmente è arrivata la decisione: con il 99,85% dei voti i soci di Psa hanno acconsentito alla fusione; poi si sono aggiunti i soci di Fca con il 99,15%.

Stando alle dichiarazioni del presidente di Fca, John Elkann, negli ultimi 10 anni il valore del Gruppo Fiat è aumentato di 5 volte e la fusione con Psa è il tassello successivo, in quest’ottica. Simile è la posizione di Carlos Tavares, il Presidente del consiglio di gestione di Psa, che si focalizza sul futuro.

Prima di essere una fusione, Stellantis è una risposta alle sfide che riserverà il prossimo decennio l’industria automobilistica.

A livello economico, l’obiettivo dei principali azionisti dei due gruppi, ormai fusi, è quello di raggiungere le sinergie di 5 miliardi di euro l’anno. A questo proposito, la prima manovra di Stellantis sarà proprio un investimento. In altri termini: il nuovo gruppo svolgerà un ruolo chiave verso la transizione della ripresa economica.

Le novità di Stellantis

Sia il governo italiano che quello francese presteranno attenzione al ruolo di Stellantis sul piano dell’occupazione industriale nelle due nazioni. A Fca mancava un partner europeo che garantisse un’offerta di prodotti più “robusta” rispetto alla vecchia Fiat. Ma soprattutto è la cultura dell’elettrico a colpire: infatti, fino ad ora c’erano carenze sia nel settore italiano che in quello nordamericano.

Se vi interessa il mondo dell’Automotive e le pubblicità correlate vi suggerisco Alfa Romeo e il nuovo spot con i coniugi Raikkonen

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Le novità ecosostenibili del 2021 – di Silvia Becattini

TAG: In Evidenza, Innovazione, ecosostenibile, Fast Food, Moda, Sostenibilità, Tecnologia

Nuovo anno, nuovi concept, nuovi “buoni propositi”.
Alcune delle novità del 2021 infatti, sono legate dal fil rouge della sostenibilità e delle scelte etiche.

Moltissimi brand si avvicinano ogni anno di più al concetto di sostenibilità. Come? Riducendo le emissioni nocive durante il processo produttivo, utilizzando materiali alternativi o riciclati, scegliendo di ampliare il loro target e incontrare quella parte – sempre maggiore – di consumatori che fa caso all’impatto ambientale di un prodotto al momento dell’acquisto.
Quindi cosa aspettarsi da questo 2021 sul fronte della sostenibilità e delle scelte?

Anche McDonalds sceglie il vegano

A circa un anno di distanza dal suo competitor Burger King, che lanciò il Rebel Whopper a base di “fake meat”, McDonald’s ha annunciato l’arrivo nel 2021 del McPlant. Il panino sarà composto da un hamburger dal sapore e dalla consistenza simile alla carne, ma senza ingredienti di origine animale. La nota catena di fast food ha già sperimentato in alcuni dei suoi ristoranti in Canada questo prodotto, con risultati incoraggianti.

In cosa potrebbe essere considerato sostenibile? Di sicuro è un dato di fatto che gli allevamenti producono una buona percentuale di gas serra. Inoltre, entro il 2050 il pianeta ospiterà 9,6 miliardi di persone e ovviamente si pone il problema della scarsità delle risorse per nutrire tutti. Quindi lo scopo della fake meat – di cui potrebbe essere composto il McPlant – è quello di trovare un’alternativa sostenibile, più che sostituire la carne.

Abbigliamento sostenibile: dalle scarpe ai vestiti

Uno dei settori più attenti negli ultimi anni al tema della sostenibilità è proprio quello del fashion. La moda, dai brand della fast fashion alle grandi firme, sta andando verso la direzione del riciclo e dell’attenzione verso l’ambiente. Fra le nuove collezioni 2021 troviamo tanti prodotti “virtuosi”, come le sneakers sostenibili di Allbirds. Il brand nasce nel 2014 ed è certificato B Corporation. Fra i materiali utilizzati per produrre le calzature, oltre alla lana merino, troviamo plastica (per i lacci) e cartone (per gli imballaggi) riciclati.

Fonte: Allbirds

Il brand Stella McCartney invece, ha già sperimentato Microsilk, una seta creata in laboratorio, replicando il DNA di quella prodotta dai ragni “Corteccia di Darwin”. La sostenibilità in questo caso sta nel fatto che il processo produttivo di questo pregiato materiale richiederebbe l’utilizzo del conosciutissimo baco da seta: per estrarre il filo è necessario sommergere in acqua bollente l’animale. Per creare Microsilk invece, è necessario solo un processo di fermentazione della proteina sintetica in un lievito. Stella McCartney ha inserito questo tessuto nelle sue collezioni, creando anche un completo da tennis nel 2019 frutto della sua partnership con Adidas. Vedremo quindi sempre più indumenti composti da tessuti che hanno la stessa identica sembianza di quelli originali, ma saranno creati in laboratorio.

Chanel invece, continua la sua missione ecosostenibile denominata Mission 1.5°. Gli obiettivi sono ridurre le emissioni di carbonio dell’azienda e agire anche al di fuori delle proprie attività commerciali per accelerare la transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio, come dichiarato dal comunicato stampa. L’impegno del brand, partito a marzo 2020, è in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

Sostenibilità e tecnologia: con Fairphone è possibile

A dire la verità, il suo lancio sul mercato italiano è stato il 14 settembre 2020, ma si vedrà il suo successo durante questo 2021. Si tratta di Fairphone 3+, lo smartphone etico. Fairphone è un’impresa sociale olandese che dal 2013 produce smartphone etici per intervenire in modo graduale sulle sfide sociali e ambientali dell’industria elettronica. L’impegno del brand è quello di utilizzare il più possibile materiali riciclati e impattare sempre meno sul consumo di quei minerali rari e preziosi, necessari per realizzare i nostri smartphone.

Fonte: HDBlog

Quest’ultimo modello è il più sostenibile mai realizzato dall’azienda, infatti è composto da più del 40% di plastica riciclata! Inoltre, questo tipo di dispositivi sono progettati per durare: il loro design modulare consente di sostituire e riparare singoli pezzi.

In fatto di sostenibilità ambientale insomma, questo 2021 sembra essere partito con il piede giusto!
Tu cosa ne pensi di questi prodotti? Ti sei mai interessato al tema della sostenibilità?

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Assorbenti: niente liquido blu in alcuni spot – di Silvia Becattini

TAG: Lifestyle, Marketing, Assorbenti, Nuvenia

Nonostante siamo entrati in pieno nel ventunesimo secolo, alcuni argomenti e questioni che riguardano, prima o poi, la vita quotidiana di 3.64 miliardi di donne nel mondo sono ancora off limits. Stiamo parlando delle mestruazioni, degli assorbenti e del tabù che continua ad essere protagonista anche nel mondo della pubblicità.

Nuvenia, noto marchio di assorbenti femminili, ha iniziato a sfatare questo tabù che coinvolge in primis le stesse donne. Il brand sostituisce il canonico liquido blu usato nella maggior parte delle pubblicità di assorbenti con il sangue rosso. Nel nuovo spot in onda in quest’ultimo periodo poi, si è spinto decisamente “oltre il limite” dell’esplicito, con una pubblicità piena di rimandi non troppo velati alla vulva e alle mestruazioni.
Qui la versione dello spot TV da 20″, ma la campagna pubblicitaria prevede anche il video di 3 minuti in cui intervengono donne di tutte le età.

Le critiche sul web

L’iniziativa di Nuvenia solleva molte critiche sul web, invaso da commenti sull’inappropiatezza dello spot. Frutta, oggetti, cibi e indumenti richiamano le fattezze dei genitali femminili e cantano l’amore e l’accettazione per il proprio corpo. In “Viva la vulva“, Nuvenia coinvolge le donne e le invita a smettere di vergognarsi delle proprie parti intime. Un passo difficile, visto che storicamente “quel periodo del mese” è stato stigmatizzato e vissuto con vergogna, considerandolo negativo anche per le attività quotidiane.

I nuovi assorbenti Nuvenia ipoallergenici

La campagna #bloodnormal, portata avanti anche da Nuvenia, suscita quindi numerose critiche ma anche tanti apprezzamenti. Che l’operazione di sensibilizzazione (ma anche di marketing) possa rivelarsi controproducente per il brand? Bisognerà vedere se il flusso delle vendite di questa marca subirà dei cambiamenti nei prossimi mesi. In particolare, il prodotto nel mirino pubblicizzato in questo spot è il “Pure Sensitive”, l’assorbente creato dal marchio per pelli sensibili, senza profumo, allergeni e coloranti.

Di certo normalizzare un argomento del genere non è impresa facile, si potrebbe rischiare addirittura l’effetto contrario. Ma il brand, rispecchiando il suo claim, si è sentito “libero di osare”.

E tu cosa ne pensi della campagna Nuvenia? Ti piace questo spot?

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101Caffè lancia la sua prima campagna pubblicitaria – di Miriam Schinocca

TAG: Food & Beverage, In Evidenza, 101Caffè, CampagnaTV, PubblicitàCaffè

Debutta per la prima volta in televisione e sui social 101Caffè con uno spot originale in onda dal 20 settembre

101Caffè, la catena di negozi specializzata nella commercializzazione di caffè di qualità, dà il via alla sua prima campagna di comunicazione su scala nazionale.

Scegli il tuo gusto” è il claim dello spot che trasmette l’ampiezza dell’offerta; connotazione perfetta per un brand che già dal nome lascia intuire come al suo interno si trovi la più ampia gamma di caffè, proprio per tutti i gusti.

In onda dal 20 settembre al 31 ottobre su La7 e sui canali Youtube e social del marchio, lo spot ha una durata di 60”, con declinazione anche nei formati 15” e 7”.

Questa prima campagna di comunicazione è stata firmata dall’agenzia creativa milanese AmikAj.

Lo spot con Stefano Andrea Macchi

Stefano Andrea Macchi, attore e doppiatore poliedrico e versatile, è il volto della campagna insieme ad altri affiliati che rappresentano l’identità di 101Caffè.

Lo spot è girato nel grande negozio di Torino ma ogni personaggio che si alterna sulla scena racconta l’unicità di ciascun prodotto con l’accento della propria regione, utilizzando le inflessioni e le cadenze tipiche dialettali. Che sia veneto, milanese o napoletano, 101Caffè valorizza, sotto la stessa insegna, le diversità che ciascun territorio può esprimere, sia in termini di prodotto che in termini di persone.

La vision di 101Caffè

Il messaggio, volto a presentare la territorialità e la cultura del caffè, tutta italiana, valorizza allo stesso tempo quella che è una rete in franchising, con caratteristiche uniche e modi propri di porsi ai clienti.

Stupisce, ed io personalmente apprezzo, la volontà di trasmettere il primo spot televisivo del brand unicamente sul canale La7. Il CEO, Umberto Gonnella, ha giustificato la scelta parlando non solo di affinità di pubblico ma anche di affinità di Visione con il gruppo Cairo.

Una scelta, a mio avviso, attenta che fa riflettere sulla volontà del brand di non voler essere mainstream.

E tu che gusto scegli?

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Miriam Leone per Elvive Olio Straordinario – di Sara Vanni

TAG: Moda & Fashion, elvive, l’oréal

È di nuovo Miriam Leone la testimonial L’Oréal, che questa volta promuove “Elvive Olio Straordinario”. La campagna si intitola “Libera quella che sei” ed è rivolta esclusivamente ai prodotti L’Oréal Elvive. Come la precedente, anche questa è ideata da McCann Worldgroup Italia.

Noi donne ci teniamo tanto ai nostri capelli, ma anche alla nostra indipendenza. Ci piace sentirci libere: libere di scegliere ciò che vogliamo fare, libere di amare.
Non vogliamo dipendere da nessuno… e così i nostri capelli, sciolti, al vento.

Sono proprio l’indipendenza, l’unicità e la forza delle donne ciò che vuole comunicare la L’Oréal nel suo spot:

“I miei capelli raccontano chi sono”.

Miriam Leone si muove tra una stanza e un giardino in cui dominano i toni dell’oro e dell’arancione, sventolando i capelli. Con il suo sorriso e la sua energia travolgente, ci infonde forza.

Sono, infatti, le donne consapevoli dei propri punti di forza le vere protagoniste di questa campagna. Ogni donna ha una propria storia da raccontare. Ma per farlo c’è bisogno di cura e coraggio. È per questo che entra in gioco “Elvive Olio Straordinario”: un olio che nutre i capelli, che nutre la propria essenza. Come ogni donna dovrebbe nutrire le proprie passioni e la propria unicità.

Con Elvive Olio Straordinario, L’oréal Paris segue il concept della diversità come unicità: McCann ha pensato di presentare più soggetti che raccontano le diverse tipologie di capelli delle donne italiane.

L’azienda – già promotrice del messaggio “Voi Valete” – si schiera contro le convenzioni sociali, proponendo una Miriam Leone a capelli sciolti. Oltre ad alludere alla sicurezza femminile, la multinazionale del beauty fa riferimento al non essere un’altra, ma solo sé stessa.

Un incoraggiamento ed un supporto tutto al femminile, dunque, a sostegno delle donne di oggi, protagoniste della vera storia.

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Spot per i 100 anni della TIM – di Sara Vanni

TAG: In Evidenza, Lifestyle, 2021, TIM

Lo spot per i 100 anni della TIM andrà in onda proprio oggi e coglie anche l’occasione per fare gli auguri di un buon 2021. Online prima del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sarà disponibile fino al 6 Gennaio 2021 in versione integrale (3:49) e tagliata (1:00, prima e dopo il discorso di Mattarella).

Il video, che si chiama “Questa è Tim”, è basato sulla canzone “This is Me” del musical “The Greatest Showman”, cantata da Mina. Quindi, è proprio uno spot-musical, che per l’occasione è stato diretto da Luca Josi con le coreografie di Luca Tommassini. 

Il core dello spot

Il core dello spot è la connessione, o meglio come la connessione rende possibile la comunicazione. Ripercorrendo la storia di TIM dal 1920 ad oggi, tutto ciò che passa sulla scena rimanda  al mondo della tecnologia e della connettività. Si passa dai cavi in rame, ai telefoni a disco, per poi concentrarsi sulle cabine telefoniche, le prime centrali, i telefoni cellulari. Si finisce con i più moderni smartphone, la fibra ottica e il 5G.

Lo spot

Ma descriviamo insieme questo spot per i 100 anni della TIM: siamo negli anni ’20, a Torino, la città che ha visto nascere TIM. Ci sono i tecnici di laboratorio, insieme alle prime centraliniste che resero possibile le prime conversazioni telefoniche.

Sulla voce di Mina, le coreografie del musical e le varie epoche che si succedono come tele a teatro, si passa agli anni ’50.  ‘Singing in the rain’ ma anche ‘Pane, amore e …’ con Sophia Loren e Vittorio De Sica. Seguono gli anni ’60 con ‘Grease’, ‘Dirty Dancing’ e ‘Sweet Charity’ di Bob Fosse ed ancora gli anni ’70 con ‘Chorus Line’ e ‘Hair’. Proprio qui, vediamo la prima cabina telefonica: i protagonisti del musical ci danzano attorno. Negli anni ’80 siamo su ‘Fame’, in cui i ballerini del musical sono in realtà i tecnici di TIM. Si finisce con ‘Flashdance’ ed un grande flashmob di tutta la popolazione TIM in un paesaggio immaginario, in cui però possiamo chiaramente distinguere i monumenti iconici dell’Italia.

E mentre tutti i protagonisti avanzano verso la telecamera, per finire in bellezza la coreografia, si fa spazio anche un augurio per il 2021!

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