Problemi tra Harry e Meghan? Re Carlo pronto a dare consigli al figlio – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il diavolo non è così brutto come si dipinge, ma nemmeno gli angeli, spesso, sono così belli come sembrano. Durante il viaggio estivo dei Sussex in Europa – con la tappa fondamentale a Highgrove House, la residenza di campagna privata di Re Carlo nell’Inghilterra sud-occidentale, dove è avvenuta la reunion con il sovrano – Meghan Markle ha postato sui social ogni momento familiare ‘idilliaco’, allo scopo di mostrare una famiglia unita e felice. E’ l’opinione di una fonte citata da Closer Online, secondo cui non avevano altro motivo d’essere le foto di cene all’aperto e calici di vino, di spiagge deserte in piena estate e di passeggiate tra profumati campi di lavanda. Immagini tutte patinate, persino quella della visita di Harry e dei figli alla tomba della principessa Diana. Un contesto – quest’ultimo – che stride con il resto della vacanza della coppia, perché invece richiederebbe una bella dose di intimità se non di raccoglimento, ma che nel modo plateale di rappresentarlo (i bambini in ‘processione’ con i mazzi di fiori) è identico. E invece dovrebbe trattarsi di un momento privato, tanto che l’osservatore reale che ha parlato con il magazine britannico ha bollato l’intera galleria fotografica vacanziera come “una sciocchezza”.  

Ma perché – si domanda il giornale – Meghan e Harry hanno improvvisamente sentito il bisogno di ostentare le loro effusioni e la loro felicità in modo così plateale? Da mesi circolano voci secondo cui la coppia condurrebbe vite sempre più separate. Harry ha ripetutamente smentito e deriso le voci di divorzio, ma ciò non ha impedito agli osservatori di notare i potenziali punti di tensione nel loro matrimonio, tra cui il presunto desiderio del duca di trascorrere più tempo nel Regno Unito e la presunta riluttanza di Meghan a fare altrettanto. Secondo Closer, Re Carlo è particolarmente consapevole delle difficoltà dei Sussex e ha chiarito che il figlio minore può rivolgersi a lui ogni volta che ha bisogno di un consiglio o semplicemente quando la sua situazione familiare dovesse diventare troppo difficile da gestire. 

Una fonte interna ha affermato: “Carlo ha osservato tutto da lontano e, sebbene non desideri certo che il matrimonio di Harry fallisca, è abbastanza realista da sapere che anche le relazioni più solide possono, sotto pressione, arrivare al punto di rottura. Charles non è cieco di fronte a tutto questo e non può fare a meno di voler intervenire e cercare di aiutare. Ha vissuto un divorzio molto seguito dal pubblico e sa bene quanto le cose possano essere diverse all’interno delle mura domestiche rispetto a come appaiono in pubblico”. 

internazionale/royalfamilynews

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Migranti, negli Usa arrivi in calo ma Trump intensifica la sua offensiva con blitz Ice negli aeroporti e nei tribunali – di Redazione Ciaoup

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Gli Stati Uniti intensificano la pressione per catturare e deportare i migranti illegali con blitz negli aeroporti ma anche addirittura direttamente all’interno dei tribunali dell’immigrazione. La crisi dei migranti a Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, ha riportato il tema dell’immigrazione anche al centro dell’agenda della Casa Bianca, con il presidente Donald Trump che non si è risparmiato nell’attaccare la Spagna e l’Europa per la gestione della situazione.  

Per l’inquilino della Casa Bianca, si tratterebbe di un’invasione, di una catastrofe: “Succederà la stessa cosa anche a noi se i Repubblicani non verranno eletti, solo che sarà peggio. Su scala molto più vasta e molto più facile in cui ritrovarsi invischiati”, aveva detto durante una riunione di gabinetto. Il presidente assicura che, a differenza dell’Europa, le frontiere americane abbiano registrato zero arrivi dall’inizio della sua presidenza, grazie ai suoi duri sforzi per reprimere gli arrivi e deportare gli immigrati già presenti negli Usa. La realtà è un po’ diversa, sebbene vi sia un calo drastico degli arrivi: nel 2025 gli incontri con migranti lungo il confine con il Messico sono stati 237.538, un numero decisamente inferiore rispetto agli 1,5 milioni registrati nell’anno fiscale 2024. Nel 2026 gli attraversamenti sono diminuiti ulteriormente, attestandosi spesso sotto i 10.000 incontri al mese. A luglio, ad esempio, il confine meridionale ha registrato un nuovo minimo storico per quanto riguarda gli incontri con i migranti: la U.S. Border Patrol ha registrato una media di appena 148 fermi al giorno lungo l’intero confine sud-occidentale, cifra che corrisponde a circa 4.600 incontri totali al confine nel corso del mese. Si tratta di un calo significativo anche rispetto ai bassi livelli registrati nei mesi di maggio e giugno 2026. 

Tuttavia, secondo Homero Lopez, un giudice dell’immigrazione durante l’amministrazione Biden-Harris, è necessario un chiarimento sull’affermazione di Trump relativa agli “arrivi zero”: “Rilasci pari a zero non significano attraversamenti pari a zero: quando Trump, nell’ultima riunione di gabinetto, ha affermato che il numero di immigrati in ingresso fosse ‘zero’, la situazione non è proprio così”, spiega Lopez ad Adnkronos. “La Cbp e il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) hanno chiarito che tale dato si riferiva a 14 mesi consecutivi senza alcun rilascio. Il perché? Un cambiamento di politica: in virtù di controlli alle frontiere più rigorosi, i migranti che tentano di attraversare illegalmente il confine non vengono più rilasciati negli Stati Uniti in attesa delle udienze in tribunale (pratica nota come ‘catch and release’, ovvero ‘cattura e rilascio’), spiega l’ex giudice e avvocato d’immigrazione. “Ora vengono invece trattenuti, sottoposti alle procedure previste e rapidamente respinti o espulsi; ciò porta a zero, matematicamente, il numero di rilasci sul territorio nazionale, mentre i tentativi effettivi di attraversamento rimangono superiori a zero”.  

Allo stesso tempo, l’amministrazione Trump ha intensificato la sua offensiva sull’immigrazione. Non bastano i duri controlli alla frontiera: lo scopo ora è catturare e deportare quanti più migranti possibile negli Usa e, per farlo, varca le soglie degli scali americani e cambia radicalmente le regole del gioco per centinaia di migliaia di residenti. La nuova frontiera dei controlli non si limita più ai blitz nelle città o alle pattuglie di confine: ora gli agenti federali attendono i bersagli direttamente ai banchi del check-in e ai gate d’imbarco. Nel mirino finiscono i soggetti in “overstay”, ossia coloro che sono rimasti negli Stati Uniti oltre il termine del proprio visto. Una platea vasta, composta da professionisti, ex ragazze e ragazzi del programma au pair e persino da coniugi di cittadini statunitensi.  

Molti di loro non sono irregolari nel senso classico del termine: sono lavoratori muniti di regolare permesso che si trovano in un limbo burocratico, in attesa del rinnovo del titolo di soggiorno o dell’emissione della green card. Se in passato le autorità tendevano a tollerare queste posizioni temporanee – salvo in presenza di precedenti penali –, oggi la tolleranza è azzerata. L’operazione è già scattata in almeno 15 scali nazionali. Squadre dell’Ice(Immigration and Customs Enforcement) in abiti civili fermano i viaggiatori poco prima dell’imbarco o subito dopo lo sbarco. In diversi casi gli arresti sono avvenuti nell’ombra; in altri, tra lo sconcerto e le proteste degli altri passeggeri, che hanno immortalato le scene con i telefoni cellulari.  

Questo salto di qualità nasce da una sinergia diretta tra l’Ice e la Tsa (Transportation Security Administration), l’ente che gestisce la sicurezza aerea negli Stati Uniti. Una collaborazione, inaugurata nel maggio 2025, condotta incrociando i dati di volo con i registri degli espellibili. In passato, Washington aveva sempre evitato di coinvolgere la Tsa nei controlli migratori per non paralizzare il traffico aereo interno e tutelare la libertà di movimento dei residenti; quella barriera, oggi, è caduta. Il giro di vite risponde a precise direttive operative. Con il nuovo Segretario per la Sicurezza Interna, Markwayne Mullin, intenzionato a “mantenere altissima la pressione”, e con il coordinamento di Tom Homan, responsabile della politica migratoria della Casa Bianca, l’esecutivo ha fissato la quota di 2.000 arresti al giorno. Un ritmo quasi raddoppiato rispetto all’inizio del 2026.  

“L’obiettivo è chiaro: garantire che chi non ha un titolo di soggiorno valido non possa prendere alcun volo negli Stati Uniti, se non quello di ritorno al proprio Paese d’origine”, spiegano ad Adnkronos dal Dipartimento per la Sicurezza Interna. Per gli esperti di diritto dell’immigrazione si tratta di una svolta drammatica. “Non si era mai vista una campagna di applicazione della legge così capillare e aggressiva”, confermano diversi avvocati del settore. Il consiglio rivolto a tutti i clienti in attesa di regolarizzazione o di cambio di status è drastico: evitare qualsiasi volo all’interno del territorio nazionale.Se un tempo era sufficiente mostrare un documento d’identità valido per viaggiare tra uno Stato e l’altro degli Usa, oggi salire a bordo di un aereo può significare finire direttamente in un centro di detenzione. I dati confermano la portata dell’offensiva: solo a giugno si sono registrati oltre 43.000 arresti legati alle violazioni di viaggio e soggiorno, il dato mensile più alto dal secondo mandato di Trump, con una popolazione carceraria per motivi migratori che ha superato le 65.000 unità a metà luglio. La strategia di espansione dei luoghi d’arresto non riguarda solo gli aeroporti. Di recente, l’Ice ha difeso davanti ai giudici anche gli interventi effettuati direttamente all’interno dei tribunali dell’immigrazione di New York, sostenendo che le sedi giudiziarie rappresentano l’ambiente più sicuro per l’esecuzione dei provvedimenti di fermo. Un segnale inequivocabile: per l’amministrazione, nessun luogo pubblico è più da considerarsi neutrale. (di Iacopo Luzi) 

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Infradito alla guida? Non è vietato ma attenzione alla sicurezza: la parola all’esperto – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Estate e mare fanno rima con libertà. Per alcuni anche alla guida dell’automobile, abbinando al costume infradito e ciabatte mentre si è al volante. Ma è consentito farlo dal codice della strada? E in quali conseguenze si può incorrere? 

Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto all’ingegnere Luigi Di Matteo, coordinatore dell’area professionale tecnica dell’Aci: “Guidare l’auto con le infradito, le ciabatte o anche a piedi nudi non è vietato dal codice della strada. Nel codice precedente, quello ha smesso di essere in vigore nel 1993 questo divieto c’era, e cioè vi era scritto che le scarpe dovevano essere consone alla guida, ed era una previsione utile per la sicurezza”.  

Nessun divieto dal Codice della strada, però da Aci il consiglio è chiaro: “Il consiglio è sempre quello di indossare delle scarpe e non infradito, perché quest’ultimo può sfuggire e incastrarsi sotto i pedali, con tutte le conseguenze per la sicurezza stradale”, sottolinea. Ad oggi, ricorda l’esperto, “esiste l’articolo 140 del Codice della strada, che fissa il principio informatore della circolazione e che dice che il conducente si deve comportare in modo da non costituire pericolo o intralcio alla circolazione. Ma comunque se si si viene fermati con le infradito alla guida non si può essere multati”, sottolinea Di Matteo.  

Il consiglio per la sicurezza, dall’Aci, è sempre quello di usare le scarpe. E c’è di più. “In caso di incidente -spiega Di Matteo- se si indossavano le infradito l’assicurazione potrebbe dire: ‘Tu hai guidato senza rispettare le norme di sicurezza, non hai avuto la piena attenzione al riguardo’. Però è molto complicato provarlo, perché poi in realtà il codice della strada non vieta l’uso delle infradito”, avverte.  

Il consiglio però resta: “L’Aci e chi si occupa di sicurezza sconsigliano l’uso di infradito mentre si è alla guida. Per i motivi che dicevamo, perché non si ha la possibilità praticamente di avere una giusta aderenza. L’infradito si può infilare nei pedali, può sfilarsi dal piede e quindi può essere pericoloso”, sottolinea.  

Ma non c’è solo la guida dell’auto. “Come del resto -spiega Di Matteo- è un’abitudine pericolosa anche per chi guida le moto. Perché non ci dimentichiamo che tante persone vanno in moto, vanno in scooter con le ciabatte, gli infradito. E in questo è anche probabilmente più pericoloso. E per i centauri il consiglio è di coprire anche il corpo mentre si è alla guida, in particolare le ginocchia, per avere una protezione in più”, conclude.  

 

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Addio Guccini, dalla politica alla cultura: l’Italia lo ricorda così – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Da Enrico Mentana a Roberto Gualtieri. Oggi l’Italia si stringe nel dolore per la scomparsa del cantautore Francesco Guccini, morto oggi all’età di 86 anni, a Pavana, in provincia di Pistoia. Dal mondo dello spettacolo, passando alla cultura fino alla politica: ecco i messaggi di cordoglio.  

“Gli eroi son tutti giovani e belli. Addio gigante”. Così il giornalista e direttore del Tg La7 Enrico Mentana
ricorda sui social il grande cantautore.  

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri scrive su Facebook: “Con Francesco Guccini ci lascia una leggenda della musica e della nostra storia. Guccini ha raccontato l’Italia con una profondità e un’umanità straordinarie. Ha dato voce ai sogni, ai dubbi, alle battaglie, alle fragilità di intere generazioni, trasformando le parole in poesia e le canzoni in memoria collettiva. Roma si stringe alla sua famiglia e a tutti coloro che oggi perdono un artista immenso e un intellettuale libero – conclude – Grazie per tutto quello che ci hai lasciato, Francesco. La tua voce continuerà a emozionarci, sempre”. 

“Addio a uno dei più grandi poeti della cultura popolare italiana. Restano, per sempre, le sue canzoni: uniche, proprio come lui. Buon viaggio”. Queste invece le parole di Simona Ventura.
 

Il cantautore Francesco Gabbani lo ricorda sui social: “Le parole continuano a vivere anche quando chi le ha scritte se n’è andato. Le tue continueranno a indicare la strada, a fare domande, a regalare bellezza”. I due artisti hanno collaborato per ‘Note di viaggio – Capitolo 1: venite avanti…’ del 2019, una raccolta di Guccini composta da canzoni scelte dallo stesso cantautore e reinterpretate con differenti artisti italiani. Insieme hanno cantato ‘Quattro stracci’, brano del 1996. “Sei stato un riferimento – prosegue Gabbani nel post – un uomo capace di trasformare la poesia in musica e la musica in pensiero. Grazie per averci insegnato il valore delle parole. Buon viaggio, Francesco”, conclude. 

“La bellezza della coerenza e di vivere esattamente come si è voluto. La mia adolescenza ad ascoltare le sue canzoni formando la mia etica e a ridere per quanto io sia riuscita a prenderlo sul serio. Non ho mai conosciuto personalmente Guccini, ma sono triste come se lo avessi vissuto. Perdiamo un poeta, un cantautore e un pensatore che non ha mai trovato attraente il sistema, l’ha sempre combattuto a modo suo un po’ soffrendo e un po’ fregandosene. Anarchico. Puro. Mi dispiace tantissimo”. Così l’attrice e regista Anna Foglietta lo ricorda. 

Anche il presidente della Commissione cultura della Camera, Federico Mollicone, ha condiviso un messaggio ricordando il cantautore: “Esprimiamo il nostro massimo cordoglio e emozione per la scomparsa del cantautore Francesco Guccini. Certamente di idee diverse dalle nostre, è riuscito con la forza dei suoi testi e della sua musica a unire intere generazioni aldilà delle appartenenze. Parliamo di vere e proprie poesie in musica che hanno raccontato la storia umana e gli umani sentimenti. Indimenticabili le sue canzoni di impegno politico contro le ingiustizie sociali, dalla Locomotiva e alla Primavera di Praga. In autunno proporrò un evento commemorativo alla Camera, come fatto con De Andrè e molti altri protagonisti della musica italiana, per consegnare la Medaglia della Camera in memoria”. 

“Sempre dalla stessa parte, sempre nella stessa direzione, con intelligenza e poesia. Addio”. Così l’attore e regista Alessandro Gassmann ricorda sui social Guccini. 

E ancora, dal mondo della politica, Pier Ferdinando Casini scrive su Instagram: “Nelle tue canzoni ci hai raccontato il tuo mondo, che così è diventato un po’ anche il nostro. Ciao Francesco, Bologna non ti dimenticherà”.  

Così come la segretaria del Pd Elly Schlein: “Con la chitarra e con le parole Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro Paese. E l’Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza. Alla famiglia e a tutte e tutti quelli che gli hanno voluto bene va il cordoglio più profondo mio personale d di tutta la comunità democratica”. 

“Quel giorno è arrivato e così le nostre lacrime, le lacrime di Bologna e dell’Italia intera”. Così il sindaco del capoluogo emiliano, Matteo Lepore, piange la sua morte. “Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, sei stato il sapore della terra e delle radici, il sogno, la musica, la potenza della parola, la nostalgia, il desiderio. L’amicizia”, lo ricorda Lepore. Il sindaco, quindi, dopo aver espresso a tutta la famiglia di Francesco Guccini “l’immenso cordoglio mio e della città di Bologna”, conclude il suo post sui social citando i versi di uno dei brani più celebri del cantautore. 

“‘Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale ma il bere non si paga e non fa male’”. L’attore e regista Leonardo Pieraccioni lo ricorda sui social prendendo in prestito le parole del brano del 1983 ‘Gli amici’. E poi aggiunge: “Divertiti Francescone nel solito locale e grazie, grazie davvero di cuore”. 

“Ci ha lasciato Francesco Guccini. Non è stato solo uno dei più grandi cantautori italiani, ma un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo, unire generazioni e dare voce a emozioni, storie di vita e a una visione che continuerà ad accompagnarci anche dopo la sua scomparsa”. Lo ha affermato in Aula alla Camera la capogruppo del Partito democratico, Chiara Braga.  

“Credo sia giusto e doveroso –ha aggiunto– che la Camera, alla ripresa dei lavori a settembre, dedichi un momento per ricordare una delle figure più straordinarie della nostra musica, della nostra poesia e della nostra cultura. Ciascuno di noi potrà rendergli omaggio attraverso le sue parole e le sue canzoni”. 

“La scomparsa di Francesco Guccini rappresenta una perdita significativa per la musica d’autore italiana. Attraverso la sua produzione artistica, durata oltre sessant’anni, ha lasciato un segno profondo in generazioni di ascoltatori. Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgo sentite condoglianze”. Lo dichiara il sottosegretario alla Cultura, Pietro Cannella, commentando la scomparsa del cantautore modenese. 

“‘Noi corriamo sempre in una direzione ma quale sia e che senso abbia chi lo sa. Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento. Le luci, nel buio, di case intraviste da un treno’”. Così il giornalista e conduttore televisivo italiano Pierluigi Pardo ricorda sui social il grande Guccini prendendo in prestito le parole del brano del 1972 ‘Incontro’. “Grazie, sei stato una delle ispirazioni più importanti della mia vita”, conclude Pardo. 

Dal mondo della musica, Antonello Venditti lo ricorda così: “Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame. Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell’eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione. Mancherai al futuro e a tutti noi. Grazie Francesco e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra”. 

 

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Guccini, non solo musica: lo scrittore che ha raccontato l’Appennino e custodito la memoria – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Non solo musica: Francesco Guccini, a partire dagli anni Novanta, ha costruito una ‘seconda vita’ da narratore, trasformando i luoghi della sua infanzia e le parole della tradizione in letteratura. L’Appennino tosco-emiliano, e in particolare Pavana, il paese d’origine della famiglia materna, dove è scomparso a 86 anni, è diventato il centro della sua produzione narrativa. Un territorio fatto di boschi, osterie, memorie della guerra, racconti tramandati a voce e personaggi che incarnano un’Italia che oggi non esiste quasi più.  

Dalle opere ‘Croniche epafaniche’ (1989), ‘Vacca d’un cane’ (1994) e ‘Tralummescuro’ (2019), nelle quali intreccia la sua storia, quella locale e l’invenzione narrativa, alla collaborazione con Loriano Macchiavelli, col quale ha firmato numerosi romanzi gialli a quattro mani ambientati sull’Appennino, dando vita al personaggio del maresciallo Benedetto Santovito, la sua produzione letteraria è generosa. ‘Calde le pere!’, il suo ultimo romanzo, uscirà postumo a settembre per Giunti Editore. Tra i volumi più recenti, nell’ottobre 2025 ha dato alle stampe ‘Romeo e Giulietta 1949’, romanzo di formazione su una storia d’amore sovversiva nell’Italia divisa del dopoguerra. ‘Così eravamo: Raccolta’ nel 2024 sono invece cinque racconti che rievocano la giovinezza dell’autore. 

Un altro aspetto centrale della produzione di Guccini è il rapporto con la lingua. Da sempre attento al valore delle parole, ha alternato nei suoi testi l’italiano letterario, il parlato quotidiano e le espressioni dialettali dell’Emilia e dell’Appennino, contribuendo a preservare un patrimonio linguistico destinato in parte a scomparire. Da questo interesse sono nati anche lavori dedicati al lessico e alla cultura popolare, come il ‘Dizionario delle cose perdute’, una raccolta di oggetti, mestieri e parole appartenenti a un mondo contadino ormai quasi cancellato dalla modernità e ‘Nuovo dizionario delle cose perdute’ (2014). Ma anche ‘Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto’ (2015) e ‘Storie liete, fiabe nere e tempi andati’ (2021), una selezione di racconti rari arricchiti dalle illustrazioni di Franco Matticchio. 

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‘Ballando’, impazza il toto-cast: Alberto Matano e Barbara D’Urso verso la giuria – di Redazione Ciaoup

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Milly Carlucci si prepara al varo di una edizione di ‘Ballando con le Stelle’, il cui il tasso di innovazione sarà decisamente più alto delle ultime stagioni. Il passaggio a Mediaset di Selvaggia Lucarelli ha indotto la conduttrice ad un ripensamento della giuria che va oltre la mera sostituzione della giurata uscente. Secondo rumors sempre più insistenti il ricambio riguarderebbe due poltrone da giudice: oltre a Selvaggia, dovrebbe lasciare le ‘palette’ per il voto anche Fabio Canino. E a loro posto, sarebbero in arrivo Barbara D’Urso, già protagonista da concorrente l’anno scorso, e Alberto Matano, il conduttore de ‘La Vita in Diretta’ che da diverse stagioni ricopriva per ‘Ballando’ il ruolo di giudice da bordocampo, con il potere di assegnare un ‘tesoretto’ in grado di influenzare la gara, anche confutando le scelte della giuria. Confermatissimi nella giuria, invece, saranno la presidente Carolyn Smith e i due decani Guillermo Mariotto e Ivan Zazzaroni.  

Nel caso in cui Matano accettasse il passaggio in giuria, si aprirebbe anche la successione per il ruolo di giudice a bordo campo, dove non è escluso che venga introdotta una staffetta tra personaggi diversi. Tra i nomi più gettonati circolati in questi giorni per il giudice ‘a latere’ che assegna il ‘tesoretto’, c’è quello dell’agente televisivo Lucio Presta, che vanta un passato da ballerino e che tra fine anni ’70 e inizi anni ’80 ha ballato negli show di personaggi del calibro di Raffaella Carrà, Heather Parisi e Renato Zero.  

Sul fronte dei concorrenti, ieri Milly Carlucci ha annunciato sull’account Instagram del programma che “il cast è chiuso”: “Tra poco sveliamo i nomi di tutti i maestri e di tutti i protagonisti di questa edizione. Poi ci sarà l’annuncio finale della giuria”, ha detto Milly in un video. E le parole della conduttrice hanno dato nuovo slancio alle indiscrezioni, che già tengono banco da diverse settimane, tra ipotesi più o meno credibili.  

I nomi più ricorrenti e accreditati sono quelli di: Aurora Ramazzotti, la figlia d’arte di Eros e Michelle Hunziker; Noemi Bocchi, compagna dell’ex capitano della Roma, Francesco Totti; l’attrice di origini ucraine Anna Safroncik; l’ex calciatore Alessandro Matri (che scenderebbe in pista due anni dopo la moglie, Federica Nargi); l’attore e modello siciliano Simone Susinna; l’ex ‘prete influencer’ Alberto Ravagnani che ha deciso di lasciare il sacerdozio. Un discorso a parte merita il nome di Fabio Canino, fino alla scorsa edizione giurato del programma, che Milly avrebbe invitato a cimentarsi nella gara. Un concorrente della ‘famiglia’ del programma, come è stato l’anno scorso per Paolo Belli. E proprio intorno a Belli aleggia un’altra incognita che riguarda la definizione del cast. Dopo la partentesi da concorrente, il conduttore-cantante dovrebbe tornare nel suo ruolo di spalla di Milly nella diretta del programma. Ma la cancellazione di tutti i suoi impegni professionali dopo il tragico incidente in bicicletta in cui ha perso la vita il 14 luglio scorso un uomo di 41 anni, ha generato dubbi sulla sua presenza nello show di Rai1.  

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Pd evita frattura alla Camera, non si vota la risoluzione ‘no al riarmo’ – di Redazione Ciaoup

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Una spaccatura già scritta nei voti in Parlamento. Ed invece il regolamento della Camera è intervenuto ad evitare di mettere nero su bianco la frattura nel Pd. La risoluzione di Pd-M5S-Avs sulle comunicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti non è stata infatti messa ai voti, in quanto preclusa. Il dato politico, però, resta. “La risoluzione non si vota. Se si fosse votato, comunque non l’avrei sostenuta. Il testo resta non condivisibile”, mette agli atti Lorenzo Guerini. Ieri sera l’area riformista dem, quando il testo della risoluzione è stato diffuso, aveva già manifestato la contrarietà. “La notte porti consiglio”, l’auspicio. Ma non c’è stata alcuna modifica al testo depositato questa mattina.  

Piena soddisfazione di 5 Stelle e Avs. Per la segreteria Schlein, parla il responsabile Esteri Peppe Provenzano che sulla risoluzione unitaria la mette così: “Abbiamo presentato una risoluzione sullo scostamento che abbiamo costruito con altre forze di opposizione e che contiene le posizioni già più volte espresse e formulazioni che abbiamo già votato in mozioni unitarie recentemente con tutte le forze di opposizione della nostra alleanza”. Quindi il no al 5% del Pil per la Nato, il no “alla corsa al riarmo dei singoli Stati mentre sosteniamo la necessità di costruire una vera difesa europea. Sono le nostre battaglie di tutti questi mesi”, argomenta Provenzano.  

In aula alla Camera interviene Giuseppe Conte nelle dichiarazioni di voto. “Il progetto progressista -dice il leader M5S- significa una vera alternativa alla politica del riarmo che state perseguendo. Il Movimento 5 Stelle oggi, insieme alle altre forze che sono in questo lato di questo emiciclo, dice convintamente no al riarmo. E’ un no che esprime una visione completamente alternativa”. I cronisti fermano Conte fuori dall’aula. La risoluzione è una sua vittoria? “Nessuna vittoria. Qui si parla di politica. Non è una gara”, risponde il leader 5 Stelle. Avs intanto rimarca il proprio apporto alla sintesi raggiunta nel documento. “Noi di Avs -dice Nicola Fratoianni- abbiamo contribuito da protagonisti a scrivere la risoluzione parlamentare unitaria” che “abbiamo voluto fortemente”. Un testo “giusto e chiaro che dice una cosa semplice: se vogliono uno scostamento, usino i fondi esclusivamente per obiettivi legati ai problemi veri dei cittadini. Non un euro per le spese militari”.  

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Conte e il no M5S al riarmo: “Non chiedeteci nemmeno un euro” – di Redazione Ciaoup

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“Non chiedeteci nemmeno un euro per il riarmo. Il progetto progressista significa una vera alternativa alla politica del riarmo che state perseguendo. Significa lavorare per una vera strategia di sicurezza fondata sulla cooperazione, sul protagonismo politico dell’Europa che in questo momento è afasica. Ci state portando così in un’economia di guerra. E’ una strada senza ritorno”. Sono le parole del M5S Giuseppe Conte in aula.
 

“Significa normalizzare l’idea che il primo strumento di politica estera sia il deterrente militare che costa tantissimo. Invece il primo strumento è il dialogo, la diplomazia che non costano nulla. La vostra non è una politica progressista, è una politica regressista. Le vostre scelte deformano e deformeranno sempre più le nostre democrazie e anche comprometteranno la nostra sicurezza sociale”, ha accusato ancora. 

“Il Movimento 5 Stelle oggi, insieme alle altre forze che sono in questo lato di questo emiciclo, dice convintamente no a riarmo. E’ un no che esprime una visione completamente alternativa. Dovete andare a casa adesso. Tocca a noi. Dovete proprio andare a casa perché i vostri danni saranno difficili da rimediare. Ma ce la metteremo tutta per rivedere queste vostre spese folli, investire in sanità, istruzione, lavoro, ricerca, innovazione e la vera sicurezza che la libertà dei cittadini di poter circolare qualsiasi ora del giorno e della notte. Avete fallito anche lì”, ha affermato Conte. 

“La presidente Meloni ha iniziato questa legislatura, la sua azione di governo trovando sulla scrivania 209 miliardi: mai successo per un presidente del consiglio nella storia repubblicana. E che cosa lascia in eredità all’Italia andando via, ormai siamo agli sgoccioli di questa legislatura? Lascia sostanzialmente due firme, due camicie di forza per l’Italia”, ha detto Conte proseguendo: “La prima firma è quella del patto di stabilità. Un patto che voi stessi vi siete resi conto poi – purtroppo troppo tardi – che era troppo costrittivo perché ci ha costretto a tagliare sanità e istruzione politiche e lavoro, innovazione, ricerca. Poi la seconda camicia di forza: è stato un grande errore aver sottoscritto l’aumento al 5% delle spese rispetto al Pil per le spese Nato. L’avete fatto per omaggiare Donald Trump. E poi ancora il riarmo europeo e questo è stato un altro grave errore storico che vi intestate, perché un riarmo europeo senza uno straccio di difesa comune europea significa semplicemente dare la possibilità a ciascun paese di potersi riarmare a piacimento”. “Questo ha soddisfatto le esigenze mai subite della Germania di ritornare grande superpotenza militare. Oggi chi ha più soldi diventerà una super potenza” e nella Germania della Afd “state consegnando l’Europa e un arsenale militare nelle mani di neonazisti, ma vi rendete conto?”. 

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PetroChina (Shanghai) Advanced Materials Research Institute and CAS publish data-driven analysis of global polymer innovation – di Redazione Ciaoup

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COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE

Joint report analyzes nearly one million publications to map emerging trends in polymer science 

SHANGHAI and COLUMBUS, Ohio, Aug. 5, 2026 /PRNewswire/ — PetroChina (Shanghai) Advanced Materials Research Institute Co., Ltd. (SAMRI), a research arm of China National Petroleum Corporation (CNPC) and CAS, a division of the American Chemical Society, today released Polymer Frontiers: A Comprehensive Data-Driven Analysis of Emerging Trends. The report is the organizations’ first joint publication, combining SAMRI material science expertise with CAS scientific data and analysis capabilities to map where global polymer innovation is headed. 

 

“Polymer science is advancing on multiple fronts simultaneously, and the organizations shaping that future need a data-driven picture of where innovation is occurring, not just where conventional wisdom points. This report brings together CAS scientific intelligence with SAMRI industrial expertise to provide exactly that,” said Tim Wahlberg, Interim President, CAS. 

Polymer Frontiers draws on nearly one million polymer-related journal and patent records from 2015 to 2025 in the CAS Content Collection™, the world’s largest curated scientific database. Using advanced bibliometric analysis and natural language processing, it identifies research hotspots, maps competitive positioning across geographies and institutions, and tracks emerging application domains. The report covers four high-priority application areas: polymers in energy storage, sustainable polymers, flexible electronics, and membrane technologies, also examines eight emerging frontiers, from next-generation polyesters and dynamic polymer networks to framework-polymer hybrids and conductive polymer systems. 

Among the report’s findings: Asia-Pacific has emerged as the dominant center of polymer innovation, with China leading in fundamental research output and patent development across strategic domains including flexible electronics, energy storage, and membrane technologies. The report documents substantial growth in sustainable polymer research, with bio-based materials competing on performance criteria rather than environmental benefits alone. Energy storage applications show concentrated innovation around battery technologies, which account for an overwhelming 75% of all polymer-related energy storage patents. Clean energy demands are also driving rapid expansion in advanced membrane systems, particularly anion exchange membranes for fuel cells and electrolyzers. 

“At SAMRI, we are committed to bridging fundamental polymer science with large-scale industrial applications that will define the next generation of materials. The report, jointly released with CAS, systematically reviews global innovation trends in both the academic and industrial sectors of polymers from a rigorous, scientific global perspective. It provides us with a clearer understanding of the global innovation competitive landscape and offers key guidance for our strategic research direction in advanced materials.” said Dr. Xudong Huang, Vice President of SAMRI. 

Polymer Frontiers: A Comprehensive Data-Driven Analysis of Emerging Trends is available in English and Chinese at https://www.cas.org/resources/cas-insights/polymer-frontiers.   

About PetroChina (Shanghai) Advanced Materials Research Institute 

Founded in December 2021, PetroChina (Shanghai) Advanced Materials Research Institute (SAMRI), a wholly owned subsidiary of China National Petroleum Corporation (CNPC), is located in the Shanghai Lin-gang Special Area. SAMRI focuses on advanced materials research and development, covering electronics, transportation, aerospace, biomedical polymers, green and sustainable materials, and new energy materials. To drive CNPC’s transformation from traditional refining and petrochemicals to advanced and sustainable materials, SAMRI serves as an integrated innovation platform spanning fundamental research, product and application development, scale-up, and commercialization, with a 72,000-sqare-meter state-of-the-art R&D center and pilot plants in Nantong, Jiangsu. 

About CAS 

CAS connects the world’s scientific knowledge to accelerate breakthroughs that improve lives. We empower global innovators to efficiently navigate today’s complex data landscape and make confident decisions in each phase of the innovation journey. As a specialist in scientific knowledge management, our team builds the largest authoritative collection of human-curated scientific data in the world and provides essential information solutions, services, and expertise. Scientists, patent professionals, and business leaders across industries rely on CAS to help them uncover opportunities, mitigate risks, and unlock shared knowledge so they can get from inspiration to innovation faster. CAS is a division of the American Chemical Society. Connect with us at cas.org. 

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Ziyin FanMarketing Communication Manager, SAMRIZiyin.fan@petrochina.com.cn  

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Autostrade senza caselli, la rivoluzione del Free Flow: come funziona – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –
Via i caselli, via le barriere fisiche, ma il pedaggio rimane. Si chiama free flow, o pedaggio a flusso libero, e in Italia si sta diffondendo con l’introduzione in alcune tratte autostradali: A33 – autostrada delle Langhe (Asti-Cuneo); A36 – Pedemontana Lombarda; A59 – tangenziale di Como; A60 – tangenziale di Varese; raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari (Corda Molle). Il vantaggio maggiore è l’eliminazione delle code ai caselli autostradali ma occorre fare attenzione perché il mancato pagamento potrebbe costare fino a 344 euro e il ritiro di 2 punti dalla patente.  

Attualmente il sistema free flow occupa meno di 200 chilometri su un totale di oltre 6.000 chilometri di autostrade a pagamento ma la sua diffusione è in progressione, anche se si procede lentamente per i dubbi legati al sistema di pagamento. Ora chi ha uno strumento come il Telepass non ha problemi perché l’importo viene addebitato direttamente ma per gli altri automobilisti la procedura è più articolata dal momento che è necessario effettuare il pagamento attraverso un’app dove l’automobilista si deve registrare, entro 15 giorni. In alternativa potrà recarsi in punti fisici convenzionati. Chi non paga entro il termine riceverà a casa un sollecito formale di pagamento e, oltre al pedaggio, l’automobilista dovrà versare anche le spese di accertamento e di recupero crediti. Chi ignora la lettera, poi, rischia di vedersi ritirare di 2 punti dalla patente, perché la pratica viene trasmessa alla polizia stradale trasformandosi in una sanzione amministrativa, e dovrà pagare fino a 344 euro da sommare al pedaggio più le spese di notifica. 

Il guidatore dovrà quindi fare attenzione ai segnali stradali: il sistema free flow prevede il passaggio sotto portali hi-tech, dotati di sensori e telecamere, che leggono la targa del veicolo e calcolano l’importo dovuto in base alla tratta percorsa. Secondo l’Automobil club der Schweiz in molti Paesi europei i pedaggi autostradali “vengono riscossi sempre più spesso per via elettronica, anche sulle tratte a flusso libero”. Il sistema è attualmente attivo su queste tratte autostradali: in Italia sulla A36 Cassano Magnago – Lomazzo & Lomazzo – Lentate sul Seveso, A60 Gazzada – Vedano Olona, A59 Grandate – Acquanegra, A33 Marene – Rocca Schiavino; in Spagna sulla A636 nei Paesi Baschi (Beasain – Bergara); in Francia sulla Autostrada A79 nel dipartimento di Allier (Francia centrale), A13/14 Parigi – Normandia, A4 Saarbrücken – Metz, uscita n. 36 Boulay; in Portogallo esiste “una rete relativamente ampia di autostrade a pedaggio elettronico”. 

 

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