Lo smartphone fa bene, così aiuta il cervello: le 7 azioni quotidiane ‘consigliate’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Gli smartphone sono i grandi protagonisti del nostro tempo, e potrebbero migliorare la vita quotidiana delle persone, ma vanno utilizzati nel modo giusto. La tecnologia può fornire un aiuto fondamentale a svolgere anche la più semplice delle mansioni quotidiane, ma “può anche peggiorare l’umore, anche nelle persone sane, a seconda di ciò per cui la si utilizza”, ha spiegato Jon Elhai, Distinguished University Professor alla University of Toledo, in Ohio, dove studia la psicologia digitale, al Washington Post. 

Secondo un sondaggio YouGov del 2025, la maggior parte degli adulti sotto i 45 anni ha affermato di voler trascorrere meno tempo davanti agli schermi. Inoltre, molte app popolari, come TikTok, sono progettate per catturare la nostra attenzione più a lungo di quanto vorremmo. E gran parte di quel tempo, alla fine, potrebbe non essere poi così piacevole. 

Per creare abitudini più sane utilizzando lo smartphone, “devi conoscere te stesso”, ha affermato Joseph Bayer, professore associato alla School of Communication della Ohio State University, dove studia le abitudini legate agli smartphone e ai social media,”devi sapere quali sono i tuoi obiettivi come persona e quali sono i tuoi obiettivi quando utilizzi il telefono”. Perché non sempre le due cose combaciano. Esistono inoltre molti modi per ridurre il tempo trascorso utilizzando lo smartphone, ma, senza bisogno di attuare misure drastiche, si può cambiare il modo in cui lo utilizza.  

 

Il Washington Post ha quindi redatto una vera e propria lista di utilizzi ‘sani’ dello smartphone, che potrebbero far bene alla salute, in primis mentale, del fruitore indipendentemente dal tempo di utilizzo dello schermo: 

1. Giocare a un gioco online
 

Il coinvolgimento cognitivo fa bene al cervello e alcuni videogiochi d’azione dal ritmo frenetico, come Call of Duty o Fortnite, hanno dimostrato di poter migliorare le capacità cognitive. Anche giochi come cruciverba e giochi da tavolo sono stati associati agli stessi benefici cognitivi. Il tutto si può fare attraverso lo smartphone, che in alcuni casi permette di giocare a turni asincroni, consentendo quindi di fare una mossa nei momenti liberi, senza rimanere necessariamente incollati allo schermo. 

2. Leggere e-Book o giornali online
 

Rilassarsi con un buon libro, una rivista o un giornale fa bene al cervello ed è stato associato a una maggiore longevità e a un più lento declino delle capacità cognitive. Sugli smartphone esistono molteplici app, anche gratuite, che permettono di accedere a e-Book, ovvero libri digitali, audiolibri o riviste e giornali. 

3. Trovare una comunità online dedicata al tuo hobby preferito
 

Gli smartphone possono regalare ogni informazioni possibile riguardo i propri hobby, e mettere in contatto persone che coltivano gli stessi attraverso vere e proprie comunità online. La ricerca scientifica ha evidenziato che gli hobby sono associati a una migliore salute mentale e che dedicarsi ad attività creative, tra cui musica, danza e arte, è collegato a un rallentamento dell’invecchiamento cerebrale. Importante quindi trovare una community online associata ai propri interessi. 

4. Provare un’app per la mindfulness
 

La ricerca ha dimostrato che gli esercizi di mindfulness, una forma di meditazione, possono essere efficaci quanto i farmaci contro l’ansia nel ridurre le sensazioni di ansia e stress. Questo può avvenire anche in brevi sessioni di meditazione, che possono aiutare le persone a raggiungere uno stato di “rilassata vigilanza”. E ogni smartphone offre la possibilità di trovare all’interno dei propri store app dedicate. 

Gli esercizi possono portare anche a un utilizzo più consapevole del telefono. Le persone che sono maggiormente consapevoli di come utilizzano lo smartphone e di quando è il momento di metterlo da parte sono più protette da un uso problematico “rispetto alle persone che continuano semplicemente a scorrere lo schermo senza pensarci, invece di farlo in modo consapevole”, ha spiegato Elhai. 

5. Imparare una nuova lingua
 

Imparare un’altra lingua è un ottimo modo per stimolare il cervello. Le ricerche hanno evidenziato che parlare più lingue è associato a una diagnosi più tardiva della demenza e che il cervello delle persone che parlano due o tre lingue appare circa sei anni più giovane rispetto a quello di chi ne parla soltanto una. Gli smartphone permettono di portare le lezioni di lingua praticamente ovunque. 

“Non è possibile trascorrere tutto il tempo parlando di persona con qualcuno nella lingua che si sta imparando”, spiega Elhai, “ma se si ha del tempo a disposizione sul telefono, può essere utile”. 

6. Scrivere per cosa si è grati
 

Riconoscere le cose positive della propria vita fa bene e le ricerche dimostrano che una maggiore gratitudine è associata a minori livelli di solitudine. Invece di scorrere il feed dei social media, si possono utilizzare “app progettate per tenere un diario e indicare ogni giorno ciò per cui si è grati, cercando di contribuire a mantenere un atteggiamento ottimista”, ha suggerito Elhai. 

Ma non è nemmeno necessario scaricare un’app specifica: anche la semplice applicazione per prendere appunti, le note, già presente sul telefono può diventare uno spazio in cui segnare pensieri, emozioni e ricordi della propria giornata. 

7. Mandare un messaggio, chiama requalcuno o condividere un meme divertente
 

Tendiamo a essere più felici quando siamo fisicamente insieme ad altre persone e la ricerca dimostra che quasi qualsiasi attività può essere più piacevole se condivisa con gli amici. Ma socializzare attraverso il telefono, tramite messaggi, social media o anche con una semplice telefonata vecchio stile, potrebbe essere la cosa più vicina a un incontro di persona. 

Connettersi con gli altri, che rappresentava del resto l’obiettivo originario dei telefoni, potrebbe essere il modo più gratificante di utilizzare uno smartphone: “Quando le persone utilizzano il telefono per attività non sociali, per esempio ascoltando musica o guardando film, nel breve periodo può essere piacevole”, afferma Elhai. “ma non è piacevole quanto utilizzarlo per interagire con altre persone”. 

Le ricerche dimostrano inoltre che le persone tendono a sottovalutare quanto possa essere gratificante contattare qualcun altro, per entrambe le parti, anche quando lo si fa senza una ragione particolare. Utilizzare il telefono può quindi diventare un’opportunità per riallacciare i rapporti con qualcuno o semplicemente per coltivarli e passare del tempo in compagnia, seppur virtuale.  

salute

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Un giocatore su 4 rischia lesioni al cervello, lo studio sul football NFL e l’allarme – di Redazione Ciaoup

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Un giocatore di football su 4 finisce per accusare lesioni al cervello. E’ il dato che, a pochi giorni dall’inizio della nuova stagione della National Football League, viene diffuso dal New York Times sulla base di nuove ricerche. I riflettori si accendono soprattutto sulla CTE, l’Encefalopatia Traumatica Cronica che da circa 20 anni viene studiata e collegata ai traumi alla testa. La malattia neurodegenerativa ha colpito centinaia di ex giocatori, come hanno evidenziato gli esami condotti dopo i decessi. La domanda che il NYT si pone ora, a 10 giorni dal kickoff della regular season, è: “Quanti giocatori NFL finiranno per avere la CTE?”. Almeno un atleta su 4 è destinato a sviluppare l’Encefalopatia Traumatica Cronica, come evidenzia uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto su centinaia di casi nell’arco di 6 anni. Gli scienziati hanno esaminato la morte di ogni ex giocatore deceduto tra il 2016 e il 2021. I casi considerati sono stati 878: alcuni soggetti avevano tra i 20 e i 30 anni, alcuni erano over 80. 

La maggior parte si collocava nell’ampia fascia intermedia. Almeno 215 ex giocatori su 878 erano affetti da CTE: il 24,5%. Il dato potrebbe essere ancor più elevato perché 643 cervelli non sono stati esaminati post-mortem. Se lo studio venisse applicato ai giocatori attualmente in attività – 1696 nei roster delle 32 squadre – la diagnosi di CTE potrebbe riguardare in teoria almeno 400 individui, senza considerare il ‘serbatoio’ supplementare di 500 giocatori che si allenano nelle practice squad o che sono esclusi dai roster per infortunio. La CTE non è associata esclusivamente al football americano. Tracce della malattia sono state evidenziate anche nei cervelli di giocatori di hockey, rugby e calcio, così come in quelli di wrestler o atleti del bob. Tutte queste discipline hanno in comune i rischi, di grado diverso, legati ai colpi che gli atleti possono subire alla testa. 

sport

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Zendure study shows: Regulations, rental agreements, and a perceived complicated installation process are slowing down the adoption of solar power – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

For 53% of active solar users, easy DIY installation was the deciding purchase factor yet misconceptions around regulations and rental rights hold back 76% of interested consumers. 

DÜSSELDORF, Germany, Aug. 25, 2026 /PRNewswire/ — German consumers are eager for solar energy, but fear of bureaucracy and technical friction continues to stall mass adoption. According to a new study by Zendure, a global pioneer in plug-in HEMS (Home Energy Management Systems), 76 percent of surveyed non-solar households express strong interest in home solar systems. However, practical everyday barriers are keeping them on the sidelines: 29 percent of renters are unsure about their installation rights, 27 percent feel overwhelmed by regulations and paperwork, and 22 percent consider the setup too complicated. In contrast, current user experience proves the power of simplicity: 53 percent of existing solar owners cited easy, DIY-friendly installation as the most critical factor in their purchasing decision. 

 

The findings highlight a growing complexity paradox for renters, newcomers, and less tech-savvy consumers navigating product selection, regulatory frameworks, and cost-benefit calculations. While the appetite is clear, 17 percent of non-owners have researched solar systems extensively and another 54 percent have conducted initial research, most consumers still lack the targeted guidance needed to turn general interest into a confident purchase decision. 

Perception vs. Reality: Regulatory Doubts Persist 

Among the biggest roadblocks are everyday legal and practical questions. Nearly a third (29 percent) of respondents without solar live in rented accommodation and are uncertain whether they are permitted to install a balcony or plug-in system. Furthermore, more than one in four (27 percent) find current regulations, permits, and registration procedures unclear, while 22 percent are deterred by perceived technical complexity. 

Crucially, the study reveals that many of these hurdles are more perceived than real. Since 2024, German legislation has explicitly granted tenants the legal right to install plug-in solar systems, raised the feed-in limit to 800 W, and streamlined registration into a single, simplified market master data entry (Marktstammdatenregister). The current bottleneck is therefore no longer regulatory, but informational, consumers still perceive solar as a daunting technical project, even though the legal and technical pathways have never been more accessible.  

Product Overwhelm and Decision Fatigue 

In addition to legal and technical questions, product selection itself also presents a challenge. Eighteen percent of respondents find it difficult to choose the right product from the multitude of available solutions. An equal number perceive a lack of clear and trustworthy information. Consumers often struggle to determine which system best suits their household, available space, and individual electricity consumption. At the same time, they must compare different storage capacities, performance levels, installation methods, and control options. 

Simplicity Outweighs Price: The Deciding Factor 

For 53 percent, easy installation and the ability to set up the system independently was the single most important factor in their buying decision—ranking far ahead of superior technology (32 percent), value for money (31 percent), customer reviews (28 percent), or warranty coverage (27 percent). Design was a primary consideration for just 8 percent. Simplicity and reliability remain essential throughout the system lifecycle: 52 percent of all respondents rate these qualities as very important, and for another 33 percent, they are indispensable. As dynamic tariffs become widespread, knowing when to store, consume, or feed power back into the grid introduces the next wave of complexity. Future-proof solutions must make both initial setup and day-to-day energy management entirely effortless.  

“There is tremendous enthusiasm for solar energy in Germany, but many consumers feel left to their own devices when navigating the transition,” says Bryan Liu, CEO of Zendure. “Regulatory ambiguity, technical questions, and a crowded product landscape are holding people back. To drive real energy independence at home, our industry must make solar and storage not just more efficient, but radically simpler, more transparent, and more reliable. Lowering the barrier to entry gives consumers the confidence to participate in the energy transition without unnecessary stress.” 

Methodology Note 

[1] The survey was conducted by Arlington Research on behalf of Zendure among 835 respondents across Germany in December 2025. 

About Zendure 

Driven by our purpose to accelerate a sustainable future, Zendure is a global pioneer of plug-in HEMS. With R&D and operations centers spanning major tech hubs like Silicon Valley and the Greater Bay Area, alongside Japan and Germany, our vision is to become The Home Energy Hub of the AI Era. Zendure’s mission is to empower every household worldwide with the ultimate freedom of energy control. We deliver this through the SolarFlow ecosystem, combining modular storage, intelligent power management, and flexible solar input. Scaling seamlessly from plug-and-play and retrofit storage to whole-home energy management, SolarFlow maximizes self-consumption, reduces grid dependence, and delivers reliable backup power. 

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Elezioni Usa, Corte Suprema sblocca la stretta sul voto per posta voluta da Trump – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Donald Trump ha ottenuto una prima vittoria dalla Corte Suprema nella sua battaglia per limitare il voto per posta nelle prossime elezioni di midterm. La maggioranza conservatrice della Corte, con l’opposizione delle tre giudici liberal, ha infatti revocato l’ordinanza con cui un giudice federale del Massachusetts ha accolto lo scorso giugno il ricorso degli Stati a guida democratica bloccando l’entrata in vigore l’ordine esecutivo con cui è stato vietato al servizio postale Usa di inviare le schede elettorale a elettori che non figurano nelle liste di cittadini americani create dal governo federale.  

La creazione di queste liste appare in contrasto con il tradizionale controllo degli Stati del processo elettorale ma viene giustificata da Trump con le ripetute accuse, non sostenute da fatti, riguardo al fatto che immigrati senza cittadinanza avrebbero votato in massa nelle ultime elezioni, determinando la sua sconfitta elettorale nel 2020. Nella sentenza la maggioranza conservatrice non è entrata nel merito della legalità dell’ordine di Trump, limitandosi ad affermare che il giudice federale non aveva l’autorità di bloccarlo prima che venissero applicate dall’Us Post Service le nuove regole per il voto per posta.  

“Se le misure finali del Postal Service recheranno danni agli Stati allora potranno fare ricorso”, conclude la sentenza dei giudici conservatori che è stata definita “un incubo kafkiano” dalla giudice liberal Ketanji Brown Jackson destinato a “immettere caos non necessario” nel processo elettorale. “La decisione di oggi non affronta la questionse se i tentativi del presidente di interferire sulla gestione degli Stati delle elezioni del novembre 2026 siano legali”, sottolineano le altre due giudici liberal, Sonia Sotomayor e Elena Kagan.  

La Casa Bianca ha lodato la decisione della Corte in favore delle “misure di buon senso”, contenute nell’ordine esecutivo: “Questa amministrazione continuerà ad applicare nel rispetto della legge l’agenda elettorale del presidente Trump che comprende la sicurezza delle nostre elezioni”, ha detto la portavoce Lauren Bis. Immediata la replica degli Stati a guida democratica che promettono di continuare la battaglia legale contro il tentativo di Trump di limitare il voto per posta, tradizionalmente favorevole ai democratici. “Questa decisione è una dolorosa sconfitta, ma non sarà l’ultima parola”, ha detto l’attorney general di New York, Letitia James.  

“Dopo la sentenza della Corte Suprema, la California farà di nuovo causa per bloccare l’attacco di Trump al voto per posta”, ha scritto su X il governatore dem Gavin Newsom, assicurando che “tutti gli elettori riceveranno la scheda per posta nel nostro Stato e noi continueremo a combattere”. I giudici conservatori hanno comunque sottolineato nella loro sentenza che con questa hanno solo voluto indicato che il blocco del giudice federale era prematuro, arrivato prima ancora che il governo federale applicasse l’ordine di Trump, ed affermato che “le misure che verranno adottate per applicarlo saranno necessariamente legali, su questo punto – concludono – solo il tempo potrà dirlo”.  

Quindi si lascia la porta aperta per un successivo intervento, su possibili restrizioni contenute nel regolamenti con cui il servizio postale applicherà l’ordine di Trump. E professore di diritto di Ucla Richard Hasen, a capo del progetto per la salvaguardia della democrazia, si dice convinto, parlando con il Washington Post, che, dopo questa sentenza “ristretta e tecnica”, la questione ritornerà presto alla Corte Suprema. A questo si sarà ancora più a ridosso delle elezioni, con il rischio che una sentenza definitiva in favore dell’ordine esecutivo di Trump possa creare ancora più incertezza sul voto.  

internazionale/esteri

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Savona, coppia in difficoltà in acqua ad Andora: bagnino si tuffa per salvarli, ma muore insieme all’uomo – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Tragedia in mare oggi, martedì 25 agosto, ad Andora nel Savonese. E’ sfociato nel dramma il tentativo di un bagnino di salvare una coppia che era in difficoltà. L’uomo si è tuffato per salvarli. E’ riuscito a riportare a riva la donna che ora è in buone condizioni e, poi, è morto insieme all’uomo nel tentativo di salvarlo.  

Sul posto la Guardia Costiera.  

cronaca

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Maxi incendio minaccia la città di Reno, in Nevada: quasi 90mila evacuati. I testimoni: “Siamo spaventati a morte” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Un maxi incendio sta minacciando nelle ultime ore la città di Reno, la più grande del Nevada, Stati Uniti, costringendo le autorità a decidere per l’evacuazione di quasi 90mila persone. Lo riportano i media statunitensi, secondo cui circa 42mila residenti hanno ricevuto l’ordine di abbandonare le proprie abitazioni immediatamente, mentre ad altri 45mila è stato chiesto di tenersi pronti.  

L’”Hawk Fire” – così come è stato ribattezzato il rogo divampato mattina nei pressi dell’Hawk Meadow Trail, a ovest della città – ha già bruciato circa 15mila acri, oltre 60 chilometri quadrati, e provocato almeno sei feriti, tre dei quali soccorritori. Le autorità hanno riferito che le fiamme, di origine umana, non risultavano ancora contenute e che alcune abitazioni sono state distrutte, senza fornire per ora un bilancio preciso. 

Il governatore del Nevada, Joe Lombardo, ha dichiarato lo stato di emergenza nella contea di Washoe e mobilitato la Guardia Nazionale per sostenere le operazioni antincendio e le forze dell’ordine. “È una situazione attiva e in rapida evoluzione. Invito tutti coloro che si trovano nelle aree interessate a rimanere vigili e a seguire le indicazioni delle autorità locali”, ha dichiarato. Forti venti e condizioni estremamente secche stanno favorendo la propagazione delle fiamme, che hanno raggiunto aree urbane alla periferia di Reno, città di circa 280mila abitanti al confine con la California. 

“Siamo spevantati a morte”, hanno detto alcuni residenti alla BBC. Testimoni oculari hanno registrato video che mostrano l’incendio e le colonne di fumo alla periferia della città.  

internazionale/esteri

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Bimba di 8 anni muore dopo l’infezione da ‘ameba mangia-cervello’: il raro contagio in un lago – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Una bambina di 8 anni è morta in Louisiana dopo aver contratto una rara infezione provocata da Naegleria fowleri, conosciuta comunemente come ‘ameba mangia-cervello’. Secondo la famiglia e le autorità sanitarie, la bambina potrebbe aver contratto l’infezione dopo aver nuotato in un lago vicino casa. 

La piccola, Lillian Smart, viveva a Ruston, nel nord della Louisiana, ed è morta in ospedale nel fine settimana, poco dopo aver compiuto otto anni. La famiglia ha annunciato la sua morte sui social, spiegando che il gonfiore e le lesioni al cervello erano diventati troppo gravi. 

La scorsa settimana il Dipartimento della Salute della Louisiana aveva comunicato che un residente aveva probabilmente contratto Naegleria fowleri dopo aver nuotato nel lago Claiborne, a circa 48 chilometri a nord-ovest di Ruston. 

Le autorità non avevano inizialmente reso pubblico il nome della persona contagiata. Successivamente, familiari e amici hanno identificato Lillian come la bambina ricoverata. 

Naegleria fowleri è un’ameba microscopica che può vivere in acque dolci calde. L’infezione può verificarsi quando l’acqua contaminata entra dal naso e raggiunge il cervello. Non si contrae bevendo l’acqua e non si trasmette da persona a persona. 

La malattia provocata dall’ameba, chiamata meningoencefalite amebica primaria (PAM), è estremamente rara ma può evolvere molto rapidamente. 

Secondo i dati citati dalle autorità sanitarie della Louisiana, tra il 1937 e il 2025 sono stati confermati appena 180 casi negli Stati Uniti. In Louisiana, nello stesso periodo, ne sono stati registrati soltanto tre. 

I primi sintomi possono comprendere mal di testa, febbre, nausea e vomito. Con la progressione dell’infezione possono comparire rigidità del collo, confusione, allucinazioni, problemi di equilibrio e altri gravi sintomi neurologici. 

Nel caso di Lillian, secondo quanto scritto dalla madre sui social, la bambina era stata ricoverata in terapia intensiva dopo che una febbre si era accompagnata a diplopia, cioè visione doppia. 

I casi di infezione da Naegleria fowleri si sono verificati soprattutto negli Stati Uniti meridionali e centrali, dove le temperature dell’acqua dolce possono essere particolarmente elevate. 

Secondo le ricerche citate dalla Cnn, tuttavia, il riscaldamento delle acque legato ai cambiamenti climatici potrebbe favorire la presenza dell’ameba anche in aree tradizionalmente meno interessate. 

Per questo le autorità sanitarie invitano a prestare attenzione quando si nuota in laghi, fiumi e altre acque dolci calde, soprattutto durante i periodi di temperature elevate. 

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Litiga con la vicina, la picchia con un ombrello e poi le stacca dito a morsi: arrestata a Torino – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Prima l’ha picchiata brutalmente con un ombrello, poi le ha tranciato di netto la falange dell’indice. E’ accaduto a Ivrea, nel Torinese, dove i carabinieri hanno arrestato in flagranza una nigeriana con l’accusa di lesioni personali gravissime, aggravate dai futili motivi e dalla presenza di un minore, e per porto di armi od oggetti atti ad offendere.  

I fatti risalgono al 21 agosto scorso, quando, secondo la ricostruzione degli investigatori dell’Arma, l’indagata, facendosi accompagnare dal figlio di soli 7 anni, avrebbe pedinato sui mezzi pubblici la vittima, anche lei di nazionalità nigeriana e con la quale c’erano precedenti dissidi di vicinato. In piazza I Maggio a Ivrea, all’esterno di un bar dove la vittima si era seduta in attesa di iniziare il proprio turno di lavoro, l’ha affrontata. 

Prima un primo acceso scambio di battute, poi, brandendo un ombrello, l’ha colpita al capo e al corpo con violenza tale da frantumarne completamente l’asta e il manico in legno. La colluttazione è degenerata quando, dopo aver afferrato con forza il braccio della malcapitata e addentato la mano destra, le ha tranciato di netto la falange del dito indice con un morso. 

In un disperato tentativo di divincolarsi, la vittima ha estratto dal proprio zaino una bomboletta di spray urticante al peperoncino, azionandola in tutte le direzioni. Il getto ha investito non solo l’indagata e i primi soccorritori ma anche il bimbo di 7 anni. La violenta lite è stata sedata grazie all’intervento di alcuni clienti del bar e all’arrivo tempestivo delle pattuglie dell’Arma, allertate dal titolare del locale. I militari hanno trovato la vittima in forte stato di shock, sanguinante alla mano, e l’indagata in stato di forte agitazione con gli abiti macchiati di sangue. Il bambino è stato immediatamente soccorso e affidato alle cure del padre, la vittima è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea, dove i sanitari hanno diagnosticato un’amputazione traumatica irreversibile della falange e l’hanno dimessa con 20 giorni. L’indagata è stata arrestata e condotta in carcere. A seguito di giudizio direttissimo, nei suoi confronti è stata emessa il divieto di avvicinamento nei confronti della rivale.  

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Australia, stipendio record con quattro ore di lavoro: “Il problema è la solitudine” – di Redazione Ciaoup

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Con quattro ore di lavoro si copre l’affitto di un mese. Succede in Australia, dove molti giovani europei stanno decidendo di trasferirsi proprio per ragioni economiche, oltre che per vivere un’esperienza diversa e lontana dalla routine. C’è anche un’altra faccia della medaglia, perché molti di loro devono fare i conti con giornate interminabili, isolamento e solitudine. 

In particolare molti giovani vengono impiegati nelle campagne australiane durante la stagione del cotone. Lo spagnolo Mario ha condiviso la sua esperienza su TikTok, tramite l’account @lega.wave, dove ha rivelato di lavorare 12 ore per sette giorni su sette. Ritmi a dir poco infernali, che però vengono ‘ricompensati’ con uno stipendio da capogiro, che gli permette di guadagnare, in sole cinque ore, lo stipendio di un mese: “Mi bastano quattro ore di lavoro per coprire l’affitto di un mese intero “, ha detto il giovane in un video, che ha poi ‘avvertito’ però sulle difficili condizioni di vita.  

La stagione agricola permette a Mario di concentrare molte ore di lavoro in un periodo relativamente breve. Lo stipendio è di 31 dollari australiani all’ora, mentre gli straordinari possono arrivare fino a 56 dollari. La differenza è particolarmente evidente quando lavora a turni durante la settimana, compresi sabato e domenica . Mario dice di poter guadagnare un reddito lordo settimanale di circa 3.470 dollari australiani. Da questa cifra, deve detrarre circa il 15% di tasse, quindi il risultato finale è di circa 2.950 dollari australiani , una somma che, a seconda del tasso di cambio, corrisponde a circa 1.800 euro per una settimana di lavoro, sebbene con giornate interminabili e quasi nessuna pausa. 

Un altro elemento che contribuisce a spiegare la sua capacità di risparmio risiede nelle sue spese. Mario spiega di spendere circa 140 dollari australiani a settimana per l’alloggio e circa 90 per il cibo. Inoltre, spende circa 20 dollari in benzina perché vive molto vicino al posto di lavoro. La differenza tra entrate e uscite gli permette di conservare una buona parte di stipendio: “Alla fine, saldo tutto in circa mezza giornata di lavoro. Lavoro come uno schiavo, ma il resto dei giorni lo dedico al risparmio”. 

Dietro quello stipendio dorato però si nasconde una routine decisamente meno allettante. Mario lavora in una piantagione di cotone e spiega che durante la stagione può lavorare dodici ore al giorno, dal lunedì alla domenica. Il suo lavoro consiste principalmente nello scaricare i camion che arrivano agli impianti, immagazzinare il cotone nei depositi e poi riempire i container da cui il prodotto viene distribuito. Lo sforzo fisico però, secondo il giovane, non è la parte più difficile del suo lavoro. Ciò che alla fine gli pesa è la routine infinta, identica per settimane, e l’assoluta mancanza di una vita al di fuori della piantagione. 

 

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Ballando con le stelle, confermate Rebecca Gabrielli e Anastasia Kuzmina: gli annunci – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Due nuove conferme per la nuova edizione di Ballando con le stelle. Rebecca Gabrielli torna tra i maestri dello show di Milly Carlucci, in onda da sabato 3 ottobre su Rai1, dopo esser scesa in pista con I Cugini di Campagna nell’edizione 2024.  

“Anche quest’anno sono una maestra di ‘Ballando con le stelle’. Mi raccomando: non perdetevi neanche una puntata”, ha detto la maestra nel video annuncio social, pubblicato sul profilo ufficiale del programma.  

 

 

Confermata anche Anastasia Kuzmina, che tornerà a far parte del cast dei maestri. Lo scorso anno era scesa in pista al fianco di Paolo Belli.  

 

 

“Certo che ci sono”, ha detto la ballerina nel video-annuncio, dando appuntamento al pubblico per la prima puntata del dance show.  

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