Luka Dončić Foundation Launches Stay in Play, a Global Grant Program to Keep Young Athletes in the Game – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Three-year initiative offers up to $25,000 per athlete to remove financial barriers preventing kids from playing the sports they love 

LOS ANGELES, June 24, 2026 /PRNewswire/ — The Luka Dončić Foundation today officially opened applications for Stay in Play, a three-year global grant program designed to eliminate financial barriers that force young athletes out of the sports they love. The announcement follows Luka Dončić’s acquisition of Vanoli Cremona as part of an ownership group that has relocated the professional basketball club to Rome. 

 

Over the next three years, the Luka Dončić Foundation will award grants of up to $25,000 USD to 77 young athletes aged 12-15 from around the world. Each grant is designed to cover the costs that most often create barriers for participation — coaching or training, equipment or gear, travel expenses to train or compete, or club, league, or program fees. 

“When I was a kid growing up in Ljubljana, all I wanted to do was run to the outdoor court behind my apartment to play basketball. It was my peace place,” said Luka Dončić. “I’m so sad to see kids walking away from youth sports because of circumstances outside their control. Play changed my life, I know how quickly dreams can disappear without the right opportunities. That’s why I’m so passionate about Stay in Play. I want to make it easier for young athletes to keep playing the sports they love.” 

Addressing a Critical Gap in Youth Sports 

Stay in Play targets young athletes ages 12-15, when dropout rates hit their peak. Research shows that most young athletes quit sports by age 12, not because they’ve lost interest or talent, but because the financial strain becomes too much. Stay in Play is designed to step in during these critical years to make sure young athletes can continue developing their skills, building confidence, and experiencing the joy of sport. 

“Financial barriers shouldn’t decide whether a young athlete gets to keep playing the sport they love,” said Lara Beth Seager, CEO of the Luka Dončić Foundation. “This isn’t about finding the next generation of professionals. It’s about every young person who has found something they love, and whose journey is at risk because of money. Luka created Stay in Play to make sure they don’t have to walk away.” 

Global Reach, Flexible Support 

Applications are open today, June 24, and run through August 20, 2026, for young athletes in the United States, United Kingdom, France, Spain, Italy, Germany, Greece, Slovenia, Croatia and Serbia. The program supports athletes across 176 sports—from basketball and soccer to gymnastics, swimming, track and field, and beyond. 

Each grant is intentionally flexible because every athlete’s barriers are different. Funds can cover: 

“Every athlete knows what they need better than we do,” Seager added. “We’re trusting them to tell us, and we’re committed to making it possible.” 

Part of a Broader Mission 

Stay in Play builds on the Luka Dončić Foundation’s broader mission to transform youth sports culture. Since launching in December 2024, the foundation has published Inside Youth Basketball, a landmark research report examining the differences between the US and Balkan youth basketball ecosystems; developed Total Hoops, a research-backed coaching curriculum for youth basketball in partnership with the Search Institute; and partnered with the Aspen Institute’s Project Play to examine structural barriers in youth basketball across North America. 

“Stay in Play represents immediate action while we work on long-term systemic change,” said Seager. “We’re committed to helping the kids who need support today while we work to address broader challenges.” 

How to Apply 

Applications for the first cohort of Stay in Play athletes are now open at lukadoncicfoundation.org/sip and will be live through August 20. Young athletes ages 12-15 in eligible countries can apply directly, with support from a parent or guardian.  

The first recipients will be announced this winter. 

For more information about Stay in Play and the Luka Dončić Foundation, visit LukaDoncicFoundation.org or follow @LukaDoncicFoundation on social media. 

About the Luka Dončić Foundation 

The Luka Dončić Foundation was launched in December 2024 with the goal of ensuring that youth sports are a joyful, enriching force in the lives of kids around the world. For more information on the foundation, the “Inside Youth Basketball” report and the “Total Hoops Approach,” or to get involved with the Foundation, please visit LukaDoncicFoundation.org, and stay up to date on Instagram (@lukadoncicfoundation), X (@LD77Foundation), and LinkedIn (Luka Dončić Foundation).  

Media Contact: media@lukadoncicfoundation.org
 

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Imprese, a Venezia l’ottava tappa del Roadshow di Cdp e Confindustria – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Veneto e risposte efficaci alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di Cdp e Confindustria ‘Insieme per il futuro delle imprese’ che oggi – dopo Roma, Cagliari, Bologna, Firenze, Bari, Torino e Napoli – ha fatto tappa a Venezia. Presenti all’incontro il presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini, l’ad di Cdp Dario Scannapieco, il vice presidente di Confindustria per il credito, la finanza e il fisco Angelo Camilli, la Presidente di Confindustria Veneto est Paola Carron e il presidente di Confindustria Veneto Raffaele Boscaini. 

L’incontro – si sottolinea in una nota – “mira a individuare strategie comuni per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolare, supportare gli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, rilanciare il Mezzogiorno e rafforzare l’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa. A questi obiettivi si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte le attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato”. 

Obiettivi che “verranno perseguiti da Cdp e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria”. La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity (rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital), lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa. Cdp e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende venete attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano. 

 

“La tappa in Veneto del Roadshow di Cdp e Confindustria rappresenta un momento di particolare rilevanza nel percorso di avvicinamento di Cassa ai territori – ha detto Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cdp – In una Regione che esprime un tessuto produttivo tra i più dinamici del Paese, è fondamentale consolidare un dialogo costante e qualificato con le imprese, in stretta sinergia con le Istituzioni locali, per costruire le migliori condizioni che permettano un maggiore sviluppo del territorio. In questa prospettiva, Cdp guarda al futuro con una visione di lungo periodo, orientata a valorizzare il capitale produttivo e sociale del Veneto, trasformando le potenzialità in opportunità concrete e durature per l’intero sistema Paese”. 

Per la presidente di Confindustria Veneto est, Paola Carron “la sfida di crescere e di competere passa oggi da un rafforzamento strutturale del capitale e della governance, soprattutto per le pmi. Da una cultura d’impresa sempre più orientata alla crescita dimensionale, attraverso reti, aggregazioni, apertura del capitale per investire ed innovare. In questo quadro, l’accordo tra Confindustria e Cdp e l’impegno del Gruppo di destinare alle imprese oltre il 60% delle risorse costituiscono una scelta strategica e una leva essenziale di politica industriale, anche per il Veneto: nuovi strumenti di credito, finanza ed equity accessibili anche alle pmi, mettendo al centro investimenti, innovazione, filiere e tecnologie ad alto potenziale, soluzioni per l’abitare sostenibile e giovani. La crescita è una missione collettiva che deve vederci tutti attori protagonisti: istituzioni, associazioni d’impresa e sindacati, banche e finanza. Come Confindustria Veneto Est, sentiamo forte questa responsabilità, affinché produca risultati misurabili, diffusi e duraturi a beneficio dell’economia e dei nostri territori”. 

economia

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Veneto, Scannapieco: “E’ locomotiva del Paese, Cdp ha investito 7,1 miliardi da 2022 a 2025” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Il Veneto è una delle principali locomotive economiche e industriali del Paese, caratterizzata da un tessuto imprenditoriale dinamico e orientato all’innovazione e all’export”. Lo ha detto l’ad di Cdp Dario Scannapieco intervenendo alla tappa a Venezia del Roadshow di Cdp e Confindustria ‘Insieme per il futuro delle imprese’.  

“Cdp ha una forte presenza in questo territorio – ha aggiunto – tra gennaio 2022 e dicembre 2025, Cassa Depositi e Prestiti ha destinato 7,1 miliardi a sostegno di imprese, infrastrutture essenziali ed enti pubblici della Regione, raggiungendo oltre 13.000 aziende e finanziando complessivamente 248 Comuni. Con l’incontro di oggi, insieme a Confindustria, intendiamo consolidare ulteriormente questo impegno, contribuendo alla creazione di nuove opportunità di crescita per il Veneto e per l’intero sistema produttivo del Nord Est”. 

economia

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Medio Oriente, lo Iai riunisce a Roma i negoziatori del Golfo per affrontare le crisi regionali – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il Golfo guarda a Roma per cercare una via d’uscita alla crisi mediorientale. A quanto apprende l’Adnkronos, si svolge oggi nella Capitale il Med-Gulf Summit, promosso dall’Istituto Affari Internazionali con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo-Fondazione Csf: un incontro a porte chiuse che riunisce consiglieri, negoziatori ed esperti provenienti, tra gli altri Paesi, da Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Libano e Palestina, insieme a rappresentanti di alto livello del ministero degli Esteri e dell’Unione europea. 

Al centro del confronto ci sono la situazione regionale, lo stato dei negoziati sulla crisi in Medio Oriente e i possibili spazi di mediazione in una fase segnata da equilibri fragili e da un’incertezza crescente. Nel pomeriggio il vertice, che include anche i principali think tank della regione, si allargherà anche ad alcune aziende socie e partner dello Iai, attive in settori strategici come finanza, energia e difesa, per affrontare il nodo dello sviluppo economico e delle infrastrutture regionali. 

L’iniziativa nasce dalla constatazione che, dopo la guerra Usa-Israele contro l’Iran e il successivo accordo quadro tra Washington e Teheran, nessuno dei tre attori centrali della crisi sembra oggi in grado di garantire stabilità. Il tentativo israeliano di ridisegnare gli equilibri regionali non ha prodotto l’ordine atteso, l’Iran resta in una posizione di stallo e gli Stati Uniti continuano a inviare segnali contraddittori. 

In questo vuoto strategico emerge il ruolo degli Stati del Golfo. Grazie alla loro capacità diplomatica, alla visione di lungo periodo e alla leva economica, le monarchie della regione possono contribuire alla costruzione di un nuovo equilibrio insieme ai partner mediterranei, nel delicato bilanciamento tra deterrenza e diplomazia. 

La premessa del summit è che l’instabilità mediorientale non sia più confinabile entro una geografia ristretta. Da Gaza al Libano, fino allo Stretto di Hormuz, le crisi incidono ormai su rotte commerciali, sicurezza energetica, investimenti, infrastrutture e flussi migratori. Golfo e Mediterraneo vengono così letti come un unico spazio geopolitico, attraversato da corridoi, porti, gasdotti e reti ferroviarie alternative. 

Il tassello mancante, secondo l’impostazione dell’iniziativa, è un coordinamento d’insieme capace di mettere in relazione questi progetti e trasformarli in una cornice politica più stabile. Il Med-Gulf Summit punta proprio a questo: costruire una rete di fiducia tra diplomatici, negoziatori, imprese ed esperti, promuovendo un multilateralismo agile, attivabile sia nelle fasi di crisi sia nei momenti di stabilità. 

L’obiettivo, rivelano i partecipanti al summit all’Adnkronos, è contribuire alla nascita di un ordine regionale più duraturo e inclusivo, fondato non solo sulla gestione dell’emergenza, ma anche su una prospettiva di pace, sicurezza e prosperità condivisa. (di Giorgio Rutelli) 

internazionale/esteri

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Lombardo: “Al via edizione record Wmf 2026 con oltre 800 espositori” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Siamo finalmente arrivati a questa nuova edizione del We Make Future: startup da tutto il mondo, aziende, big tech, innovatori, professionisti, qui a Bologna per sviluppare connessioni e business, ma non solo. Questa fiera, infatti, unisce attivisti da tutto il mondo che si ritrovano per scoprire insieme le linee di sviluppo di un futuro inclusivo, innovativo e sostenibile, e per capire come applicare l’Intelligenza artificiale, la tecnologia e il digitale non solo per obiettivi di business, ma anche per migliorare la nostra società”. Lo dice Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del We Make Future, a margine della cerimonia di inaugurazione del festival, che andrà in scena da oggi a venerdì nei padiglioni di BolognaFiere.  

Tra i più grandi eventi mondiali dedicati alla tecnologia e all’innovazione digitale, al Wmf 2026 parteciperanno oltre mille speaker, più di 3mila fra startup, pmi e investitori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali con realtà provenienti da più di 90 Paesi: sarà “un’edizione record, con oltre 800 espositori da tutto il mondo”, sottolinea Lombardo. “Avremo anche il lancio dell’aereo di carta più grande al mondo, uno spettacolo di oltre 500 droni, e domani sera una festa a Palazzo Re Enzo con cui porteremo l’innovazione anche in città”. 

economia

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Groupama assicurazioni: Osservatorio, per 1 italiano su 2 finanza lingua ignota, quasi 7 su 10 congelano scelte – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – C’è un muro invisibile che separa gli italiani dai propri risparmi: l’insicurezza. In un contesto di cambiamenti rapidi e mercati volatili, l’Italia si scopre finanziariamente fragile, con oltre la metà degli italiani (51,1%) che ammette di avere una preparazione debole o nulla in materia. Un linguaggio quasi sconosciuto che ha spinto ben 2 connazionali su 3 (65,6%) a rimandare o evitare decisioni su risparmi e investimenti per paura di commettere errori. Eppure, emerge una forte domanda di alfabetizzazione: l’80% della popolazione invoca l’educazione finanziaria come priorità nazionale, da introdurre sui banchi di scuola prima ancora della maggiore età (67,7%). A frenare il passo, però, non sono solo la carenza di conoscenze (29,8%) o la limitata disponibilità economica (40,2%), ma anche il fatto che il rapporto con il denaro continui a restare confinato nella sfera domestica. Oggi la gestione delle risorse economiche è ancora in gran parte un “family business”: il 54% delle persone se ne occupa in autonomia, un ulteriore 39,3% ne discute all’interno del nucleo familiare, e solo il 6,4% si affida a esperti esterni. In questo scenario statico, si registra una scossa sociodemografica: il 51% delle donne sono responsabili dell’economia familiare. 

L’Italia procede, dunque, a due velocità: un presente paralizzato dall’incertezza – dove il 45,9% dei cittadini è privo di qualsiasi protezione contro i grandi imprevisti – e un futuro che punta sulla tecnologia. Entro il 2030, la figura del consulente sarà un ibrido: per oltre un terzo degli italiani (34,6%) intelligenza artificiale e sensibilità umana avranno un peso paritario, mentre 1 persona su 2 è già pronta ad affidarsi a piattaforme digitali automatizzate per un’allocazione delle risorse ottimizzata. Un Paese che oggi fatica ancora a proteggere il proprio presente, ma che sembra avere le idee chiare sul futuro che desidera costruire. È questa la fotografia scattata dall’indagine “Soldi, Soldi, Soldi: l’Italia e l’educazione finanziaria che non c’è”, realizzata da Groupama Assicurazioni – prima filiale del Gruppo francese Groupama e tra i più importanti player assicurativi in Italia – in collaborazione con AstraRicerche nell’ambito dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030” . Nato per analizzare i trend destinati a trasformare abitudini e stili di vita degli italiani entro il 2030, l’Osservatorio dedica la sua sesta edizione al tema dell’educazione finanziaria, indagandone lo stato dell’arte attraverso percezioni, comportamenti e fragilità diffuse nel Paese. 

“L’indagine di quest’anno rivela un’Italia caratterizzata da un profondo paradosso: se da un lato gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, dall’altro la paura di sbagliare continua a frenare la capacità di trasformare il risparmio in scelte consapevoli di protezione, pianificazione e investimento. Proprio l’incertezza e la scarsa conoscenza sembrano ostacolare gli italiani nelle scelte di investimento e tutela rispetto ai grandi imprevisti della vita. In questo quadro, – commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni – il dato forse più significativo che emerge dall’Osservatorio è la crescente consapevolezza del valore dell’educazione finanziaria, riconosciuta come leva di autonomia, responsabilità e inclusione. Una sfida che richiede un impegno comune: scuola, istituzioni, aziende e intermediari assicurativi sono chiamati a fare sistema per rafforzare il livello di alfabetizzazione finanziaria del Paese e accompagnare le persone verso scelte più informate, solide e sostenibili nel tempo”.  

 

Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria. dichiara che “la ricerca mostra come il rapporto degli italiani con il denaro sia ancora fortemente influenzato da fattori culturali, emotivi e sociali. Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, ma la mentalità alla base del risparmio resta spesso ‘difensiva’. Il paradosso è evidente: 1 persona su 3 riconosce che il parere di un esperto è fondamentale, eppure quasi il 90% ha rimandato almeno una decisione finanziaria importante per paura di sbagliare. In questo percorso, la componente umana resta decisiva: molte persone cercano ancora consiglio da parenti e amici, mentre i professionisti non vengono utilizzati pienamente come supporto alla pianificazione. Proprio per questo, anche davanti al grande potenziale dell’intelligenza artificiale, la consulenza mirata delle persone diventa ancora più importante: la tecnologia può aiutare ad analizzare e semplificare, ma la fiducia, l’ascolto e la capacità di leggere i bisogni reali restano elementi profondamente umani”. 

Non è solo una questione di conti correnti, ma anche di ‘alfabetizzazione emotiva’. La VI edizione dell’Osservatorio rivela un dato significativo: le barriere all’investimento sono soprattutto di natura psicologica. Se la mancanza oggettiva di risorse frena il 40,2% dei risparmiatori, è il ‘muro della sfiducia’ (alimentato dal timore dell’instabilità dei mercati e degli imprevisti personali) a bloccare ben il 56% del campione. Un’ansia da prestazione finanziaria che spinge la maggior parte degli italiani a rimandare decisioni strategiche, con un preoccupante 19,4% che lo fa sistematicamente. Ma dove si parla di finanza? Il luogo d’elezione per discuterne è a casa (54,5%) e con amici e colleghi (28,3%). Il professionista entra in gioco solo nel 39,1% dei casi, mentre il ruolo di insegnanti ed educatori è marginale (4,8%). Un dato, quest’ultimo, in contrasto con le aspettative del Paese: gli italiani individuano infatti proprio nella scuola il primo presidio per colmare il gap (32,4%), seguita dallo Stato (30,8%) e dalle istituzioni finanziarie (26,8%). Sullo sfondo, emerge una correlazione tra competenze e propensione all’investimento. Chi è più alfabetizzato investe e si protegge; gli altri restano ai margini, più sfiduciati ed esposti ai rischi. 

Per orientarsi nel panorama finanziario, gli italiani si affidano a una “dieta” evoluta in cui convivono tradizione e innovazione. A vincere è l’integrazione: i media tradizionali (stampa e online) restano un punto di riferimento per il 44,4% del campione, seguiti dai motori di ricerca e dall’AI (42,4%) e da corsi di formazione ed esperti (40,8%). È un ecosistema in cui ogni generazione adotta il proprio linguaggio: se per i 40-65enni il professionista è la guida principale, i giovani (18-39enni) guidano la rivoluzione digitale, con AI e motori di ricerca nuovi alleati per la pianificazione. Entrando nel dettaglio, emerge un dato di rilievo: il consulente professionale (bancario, assicurativo o finanziario) si conferma la fonte più autorevole con il 34,7% delle preferenze. Accanto alla solidità del rapporto umano, cresce l’entusiasmo per le nuove frontiere: i motori di ricerca (32,8%) e chatbots e tool di AI (15,4%) stanno diventando sempre più presenti nelle abitudini informative quotidiane. Tuttavia, quando l’informazione deve trasformarsi in decisione, la fiducia converge sulla figura dell’esperto (68,6%), segno che la tecnologia è percepita come un supporto utile, ma che la consulenza umana resta il riferimento principale.  

 

Guardando al 2030, la consulenza finanziaria viene immaginata come una sinergia tra competenza umana e tecnologia. Oltre un terzo degli italiani (34,6%) prefigura infatti un modello ibrido, dove intelligenza artificiale e intervento umano convivono in modo equilibrato. È una visione pragmatica, che vede nel professionista ‘potenziato’ dall’Ai (30,8%) la figura ideale capace di coniugare precisione, personalizzazione e relazione. Anche quando si parla di strumenti operativi, emerge una forte apertura all’innovazione. Ben un cittadino su due (52%) sogna un assistente finanziario digitale: una piattaforma intelligente e automatizzata capace di semplificare la vita attraverso l’integrazione dei servizi e l’analisi dei dati in tempo reale. Infatti, il 29% desidera un unico punto di accesso per aggregare polizze, investimenti e risparmi, mentre il 28,9% guarda all’AI come a uno strumento per ricevere consigli mirati e personalizzati. Se si guarda al rapporto tra italiani e protezione assicurativa, il quadro è quello di un Paese diviso tra desiderio di tutela e diffidenza. Il 54% della popolazione ha attivato almeno una forma di protezione, con una netta prevalenza per l’assicurazione sulla casa (23,4%), seguita dalle polizze vita o invalidità (20,1%), dalla responsabilità civile familiare (18,9%) e dalla sanitaria integrativa (17,5%). Tuttavia, quasi metà del Paese (45,9%) resta priva di difese contro i grandi imprevisti. A pesare, oltre ai limiti di reddito, è un senso di sfiducia (18,9%) alimentato da un linguaggio tecnico percepito come barriera informativa e ostacolo alla chiarezza. 

Ma cosa cercano gli italiani in un’assicurazione? Una svolta nel modo di comunicare il valore della protezione. La priorità assoluta per quasi un cittadino su due (49,3%) è la trasparenza: prodotti lineari, costi chiari e un linguaggio comprensibile. Non si cerca più solo una polizza, ma una consulenza integrata (37%) capace di unire protezione, risparmio e tecnologia, senza rinunciare al valore della relazione umana. “La fiducia non è un dato acquisito, ma un impegno che noi assicuratori dobbiamo rinnovare ogni giorno anche attraverso una profonda evoluzione del nostro modello di relazione. È necessario che il settore si faccia protagonista di un nuovo approccio, in cui la trasparenza non sia solo un requisito normativo ma la base stessa del nostro ruolo sociale – commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni – Il nostro obiettivo è essere un partner di prossimità, capace di offrire una protezione olistica che sappia interpretare le complessità del contesto attuale e accompagnare le persone in ogni fase della vita. Vogliamo mettere a disposizione soluzioni sempre più chiare e personalizzate, in grado di sostenere tanto i bisogni dei singoli quanto quelli del tessuto imprenditoriale, affinché la stabilità del presente possa tradursi in una progettualità solida di fronte alle sfide del futuro”. 

Se dalla ricerca emerge una domanda diffusa di maggiore chiarezza, Groupama Assicurazioni prova a rispondere anche sul piano degli strumenti. Con l’obiettivo di rendere il linguaggio assicurativo più accessibile e accompagnare le persone in un ambito spesso percepito come complesso, la Compagnia ha sviluppato “Consigli”, l’hub editoriale integrato nel proprio sito, che raccoglie oltre 200 contenuti tra articoli, podcast in formato text-to-speech e video-pillole pensati per aiutare gli utenti a orientarsi tra protezione, previdenza e gestione del rischio. Un impegno che dal digitale è arrivato anche nelle scuole con “Giochiamo d’Anticipo”, il progetto rivolto alle scuole secondarie di primo grado che affronta i temi della prevenzione e della protezione con un approccio semplice e interattivo. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, ha coinvolto dal 2023 oltre 30.000 persone tra studenti, docenti e famiglie. A queste iniziative si affiancherà, per il prossimo anno scolastico 2026-27, un nuovo progetto educativo per le scuole superiori, che verrà realizzato in partnership con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. 

economia

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Sinner prepara Wimbledon giocando (male) a golf – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner si prepara per Wimbledon 2026… giocando a golf. Il tennista azzurro è pronto a tornare in campo nello Slam londinese, con l’esordio al primo turno fissato lunedì 29 giugno, ma nel frattempo si concede un po’ di relax. Tra un allenamento e l’altro, Sinner è stato infatti immortalato mentre giocava a golf, in un video diventato rapidamente virale su X. 

Il tutto è stato postato da Rennae Stubbs, ex tennista australiana oggi allenatricem, che ha documentato un pomeriggio sul tee londinese in compagnia di Sinner e Darren Cahill. Le qualità golfistiche dell’azzurro però, a differenza di quelle tennistiche, sono ancora da affinare. 

Sinner sbaglia infatti il primo colpo, che finisce tra gli alberi, e ci riprova poco dopo: “Non andrà molto meglio”, ha commentato Cahill, provocando le risate del numero uno del mondo. 

 

sport

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Cordier (Groupama Assicurazioni): “Chiarezza e prossimità guidano la consulenza” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Il nostro osservatorio Change Lab Italia 2030 ci dice che siamo un popolo di risparmiatori, ma che ci manca la cultura e l’educazione finanziaria”. Lo ha detto Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni, presentando la sesta edizione dell’Osservatorio ‘Change Lab, Italia 2030, dedicata al tema dell’educazione finanziaria. “Questa mancanza percepita di competenze si traduce in un freno quando si tratta di prendere una decisione di investimento – ha spiegato Cordier – Le persone ci stanno dicendo che hanno bisogno di strumenti chiari per capire il presente e fronteggiare il futuro con maggiore consapevolezza nelle proprie scelte”. 

Secondo Cordier, tra clienti e consulenti assicurativi “c’è di mezzo un impegno molto forte: quello della chiarezza e delle scelte consapevoli”. Un ruolo che, ha precisato, viene svolto attraverso una rete di agenti chiamata a “interpretare i bisogni reali delle persone e accompagnarle in ogni fase della vita”. Cordier ha sottolineato che il cambiamento culturale richiesto dall’indagine coinvolge l’intera società: “Creare una cultura significa andare molto oltre il semplice consiglio assicurativo. Ci dobbiamo impegnare a creare un linguaggio di chiarezza, accessibilità e comprensibilità nel mondo del risparmio, della previdenza e della protezione”. 

Sul tema dell’intelligenza artificiale, ha osservato che “non va considerata come una minaccia o come una soluzione onnicomprensiva, ma come uno strumento, un alleato”. La prospettiva indicata dagli italiani, ha aggiunto, è quella di “un modello ibrido in cui la tecnologia conviva con l’essere umano come supporto”, combinando capacità di analisi dei dati e interpretazione umana delle esigenze del cliente. 

economia

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Fall (PecuniAmi): “Serve educazione finanziaria dalle basi” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Più che debole o nulla, la preparazione finanziaria degli italiani è estremamente frammentata e questo vuol dire che poi c’è grandissima confusione di base nell’unire i puntini”. Lo ha detto Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria ed endorser dell’Osservatorio Groupama Assicurazioni ‘Change Lab, Italia 2030’, intervenendo sulla sesta edizione dell’indagine dedicata all’educazione finanziaria. “Gli italiani sono molto curiosi su questo, ma magari sanno cosa sono strumenti molto complessi e non conoscono quelli di base”, ha spiegato. Secondo Fall, questa situazione si riflette anche sul piano emotivo: “Gli studi scientifici ci dicono che nell’investimento l’80% è emozione; l’esito dell’investimento è dovuto a quanto uno riesce a gestire la propria emotività quando si è all’interno degli investimenti”. 

La divulgatrice ha inoltre evidenziato come il forte orientamento al risparmio abbia radici culturali profonde. “La paura degli italiani che li porta a risparmiare tanto e investire poco è un fattore molto culturale. Siamo in un Paese che ha vissuto molte traversie nei secoli, quindi gli italiani hanno sempre cercato di coltivare e difendere il proprio orticello”. Per questo, ha aggiunto, “investire vuol dire fidarsi del futuro” e richiede “uno switch mentale”. 

Guardando ai prossimi anni, Fall ha sottolineato che l’intelligenza artificiale viene percepita come un supporto alla consulenza e non come un sostituto. “Gli italiani non vedono l’intelligenza artificiale come uno strumento per investire da soli, ma come un supporto per aiutare i professionisti ad aiutare gli investitori”. 

economia

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Veeva Acquires Copli, Launches Veeva Falcon MLR to Accelerate Content Review – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Now Available, Veeva Falcon MLR Delivers Agentic MLRTM to Significantly Reduce Manual Effort and Shorten Review Cycles 

PLEASANTON, Calif. and COPENHAGEN, Denmark, June 23, 2026 /PRNewswire/ — Veeva Systems (NYSE: VEEV) today announced it has acquired Copli, the pioneer in agentic medical, legal, and regulatory (MLR) solutions for the life sciences industry. Copli is now available as Veeva Falcon MLR, an agentic MLR solution that significantly accelerates content review with the potential to eliminate 70% or more of manual MLR labor within five years. 

Veeva Falcon MLR brings agentic automation to marketing teams, MLR groups, and agencies. It executes rigorous reviews of promotional and medical materials, conducting compliance checks against approved labels and local regulations, to minimize manual effort and free reviewers for higher value work. 

“Our breakthrough with agentic MLR marks a fundamental shift in commercial and medical content review and approval,” said Jacob Scheel-Bech, CEO of Copli. “As part of Veeva, we can scale our vision for MLR transformation. Veeva Falcon MLR brings compliance at speed to the industry with intelligent agents that work seamlessly with Veeva PromoMats.” 

“The MLR process has long been a significant bottleneck in getting critical information to patients and doctors,” said Emma Hyland, vice president, Veeva Commercial Content. “With Veeva Falcon MLR, our customers can speed up the entire review cycle, automating routine labor so reviewers can become strategic advisors.” 

To learn more about Veeva Falcon MLR register for the upcoming webinar on July 9 at 10 a.m. ET or visit FalconMLR.veeva.com. 

About Veeva SystemsVeeva delivers the industry cloud for life sciences with software, AI, data, and consulting. Committed to innovation, product excellence, and customer success, Veeva serves more than 1,500 customers, ranging from the world’s largest pharmaceutical companies to emerging biotechs. As a Public Benefit Corporation, Veeva is committed to balancing the interests of all stakeholders, including customers, employees, shareholders, and the industries it serves. For more information, visit veeva.com. 

Veeva Forward-Looking StatementsThis release contains forward-looking statements about the expected results and benefits from our acquisition of Copli. These statements are based on our current plans, estimates, and expectations. Acquisitions are risky, and we cannot be certain of success. Actual results could differ materially from those provided in this release and we have no obligation to update such statements. We describe the risks and uncertainties that we believe are most relevant to our business, including risks associated with acquisitions, in our periodic SEC filings, which you can access at sec.gov. 

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