Wimbledon, oggi Cobolli-Khachanov al terzo turno – Diretta – di Redazione Ciaoup

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Flavio Cobolli torna in campo a Wimbledon 2026. Oggi, sabato 4 luglio, il tennista azzurro affronta il russo Karen Khachanov – in diretta tv e streaming – nel terzo turno dello Slam di Londra. Cobolli, nei turni precedenti, ha eliminato Navone e Duckworth, mentre Khachanov ha superato Harris e Hanfmann. 

Dove vedere il match? Cobolli-Khachanov inizierà intorno alle 14 e sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà seguire anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW. 

In campo oggi a Wimbledon anche Matteo Berrettini, Jasmine Paolini e Lorenzo Sonego.  

 

sport

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Wimbledon, oggi Paolini-Sakkari al terzo turno – Diretta – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Jasmine Paolini torna in campo a Wimbledon 2026. Oggi, sabato 4 luglio, la tennista azzurra sfida la greca Maria Sakkari al terzo turno dello Slam inglese. La toscana è reduce dai successi contro Golubic e Montgomery, mentre Sakkari ha superato Rakhimova e Tauson nei primi due match a Londra.  

Dove vedere il match? La partita sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà seguire anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW. 

 

In campo oggi anche Flavio Cobolli e Matteo Berrettini.  

 

sport

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Trieste, ubriachi al volante sbagliano marcia e finiscono con l’auto in mare – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Un’auto con a bordo quattro giovani ventenni ubriachi è finita in mare stanotte nel porticciolo di Sistiana, nel comune di Duino Aurisina (Trieste). Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, il ragazzo che era alla guida ha inserito per sbaglio la retromarcia finendo con l’auto in acqua. I quattro ragazzi triestini – per i quali il tasso alcolemico era oltre i limiti – sono comunque riusciti ad uscire autonomamente dal veicolo mentre l’auto lentamente si inabissava. Stamane i vigli del fuoco di Trieste e Opicina e i sommozzatori arrivati da Venezia hanno recuperato con l’autogru la Citroen C3 dal fondale del porticciolo turistico 

cronaca

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Storia genetica di un superbatterio killer, così l’Acinetobacter baumannii è diventato invulnerabile – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Storia di un superbatterio killer che in silenzio, indisturbato, si è annidato nelle corsie degli ospedali per decenni, cambiando piano piano fino a dominare il mondo. Nome: Acinetobacter baumannii; segni particolari: invulnerabile agli antibiotici. Ora un team internazionale di scienziati, analizzando a ritroso materiale biologico fino agli anni ’70, ha ricostruito la lunga ‘campagna di conquista’ dell’A. baumannii. In uno studio definito “rivoluzionario”, pubblicato su ‘Microbial Genomics’, gli autori hanno scritto la storia genetica del super bug, scoprendo che “questo batterio si è evoluto e adattato silenziosamente per decenni”. Ha agito nell’ombra, “accumulando piccole modifiche che alla fine lo hanno reso resistente agli antibiotici”. 

 

 

La ricerca è stata condotta dall’università dell’East Anglia (Uea) nel Regno Unito, in collaborazione con due strutture del Norwich Research Park in Uk (Centre for Microbial Interactions e Quadram Institute), l’université de Sherbrooke e il Cisss Montérégie-Centre del Québec (Canada), l’Universidad Nacional Autónoma de México e il Canadian Institute for Advanced Research di Toronto. L’hanno finanziata il Biotechnology and Biological Sciences Research Council (Bbsrc) del Regno Unito, e in Canada il New Frontiers in Research Fund, il Fonds de Recherche du Québec e il Canadian Institute for Advanced Research (Cifar). 

Spiega l’autore principale Benjamin Evans, della Norwich Medical School dell’Uea: “Sappiamo che i batteri che causano infezioni nell’uomo possono adattarsi agli antibiotici che usiamo per curarle, rendendoli inefficaci. Abbiamo studiato dagli anni ’70 a oggi un tipo specifico di batterio chiamato Acinetobacter baumannii, che prolifera negli ambienti ospedalieri e può causare infezioni estremamente difficili da trattare, soprattutto nei pazienti più vulnerabili. Comprendere come si sia evoluto fino a diventare una minaccia così temibile è fondamentale per fermarne la diffusione”. Se “finora gli eventi genetici alla base del successo di questo batterio erano poco conosciuti”, con il nuovo lavoro “abbiamo scoperto che si è adattato a ondate”, con ogni ondata che rispetto alla precedente produceva ‘versioni’ più resistenti, descrive lo scienziato. “Il nostro lavoro – sottolinea – fornisce uno dei quadri più chiari ottenuti ad oggi su come la resistenza agli antibiotici possa accumularsi gradualmente e poi improvvisamente ribaltare la situazione a favore del patogeno. Una cosa è certa”, rimarca Evans: “Questo superbatterio non è comparso dal nulla. Si è sviluppato nel corso di decenni ed è tuttora in evoluzione”. 

Come hanno fatto i ricercatori a svelare i segreti del superbatterio killer? L’équipe ha messo insieme “una collezione unica” di 226 campioni di Acinetobacter baumannii risalenti agli anni ’70 e ai primi anni 2000. Questi batteri ‘storici’ sono stati coltivati con cura in laboratorio, per poi estrane, purificarne e sequenziarne il Dna attraverso una moderna tecnologia a lettura lunga (Oxford Nanopore). Per comporre un quadro globale, i genomi sequenziati sono stati uniti a oltre 1.000 più recenti provenienti da 6 continenti. Utilizzando un metodo di calcolo ad alte prestazioni, gli scienziati hanno confrontato tutti i 1.281 cromosomi batterici che avevano a disposizione per disegnare un albero evolutivo dettagliato. Hanno quindi abbinato questa analisi a una scansione completa dei geni di resistenza antimicrobica, tracciando come sono comparsi, scomparsi e hanno rimodellato l’A. baumannii nel tempo. Allineando i cambiamenti genetici con le date e le località dei campioni, il team ha identificato quando sono emersi i principali tratti di resistenza e come si sono diffusi a livello globale. Questo approccio combinato, storico-moderno, ha permesso al gruppo di ricostruire l’evoluzione del patogeno nel corso dei decenni, rivelando come sia diventato “una minaccia dominante e resistente ai farmaci”. 

 

 

“Abbiamo scoperto che l’Acinetobacter baumannii non è emerso improvvisamente come superbatterio. Piuttosto, si è insinuato gradualmente fino a diventare dominante e, intorno al 2005”, precisa Evans, il tipo multiresistente “era diventato il ceppo principale di A. baumannii a livello mondiale”. Come ci è riuscito? I ricercatori hanno individuato l’acquisizione di due elementi genetici chiave, tra cui il gene oxa23 noto per conferire resistenza a potenti antibiotici: “E’ stato il punto di svolta, perché questo ha di fatto potenziato la capacità del batterio di sopravvivere ai trattamenti, rendendolo molto più difficile da eliminare”. Gli scienziati hanno anche capito che l’Acinetobacter baumannii “non è un ceppo unico e uniforme, ma può essere catalogato in almeno 4 gruppi distinti, ognuno dei quali ha seguito un proprio percorso evolutivo. Tre di questi gruppi sembrano mostrare un’evoluzione graduale e progressiva nel tempo, come una lenta ‘corsa agli armamenti genetici’ contro la medicina moderna”.  

Ma un quarto gruppo si distingue dagli altri: “Questo lignaggio del ‘gruppo 4’ sembra essersi ramificato indipendentemente – evidenzia Evans – e ora viene rilevato con maggiore frequenza nei campioni recenti. Ciò è preoccupante, perché significa che una variante più recente e potenzialmente meglio adattata potrebbe essere già in crescita”, pronta a prendere piede. 

 

 

“Questo lavoro è davvero importante – ribadisce il ricercatore principale – perché comprendere come i batteri resistenti agli antibiotici rispondono ai cambiamenti nell’uso degli antibiotici nel tempo è essenziale per orientare le politiche su come utilizziamo gli antibiotici ora e in futuro. Ciò è particolarmente importante per batteri come Acinetobacter baumannii: rappresentano una seria minaccia per i sistemi sanitari di tutto il mondo e abbiamo bisogno di nuovi approcci per combatterli, altrimenti le infezioni diventeranno incurabili”. Commenta Sadhana Sharma, responsabile del programma di resistenza antimicrobica dello UkRi-Biotechnology and Biological Sciences: “Questo studio dimostra come un importante superbatterio ospedaliero si sia evoluto nel corso dei decenni, adattandosi silenziosamente in gruppi distinti e resistenti ai farmaci e diffondendosi a livello globale. Sottolinea come la resistenza antimicrobica si sviluppi nel tempo e perché comprendere questi cambiamenti sia fondamentale per rimanere un passo avanti”. 

 

salute

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Mondiali, oggi Messico-Inghilterra: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – I padroni di casa del Messico sfidano l’Inghilterra ai Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, domenica 5 luglio, e domani, lunedì 6 luglio alle 2, la Nazionale nordamericana affronterà quella britannica – in diretta tv e streaming – negli ottavi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. L’attsa sfida si disputerà allo stadio Azteca di Città del Messico.  

 

La sfida tra Messico e INghilterra è in programma la notte tra il 5 e il 6 luglio alle 2 ora italiana. Ecco le probabili formazioni: 

Messico: (4-3-3): Rangel; Sanchez, Montes, Vasquez, Gallardo; Mora, Lira, Romo; Alvarado, Raul Jimenez, Quinones. All. Aguirre. 

Inghilterra: (4-2-3-1): Pickford; Konsa, Stones, Guehi, O’Reilly; Rice, Anderson; Madueke, Bellingham, Gordon; Kane. All. Tuchel. 

 

Messico-Inghilterra sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn. Il match si potrà seguire in streaming sull’app di Dazn. 

sport

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Pudu Robotics Brings Physical AI into Everyday Life at Davos Tech Summit’s Robot City – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Deployed across retail, hospitality and public spaces, Pudu Robotics demonstrates how commercial service robots are already creating value in real-world environments. 

DAVOS, Switzerland, July 3, 2026 /PRNewswire/ — Pudu Robotics, a global leader in commercial service robotics, is showcasing how autonomous robots create real operational value at Davos Tech Summit 2026, one of Europe’s premier events exploring the future of Physical AI. 

Held under the theme “Touching Intelligence,” this year’s summit focuses on how embodied intelligence is moving beyond technological breakthroughs into real-world deployment. As part of the event’s Robot City initiative, robots are deployed across everyday commercial environments throughout Davos, giving industry leaders, customers, and the public the opportunity to observe autonomous systems performing practical tasks in live operating environments. 

As one of the featured robotics companies participating in Robot City, Pudu Robotics has deployed four robots across three operational locations in Davos, demonstrating how embodied intelligence is already delivering measurable value in everyday business scenarios. 

Four Robots Across Three Real-World Scenarios 

Throughout the Robot City program, visitors can follow guided tours to observe Pudu robots performing daily tasks across retail, hospitality, and public infrastructure. 

At a SPAR supermarket, PUDU CC1 Pro carried out autonomous floor cleaning during normal business operations. Navigating customer traffic, shelving layouts and changing aisle conditions, the robot combined vision, LiDAR and AI perception to plan routes dynamically while continuously evaluating cleaning results. Equipped with a rear AI camera, CC1 Pro can detect residual stains after cleaning and automatically perform targeted re-cleaning, allowing it to verify task completion rather than simply execute a predefined route. 

At Hilton Davos, FlashBot Max and BellaBot Pro work together to support both back-of-house delivery and guest-facing services. FlashBot Max autonomously delivered supplies between floors by integrating with the building’s elevator system, while BellaBot Pro welcomed guests and delivered food and beverages through autonomous navigation and multimodal interaction. Hotel service requires robots to coordinate multiple interconnected processes—from order pickup and elevator access to guest interaction—while adapting to unexpected changes throughout the workflow. 

At the Davos train station plaza, PUDU MT1 Max demonstrated autonomous cleaning in outdoor and semi-outdoor public spaces. Leveraging 3D perception, LiDAR and multi-sensor fusion, the robot safely navigated crowded environments while adapting to moving pedestrians and changing surroundings. Its IP54 protection rating and active rain avoidance further enhanced operational reliability in outdoor conditions. 

Although each robot addressed different operational needs, together they demonstrated a common capability: embodied AI that can perceive, understand, adapt and complete real-world tasks autonomously. 

The Technology Behind the Scale: One Brain, Multiple Embodiments 

Delivering reliable robotic operations across multiple industries and city-scale environments requires more than advanced hardware—it depends on years of real-world deployment experience and an AI architecture designed for scalability. 

Rather than developing isolated intelligence stacks for individual product lines, Pudu has built a unified embodied AI architecture centered on its proprietary PuduFM foundation model and PuduAgent general-purpose agent platform. This shared intelligence enables robots with different categories—including service delivery, commercial cleaning, industrial delivery, and general embodied AI—to share a common cognitive framework for environmental perception, task execution, and multi-agent collaboration. 

The architecture significantly reduces deployment complexity, improves fleet coordination and accelerates localization across international markets, providing customers with scalable automation solutions rather than standalone robotic devices. 

Real-World Deployment Accelerates Embodied AI 

This technology strategy has supported Pudu’s rapid global expansion. As of 2026, the company has delivered more than 130,000 robots worldwide, serving customers across 85 countries and regions, with overseas markets contributing more than 80% of total revenue. 

These long-term deployments expose robots to diverse real-world challenges—from changing pedestrian flows and temporary obstacles to varying building infrastructures, weather conditions and local operational requirements. After compliant data collection, evaluation and model optimization, these experiences become reusable capabilities that can be deployed across additional products and customer scenarios. 

This continuous feedback loop is already translating into commercial scale. In June 2026, Pudu Robotics and regional partner Robobee announced a partnership with Swiss retailer Denner to deploy 200 PUDU CC1 cleaning robots across its store network, helping improve operational efficiency through human-robot collaboration. Together with Robot City, these deployments demonstrate how embodied AI is being validated through both commercial operations and public urban environments. 

From Demonstrations to Real-World Deployment 

At Robot City, Pudu Robotics demonstrated that the future of embodied AI is not defined by isolated demonstrations, but by reliable deployment in real-world environments. With a shared intelligence foundation powering multiple robot forms, the company continues to bring embodied AI into everyday operations across industries worldwide. 

About Pudu Robotics 

Pudu Robotics, a global leader in the commercial service robotics sector, is dedicated to empowering easier work and better lives through AI and robotics, with a vision of building a global intelligent robotics infrastructure that serves 10 billion people worldwide. 

Pudu Robotics has developed key core technologies and components, including robotic joint modules and motion controllers, and has filed more than 1,800 patent applications worldwide. Built on three core technologies—Embodied Navigation, Embodied Manipulation, and Embodied Interaction—Pudu Robotics has pioneered an “One Brain, Multiple Embodiments” architecture, establishing a comprehensive product portfolio that includes specialized, semi-humanoid, and humanoid robots. 

Currently, Pudu offers four major product lines: service delivery, commercial cleaning, industrial delivery and general embodied AI. Its solutions are widely deployed across industries such as retail, hospitality, manufacturing, real estate and property services, healthcare, entertainment and sport, education, and public services. 

To date, Pudu Robotics has shipped over 130,000 units globally, with a presence in more than 85 countries and regions. 

Photo – https://mma.prnewswire.com/media/3003770/image1.jpgLogo – https://mma.prnewswire.com/media/2492578/Pudu_Robotics_Logo.jpg
 

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immediapress/pr-newswire

Lido di Camaiore, tragedia all’ospedale Versilia: uccide l’ex moglie e poi si toglie la vita – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Tragedia familiare all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore (Lucca), dove si è consumato un omicidio-suicidio. Intorno a mezzogiorno un uomo di 80 anni si è recato nel reparto di riabilitazione dove era ricoverata l’ex moglie, di 67 anni, da tempo malata, e l’ha uccisa con una o più coltellate. Pochi istanti dopo, l’anziano si è suicidato lanciandosi dalla finestra dell’ospedale. 

Il personale del 118 è intervenuto cercando di rianimare entrambi ma non ha potuto che constatare l’avvenuto decesso sia della donna che dell’ex marito. Sul posto, oltre al personale sanitario dell’ospedale Versilia, è intervenuta la polizia che sta cercando di ricostruire nel dettaglio l’accaduto. Da quanto si è appreso, la donna era ricoverata in condizioni gravi da tre settimane e l’ex marito veniva a trovarla regolarmente. 

 

cronaca

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Poland’s Andrzej Bargiel Skis First Continuous Oxygen-Free Descent Of Nanga Parbat – di Redazione Ciaoup

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The Red Bull athlete links summit to snowline in one unbroken line, completing a decade of 8,000-metre first descents across Pakistan 

NANGA PARBAT BASE CAMP, Pakistan, July 3, 2026 /PRNewswire/ — Red Bull athlete Andrzej Bargiel (Poland) has become the first person to climb and ski Nanga Parbat from summit to snowline in a single continuous descent, completed entirely without supplemental oxygen. Bargiel, 38, finished the line on June 30 during his Hic Sunt Leones – Nanga Parbat Ski Challenge 2026 expedition on the mountain’s Diamir Face, in Pakistan’s Western Himalayas. 

 

Nanga Parbat rises 8,126 metres and holds one of the deadliest records among the world’s 8,000-metre peaks. No previous expedition had connected its summit to the end of skiable snow in one unbroken line, despite multiple earlier attempts. 

Bargiel left Base Camp (4,200 m) at 6 a.m. on June 28, climbing without bottled oxygen and overnighting at Camp II (6,200 m) and Camp III (6,850 m). He reached the summit on June 30 and spent 45 minutes there before switching to skis. Bargiel then descended the Messner Route, navigating a serac barrier that had previously forced climbers off their skis, and completed the descent at 3 p.m. below Camp I (4,400 m). He spent two hours above 7,900 metres, inside the mountain’s death zone. The full round trip from Base Camp to summit and back took two days and nine hours. 

“I knew that the success of this project would depend on the right timing and the right conditions in the mountains. I’m happy that we were able to find a line that made it possible to complete the entire descent safely. I’d like to thank the whole team and Red Bull for their support,” Bargiel said. 

With Nanga Parbat, the Red Bull-supported athlete becomes the first person to have climbed and skied Broad Peak, K2, Gasherbrum I, Gasherbrum II, Everest and Nanga Parbat without supplemental oxygen — a project he began on Broad Peak in 2015. 

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Linfoma mantellare, ‘con trattamento chemio-free in prima linea -43% rischio di progressione o morte’ – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – BeOne Medicines Ltd., azienda oncologica globale, ha annunciato oggi “i risultati preliminari positivi dello studio di fase 3 Mangrove, che ha valutato zanubrutinib, inibitore di Btk di riferimento, più rituximab rispetto a bendamustina più rituximab (Br) nei pazienti adulti con linfoma mantellare (Mcl) precedentemente non trattato”. Mangrove, riferisce una nota dell’azienda, “è il primo studio globale, randomizzato, di fase 3 a valutare un regime senza chemioterapia basato su un inibitore di Btk rispetto alla chemio-immunoterapia, standard di cura in questo setting. Questo studio fondamentale di fase 3 si basa sulle consolidate evidenze cliniche di zanubrutinib nel linfoma mantellare”. 

“Il linfoma mantellare è un tumore del sangue che origina dai linfociti B e può diffondere nei linfonodi, diffusi in tutto l’organismo – spiega Carlo Visco, associato di Ematologia e coordinatore dell’Unità Linfomi all’università di Verona – Rappresenta il 6% dei linfomi non Hodgkin e si stimano in Italia, ogni anno, circa 800 nuovi casi. Lo standard di terapia in prima linea, storicamente, è costituito dalla chemio-immunoterapia. Purtroppo, la malattia è molto aggressiva e tende a ripresentarsi, cioè a recidivare. Resta, pertanto, uno dei linfomi più difficili da curare. Con i risultati dello studio Mangrove si avvicina la prospettiva di un trattamento di prima linea libero da chemioterapia per questa neoplasia ematologica. Zanubrutinib, in associazione a rituximab, ha dimostrato di ridurre del 43% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla associazione chemio-immunoterapica standard, ovvero Br. Inoltre, va considerato che il linfoma mantellare interessa soprattutto pazienti anziani, perché l’età mediana alla diagnosi è di circa 70 anni. Sono persone colpite spesso anche da altre patologie. Da qui il valore per i pazienti di una terapia più tollerabile e gestibile, che richieda un numero limitato di infusioni e riduca quindi la necessità di accessi al centro ospedaliero”. 

“Per i pazienti con linfoma mantellare di nuova diagnosi, la chemioterapia rappresenta attualmente il trattamento predefinito – afferma Amit Agarwal, Chief Medical Officer, Ematologia, BeOne Medicines – Mangrove dimostra per la prima volta che zanubrutinib più rituximab, un regime privo di chemioterapia, può offrire miglioramenti senza precedenti nella sopravvivenza libera da progressione, ridefinendo potenzialmente il paradigma terapeutico a livello globale. Riteniamo che per i pazienti sia estremamente significativo potersi liberare dall’onere delle infusioni frequenti. Questo è il significato della definizione di zanubrutinib come trattamento di riferimento: un altro studio in cui costituisce il pilastro della terapia di prima linea ed estende la sua leadership nelle neoplasie delle cellule B”.  

“In questa analisi ad interim predefinita – dettaglia la nota – Mangrove ha raggiunto l’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione (Pfs), dimostrando un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante con zanubrutinib più rituximab rispetto a Br, secondo la valutazione di un comitato indipendente di revisione (Irc). Si tratta del primo studio di fase 3 del suo genere a utilizzare un approccio di prima linea privo di chemioterapia e senza terapia di mantenimento con rituximab nel linfoma mantellare, risparmiando ai pazienti circa 2 anni di infusioni. Questo regime basato su zanubrutinib e privo di chemioterapia ha determinato una riduzione del 43% del rischio di progressione o di morte rispetto a Br. Il profilo di sicurezza di zanubrutinib più rituximab è risultato coerente con il profilo di sicurezza noto di entrambi i farmaci, senza nuovi segnali di sicurezza. La sopravvivenza globale (Os), endpoint secondario chiave, era ancora immatura al momento di questa analisi; tuttavia, è stata osservata una forte tendenza a favore zanubrutinib più rituximab. La sopravvivenza globale sarà valutata nell’analisi finale. I risultati completi di Mangrove saranno presentati in un prossimo congresso medico. L’azienda sta collaborando con le autorità regolatorie globali e prevede di presentare le richieste di autorizzazione nella seconda metà del 2026”. 

Il linfoma mantellare – ricorda BeOne – è un tipo raro e generalmente aggressivo (a rapida crescita) di linfoma non-Hodgkin a cellule B. Colpisce prevalentemente gli anziani, che spesso presentano comorbidità in grado di influenzare le decisioni terapeutiche e la tollerabilità dei trattamenti. “Il trattamento di prima linea – si legge nella nota – si è basato per lungo tempo sulla chemio-immunoterapia, come Br. La chemio-immunoterapia comporta effetti gravi ben documentati, tra cui mielosoppressione, immunosoppressione prolungata, aumento del rischio di infezioni e tossicità cumulativa, aspetti che possono risultare particolarmente difficili per i pazienti anziani. Gli sforzi per migliorare i risultati del trattamento di prima linea nel linfoma mantellare con gli inibitori di Btk si sono concentrati principalmente sull’aggiunta di questi farmaci alla chemioterapia, anziché sulla sua sostituzione. Mangrove adotta un approccio diverso, valutando se un regime senza chemioterapia costituito da zanubrutinib più rituximab possa garantire un controllo duraturo della malattia, evitando ai pazienti il peso della chemioterapia iniziale. Questo approccio mira a superare le storiche limitazioni in termini di efficacia e tollerabilità dei trattamenti di prima linea”. Mangrove è uno studio globale, randomizzato, in aperto, di fase 3 per la valutazione di zanubrutinib più rituximab rispetto a bendamustina più rituximab nei pazienti adulti con linfoma mantellare precedentemente non trattato. Lo studio ha arruolato 510 pazienti in 176 centri in tutto il mondo. 

cronaca

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Autoimpiego, ecco incentivi Piano integrato – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Sostenere l’autoimpiego e l’imprenditorialità giovanile per contrastare l’esclusione dal mercato del lavoro. È questo l’obiettivo del Piano integrato Autoimpiego, che introduce agevolazioni economiche, formazione e servizi di tutoraggio per favorire l’avvio e l’accompagnamento di nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero‑professionali su tutto il territorio nazionale. Le misure, introdotte dal Decreto Coesione (dl 60/2024), sono promosse dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzate con risorse dell’Unione europea, attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ e il Pnrr.  

In cosa consiste il piano Autoimpiego? Il piano Autoimpiego prevede, tra le varie misure, anche contributi a fondo perduto per avviare nuove realtà produttive in quasi tutti i settori economici, ad eccezione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Le agevolazioni economiche sono articolate in due misure: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro‑Nord. Entrambe sono finanziate dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+. 

Resto al Sud 2.0, come funziona? La misura Resto al Sud 2.0 sostiene la creazione di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo nelle regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono disponibili complessivamente 356,4 milioni di euro, finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+. L’incentivo è destinato ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti che si trovano in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione. Possono partecipare anche i beneficiari del Programma Gol e i cosiddetti working poor, ossia giovani che vivono situazioni di marginalità, vulnerabilità sociale o discriminazione. 

 

Sono ammissibili iniziative di autoimpiego in tutti i settori economici, esclusi quelli agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Le agevolazioni prevedono voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro, contributi a fondo perduto del 75% per investimenti fino a 120.000 euro e del 70% per programmi di spesa compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Le domande devono essere presentate online, dal titolare o dal legale rappresentante dell’iniziativa, attraverso il portale di Invitalia. Le richieste vengono valutate entro 90 giorni, secondo l’ordine cronologico di arrivo e nei limiti delle risorse disponibili. 

Autoimpiego Centro‑Nord, come funziona? Autoimpiego Centro‑Nord è dedicata alle regioni del Centro e del Nord Italia: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli‑Venezia Giulia, Trentino‑Alto Adige, Emilia‑Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. La misura dispone di una dotazione finanziaria pari a 219,6 milioni di euro. Anche in questo caso, l’incentivo è rivolto ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti, in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione, oltre ai beneficiari del Programma Gol e ai working poor. Le agevolazioni riguardano tutte le attività di autoimpiego, con le consuete esclusioni dei settori agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. 

Il pacchetto di incentivi prevede voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro, elevabili a 40.000 euro, contributi a fondo perduto del 65% per investimenti fino a 120.000 euro e del 60% per programmi di spesa compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Anche per Autoimpiego Centro‑Nord le domande devono essere presentate online sul sito di Invitalia e vengono esaminate entro 90 giorni, in base all’ordine di presentazione e alla disponibilità delle risorse. Per maggiori informazioni: https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20 e https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/autoimpiego-centro-nord. 

economia

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