Fondazione FS, debuttano in Italia le nuove carrozze panoramiche per il turismo ferroviario – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Le nuove carrozze panoramiche della Fondazione FS Italiane (Gruppo FS) debuttano sulla ferrovia Palazzolo sull’Oglio-Paratico Sarnico, che quest’anno celebra i suoi 150 anni, segnando un’ulteriore evoluzione del turismo ferroviario in Italia. Il servizio prenderà ufficialmente il via sabato 27 giugno, e proseguirà ogni sabato fino al prossimo 29 agosto, con otto treni programmati, quattro in una direzione e altrettanti nell’altra. Il progetto e il programma dei treni è stato illustrato questa mattina in una conferenza stampa alla stazione Milano Centrale dall’Assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia, che ha sostenuto il progetto, Franco Lucente, dall’Assessore alle Infrastrutture e Opere Pubbliche Claudia Terzi e dal Direttore Generale della Fondazione FS Luigi Cantamessa. Le nuove carrozze rappresentano un esempio concreto di sostenibilità e valorizzazione del patrimonio ferroviario. Il progetto nasce infatti dal riuso e dalla successiva trasformazione di tre carri pianali dismessi in vetture panoramiche completamente aperte, realizzate presso le Officine Grandi Riparazioni di Rimini attraverso un progetto sviluppato internamente al Gruppo FS, con il supporto delle migliori eccellenze ingegneristiche del settore ferroviario. 

“Oggi inauguriamo una nuova fase nel turismo ferroviario attraverso treni storici con le carrozze panoramiche, le prime mai costruite in Italia, che faranno la spola tra Palazzolo sull’Oglio e Paratico- Sarnico, percorrendo la ferrovia turistica del Lago d’Iseo. Un esempio concreto di riutilizzo di vecchi carri merci dismessi e riportati a nuova vita come carrozze completamente scoperte”, ha dichiarato Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS. “Uno sforzo tecnico importante che ci ha permesso di introdurre anche in Italia, come nel Nord Europa, un modello di trasporto slow mai sperimentato e in grado di valorizzare pienamente il territorio. La Franciacorta e il Sebino si candidano oggi a punto di riferimento del turismo ferroviario nazionale. Ringrazio Regione Lombardia per aver reso possibile la fase di avvio di questa iniziativa che permette di vivere il treno come mai accaduto prima”. Le carrozze panoramiche offrono ai turisti un’esperienza immersiva e realmente slow, consentendo loro di ammirare senza barriere il paesaggio attraversato. Un viaggio lento e suggestivo tra i vigneti della Franciacorta, il fiume Oglio e le sponde del Lago d’Iseo, pensato per valorizzare il territorio e promuovere una nuova modalità di fruizione del patrimonio ferroviario e turistico. Il costo del biglietto per vivere questa nuova esperienza è di 15 euro A/R. Sarà possibile raggiungere la stazione di Palazzolo sull’Oglio con i treni regionali di Trenord, partner di Fondazione FS Italiane in questa iniziativa. 

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Mondiali, il selfie del ct del Giappone con Kane – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Durante i Mondiali 2026, i social ritirano fuori anche episodi curiosi legati ai giocatori e agli allenatori, rendendoli virali. Tra questi c’è il siparietto che – qualche mese fa – ha visto protagonista il ct del Giappone Hajime Moriyasu, ‘pizzicato’ dalle telecamere in un’insolita richiesta di selfie alla stella della nazionale inglese Harry Kane.  

Il commissario tecnico nipponico, entusiasta quasi come un tifoso, aveva fermato l’attaccante del Bayern Monaco incontrato in occasione di un’amichevole con la nazionale di Tuchel a Wembley, chiedendo una foto ricordo. Il video è tornato d’attualità sui social in queste ore, mostrando un lato insolito e di sicuro spontaneo di Moriyasu, che tra l’altro aveva battuto 1-0 l’Inghilterra.  

 

Dopo il pareggio nella prima partita dei Mondiali contro l’Olanda, il Giappone tornerà in campo contro la Tunisia nella notte tra sabato 20 e domenica 21 giugno, alle 6 ora italiana, per la seconda gara del gruppo F.  

sport

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Trema la Grecia, terremoto di magnitudo 5.8 a Creta – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Un terremoto di magnitudo 5.8 è stato registrato oggi nella zona sudoccidentale di Creta, in Grecia. Lo riferisce il Centro sismologico euro-mediterraneo spiegando che il sisma ha avuto un epicentro a 13 chilometri di profondità, a 69 chilometri a sud-ovest di Rethymno. Non si segnalano danni. 

internazionale/esteri

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Usa-Iran, intelligence avverte Trump: “Netanyahu non si ferma in Libano, accordo a rischio” – di Redazione Ciaoup

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu rischia di minare l’accordo tra Stati Uniti e Iran. E’ l’avvertimento che l’intelligence americana ha inviato al presidente Donald Trump in un quadro internazionale ad alta tensione. Israele, anche dopo la conferma del cessate il fuoco con Hezbollah, ha portato avanti raid in Libano. Netanyahu, nel quadro delineato dal Washington Post, appare intenzionato a proseguire le operazioni militari. Gli attacchi contro obiettivi riconducibili a Hezbollah metterebbero a rischio l’intesa tra Washington e Teheran. Per la Repubblica islamica, la fine delle ostilità in Libano è una pietra angolare del memorandum siglato pochi giorni fa. 

Se Netanyahu aumentasse l’intensità dei raid potrebbe anche compromettere il rapporto con Trump in una fase già complessa. Mercoledì, nella conferenza tenuta a Versailles alla fine del G7, il presidente americano non ha negato gli attriti con il premier israeliano: “C’è una piccola disputa sul Libano, Netanyahu non ha bisogno di abbattere un edificio ogni volta che ci entra qualcuno di Hezbollah”. Il report dell’intelligence accende i riflettori sulle elezioni in programma in autunno in Israele: Netanyahu è ‘costretto’ a mantenere una massiccia presenza militare in Libano e a colpire Hezbollah senza soluzione di continuità. 

 

E questo è ciò che accadrà, afferma il New York Times sulla base di altre informazioni di intelligence. Le forze di difesa israeliane (Idf) continueranno a martellare il sud del Libano. Il primo ministro, secondo il quotidiano, si trova ad affrontare una pressione politica interna che gli chiede di continuare a colpire Hezbollah per garantire la sicurezza delle comunità che vivono nel nord di Israele. 

Nelle ultime ore, sono almeno 16 le persone uccise in Libano e 12 quelle rimaste ferite a causa dei raid aerei israeliani, secondo quanto rende noto la protezione civile libanese riferendosi agli attacchi contro il distretto di Nabatieh, nel sud del Paese. Il personale della protezione civile ha trasportato in ospedale “16 morti e 12 feriti”, si legge in un comunicato. I soccorritori al lavoro “dalle prime ore del mattino” nel distretto in risposta agli “attacchi che prendono di mira la zona”. 

“La continuazione dei brutali attacchi di Israele mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano”, è la posizione dell’esercito libanese in un comunicato stampa postato su X. L’esercito afferma inoltre che nel raid condotto oggi dalle Idf è stato ucciso “un ufficiale militare” sulla strada Kafr Reman-Nabatieh. 

“Il Libano non è nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina ripetutamente il Libano nella distruzione, privando i libanesi di stabilità, sicurezza e prosperità”, dice il colonnello Ella Wawiya, portavoce delle Idf, in un post su X. Se Hezbollah smettesse di violare gli accordi e di compiere da attività ostili, secondo Wawiya “la calma e la stabilità potrebbero essere raggiunte per entrambe le parti, israeliani e libanesi”. ”Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, anziché sulla continua spirale di scontri”, aggiunge il colonnello israeliano. 

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Milano, trovata con 10 chili di cocaina in auto: arrestata pusher 74enne – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Una donna di 74 anni è stata arrestata dai carabinieri della Stazione di Trezzano sul Naviglio, nel milanese, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’anziana, cittadina italiana con precedenti di polizia, è stata trovata in possesso di circa 10 chilogrammi di cocaina durante un controllo effettuato nei giorni scorsi in un parcheggio pubblico della zona commerciale di Opera. 

I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno fermato la donna mentre era alla guida della propria autovettura per una verifica dei documenti. Fin dai primi momenti del controllo, i carabinieri hanno notato il forte stato di agitazione della conducente e percepito un intenso odore proveniente dall’abitacolo, dove si trovavano anche due cani che abbaiavano insistentemente. 

L’attenzione dei militari è stata attirata da una grande busta della spesa appoggiata sul sedile posteriore dell’auto. All’interno erano visibili diversi involucri di colore nero, circostanza che ha spinto i Carabinieri ad approfondire gli accertamenti procedendo alla perquisizione del veicolo. 

Il controllo ha consentito di rinvenire e sequestrare dieci involucri contenenti complessivamente circa 10 chili di cocaina. La droga era stata accuratamente ricoperta da uno strato di caffè, utilizzato come espediente per mascherarne l’odore e rendere più difficile l’individuazione durante eventuali controlli delle forze dell’ordine. 

Al termine delle formalità di rito, la 74enne è stata arrestata e trasferita presso la casa circondariale di Milano San Vittore, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire la provenienza dello stupefacente e individuare eventuali complici coinvolti nel traffico di droga. 

cronaca

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Ascolti tv, 18 giugno: Svizzera‑Bosnia su Rai1 al 23.8% domina la prima serata – di Redazione Ciaoup

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I Mondiali continuano a sostenere la leadership della prima serata di Rai1. Ieri Svizzera‑Bosnia Erzegovina ha conquistato 3.903.000 spettatori pari al 23.8% di share, imponendosi nettamente come programma più visto del prime time (primo tempo a 3.728.000 e il 21.6%, secondo tempo a 4.063.000 e il 26%). 

Al secondo posto, su Rete4, ‘Quarto Grado’ totalizza 1.133.000 spettatori con il 10.2%. Terza posizione per Canale5: ‘Montmartre’ raccoglie 1.198.000 spettatori pari al 9.6%. 

A seguire, tra gli altri ascolti della prima serata: ‘Sarabanda Celebrity’ su Italia1 (956.000 spettatori, 7.8%; Aftershow a 624.000 e 11%), ‘Overland’ su Rai3 (805.000 spettatori, 5.4%), ‘Piazzapulita’ su La7 (682.000 spettatori, 5.8%), ‘Tutte contro lui – The Other Woman’ su Tv8 (425.000 spettatori, 3%) e ‘Sinceramente Persia – One Milf Show’ sul Nove (434.000 spettatori, 3.1%). 

spettacoli

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Scontro tra tre auto sulla Pontina, un morto e 5 feriti a Latina – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) –  Incidente mortale sulla strada statale 148 Pontina con uno scontro, per cause in corso di accertamento, che ha coinvolto tre veicoli causando il decesso di una persona e il ferimento di altre cinque. La strada è provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni a Latina (chilometro 73) con il traffico deviato sulla complanare con indicazioni sul posto. Lo riferisce Anas, il cui personale è intervenuto per ripristinare la transitabilità appena possibile.  

cronaca

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Trump attacca Meloni, Tajani annulla visita negli Usa: “Parole gravi e offensive” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Dopo l’attacco di Trump a Meloni, scatta la solidarietà della politica alla presidente del Consiglio, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia l’annullamento della sua missione a Miami, dove avrebbe dovuto partecipare al business forum con il Segretario di Stato americano Marco Rubio. 

“Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – scrive sui social il ministro e vicepremier – offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno”.  

”Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia. Posso invece immaginare quanto le sia costato mettere da parte ciò che Trump aveva detto settimane fa, per fare l’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ed immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente Usa. Per quanto caduta di stile sia un implicito ed immeritato riconoscimento, in questo caso, ciò che ferisce è che battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli Usa, né all’Italia, né all’alleanza’, scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. 

“I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti”, fa eco Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo. 

“Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump. Nessuno può permettersi questo tono arrogante con chi guida il governo italiano. Tutto mi separa da Meloni e dalla destra, che millantava di fare da ponte. Ma nessuno può trattare l’Italia in questo modo”, scrive sui social il senatore del Pd Filippo Sensi. 

“Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della Nazione”, scrive Carlo Calenda sui social. 

“Non è accettabile il livello di offesa crudele che il presidente Trump ha rivolto alla premier. La figuraccia la fa lui: un prepotente che non si fa scrupolo a danneggiare le relazioni con l’Italia. Molto mi divide da Giorgia Meloni, ma non il rispetto: a lei solidarietà”, aggiunge Lia Quartapelle, deputata dal Pd. 

“Conosco Giorgia da ‘qualche’ anno, escludo possa mai implorare chicchessia. Dunque, questa esternazione parte a monte da una menzogna. Constato che Donald Trump ha speso parole encomiastiche nei suoi confronti finché il governo italiano non ha puntualizzato la sua indipendenza con l’indisponibilità all’uso delle basi militari come piattaforme americane per azioni di guerra. Oltretutto azioni non decise dall’Onu né dalla Nato, di cui l’Italia fa parte aderendo alle sue regole”, dichiara in un comunicato stampa il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia. “Il popolo americano era e resta un popolo amico, gli Usa sono parte decisiva di quella civiltà occidentale che Giorgia Meloni ha risvegliato nei sentimenti europei, anglosassoni e di buona parte delle democrazie liberali del pianeta. Continueremo a farlo presente ignorando caratteri e colore politico di capi di governo e presidenti, constatando che Trump ha insultato a giro tutti i leader europei, determinando il peggior clima possibile tra il nostro continente e gli Stati Uniti dal secondo dopoguerra”, conclude Rampelli. 

“Noi che pensavamo di aver toccato il fondo con le ‘ginocchiere’ evocate vergognosamente nell’Aula della Camera dei deputati, dobbiamo ricrederci dopo aver ascoltato le parole del presidente Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni. Così, con infinita pena, esprimo la più convinta vicinanza al presidente Meloni e mi smarrisco nella vacuità di dichiarazioni gravi perché provenienti dal presidente di un Paese che è diventato ciò che è anche grazie a milioni di italiani”, dichiara quindi Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia. 

“Solidarietà a Giorgia Meloni. A prescindere dal perché siamo a questo punto, adesso va detta una cosa soltanto: chi schiaffeggia i rappresentanti dell’Italia schiaffeggia l’Italia e noi, come italiani, non possiamo lasciarlo fare”, scrive Andrea Orlando sui social. 

“Quando un capo di Stato estero, indegno rappresentante pro-tempore di una nazione baluardo di dignità, libertà e democrazia, insulta il nostro Primo Ministro, la politica deve reagire compatta. Non è una questione di destra, sinistra o centro. Ma di dignità nazionale. Right (or left) or wrong, it’s my country. Solidarietà del Partito Liberaldemocratico a Giorgia Meloni”. Così Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico, in un post sui social. 

“Trump sempre più surreale, ora bullizza anche Giorgia Meloni, l’ultima alleata che le era rimasta. Spero che la premier italiana faccia mea culpa per aver schiacciato la politica estera italiana sulle posizioni di questa amministrazione americana che sta facendo più danni delle cavallette. Che aspetta a schierarsi con decisione con l’Ue?”, afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi. 

“La dichiarazione di Donald Trump è la diretta conseguenza della politica di subalternità con cui Giorgia Meloni ha costruito il rapporto col Presidente degli Stati Uniti d’America. Un rapporto che ha portato Giorgia Meloni ad essere patriota a Washington e forestiera in Italia, a tutelare gli interessi economici di Trump, a subire il ricatto del 5% delle spese per armamenti, ad acquistare il gas, a chiedere la modifica dei regolamenti europei in materia di tutela ambientale e sanitaria”, attacca invece Angelo Bonelli. “Una vera patriota a Washington. Ma il punto è il seguente: al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Perché dopo questa figuraccia e aver fatto perdere la dignità all’Italia e agli italiani, comincerei a pensare di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l’Italia, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all’Italia stessa”, aggiunge il deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. 

“Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni, e il problema è che fa il Presidente degli Stati Uniti, o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale, e il problema è che fa la Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese”, gli fa eco Nicola Fratoianni, di Avs. “Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni. Se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump, come confermano gli acquisti di armi e di gas dagli Usa, che peseranno enormemente sui bilanci delle famiglie del nostro Paese. Una situazione grottesca – conclude Fratoianni – che gli italiani non si meritano davvero”. 

politica

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Israele, 4 soldati uccisi da Hezbollah. Ben Gvir: “Tutto il Libano deve bruciare” – di Redazione Ciaoup

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“Tutto il Libano deve bruciare”. È questa la risposta del ministro per la sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, dopo l’uccisione di quattro soldati israeliani nel sud del Libano durante la notte, a causa di attacchi condotti da Hezbollah.  

L’esercito israeliano ha poi dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah in Libano e di aver ucciso decine di miliziani, mentre Hezbollah – riferisce l’agenzia di stampa statale libanese – almeno 18 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani che si sono concentrati la notte scorsa nella regione di Nabatiyé, nel sud del Libano.  

“Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere”, ha scritto Ben-Gvir su ‘X’ aggiungendo che “con tutto il dovuto rispetto per gli americani, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono sacrificabili”. Tra i soldati uccisi anche un comandante di battaglione carri armati delle Forze di Difesa Israeliane. 

 

 

Secondo quanto riportato nell’attacco contro l’esercito israeliano, avvenuto poco dopo la mezzanotte, un drone o un missile anticarro ha colpito il carro armato israeliano nel villaggio di Kfar Tebnit, nel sud del Libano. ll tenente colonnello rimasto ucciso aveva peraltro da poco sostituito il precedente comandante di battaglione, rimasto gravemente ferito nel sud del Libano ad aprile. 

Il ministro israeliano ha aggiunto che “il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, e questo impegno ha la precedenza su ogni altra considerazione. Basta con questo tira e molla. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e moderazione: bisogna scatenarsi. Annientare. Schiacciare il terrore”. 

In Libano occorre “aprire le porte dell’inferno”, ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich dopo l’attacco di Hezbollah nel sud del Libano costato la vita a quattro soldati delle Idf. Su ‘X’, il ministro ha parlato di “mattinata difficile” e ha detto che “è tempo di parlare con il fuoco. Di spalancare le porte dell’inferno”. 

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver condotto attacchi “in profondità” in Libano, in particolare nella Valle della Bekaa, dopo l’uccisione dei quattro soldati israeliani. Si tratta di “una risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah”, hanno riferito le Idf spiegando di aver colpito “infrastrutture” appartenenti al gruppo. 

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah in Libano e di aver ucciso decine di miliziani in risposta a quelle che ha definito violazioni del cessate il fuoco, ovvero agli attacchi nei quali sono stati uccisi quattro soldati delle Idf. “Durante la notte, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno colpito più di 80 centri di comando, terroristi, postazioni di lancio e ulteriori siti infrastrutturali terroristici nell’area di Nabatieh e in altre zone del Libano meridionale, all’interno e all’esterno della zona di sicurezza”, si legge in un comunicato dell’esercito israeliano. 

“Inoltre, durante gli attacchi, decine di terroristi di Hezbollah che operavano nei centri di comando sono stati eliminati”, ha aggiunto. 

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Migranti, Italia con 18 Paesi all’Ue: “Avanti con Cpr in Paesi terzi”  – di Redazione Ciaoup

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Occorre “avanzare il prima possibile con soluzioni basate in Paesi terzi” in ambito migratorio, come i centri di rimpatrio extra Ue. Questo il messaggio veicolato dall’Italia e altri 18 Paesi europei ai leader delle istituzioni Ue e agli altri capi di Stato e di governo in una lettera, pubblicata al termine della consueta riunione sulla migrazione promossa da Roma e Copenaghen a margine dei lavori del Consiglio europeo, che cita esplicitamente la cooperazione Italia-Albania come esempio. 

“Deve sempre essere una decisione democratica chi può entrare e restare nei nostri Paesi. È fondamentale che continuiamo a sfidare lo status quo, in cui i trafficanti di esseri umani fanno fortuna e la migrazione viene strumentalizzata”, scrivono i leader firmatari, ricordando i progressi compiuti negli ultimi anni e i recenti sviluppi “sugli ultimi elementi chiave della nuova legislazione”, tra cui l’ok del Parlamento europeo al nuovo Regolamento rimpatri, che istituzionalizza la soluzione dei centri di rimpatrio in Paesi terzi a livello Ue. 

“La maggioranza degli Stati membri ha preso parte al lavoro su soluzioni nuove e innovative che possono contribuire a ridurre i flussi migratori irregolari verso l’Europa e aumentare il tasso di rimpatri. Insieme, abbiamo ridefinito il dibattito europeo sulla migrazione e raggiunto un ampio consenso sulla necessità di una politica migratoria europea che sia al tempo stesso ferma ed equa”, proseguono i firmatari, prima di sottolineare l’importanza di “mostrare risultati concreti che facciano una reale differenza per i nostri cittadini e avanzare il prima possibile con soluzioni basate in Paesi terzi”. “Dobbiamo sfruttare appieno le nuove possibilità ed essere pronti ad affrontare efficacemente eventuali ostacoli residui per rendere le nuove soluzioni una realtà”, continuano i diciannove capi di Stato e di governo Ue, i quali ritengono che questo sia “il modo più efficace per smantellare i modelli di business dei trafficanti di migranti, eliminare gli incentivi alla migrazione irregolare verso l’Europa e garantire che coloro che non hanno il diritto legale di restare in Europa vengano rimpatriati”. Alcune iniziative “sono già operative, come la cooperazione Italia-Albania”, mentre altri Paesi “stanno lavorando per attuare le nuove possibilità, inclusi gli hub in Paesi terzi”. 

Nella lettera, i diciannove leader europei si impegnano a “guidare personalmente il percorso per assicurarci che le nostre visioni prendano vita” e incoraggiano gli Stati membri disponibili a “perseguire tali soluzioni e ad avviare contatti con potenziali partner. Incoraggiamo inoltre la Commissione a continuare a sostenere gli Stati membri in questi sforzi, anche con risorse finanziarie, e invitiamo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e altre organizzazioni internazionali competenti a partecipare attivamente al processo. È giunto il momento di agire e di ottenere risultati concreti”, concludono. Oltre alle leader di Italia e Danimarca, Giorgia Meloni e Mette Frederiksen, hanno firmato la lettera anche i capi di Stato e di governo di Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria. 

La premier, insieme ai primi ministri danese Mette Frederiksen e olandese Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio a margine del Consiglio europeo. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, si legge in una nota di palazzo Chigi, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria. La presidente Ursula von der Leyen “ha illustrato i principali filoni di lavoro della Commissione in ambito migratorio, soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze migratorie derivanti dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle iniziative necessarie per garantire una risposta europea efficace e tempestiva”. 

Nel corso della riunione, continua la nota, “è stato espresso apprezzamento per i risultati conseguiti negli ultimi mesi, tra cui l’istituzione della lista europea dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del nuovo concetto di Paese terzo sicuro, l’adozione della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, l’accordo politico sul nuovo Regolamento rimpatri e, più recentemente, l’inserimento di un riferimento al sostegno finanziario dell’Unione per le soluzioni innovative in materia migratoria nell’ambito dei negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale”. Meloni “ha sottolineato la necessità di passare rapidamente dalla definizione delle nuove regole alla loro concreta attuazione, a partire dal Regolamento Rimpatri. Richiamando la lettera congiunta inviata oggi insieme al primo ministro Frederiksen ed altri 17 capi di Stato e di governo Ue, il presidente del Consiglio ha evidenziato l’importanza di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili. A tale riguardo, la discussione tra i Leader ha fatto emergere l’interesse a valutare anche ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi”. 

Meloni ha avuto inoltre un confronto verbale, ieri durante il Consiglio europeo, con il collega spagnolo Pedro Sanchez proprio in materia di migrazionisecondo quanto riporta Il Mattinale Europeo. Secondo la ricostruzione, la premier danese – che è socialdemocratica ma è una ‘dura’ in materia di migrazioni – avrebbe lodato il regolamento rimpatri da poco approvato dal Parlamento europeo, cosa che avrebbe provocato l’intervento di Sanchez, anche lui socialista, che avrebbe criticato il medesimo provvedimento, ritendendolo inefficace. 

A quel punto Meloni avrebbe preso la parola, criticando la decisione della Spagna di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari, sostenendo che il provvedimento avrebbe un impatto anche sui Paesi vicini alla Spagna. Il collega belga Bart De Wever, un altro conservatore, avrebbe preso la parola a sua volta, sottolineando di essere dalla parte della collega danese. 

Un alto funzionario Ue conferma all’Adnkronos che “c’è stata effettivamente una discussione” tra Meloni e Sanchez, aggiungendo però di non poter entrare nei dettagli delle conversazioni avvenute nel Consiglio Europeo. Un secondo alto funzionario osserva che la cosa è stata “un po’ più sfumata”. Una terza fonte Ue non smentisce e non conferma: “No comment…”. Una quarta fonte Ue conferma che la ricostruzione “è corretta”, tuttavia il ruolo ‘guida’ nello scambio lo avrebbe avuto Fredriksen, con Meloni e De Wever a sostegno. Meloni e Sanchez hanno avuto un bilaterale prima del summit, confermando la linea comune in materia di Mff 2028-34, ma in materia di migrazioni ci sono differenze di linea politica tra i due leader che sono note e che nessuno dei due ha mai nascosto. 

Secondo una quinta fonte Ue, la protagonista principale dello scambio sarebbe stata la premier danese: “Ha detto – riferisce – che voleva un dibattito sulle migrazioni a livello di leader, che non si tiene da molto tempo”. A quel punto, il premier spagnolo ha ribattuto che non era il caso, e questo ha innescato il dibattito: a sostenere la premier danese non sono stati solo Meloni e De Wever, ma anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier ungherese Peter Magyar. A troncare il dibattito è stato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha rimandato la discussione ad un successivo summit Ue. 

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