Wimbledon, Arnaldi-Halys – Diretta – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Matteo Arnaldi fa il suo esordio a Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam, iniziata ieri sull’erba dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club. L’azzurro, numero 35 del mondo e 32 del seeding, sfida il francese Quentin Halys, numero 95 del ranking Atp. Il 25enne azzurro è reduce dalla semifinale del Roland Garros che non potè giocare per un virus influenzale a poche ore dalla sfida con il 24enne romano Flavio Cobolli. La sfida tra Arnaldi e Halys è visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà seguire anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW. 

 

Ieri vittoria al 5° set per il numero uno del mondo Jannik Sinner, che ha battuto il serbo Miomir Kecmanovic e domani affronterà il portoghese Nuno Borger.  

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La pelle che ‘inganna’ il cervello, scoperta nuova chiave della propriocezione – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Conosciamo sempre la posizione delle nostre mani e delle nostre dita, anche se non le guardiamo, persino se abbiamo gli occhi chiusi: è la propriocezione, la capacità subconscia di percepire posizione e movimento del corpo nello spazio, lo speciale “sesto senso” a cui contribuiscono recettori dei muscoli e dei tendini. Una nuova ricerca pubblicata sul “Journal of the Royal Society Interface” dimostra oggi l’importanza dello stiramento della pelle, che attraversa le articolazioni durante il movimento volontario attivo, nel farci capire la posizione degli arti. Studi precedenti avevano affrontato la questione in condizioni non fisiologiche, come quelle dell’anestesia e durante stimolazioni passive. Oggi un gruppo di ricerca del Centro Piaggio e del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’Università di Roma Tor Vergata ha affrontato la questione in condizioni più vicine al movimento volontario reale. Per farlo i ricercatori hanno sviluppato TWIST (Tactile Wearable Interface for Skin sTretch), un dispositivo indossabile e non invasivo che amplifica lo stiramento naturale della pelle attorno all’articolazione interfalangea prossimale (PIP), l’articolazione centrale del dito indice. 

Durante l’esperimento, i partecipanti dovevano riprodurre con una mano la posizione che ritenevano avesse l’altra, prima a mano nuda e poi indossando il dispositivo. «Aumentare lo stiramento della pelle ha portato i partecipanti a comportarsi come se il dito fosse più flesso di quanto non fosse realmente», spiega Eleonora Fontana, ingegnera dell’Università di Pisa, una delle autrici dello studio. «Di conseguenza compensavano questa percezione alterata mantenendo il dito leggermente più esteso: una prova diretta che il sistema nervoso incorpora attivamente la deformazione della pelle quando stima la postura del corpo». Un dettaglio metodologico rafforza il risultato: non è stata osservata alcuna differenza significativa tra la mano nuda e la condizione con dispositivo spento. L’effetto, quindi, nasce dallo stiramento amplificato e non dalla semplice presenza del dispositivo. 

«Le ricadute della nostra ricerca riguardano soprattutto le tecnologie indossabili, che sono l’elemento centrale del progetto PERCEIVING, finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza (FIS)», prosegue Matteo Bianchi, professore di ingegneria dell’Università di Pisa. «Approcci simili potrebbero un giorno sostenere la riabilitazione dopo un ictus, restituire un feedback sensoriale più intuitivo a chi usa protesi robotiche, o rendere più naturale l’interazione nella realtà virtuale e nella teleoperazione, dove trasmettere informazioni sulla postura dell’arto conta quanto trasmettere tatto o forza». 

 

Tra gli sviluppi futuri, il gruppo punta a un prototipo indossabile su più articolazioni, per studiare come pattern distribuiti di deformazione cutanea contribuiscano alla percezione dell’intera configurazione della mano. Alessandro Moscatelli, professore associato di Fisiologia presso il dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università di Roma Tor Vergata sottolinea come «Da diversi anni studiamo come la nostra pelle, in particolare i recettori che sono in essa presenti e che sono alla base del nostro senso del tatto, contribuiscano al controllo del movimento del corpo. Ogni volta che ad esempio apriamo e chiudiamo le dita della mano per afferrare un oggetto, la pelle si stira e si deforma in un modo caratteristico. Il nostro cervello utilizza questa informazione per il controllo dei movimenti fini della mano. Sfruttando questo principio possiamo deformare la pelle per creare delle illusioni percettive di movimento. Un po’ come una lente di ingrandimento fa apparire alla vista gli oggetti più grandi di quanto sono realmente, così il dispositivo TWIST inganna la nostra propriocezione e fa apparire i movimenti delle dita più ampi». 

Ma c’è molto di più, come spiega in conclusione il professor Antonio Bicchi, dell’Università di Pisa: «Comprendere i principi fisici e neurali che governano la propriocezione non è soltanto un obiettivo scientifico: è una condizione abilitante per la prossima generazione di macchine capaci di percepire e controllare il proprio corpo nel mondo. Dai dispositivi indossabili ai robot umanoidi, ogni sistema che aspiri a muoversi e interagire con l’efficienza del corpo biologico ha bisogno di soluzioni ingegneristiche radicate in questa conoscenza». 

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Economia: Global Attractiveness Index 2026, multinazionali e capitale umano leve per crescita Italia – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – A metà dell’edizione 2026 del Gai (Global Attractiveness Index) emergono le prime evidenze per rafforzare l’attrattività dell’Italia e la capacità del Paese di generare crescita futura. Le analisi si concentrano su due leve centrali per la competitività nazionale: il contributo delle imprese multinazionali alla Ricerca e Sviluppo e alla produttività, e il ruolo del capitale umano qualificato, delle università e delle competenze come fattori abilitanti dell’attrattività-Paese. Il Gai è una piattaforma, giunta alla sua undicesima edizione, sviluppatasi con diversi obiettivi: rendere disponibile ai decisori italiani e internazionali un innovativo indice-Paese; offrire una fotografia rappresentativa dell’attrattività e sostenibilità dei Paesi; fornire indicazioni affidabili a supporto delle scelte di sistema per la crescita e l’ottimizzazione dell’ambiente pro-business. Negli anni il progetto si è allargato: ora il Gai è una piattaforma di analisi, misurazione e approfondimento dell’attrattività-Paese e di discussione dei fattori e delle strategie che maggiormente incidono su di essa, ad ampio spettro. Il progetto è supportato da un Advisory Board composto da alcune delle principali aziende multinazionali che investono nel Paese, Philip Morris Italia, Amazon e Toyota Material Handling, e da un Comitato Scientifico composto da Ferruccio De Bortoli, Enrico Giovannini e Roberto Monducci. Il percorso del GAI 2026 si concluderà a settembre, durante la 52esima edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” di Villa d’Este, Cernobbio, con la presentazione del Rapporto 2026. 

La prima riflessione riguarda il sottodimensionamento strutturale dell’Italia negli investimenti in Ricerca e Sviluppo. Nel 2024, la spesa nazionale in R&D si è attestata all’1,38% del PIL, un valore inferiore alla media UE-27 (2,13%) e distante dai principali benchmark internazionali. Il divario riguarda anche la componente corporate: la spesa in R&D delle imprese italiane si ferma allo 0,79% del Pil, contro l’1,49% della media europea. Allo stesso tempo, il mondo corporate rappresenta il principale motore della R&D nazionale. Le imprese private finanziano il 57,1% degli investimenti complessivi e impiegano il 54,5% dei ricercatori e addetti R&D italiani, confermandosi il principale canale di trasformazione della conoscenza scientifica in innovazione industriale, competitività e crescita. 

All’interno del mondo corporate, le imprese multinazionali svolgono una funzione particolarmente rilevante. Pur rappresentando solo lo 0,4% delle imprese italiane, sostengono il 9,8% dell’occupazione, il 21,0% del fatturato, il 17,5% del valore aggiunto e il 38,3% della spesa nazionale in R&D, con un contributo pari a 6,5 miliardi di euro. La maggiore intensità innovativa si riflette nella spesa in R&D per addetto, pari a 3.600 Euro nelle imprese a controllo estero contro 600 Euro nelle imprese domestiche, con un differenziale di 5,7 volte. Le multinazionali presentano inoltre una produttività pari a 107mila Euro di valore aggiunto per addetto, 2,5 volte il dato delle imprese domestiche, e retribuzioni medie pari a 42,2mila Euro per addetto, 1,9 volte il livello delle imprese nazionali. Nonostante questo contributo, l’Italia presenta ancora ampi margini di miglioramento: nel 2023, l’occupazione sostenuta dalle multinazionali rappresentava il 9,8% del totale nazionale, collocando il Paese al terzultimo posto in UE-27. Combinando gli effetti riconducibili all’innovazione, alla produttività e ai salari, le stime del GAI indicano come l’allineamento della presenza di multinazionali in Italia ai valori medi degli altri Paesi europei genererebbe un impatto potenziale sul PIL pari a 161 miliardi di Euro, equivalente al 7,1% dell’economia nazionale. A seconda delle ipotesi considerate, la forchetta di impatto varia da un minimo di 121 miliardi di Euro (+5,3% del PIL) fino a un massimo di 201 miliardi di Euro (+8,8%). Tali risultati confermano come l’attrazione e la retention delle multinazionali rappresentino una delle principali leve strategiche per sostenere crescita, innovazione e competitività del Sistema-Paese.  

 

La seconda, complementare, direttrice di analisi riguarda il capitale umano qualificato, elemento sempre più decisivo per l’attrattività dei Paesi. L’Italia dispone di asset importanti, tra cui un sistema universitario diffuso, città ad alta attrattività culturale e competenze riconosciute in numerosi ambiti, ma fatica ancora a trasformare questo potenziale in un vantaggio competitivo pienamente espresso. “L’Italia ha un potenziale straordinario, che si esprime nel talento delle persone, nella qualità delle università e nella capacità delle imprese di innovare. I risultati del Gai ci ricordano che trattenere e attrarre capitale umano qualificato è una priorità nazionale – ricorda Maria Cristina Iacazio, Ceo di Toyota Material Handling – Come Toyota Material Handling Italia siamo impegnati a creare ambienti di lavoro che valorizzino competenze, crescita professionale e inclusione, perché la competitività del Paese nasce prima di tutto dalle persone”. Nel confronto europeo, il Paese mostra un ritardo nella formazione terziaria: nel 2024 solo il 31,6% della popolazione tra 25 e 34 anni è laureata, contro il 45,4% della media UE, dato che colloca l’Italia al penultimo posto nell’Unione. A questo si aggiunge la crescente emigrazione di capitale umano qualificato: nel 2024 i laureati italiani emigrati all’estero sono stati 49.562, più del doppio rispetto al 2014, con un costo stimato di formazione pubblica pari a 6,9 miliardi di Euro. Le leve operative individuate per rafforzare l’attrattività del sistema universitario e del capitale umano riguardano la semplificazione degli iter amministrativi, l’ampliamento dell’offerta formativa in lingua inglese, la disponibilità di servizi e alloggi per studenti internazionali, il rafforzamento del collegamento tra università e imprese e la valorizzazione dei percorsi Stem e professionalizzanti. 

“I dati che emergono dal pre-release del Gai evidenziano ancora una volta come la competitività di un Paese sia sempre più legata alla capacità di attrarre, sviluppare e trattenere talenti, vero motore della crescita. Per l’Italia, ciò implica rafforzare il legame tra formazione, innovazione e lavoro, superando i divari che ne limitano il potenziale. In questo contesto, il ruolo delle imprese – in particolare a capitale estero – è cruciale nel promuovere competenze avanzate e valorizzare e attrarre giovani talenti, favorendo il trasferimento tecnologico, la formazione avanzata e l’integrazione con le filiere locali. È in questa direzione che si inserisce l’impegno di Philip Morris in Italia: oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, in particolare nel polo produttivo di Crespellano, oggi hub globale di eccellenza manifatturiera. Un modello che dimostra concretamente come investimenti industriali e sviluppo del capitale umano possano rafforzarsi reciprocamente, contribuendo alla competitività sistemica del Paese nel lungo periodo”, ha dichiarato Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia. 

Il quadro che emerge dalla prima release del Global Attractiveness Index 2026 conferma che attrattività, innovazione, produttività e capitale umano sono dimensioni strettamente interdipendenti. Rafforzare la presenza di imprese multinazionali, aumentare gli investimenti in R&D e trattenere competenze qualificate significa intervenire su alcune delle leve più rilevanti per sostenere la crescita di lungo periodo del Paese. “I dati del Gai confermano ciò che sperimentiamo ogni giorno: le multinazionali non sono solo un attore economico, ma un’infrastruttura della competitività, in grado di connettere capitale, conoscenza e lavoro qualificato. In oltre 15 anni, Amazon ha investito più di 25 miliardi di euro in Italia, creando circa 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato e portando nel Paese innovazione concreta — dalla robotica avanzata del nostro laboratorio di Vercelli all’intelligenza artificiale, fino alle infrastrutture cloud. Crediamo fermamente che rafforzare l’attrattività dell’Italia significhi investire insieme in innovazione, competenze e semplificazione”, afferma Matteo Bassi, Head of Economic Policy and Regulation, Amazon Italia. La sfida per l’Italia è trasformare queste evidenze in scelte stabili e coerenti di politica industriale, universitaria e di attrazione degli investimenti, capaci di consolidare l’ambiente pro-business, accrescere la competitività del sistema produttivo e rendere il Paese più attrattivo per imprese, capitali e talenti. 

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Ciclismo, Continental al Tour de France 2026: “Tecnologia e sicurezza in gara” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – In occasione della 113ª edizione del Tour de France, Continental supporta ancora una volta la corsa con la sua tecnologia d’avanguardia, sottolineando il suo ruolo di partner chiave per la mobilità nel ciclismo d’élite. Il Tour 2026 si svolgerà dal 4 al 26 luglio, coprendo 3.333 chilometri in 21 tappe, da Barcellona a Parigi. Durante tutto l’evento, Continental fornirà oltre 1.000 pneumatici per bici, più di 400 pneumatici auto e 120 pneumatici moto, a supporto di una flotta di oltre 70 veicoli e circa 30 moto ufficiali. In qualità di uno dei principali partner del Tour de France, Continental garantisce le massime prestazioni in condizioni estremamente impegnative. La partnership di lunga data, giunta ormai al nono anno, dimostra come la tecnologia Continental contribuisca al perfetto svolgimento della gara da una tappa all’altra. Continental fornirà pneumatici da strada a sei squadre in gara al Tour de France di quest’anno, più di un quarto del gruppo. Nella corsa ciclistica più prestigiosa al mondo, i team Groupama-FDJ United, Uae Team Emirates – XRG, Movistar Team, Bahrain Victorious, Decathlon Cma Cgm AG2R La Mondiale e Uno-X Mobility si affidano agli pneumatici Continental.  

“La fiducia che le sei squadre ripongono in noi è sia un onore che uno stimolo. Il Tour si decide nei minimi dettagli: in ogni tappa, in ogni condizione meteorologica e su ogni superficie. Per questo motivo investiamo così tanto tempo e impegno nello sviluppo dei nostri pneumatici in stretta collaborazione con i team professionistici. E in definitiva, ne beneficiano anche i ciclisti amatoriali”, afferma Hannah Ferle, esperta Continental di pneumatici bici. A seconda della tappa, le squadre si affidano a quattro diversi modelli Continental. Lo pneumatico principale è il Grand Prix 5000 S TR, che pesa tra i 250 e i 365 grammi a seconda della misura ed è dotato di uno strato di protezione antiforatura. In condizioni meteorologiche variabili, le squadre utilizzano il Grand Prix 5000 AS TR, adatto a tutte le stagioni, che offre una maggiore aderenza sull’asfalto bagnato. Per le cronometro, i corridori utilizzano il Grand Prix 5000 TT TR, progettato per una resistenza al rotolamento particolarmente bassa, con una costruzione ottimizzata per ridurre al minimo la dispersione di energia. Nelle tappe con forti venti laterali, i team scelgono l’Aero 111, il cui profilo della ruota anteriore è progettato per guidare il flusso d’aria e ridurre la turbolenza.  

 

Dalla prima edizione del Tour de France nel 1903, la velocità media è aumentata da circa 25 a oltre 40 chilometri orari, nonostante nel tempo il percorso sia diventato più impegnativo. Questo continuo incremento di intensità non riguarda solo i corridori, ma impone maggiori esigenze anche all’intero convoglio. Le auto di supporto devono operare a velocità altrettanto elevate, mantenendo al contempo precisione, reattività e controllo in condizioni di gara spesso imprevedibili. Di conseguenza, le prestazioni degli pneumatici di questi veicoli rivestono un ruolo fondamentale nel garantire sicurezza, maneggevolezza e affidabilità durante tutta la corsa. La gamma di pneumatici Continental per le vetture del Tour di quest’anno comprende gli UltraContact NXT, oltre agli EcoContact 6 e ai PremiumContact 7. La scelta degli pneumatici auto sottolinea l’importanza di poter contare su prestazioni costanti per supportare le squadre durante le tre settimane di gara, in diverse condizioni e su vari tipi di terreno. Per il secondo anno consecutivo, l’organizzatore del Tour de France, A.S.O., sceglie Continental come fornitore di pneumatici per le moto ufficiali della corsa. Anche quest’anno, 30 motociclette Kawasaki Versys 1100 accompagneranno il Tour, con piloti incaricati di rifornire d’acqua gli atleti e di trasmettere informazioni importanti dalla direzione gara. Come lo scorso anno, le moto sono equipaggiate con pneumatici ContiRoadAttack 4.  

Il ContiRoadAttack 4 è progettato specificamente per le esigenze che il Tour impone: rapida entrata in temperatura e aderenza costante in condizioni estremamente diverse. Dalle temperature sottozero dei passi alpini o pirenaici bagnati dalla pioggia, al caldo torrido delle tappe nel sud della Francia. Sia che si viaggi a stretto contatto con il gruppo su strette strade di montagna, sia che si affrontino i tratti veloci della campagna francese, questo pneumatico hyper touring offre un livello altrettanto elevato di sicurezza, feedback e controllo intuitivo. Le prestazioni comprovate durante la scorsa stagione di gara hanno posto le basi per il proseguimento di questa partnership e Continental è orgogliosa che A.S.O. e Kawasaki continuino a riporre la loro fiducia nella sua tecnologia anche nel 2026. 

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MDT Showcases Full Portfolio of TMR and AMR Magnetic Sensors at Electronica Shanghai 2026 – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

— Vertically Integrated Manufacturing Ensures Stable, Scalable Supply of High-Performance Magnetic Sensors 

SHANGHAI, June 30, 2026 /PRNewswire/ — MultiDimension Technology Co., Ltd. (MDT), a leading supplier of magnetic sensors specializing in Tunneling Magnetoresistance (TMR) technology, will showcase its complete portfolio of magnetic sensor products and solutions for humanoid robotics, gaming controllers and keyboards, smartphone camera AF/OIS, smart home, industrial automation, and automotive electronics at Electronica Shanghai 2026, Booth N3.501. 

Featured products include: 

MDT’s competitive advantage extends beyond innovative sensor technology. As one of the few magnetic sensor manufacturers operating a fully owned, automotive-qualified production wafer fab, MDT provides a vertically integrated manufacturing platform with annual capacity of billions of TMR and AMR sensor ICs. This in-house manufacturing capability enables consistent quality, scalable production, and reliable long-term supply while minimizing risks associated with outsourced semiconductor manufacturing. Supported by optimized product designs, streamlined production, and a resilient supply chain, MDT continues to provide customers with dependable deliveries for high-volume consumer, industrial, and automotive applications. 

The full lineup of MDT’s magnetic sensor ICs is available for order from Digi-key and MDT’s online store at www.tmr-sensors.com. For volume pricing, delivery, and technical inquiries, please contact MDT at sales@dowayusa.com or visit MDT at Electronica Shanghai 2026, Booth N3.501, from July 1-3. 

About MDT 

MultiDimension Technology was founded in 2010 in Zhangjiagang, Jiangsu Province, China, with branch offices in Shenzhen, Chengdu, and Ningbo in China, Singapore, Tokyo, Japan, and San Jose, Calif., USA. MDT has developed a unique intellectual property portfolio, and its self-owned state-of-the-art TMR manufacturing facilities that can support volume production of high-performance, low-cost TMR magnetic sensors to satisfy the most demanding application needs. Led by its core management team of elite experts and veterans in magnetic sensor technology and engineering services, MDT is committed to creating added value for its customers and ensuring their success. For more information about MDT please visit http://www.multidimensiontech.com. 

Media ContactsMDT sales department, sales@dowayusa.com, sales@dowaytech.comTel: +1-650-275-2318 (US), +86-189-3612-1156 (China) 

Logo – https://mma.prnewswire.com/media/565378/MDT_v1_Logo.jpg  

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Wimbledon, oggi Sinner-Kecmanovic – Diretta – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Pronti, via. Inizia Wimbledon 2026. Oggi, lunedì 29 giugno, comincia il terzo Slam della stagione. Subito in campo il campione in carica Jannik Sinner, che aprirà le danze sul Centrale contro il serbo Miomir Kecmanovic. 

 

La giornata vedrà in campo anche Novak Djokovic e la numero uno del ranking Wta Aryna Sabalenka 

 

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Napoli, Spinazzola rinnova fino al 2028 – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Il Napoli ha annunciato “di aver prolungato il contratto per le prestazioni sportive del calciatore Leonardo Spinazzola fino al 30 giugno 2028”. Il 10 agosto 2024 il suo esordio con il Napoli in occasione del match di Coppa Italia contro il Modena. Ha collezionato 72 presenze in maglia azzurra, realizzando quattro reti e contribuendo alla conquista del quarto scudetto e della Supercoppa Italiana. “Congratulazioni, Leo!”, conclude il club. 

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Wimbledon, oggi Djokovic-Wu: orario, precedenti e dove vederla in tv – di Redazione Ciaoup

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Novak Djokovic fa il suo esordio oggi, 29 giugno, a Wimbledon 2026 – in diretta tv e streaming – , torneo vinto ben sette volte: 2011, 2014 2015, 2018 , 2019, 2021, 2022. Il serbo, numero 8 del mondo e settima testa di serie, affronta il cinese Yibing Wu, numero 102 del ranking Atp. Il vincente di questo incontro sfiderà chi passa tra il greco Stefanos Tsitsipas e il francese Hugo Gaston. Ecco orario, precedenti tra i due e dove vedere il match in tv e streaming. 

 

Tra Novak Djokovic e Yibing Wu non ci sono precedenti. Il loro incontro sarà il terzo sul campo centrale. Si inizia alle 14.30 con il match tra Jannik Sinner e Miomir Kecmanovic, a seguire l’incontro femminile tra Aryna Sabalenka e Teodora Kostovic.  

 

Il match tra il serbo Novak Djokovic e il cinese Yibing Wu sarà visibile su Sky Sport e in diretta streaming su Sky Go e Now. 

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Addio ad Antonino Cattaneo, luminare delle neuroscienze e pioniere della ricerca sull’Alzheimer: aveva 71 anni – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – È morto all’improvviso oggi, mentre era in visita a Milano, il neuroscienziato Antonino Cattaneo, 71 anni, tra i più importanti studiosi del morbo di Alzheimer, presidente dell’Ebri (European Brain Research Institute), l’istituto di ricerca sul cervello fondato da Rita-Levi-Montalcini, e dal 2008 al 2024 professore ordinario di disiologia e direttore del Laboratorio di Biologia della Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui era stato anche allievo del corso di Perfezionamento. La notizia della scomparsa è stata data dalla stessa Scuola Normale, come informa l’Adnkronos. 

Nato a Pisa il 6 settembre 1954, Antonino Cattaneo si era trasferito a Roma, città in cui viveva, laureandosi nel 1976 in biofisica all’Università Sapienza di Roma, con il professor Mario Ageno, considerato il padre della biofisica. A Pisa era ritornato per il dottorato di ricerca conseguito alla Scuola Normale Superiore nel 1980, sotto la supervisione del professor Lamberto Maffei, con uno studio sulla codifica delle informazioni visive da parte delle cellule della corteccia visiva. 

  

Cattaneo ha poi lavorato come postdoc e poi come ricercatore con il Premio Nobel Rita Levi Montalcini all’Istituto di Neurobiologia del Cnr a Roma, e successivamente con Cesar Milstein (altro Premio Nobel) al MRC Laboratory of Molecular Biology di Cambridge in Inghilterra. Dal 1991 al 2008 è stato ordinario di Biofisica alla Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati (Sissa) di Trieste, dove è stato Direttore di Dipartimento dal 1991 al 1995 e Vice Direttore della Sissa dal 1996 al 2001. Dal 2008 era tornato alla Normale come professore ordinario di fisiologia e direttore del Laboratorio di Biologia Bio@SNS, fino al pensionamento avvenuto nel 2023. 

 

  

La ricerca di Cattaneo è stata altamente innovativa, con scoperte pionieristiche e metodi innovativi che hanno aperto nuovi campi. Ha dato contributi fondamentali ai campi delle neurotrofine e della malattia di Alzheimer, così come al campo degli anticorpi ricombinanti. I suoi lavori sono alla base di approcci terapeutici innovativi per l’Alzheimer attualmente in fase di sviluppo verso la sperimentazione clinica. 

  

Autore di oltre 200 pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali “peer reviewed”, è stato insignito di numerosi riconoscimenti e premi scientifici, tra cui il Premio Domenico Marotta dell’ Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, la Medaglia W. Jansenius della Accademia Slovacca delle Scienze ed il Premio Internazionale G. Tartufari per la Biologia dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Era membro dell’Embo (European Molecular Biology Organization), dell’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, e Socio corrispondente della Accademia Nazionale dei Lincei. Dal 2018 era presidente dell’Ebri (European Brain Research Institute), l’istituto di ricerca sul cervello fondato da Rita-Levi-Montalcini. 

  

Sposato, Cattaneo aveva tre figli. La direzione e tutta la comunità della Scuola Normale, si legge in un comunicato, “si stringono alla famiglia, agli amici, ai colleghi del professor Cattaneo, ricordando oltre all’indiscusso valore scientifico dello studioso, anche la grande umanità, gentilezza e sensibilità dell’uomo”. (di Paolo Martini) 

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Marito ministra Roccella disperso, ricerche con droni sul lago di Vico – di Redazione Ciaoup

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Proseguono senza sosta le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella, disperso da sabato pomeriggio dopo essersi tuffato nel lago di Vico, nel viterbese.  

Impegnate nelle ricerche le squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco di Roma, Napoli e Milano con un’ulteriore imbarcazione e il supporto dei droni sia per le ricognizioni dall’alto sia per le ricerche subacquee. 

La coppia aveva deciso di approfittare del sabato per godersi una giornata in barca al lago; mentre erano al largo, Cavallari si è tuffato per fare un bagno, ma non è più riemerso dalle acque. La ministra ha quindi lanciato l’allarme. 

Docente universitario nel campo dell’architettura e dell’ingegneria delle costruzioni, Luigi Cavallari è una figura molto riservata. Sposato dal 1976 con la ministra Roccella, con lei ha due figli. Per diversi anni professore di Tecnologia dell’architettura all’università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, nel corso della sua carriera accademica ha ricoperto diversi incarichi interni, tra cui la direzione del dipartimento di Tecnologie dell’ambiente costruito e la guida del corso di laurea in Ingegneria delle costruzioni. 

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