Alta tensione Germania-Russia, Lavrov: “Accuse su Lipsia sono inizio di una vera guerra” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Le accuse dei Paesi occidentali e della Germania sul presunto coinvolgimento di Mosca nell’incidente con un drone all’aeroporto di Lipsia rappresentano, “in sostanza, l’inizio di una vera guerra”. Ad avvertire è stato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, citato da Interfax.  

“Lipsia, l’aeroporto… Hanno trovato un qualche drone. Hanno detto che era un drone russo e nessuno si è messo a verificare. Questo, in sostanza, è l’inizio di una vera guerra”, ha affermato il capo della diplomazia di Mosca. 

“Hanno espulso il consolato generale da Bonn, hanno annunciato di aver stracciato l’accordo. Stanno chiudendo la Casa Russa a Berlino – ha sottolineato Lavrov -. Ricordo che prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale, o meglio della Grande guerra patriottica, anche i tedeschi chiudevano le loro missioni diplomatiche”. 

Solo qualche giorno fa erano arrivate le neanche troppo velate minacce del vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, verso i tedeschi: “Berlino ha accusato la Russia di un attacco non provato all’aeroporto di Lipsia. Date le politiche neonaziste e ferocemente russofobe dell’attuale leadership tedesca – ha scritto Medvedev su Telegram -, un atto di sabotaggio inventato è la punizione più blanda per i loro peccati. Meriterebbero un attacco diretto contro tutti gli stabilimenti tedeschi di produzione di armi ed equipaggiamento militare per il regime ucraino. E molto probabilmente anche contro diverse altri luoghi a Berlino”. 

 

Il fallito attacco con un drone imbottito di esplosivo all’aeroporto di Lipsia “è stato condotto per conto della Russia”. Meno di una settimana fa, e per la prima volta dal 4 agosto scorso, data dell’incidente, il governo della Germania ha attribuito formalmente a Mosca la responsabilità dell’attentato, scatenando l’ira russa – con l’annuncio di rappresaglie -, ma anche raccogliendo la solidarietà di Unione europea e Nato. Che ora promettono una risposta alla guerra ibrida del Cremlino. 

A spiegare le conclusioni cui è giunto l’esecutivo tedesco è stato il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, in conferenza stampa a Berlino con il ministro degli Esteri Johann Wadephul. 

Dobrindt ha parlato ai giornalisti delle indagini della Polizia, spiegando che le conclusioni dell’intelligence indicano una responsabilità russa nel fallito attentato. Il ministro ha aggiunto che la tecnologia trovata sul posto e l’interazione tra i singoli elementi sono da considerarsi di livello professionale e ha indicato un livello elevato di conoscenze tecniche e un lavoro considerevole dal punto di vista organizzativo nella pianificazione e nell’esecuzione dell’attacco. 

“L’esecuzione finale del tentato attacco può essere attribuita ad agenti di basso livello – ha affermato -. Lasciatemi essere chiaro. Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida”. 

Di conseguenza la Germania ha annunciato la chiusura del consolato russo a Bonn, l’ultimo russo nel Paese, e di un centro culturale russo a Berlino, ha quindi reso noto il ministro degli Esteri Wadephul. 

“Ho disposto le seguenti misure, d’accordo con il cancelliere federale Merz: il consolato generale della Russia a Bonn verrà chiuso il 18 settembre. Verrà rescisso il contratto per la ‘Casa Russa’ a Berlino”, ha detto il capo della diplomazia tedesca. 

 

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Gp Monza, l’omaggio commosso di Vettel a Schumacher: “Hai ancora una gara da vincere” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “Hai ancora una gara da vincere”. Sebastian Vettel si commuove nel giorno del Gp di Monza di oggi, domenica 6 settembre, e omaggia così Michael Schumacher – sulle cui condizioni vige da anni il grande riserbo della famiglia, dopo il grave incidente sugli sci del 2013 – prima del Gran Premio d’Italia di Formula 1. Per una ventina di minuti, a circa due ore dal via della gara, il campione tedesco è sceso in pista davanti al pubblico dell’Autodromo, molto emozionato, al volante dell’iconica F2002 di Schumacher. Un momento dal forte valore simbolico, a 30 anni dalla prima vittoria del ‘Kaiser’ con la Ferrari in Italia, in un fine settimana in gran parte dedicato agli omaggi al leggendario pilota, suo connazionale. 

“Michael è stato l’eroe della mia infanzia. Negli anni abbiamo costruito un legame profondo e siamo diventati molto amici. Abbiamo condiviso tantissimi ricordi bellissimi, poter guidare la sua macchina rappresenta uno degli onori più grandi della mia vita” ha detto il quattro volte campione del mondo prima del Gp di Monza, spiegando di non aver esitato nemmeno un secondo appena saputo dell’opportunità di oggi. “Tornare in Formula 1, in un contesto così speciale, è un vero privilegio per me”. Il pubblico di Monza, in festa per l’appuntamento più atteso dell’anno, ha apprezzato.  

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Formula 1, oggi il Gp di Monza – Diretta – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Torna in pista la Formula 1, con una delle gare più attese del Mondiale. Oggi, domenica 6 settembre, si corre il Gp di Monza. Si riparte dalla sorprendente pole position al fotofinish di Pierre Gasly, il più veloce delle qualifiche con la sua Alpine. Pronto a dar battaglia fin dai primi giri George Russell, secondo in griglia con la Mercedes. In seconda fila le Ferrari: Charles Leclerc parte terzo, Lewis Hamilton quarto. Il leader del Mondiale piloti Kimi Antonelli scatterà dalla ventesima posizione a causa della penalità da scontare per il cambio della quinta power unit stagionale. Alle 15 il semaforo verde. 

Dove vedere lo spettacolo del Gp di Monza? La gara verrà trasmessa in diretta sui canali Sky Sport per gli abbonati, ma anche in chiaro su Tv8. Il Gran Premio d’Italia sarà visibile anche in streaming su Sky Go e Now e gratis su Tv8.it. 

La Formula 1 tornerà in pista nel prossimo weekend, che si chiuderà con il Gp di domenica 13 settembre a Madrid.  

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Forum Cernobbio, il sondaggio promuove il governo Meloni e boccia l’opposizione – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Gli imprenditori presenti a Cernobbio promuovono il governo di Giorgia Meloni dopo quasi quattro anni di attività, mentre si appesantisce il giudizio della platea sui partiti di opposizione. È quanto emerge dal sondaggio elettronico condotto in occasione della 52° edizione del Forum ‘Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive’ organizzato da Teha group, The European House – Ambrosetti a Cernobbio. 

Invitate a valutare l’operato dell’esecutivo su una scala da 1 (molto negativamente) a 9 (molto positivamente), oltre due terzi delle imprese (68,3% complessivo) esprimono un giudizio positivo (voti da 6 a 9). Nel dettaglio, il voto più frequente è il 7 con il 33,3% delle preferenze, seguito dal voto 8 scelto dal 20,0% dei rispondenti e dal punteggio massimo 9 (molto positivamente) pari al 6,7%. Assegna un voto 6 l’8,3% del campione. Si attesta al 10,0% il voto 5, mentre le valutazioni negative (voti da 1 a 4) si fermano complessivamente al 21,7%. 

Per quanto riguarda i partiti di opposizione, il cui operato viene giudicato negativamente (voti da 1 a 4) dall’83% degli intervistati, in aumento di dieci punti percentuali rispetto al 73,0% registrato nel 2025. Nel dettaglio, raddoppia la quota di chi assegna il voto minimo 1 (molto negativamente), toccando il 23,7% (contro l’11,9% del 2025); il voto 2 raccoglie il 18,6% (da 15,3%), il voto 3 si attesta al 25,4% (da 28,8%) e il voto 4 al 15,3% (da 17,0%). Il voto 5 scende al 10,2% (dal 13,6% del 2025), mentre i giudizi positivi complessivi (voti da 6 a 9) si dimezzano al 6,8% dal 13,6% dello scorso anno: il voto 6 registra il 3,4% (da 8,5%), il voto 7 l’1,7% (invariato), il voto 8 lo 0% (invariato) e il punteggio massimo 9 (molto positivamente) l’1,7% (dal 3,4% del 2025). 

economia

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Formula 1, Fia replica ad accuse Briatore su caso Gp Monaco: “Impegnati per garantire indipendenza e imparzialità” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – “La decisione di un tribunale può lasciare spazio a diverse interpretazioni e commenti riguardo ai suoi meriti giuridici, ciò è giusto e accettato da tutti i giudici. Il tribunale è fiducioso nella correttezza dei procedimenti e nell’integrità dei giudici”. La Fia risponde così, con un comunicato ufficiale sul caso dell’ultimo Gran Premio di Monaco, alle accuse dell’executive advisor di Alpine Flavio Briatore, spiegando che “i tribunali della Fia rimangono impegnati a garantire l’indipendenza e l’imparzialità dei propri giudici e l’integrità del processo giudiziario”. Ma cosa sta succedendo in Formula 1?
 

Al termine della gara dello scorso 7 giugno (vinta da Kimi Antonelli), il podio del Gp di Monaco aveva premiato Hadjar, favorito dalla penalizzazione di cinque secondi data a Gasly per eccesso di velocità in pit-lane. Il provvedimento era stato poi revocato, restituendo al pilota Alpine la terza posizione. La vicenda è tornata di nuovo sotto i riflettori a distanza di tre mesi perché la Fia ha accolto i ricorsi presentati da McLaren e Red Bull, riaprendo il caso e modificando ancora una volta la classifica finale della Formula 1. Il verdetto comunicato nella giornata di ieri ha quindi riportato Hadjar sul terzo gradino del podio, tra le polemiche. In particolare, la Federazione ha deciso di replicare alle parole di Flavio Briatore, che ieri in conferenza aveva detto: “Accettiamo il verdetto, non accettiamo che uno dei giudici non fosse indipendente e ci chiediamo il motivo di un rapporto con McLaren” (LEGGI L’ARTICOLO). Parole pronunciate con riferimento preciso al giudice Filippo Marchino, accusato da Briatore per una fotografia accanto a una McLaren risalente a un’iniziativa benefica del 2018.  

“I tribunali della Fia – si legge nella nota odierna – desiderano chiarire che la nomina e la partecipazione dei giudici in tale caso, come in qualsiasi altro caso, sono avvenute in conformità con le procedure giudiziarie applicabili della Fia e con la prassi abituale, che si ispirano ai più elevati standard, quali le linee guida dell’Iba sui conflitti di interesse nell’arbitrato internazionale”. E ancora: “Tutti i giudici sono eletti dalle Assemblee generali della Fia, alcuni di essi su proposta di un gruppo di almeno cinque scuderie di F1, in conformità con lo Statuto della Fia. Essi sono tutti soggetti ai requisiti di indipendenza e riservatezza contenuti nel Regolamento giudiziario e disciplinare della Fia, presentano ogni anno una dichiarazione di interessi al Responsabile della conformità della Fia e firmano una specifica dichiarazione di indipendenza per ogni singolo caso, tenendo conto della questione in esame e delle parti coinvolte, che viene notificata alle parti. Sia all’inizio che alla conclusione dell’udienza, le parti sono state invitate a sollevare eventuali questioni relative al procedimento o alla composizione del Tribunale. Nessuna lo ha fatto. Durante l’udienza non è stata sollevata alcuna obiezione riguardo al modo in cui il Tribunale ha interrogato il testimone o condotto il procedimento”. Una risposta netta su un caso che, nei giorni del Gran Premio d’Italia a Monza, continuerà a far discutere.  

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Lavoro: Teha, serve strategia nazionale per attrarre e valorizzare i talenti – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – La capacità di attrarre, trattenere e valorizzare capitale umano qualificato rappresenta una delle condizioni fondamentali per sostenere la competitività, l’innovazione e la crescita economica di un Paese. In un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche accelerate, transizione industriale e crescente competizione internazionale per le competenze, la perdita dei talenti costituisce una sfida strategica per il futuro del Paese. È quanto emerge dallo Studio “Comprendere e contrastare il fenomeno della perdita dei talenti: la Roadmap per l’Italia”, realizzato da Teha Group in collaborazione con Philip Morris Italia e presentato oggi nell’ambito della 52ª edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” di Teha, in una conferenza stampa cui ha preso parte il top management di Teha Group e Philip Morris Italia, insieme alla prof.ssa Giovanna Iannantuoni, Advisor Scientifico dello Studio.  

“La perdita dei talenti rappresenta una sfida strategica per la competitività dell’Italia. Nel 2024 oltre 141mila italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero, di cui circa 45mila laureati, e negli ultimi dieci anni il Paese ha perso oltre 300mila cittadini qualificati. Questo fenomeno incide sulla capacità dell’Italia di trasformare competenze, conoscenza e innovazione in maggiore produttività e crescita economica, generando per lo Stato un costo stimato di 7,2 miliardi di euro annui per la formazione di capitale umano che non contribuisce più al sistema Paese. Lo Studio individua una Roadmap concreta di policy per rafforzare la capacità dell’Italia di trattenere, attrarre e valorizzare talenti qualificati, con l’obiettivo di rilanciare la produttività e sostenere l’innovazione e la competitività del Paese”, ha commentato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e Teha Group.  

“Le persone e le loro competenze rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro del Paese. Dalla capacità di valorizzarle dipendono la qualità dello sviluppo economico, la forza dell’innovazione e le opportunità che sapremo offrire alle nuove generazioni. Per questo, la perdita dei talenti non può essere affrontata con interventi isolati, ma richiede una visione di sistema e una responsabilità condivisa tra imprese, istituzioni e mondo della formazione. Da questa consapevolezza nasce la Roadmap proposta dallo Studio, che guarda al talento non solo come a una questione legata al mercato del lavoro, ma come a una priorità strategica per la competitività e il futuro dell’Italia”, ha commentato Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris Italia. 

“Negli ultimi 25 anni, l’economia italiana ha mostrato una dinamica insoddisfacente della produttività, accompagnata da una debole capacità di innovazione e da una progressiva difficoltà nel valorizzare pienamente le competenze disponibili. La teoria economica e l’evidenza empirica convergono nell’individuare due motori fondamentali della crescita nel lungo periodo: il capitale umano e l’innovazione tecnologica. In questa prospettiva, il capitale umano costituisce una forma di investimento produttivo e il contrasto alla fuga dei talenti si colloca al centro di una più ampia strategia per la crescita italiana. Il Paese deve essere in grado di offrire un adeguato ‘rendimento del restare’, adottando un approccio integrato, capace di intervenire lungo l’intero ciclo di vita del talento e che possa rendere l’Italia un Paese più competitivo nel confronto globale per il capitale umano”, ha commentato Giovanna Iannantuoni, Professoressa Ordinaria di Economia Politica e già Rettrice, Università di Milano-Bicocca; Presidente, Fondazione Università Bicocca; già Presidente, Conferenza dei Rettori delle Università italiane – Crui.  

Nel 2024 oltre 141mila cittadini italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero, di cui circa 45mila, pari al 32% del totale, in possesso di almeno un titolo di laurea. I dati preliminari per il 2025 relativi al totale degli espatriati dall’Italia mostrano un ridimensionamento post effetti delle modifiche alla normativa sull’iscrizione al registro Aire (- 22,7% rispetto al 2024). Negli ultimi dieci anni il Paese ha perso oltre 300mila cittadini qualificati, con un impatto che va oltre la dimensione demografica e investe direttamente la competitività del sistema economico. La perdita dei laureati genera infatti ogni anno per lo Stato italiano un costo stimato in 7,2 miliardi di euro, riconducibile alla spesa pubblica sostenuta per la loro formazione, che salgono a 10,7-11,4 miliardi considerando anche il valore aggiunto potenziale non generato.  

Il fenomeno si inserisce in un contesto caratterizzato da alcune fragilità strutturali del sistema-Paese: la stagnazione della produttività, una quota ancora contenuta di laureati rispetto ai principali benchmark internazionali, una carenza di competenze Stem e la difficoltà nel generare opportunità professionali adeguate per i profili più qualificati. Per analizzare il fenomeno dal lato della domanda di competenze, Teha ha coinvolto la propria business community attraverso una survey rivolta ai vertici aziendali, con l’obiettivo di comprendere la percezione delle imprese rispetto alla gravità del fenomeno della perdita dei talenti, gli impatti sul business, le principali cause del fenomeno e le leve attivabili per attrarre e trattenere risorse qualificate. I risultati mostrano come la fuga dei talenti sia ormai considerata una priorità per il sistema produttivo. Il 93,9% delle imprese considera il fenomeno problematico o molto problematico per l’Italia, mentre circa un’azienda su due dichiara un impatto molto rilevante sul proprio business. Secondo le aziende coinvolte, la perdita dei talenti è legata soprattutto a retribuzioni basse rispetto al costo della vita, indicate dall’82,1% dei rispondenti.  

Seguono la ridotta fiducia nel futuro del Paese e nelle istituzioni, segnalata dal 46,4% delle aziende, e le scarse opportunità di lavoro, indicata dal 35,7%. La survey evidenzia inoltre come le imprese stanno già intervenendo per rispondere alla sfida dell’attrazione e della retention dei talenti: il 75% dichiara di essersi dotato di una strategia esplicita e strutturata di attraction, retention ed engagement, basata su formazione continua, lavoro flessibile e percorsi di carriera strutturati. Alla luce di queste evidenze sono già state implementate diverse iniziative a livello nazionale (es. il regime speciale lavoratori impatriati introdotto nel 2015 ed ampliato nel 2019 e il regime dedicato a docenti e ricercatori con un incremento, rispettivamente, di 2,1 e 2,8 volte nel numero dei beneficiari nel periodo 2021-2024) e a livello regionale. Ad integrazione dell’attuale quadro normativo, lo Studio propone una Roadmap nazionale per costruire una strategia organica in grado di agire sull’intero ciclo di vita del talento, dalla formazione all’ingresso nel mercato del lavoro, dalla permanenza in Italia al rientro dall’estero.  

La Roadmap propone cinque linee d’azione prioritarie: aumentare l’attrattività del lavoro qualificato attraverso incentivi alle imprese che investono nelle retribuzioni e nell’occupazione stabile; semplificare l’ingresso dei talenti internazionali con un Italy Talent Visa e procedure dedicate; rafforzare il collegamento tra università, ricerca e imprese mediante programmi di trasferimento tecnologico e formazione specialistica; sostenere l’insediamento dei talenti nei territori con misure a supporto della mobilità e delle famiglie; creare un ecosistema più competitivo per startup e innovazione attraverso incentivi agli investimenti e un fondo dedicato al deep tech. Le simulazioni sviluppate nello Studio evidenziano inoltre il costo potenziale dell’inazione e il valore economico associato all’attuazione delle policy individuate.  

In assenza di interventi strutturali, nello scenario inerziale al 2035 il Paese rischia di registrare un ulteriore indebolimento della propria capacità di trattenere e attrarre capitale umano qualificato, con una perdita cumulata stimata in circa 760mila laureati nel periodo 2025-2035. Tale dinamica comporterebbe il mancato recupero di oltre 120 miliardi di euro di investimento formativo e una perdita fino a 307 miliardi di euro di Pil potenziale nello stesso periodo. Al contrario, l’implementazione della Roadmap consentirebbe di recuperare potenzialmente fino a circa 119mila laureati entro il 2035 e un impatto economico positivo fino a 11,1 miliardi di euro di Pil aggiuntivo annuo nello scenario più ambizioso. 

economia

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Ostia, sangue in strada dopo l’omicidio‑suicidio di tre giorni fa: residenti sotto choc – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Sono passati tre giorni dall’omicidio-suicidio di Adriana Furlani, 82 anni, e di suo figlio Giorgio Prelec, 54. Ma sul marciapiede sotto al loro palazzo in via Mare di Tasman, proprio di fronte alla pineta di Procoio, è ancora visibile una enorme chiazza di sangue lasciata dopo la rimozione del corpo dell’uomo, lanciatosi dal terrazzo dopo aver ucciso la madre.  

“Tornavo dal lavoro quando ho notato la macchia – racconta Giulia all’Adnkronos – Io vivo duecento metri più avanti e qui, su questo marciapiede, ovviamente ci passo sempre. A parte l’impressione, mi sembra proprio assurdo che nessuno si sia preso la briga di ripulire”. Dello stesso avviso anche Matteo, che con suo figlio sul passeggino, si lamenta rammaricato: “Sembra quasi ci abbiano fatto tutti l’abitudine a storie di violenza. Chi viene a mettere un fiore o ad accendere una candela qui, in memoria di questa orribile strage familiare, deve stare attento a dove mettere i piedi e magari preoccuparsi che i bambini non vedano, per non dover loro spiegare cosa è successo”. Sentito dall’Adnkronos, il presidente del X municipio, Mario Falconi, assicura: “Non sapevo della cosa, ma andrò personalmente a verificare, perché il tratto di strada venga ripulito al più presto”. 

 

Era già successo il 26 giugno scorso, nel quartiere Casalotti di Roma, quando gli inquilini del palazzo in via Montiglio, dove vennero uccisi due coniugi bengalesi e la loro bambina, furono costretti il giorno seguente alla strage a camminare sulle tracce di sangue lasciate sulle scale, sulle pareti e sulle porte nella fuga disperata del figlio maggiore delle vittime inseguito dall’assassino. (di Silvia Mancinelli) 

cronaca

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Meloni: “Il Sud cresce più della media nazionale, ora priorità per i troppi ragazzi che vanno via” – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Durante la visita di oggi, sabato 5 settembre, a Policoro nel Materano la premier Giorgia Meloni ha rivendicato la linea del governo sul Sud d’Italia, ricordando che “abbiamo sempre avuto un’idea diversa rispetto a chi pensa che i problemi si risolvano con la clientela o che il Mezzogiorno sia un problema da gestire”. Meloni ha sottolineato che l’esecutivo “ha fatto una scommessa diversa per dimostrare che il Sud poteva essere la locomotiva d’Italia”, citando l’aumento degli investimenti, la crescita delle infrastrutture e la Zes unica, che “ha generato da sola 60 miliardi di investimenti”. 

Secondo la premier, oggi “l’occupazione e il Pil qui cresce più della media nazionale”, risultati che confermerebbero la strategia adottata. Meloni ha, poi, indicato la nuova priorità: “Serve una politica che si ponga il tema dei troppi ragazzi che se ne vanno. Troppi giovani che questo territorio forma, investendo, e che poi vanno a spendere altrove ciò che qui è stato costruito. Questa è la prossima sfida”. 

 

A Policoro, dopo i danni della tromba d’aria di tre giorni fa, la presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno del governo per la città jonica, spiegando che “se siamo qui è per questo” e facendo i complimenti al territorio per la reazione immediata: “C’è stata una grande voglia, una grande capacità di rimboccarsi le maniche, di riaprire, continuare a lavorare, fare quello che era possibile fare. Non si registra sempre”.  

Rispondendo ai cronisti sulla richiesta di stato di emergenza e calamità naturale, Meloni ha ricordato di aver incontrato i rappresentanti locali e di aver visitato alcune attività turistiche sul lungomare, sottolineando la necessità di sostenere chi ha subito i danni. 

politica

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Vannacci-Monti, a Cernobbio il confronto fra due mondi lontanissimi: uno legge, l’altro fa scintille – di Redazione Ciaoup

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(Adnkronos) – Il confronto a Cernobbio fra il leader di Fronte Nazionale, il generale Roberto Vannacci, e il senatore a vita Mario Monti non tradisce le attese. Due mondi lontanissimi, due codici di comunicazione altrettanto diversi, in un contesto sicuramente più favorevole, per consuetudine e formazione, all’ex premier.  

Più impacciato il neofita Vannacci. Prima indugia più volte sull’accostamento tra il primo lancio con il paracadute e il debutto di fronte al gotha dell’impresa italiana, senza nascondere una comprensibile apprensione per l’ peappuntamento con Cernobbio. Poi, una volta in sala, legge, con rigore e disciplina, il testo che gli è stato preparato. Molto più disinvolto Monti, che si muove da padrone di casa e fa scintille, rispolverando una vis polemica che in passato ha mostrato più volte di possedere.  

Si parla molto di Europa, stretta fra il leit motiv vannacciano, “un campione di regole” che ha “una strategia schizofrenica” sull’Ucraina, e la difesa di stampo ‘bocconiano’, che diventa un contrattacco frontale, “combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo”. E, ancora, i riferimenti a un programma che “in molti punti viola la Costituzione” e che porterebbe l’Italia fuori dall’Europa e l’ironia sulle curiosità personali sollevate dall’applicazione delle teorie del professor Lorenzo Gasperini, che ha ispirato la piattaforma vannacciana. A partire dalla ritorsione auspicata, l’esclusione dalla vita sessuale, per i giovani che si sono vaccinati.  

Più prevedibile il taglio dell’intervento di Vannacci, che la platea del Forum Teha aveva già messo in conto, forse meno scontata la contro narrazione di Monti, che nei corridoi di Villa d’Este è stata accolta con una certa complicità: Il professor ha messo al suo posto il generale, è la sintesi che ricorre nei capannelli di imprenditori che si soffermano lungo il lago, quando il confronto è appena concluso.  

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